tram e trasporto pubblico a Roma

Ultime dalla rete romana di trasporto pubblico

Anno 2020, gennaio-giugno

[luglio-dicembre][indice] [proclami e promesse]


Ancora sulla Roma-Giardinetti (ma ci hanno proprio stufato)

9 marzo. Da Repubblica:

"Tutto sembra molto confuso", spiegano Legambiente Lazio e l'associazione TrasportiAmo. Che hanno pertanto deciso di fare richiesta di accesso agli atti per verificare lo stato dell'arte del progetto: "Non è per nulla chiaro", dicono. Tra l'altro, "il progetto non è mai stato ufficialmente presentato". Anche "le relative osservazioni del Ministero" risultano essere "poco convincenti".  
Il riferimento è al futuro ampliamento, ovvero alla conversione dello scartamento dell'infrastruttura, da ridotto (950mm) a ordinario (1.445mm). "Negli ultimi giorni - spiega David Nicodemi, presidente di TrasportiAmo - è trapelata la notizia secondo la quale il ministero delle Infrastrutture e trasporti non avrebbe imposto la conversione dello scartamento a Roma Capitale". Da qui, la decisione di vedere le carte.

Ma è possibile che non abbiano ancora capito che è tutta una finta? Che nessuno ha realmente l'intenzione di imbarcarsi in una assurda operazione come quella che caldeggiano?

Filobus dell'EUR in crisi?

3 marzo. Da RomaToday.

Da circa due settimane, procedendo in direzione Centro, i filobus diretti al Capolinea di fonte Laurentina staccano l’alimentazione all’altezza di via Ignazio Silone, quindi in modalità elettrica fanno un terzo del percorso. In senso opposto, i mezzi che viaggiano verso la stazione di Eur Laurentina, partono con il diesel e si agganciano alla corrente all’altezza della rotatoria di Tor Pagnotta.

Una causa dell'inconveniente potrebbe farsi risalire ad un incidente avvenuto il 18 febbraio u.s., quando un autobus della linea notturna 74 urtò un palo dell'illuminazione pubblica oppure all'avvallamento di alcuni tombini, per quanto non si veda come tutto ciò possa causare la mancanza di corrente al filobus. Comunque, la cosa va avanti da un bel pezzo e sembra che i filobus in marcia autonoma consumino la bellezza di un l/km circa di gasolio: una lode all'economia di esercizio e all'ecosostenibilità.

Niente tram dei Fori, ma funivie ad oltranza

15 febbraio. Il tram dei Fori è già tramontato. Da Huffpost.

Roma avrà oltre 500 milioni di euro per i trasporti: ottenuti fondi dal Mit per 2 nuovi tram (Togliatti e Tiburtina) e funivie Battistini- Casalotti ed Eur Magliana-Villa Bonelli. Un’ottima notizia per i cittadini... "Le istituzioni unite vincono". Lo rende noto la sindaca Virginia Raggi in un tweet.

Nel decreto ministeriale con il riparto delle risorse per il trasporto rapido di massa sono inseriti interventi per diverse città italiane. Per la Capitale si prevede: l’acquisizione di nuovo materiale rotabile per la rete tranviaria (quasi 159 milioni di euro), per la funivia Battistini-Torrevecchia-Casalotti (109 milioni circa), per il tram sulla Togliatti (184 milioni circa), per la funivia Eur Magliaia*-Villa Bonelli (quasi 30 milioni), per il tram sulla Tiburtina (oltre 23 milioni).

* Cioè Magliana (non si tratta di quella che rammenda le maglie).

Tutto ciò non necessiterebbe di commenti; per il tram sulla Togliatti, nostro sogno da 49 anni, aspettiamo con rinnovata fiducia l'inizio dei lavori e l'apparire all'orizzonte di nuovi rotabili; per le funivie, si tratta oramai di questione dotata di periodicità, si ripresenta ad intervalli di tempo prestabiliti. Circa le istituzioni unite che vincono, di queste vittorie abbiamo avuto molti esempi. Ma c'è dell'altro (da Il Tempo, che ci anticipa i nuovi futuri tram presentando una 9200 con fanali rettangolari anzichè rotondi, vera innovazione tecnologica):

Il Campidoglio aveva presentato anche altri due progetti al Ministero la cui documentazione, però, non era sufficiente e andrà integrata entro il prossimo 30 aprile per essere ammessi al finanziamento governativo. Si tratta del tram lungo l’asse via** Corrado Ricci-via Cavour-Piazza Vittorio e del trenino della Casilina, la Roma-Giardinetti, di proprietà della Regione Lazio ma con trattativa aperta per la cessione al Comune. Quest’ultimo dovrà essere trasformato da trenino a tram ordinario e ne sarà modificato il tracciato: non più capilinea a Giardinetti ma a Tor Vergata da una parte e dall’altra non più alle Laziali ma su fino a Termini.

** Cioè largo.

Due progetti già giustamente respinti dal ministero.

P.S. - Abbiamo finalmente capito che, nella notizia del 12 gennaio, "riparto" sta per distribuzione, spartizione, ecc. (ad es. di calci nel sedere, operazione che sarebbe oggi quanto mai necessaria): ma perchè non usare parole più comuni e comprensibili?

Tram ai Fori Imperiali: da UTP

12 febbraio. Riceviamo da UTP e pubblichiamo.

L'Associazione Utenti del Trasporto Pubblico, in merito al tram ai Fori Imperiali, interviene per raddrizzare un po' di cose. Finalmente hanno capito che si devono fare entrambe le linee, quella di Via Nazionale e quella di Via Cavour-Fori. E che si deve fare un sistema a rete utilizzabile da una consistente pluralità di linee. Tuttavia, fesserie colossali come passare davanti al Monumento e fare tratti senza fili dimostrano solo che la reale intenzione sembra essere quella di non fare assolutamente nulla e pigliarci in giro per anni con progetti irrealizzabili. Viceversa, va evitato di passare davanti al Monumento, Piazza Venezia va invece circumnavigata, passando davanti Palazzo Generali, tra Madonna di Loreto e Via del Plebiscito.

E sui Fori il tracciato da seguire è quello del sedime della demolita Via di Testa Spaccata. In questo modo si può fare l'impianto con i fili lungo tutta l'estensione, al 100%. Senza inventarsi cose strane, complicazioni inutili e fisime cielipulitiste.

Che l'8 debba passare per Via Nazionale è sicuro, ma che servano pure altre linee anche sull'altro tracciato è altrettanto sicuro (passante Prenestina-Trastevere-Marconi previsto dal PUMS, linea per Termini su Via Cavour, che potrebbe poi passare per Corso Rinascimento). L'UTP insisterà per questo modello di esercizio.

Roberto Donzelli

P.S. I contrari sdraiati in piazza? Sì, certo, in quella all'inizio dello stradone...


Soluzioni varie più o meno utopistiche (G. de Grisantis).

Nota del webeditor. Se vogliamo offrire a questi delle soluzioni valide, ammesso che ne valga la pena perchè sembra chiaro che non intendono fare niente, occorre studiare qualcosa di semplice, di immediato, e non pretendere di trasformare la zona tra largo Argentina e piazza Venezia in uno scalo di smistamento del passato (con il montaggio di 34 scambi e un incrocio).

Ci risiamo: altre innovative ed ecosostenibili promesse tramviarie

10 febbraio. ...che sarebbero poi un tram in via dei Fori Imperiali e per via Cavour fino a piazza Vittorio.

Da RomaToday. Il tram 8 arriverà fino alla stazione Termini. Forse, finalmente, un sogno pronto ad avverarsi. In città se ne parla da almeno un decennio e ora l'amministrazione M5s vuole tentare l'accelerata sul progetto. Oggi la presentazione dello studio in commissione Mobilità. I binari, che attualmente si fermano al capolinea di largo Berlinguer, proseguiranno e passeranno davanti al marciapiede del Vittoriano, poi su via dei Fori Imperiali e infine su via Cavour fino a piazza Vittorio...

Del tram su via di Fori Imperiali non si parla da un decennio, ma da qualcosa di più: per quel che ci consta, la prima volta che se ne parlò fu nel 2004, quindi 16 anni or sono e da allora la chiacchiera è stata ripetutamente e pappagallescamente riproposta con ridotte variazioni, fino ad oggi quando sarà presentata alla commissione mobilità (non dubitiamo che sarà unanimemente accolta con entusiasmo...). Qui ci dicono che il binario transiterà davanti al Vittoriano, così che nelle occasioni in cui i grandi di turno dovranno presentarsi per qualche quisquilia davanti all'altare della patria, i tram si fermeranno e i conducenti si schiereranno davanti alle vetture in posa militaresca. Lasciato il Vittoriano, procedendo per via dei Fori Imperiali il tram svolterà a sinistra per largo Corrado Ricci, da dove proseguirà sull'ormai consolidato (e bocciato dal ministero dei trasporti) percorso per via Cavour fino a piazza Vittorio.

... A piazza Vittorio poi si dividerà in due tratte: una parte correrà fino a Termini, l'altra fino alla via Prenestina. Da un lato quindi nascerà la nuova linea 8 Casaletto-Termini con collegamento dalla metro C a Venezia alla stazione, dall'altro una linea 'Est-Ovest' Casaletto-Prenestina.

Questa è una novità. Da una parte si andrà a Termini, con un capolinea che non si capisce dove possa mettersi (certo non sullo strettissimo anello che già con difficoltà ospita il 5 e il 14) e dall'altra il tram si lancerà sulla Prenestina divenendo una linea "est-ovest",

Così il progetto della cosiddetta linea tramviaria dei Fori inizia a definirsi. Con i lavori che procederanno in parallelo rispetto all'iter per la realizzazione della stazione 'Venezia' della metro C. I due cantieri si intrecceranno nella stessa area. Chiederemo fondi entro giugno.

Va bene, se la nuova linea dovrà seguire i lavori per la metro C stiamo tranquilli. Naturalmente

La nuova linea... non avrà linea aerea e sarà una sorta di passeggiata verso i Fori fino allo sfioccamento.

Sorvoliamo sul fatto che il nuovo tram viaggerà senza linea aerea, forse ci diranno poi quale dei tanti innovativi sistemi che si propongono verrà adottato e sulla passeggiata che non si capisce chi la farà (il tram?), ma ci troviamo davanti ad uno "sfioccamento" che ci fa ricordare il "fiocco" di un altro grande progetto che nel frattempo sarà certamente andato in porto, quello della linea per viale Marconi (non è comunque chiaro cosa intendano per fiocco e sfioccamento). Ma attenzione, una specie di fulmine a ciel sereno è in arrivo:

Il presidente della commissione, Enrico Stefàno, ha aggiunto che obiettivo dell'amministrazione è chiedere i finanziamenti entro giugno sia della linea dei Fori, che della stazione Venezia della linea C, che della linea tranviaria Tva (la Termini-Vaticano-Aurelio, ndr) che passerà anch'essa a piazza Venezia ma dal lato opposto della piazza.

Accidenti, questa sì che è grande: non solo la linea 8 per via dei Fori Imperiali, non solo la stessa portata a Termini e sulla Prenestina, ma guarda chi si rivede: la TVA, orgoglio e sogno infranto dell'architetto Insolera nel 1999, rispolverata anche in uno degli ultimi PUMS con la peregrina idea di portarla all'Auditorium. In ogni caso, entro giugno chiederanno i finanziamenti per tram, TVA e, perchè no, metro C, dopo di che in piazza Venezia ci saranno i binari della 8 davanti al monumento a Vittorio Emanuele e allo sbocco del Corso per la TVA; non mancherà certo un binario di raccordo tra le due linee e, naturalmente, qualche binario di sosta: piazza Venezia tornerà agli splendori tramviari dell'epoca della SRTO. Ma, naturalmente, non tutti sono d'accordo:

Rispetto alla proposta di far passare il tram da largo Corrado Ricci fino a piazza Venezia, contenuta nella delibera in discussione, io, con, spero, centinaia di altri esperti e cittadini mi sdraierò in terra per impedirlo perché quella non è una strada.

Ma per piacere.

Temporanea e parziale chiusura della Roma Nord e altro

28 gennaio. Da voci, si dice provenienti dalla Regione, la tratta extraurbana della ex SRFN, da Sacrofano a Viterbo, dovrebbe chiudere per 15 mesi per non meglio precisati lavori. Si parla del raddoppio del binario, ma per raddoppiare 80 km di binario da noi ci vorrebbero 15 anni e non 15 mesi, tenuto anche conto degli espropri necessari per far spazio al secondo binario, con l'usuale strascico di proteste e ricorsi; si parla anche di installazione del sistema di controllo SCMT, ma quest'ultimo richiede la presenza delle segnalazioni a luce di colore sulla linea, che nella fattispecie non si sono mai avute (a meno che non intendano lo ERTMS come sulle linee ad alta velocità...), Anche sulla data di inizio dei lavori non c'è niente di certo, parlandosi vagamente del prossimo autunno. Non vorremmo essere tacciati del solito pessimismo, ma finché non vediamo l'inizio dei lavori...

Collegamento Valle Aurelia-Vigna Clara. Sarebbe attivato entro l'anno; ma anche qui, finchè non vediamo il primo treno circolare...

Aggiornamento sulla Roma Nord. Si precisa la precedente notizia: il raddoppio del binario sarà soltanto tra Montebello e Riano, non fino a Viterbo; di conseguenza non si capisce il totale fermo della linea.

Tra un anno inizieranno i lavori di raddoppio della Roma-Viterbo FS, nella tratta Cesano di Roma-Vigna di Valle; la coincidenza tra le due date, anche se ancora incerte, lascia sospettare che la tratta Riano-Viterbo della ex SRFN sia destinata alla chiusura (ma non è che confondono la SRFN con la Roma-Viterbo FS, come quando promettevano il raddoppio di quest'ultima fino a Cesano?).

Linea a scartamento variabile

28 gennaio. Ossia un giorno 950 e l'altro 1445 mm e si tratta ovviamente della solita Roma-Giardinetti che a Giardinetti non arriva, ma per la quale la commissione mobilità ha largamente discusso in una riunione del 27 u.s.; commentiamo qualche brano del "Progetto ammodernamento e prolungamento ferrovia Roma Giardinetti".

... nel 2017 chiuse a marzo la ferrovia, con forti ripercussioni sulla Casilina e la rete di metropolitane. Questo ci ha reso più convinti sul non dover dismettere l'infrastruttura, prolungandola fino a Tor Vergata. La destinazione finale deve essere l'A1 Roma-Napoli a sud, e Termini al centro.

Quindi non ci contentiamo più di Tor Vergata, ma andiamo oltre, verso l'autostrada Roma-Napoli (quanto a Termini, la cosa è abbastanza problematica). Poi ci dicono anche che, visto che il ministero impone lo scartamento ordinario, occorre obbedire e aggiorneranno il progetto della linea entro il 30 aprile, cioè fra tre mesi...

Con questa prescrizione dello scartamento ordinario certamente ci saranno delle chiusure per tratte funzionali. L'input del Ministero ci spinge a lavorare prima sulla parte esterna Togliatti-Tor Vergata, innestandola sulla tramvia finanziata. La linea ha un bacino di utenza con 70.000 persone al giorno e una capacità oraria di 2.500 persone. Presenteremo il 30 aprile un progetto rivisitando lo scenario trasportistico. Emergeranno sicuramente degli approfondimenti sul nodo di Porta Maggiore, sui quali stiamo lavorando già oggi. Presenteremo un progetto che rimane sullo stesso sedime a scartamento ordinario.

Qui c'è parecchio da osservare. Innanzitutto che significa "chiusure per tratte funzionali"? cosa si chiuderebbe? Si inizierebbe sulla tratta esterna a causa dell'input (?) del ministero e non perchè la parte interna sarebbe ben più difficile? Ma alla fine si afferma che la sede della linea rimarrebbe la stessa, cioè, in particolare, da porta Maggiore fino alla circonvallazione Casilina: ma si vogliono mettere in testa che da quella parte della Casilina il binario va eliminato? che lo scartamento ordinario non è detto sia compatibile col passaggio nel sottovia? che sulla Casilina fino al Pigneto il doppio binario già occupa metà della sede stradale abbastanza stretta e che con lo scartamento ordinario ne occuperebbe ancora di più? Se è questa la "rivisitazione" dello "scenario trasportistico"...

Ricordo che abbiamo avuto i fondi per il tram Togliatti Ponte Mammolo-Subaugusta. Abbiamo ipotizzato quindi di cantierizzare prima Togliatti-Tor Vergata per mettere in esercizio qualcosa.

Cosa c'entra la linea sulla Togliatti, per la quale, anche se hanno avuto i fondi, non si farà mai niente? E si "cantierizza" la tratta esterna della Giardinetti tanto per fare qualcosa? Infine, si riconosce che

Non è un semplice cambio di binari, ma bisogna integrarlo cogliendo le nuove occasioni. In primis c'è la questione del deposito, da riorganizzare completamente. In secondo luogo vogliamo riqualificare la Casilina (togliendo i guard rail). (...) Il flussogramma ci mostra come la linea collabora con la metro C, non togliendo passeggeri ma anzi aggiungendoli. (...) Togliere i binari da Porta Maggiore è impossibile, sebbene suggestivo. (...) Stiamo facendo un approfondimento multiscenario per vedere come soddisfare la richiesta del ministero. (...). Questo è uno scenario trasportistico che mostra come il trenino porta utenti sulla linea C, piuttosto che toglierli."

Quindi togliere il guard rail a protezione del binario è una "riqualificazione" della Casilina? Magari poi togliamo anche il marciatram in modo da permettere ad auto e simili di marciare sui binari, riqualificando ancor più. Si parla poi di un "flussogramma", oggetto a noi ancora sconosciuto, mentre sembrerebbe suggestivo, quasi eccitante, togliere i binari da porta Maggiore. Dopo un "approfondimento multiscenario", ci risiamo con lo scenario trasportistico. Ma si può sapere che dicono? almeno evitino di usare la parola "trenino".

Lo scartamento ordinario porta con sè due problemi: uno è la precondizione del tombamento completo del Pigneto, che è previsto parzialmente, il secondo riguarda la scarsa capacità residua del nodo di Porta Maggiore, che materialmente non può ospitare un'altra linea tram.(...) qualora non fosse possibile il ritorno allo scartamento ridotto, la proposta che facciamo alla Commissione per soddisfare le richieste del Ministero e superare le problematiche dello scartamento ordinario è quella di riconvertire l'intero tracciato a scartamento ordinario, salvando i binari su via Giolitti ed il passaggio rapido per il Ponte Casilino.

Si sa benissimo che di tombare il Pigneto per il momento non se ne parla nemmeno. Per quanto riguarda porta Maggiore, nessuno si ricorda della felice epoca nella quale vi passavano le linee di tram 11, 12, 13, 14, 30 con frequenze di transito ben maggiori di quelle attuali? Alle tre scalcagnate linee che vi passano oggi non se potrebbe aggiungere una quarta? Che significa salvare i binari su via Giolitti? lasciare i binari come sono, salvo portarli a scartamento ordinario? E quale sarebbe il "passaggio rapido" per il ponte Casilino?

Le criticità che segnaliamo e le cose che chiediamo sono: un accesso per il tempio di Minerva Medica, da poco restaurato; dei lavori sui pali che sono assolutamente antiestetici; la ripresa di tensione elettrica a Porta Maggiore, per evitare gli incidenti che ci sono stati.

A parte l'accesso al tempio di Minerva (del quale, in fin dei conti, ci importa poco), i pali sono antiestetici perchè sostengono una linea ad alta tensione, ma siccome nessuno si è finora preoccupato di stabilire se oltre allo scartamento ridotto si vuole mantenere anche l'alimentazione a 1600 V, la cosa non può essere discussa. Circa poi la "ripresa di tensione elettrica a porta Maggiore", causa di incidenti, riteniamo si voglia accennare alle lunghe zone neutre presenti sul filo di contatto della ferrovia agli incroci con i binari tramviari, ma anche qui se non ci si decide sulla tensione da adottare sulla futuribile linea non si conclude niente. Segue un brano oscuro:

Nel progetto presentato al Ministero c'è sicuramente il cambio di elettrificazione o l'adozione del pacco batterie.

Il cambio di elettrificazione potrebbe essere il passaggio da 1600 a 600 V, ma che c'entra un "pacco batterie"? vogliamo tornare alla trazione ad accumulatori dell'inizio del secolo XX? Infine, una proposta saggia:

Più probabile un potenziamento del 106, che riaccendere la Giardinetti.

E allora finiamola qui, non prima però di aver segnalato un'ultima perla:

Il Ministero ha valutato che il criterio dell'interoperabilità dei tram sullo scartamento ordinario è fondamentale.

Attenzione: "interoperabilità dei tram" vuol dire che il tram che sostituirebbe la ex Fiuggi dovrebbe essere in grado di circolare sull'intera rete esistente. Ma guarda.

Ci siamo con i Breda...

17 gennaio. ...filobus: il 14 u.s. la 8602, in servizio sul 90, si è divisa in due e la semicassa posteriore, sorretta solo dal terzo assale, si è appoggiata sulla sede stradale (peccato non aver potuto assistere al funzionamento dell'innovativo filobus a semicasse sganciabili). E, per favore, non cominciamo con la solita giustificazione dei rotabili vecchi: il filobus in oggetto è del 2011, ma è entrato in servizio nel 2017.

Qualcuno ricorda questa data?

13 gennaio. 1° novembre 2013, Rocca di Papa: le massime autorità del luogo solennemente posano la prima pietra della nuova funicolare, che ripristinerà l'impianto del 1932 chiuso il 15 gennaio 1963, un mese dopo la soppressione della linea tramviaria per Valle Vergine. Si tratta, naturalmente, di opera strategica ed ecosostenibile, che porrà fine alla necessità, per gli autobus da Roma, di arrampicarsi fino a Rocca producendo un non precisato, ma senza dubbio ingente, quantitativo di CO2; gli autobus faranno invece capolinea alla stazione inferiore della nuova funicolare, dove sono previsti nuovi e funzionali locali. I tempi di costruzione e attivazione della funicolare, inizialmente e alquanto imprudentemente stabiliti in 200 giorni*, saranno poi aggiornati in 40 mesi, operazione del tutto inutile visto che da quel giorno sono passati sei anni, due mesi e tredici giorni e dell'attivazione del nuovo ed ecologico mezzo di trasporto non si è vista nemmeno l'ombra. La funicolare è stata, sì, costruita nel tempo previsto e di ciò occorre dar merito alla ditta che ha eseguito i lavori, ma è sempre lì, ferma, a fare da monumento all'insipienza e all'approssimazione di chi allora amministrava (non che oggi le cose andrebbero diversamente...): il motivo? manca una strada degna di questo nome per raggiungere la stazione inferiore (naturalmente, promesse e proclami a non finire sulla realizzazione della viabilità necessaria alla funicolare... e si vede con quale seguito).

* Nel dicembre del 2013 era anche apparso, sul luogo, un cartello indicante che i lavori, iniziati il precedente 18 novembre, sarebbero terminati il successivo 7 luglio; il cartello poi rapidamente sparì.

Vaneggiamenti

12 gennaio. Col nuovo anno proseguono i vaneggiamenti e le fantasie sulla ex Roma-Fiuggi: l'ultimo sostiene la convenienza di 1) prolungare la linea a Tor Vergata, 2) mantenere lo scartamento ridotto e 3) riportare la linea a Termini. Il punto 1) è oramai diventato una specie di chiodo fisso sul quale si batte e si ribatte, ma nessuno ha mai detto come si attraverserebbe la Casilina, se su viadotto, in sotterraneo o con attraversamento a livello protetto da croce di S. Andrea con scritto Attenti al treno! Circa il 2) saremmo curiosi di sapere se oltre allo s.r. si prevede anche il mantenimento dell'alimentazione ad alta tensione. Il punto 3) è poi il più oscuro: la linea verrebbe prolungata a binario unico per via Giolitti (forse aderente ai fabbricati della stazione, impedendo qualsiasi tentativo di sosta per altri utenti della strada, con notevole vantaggio per la riduzione della CO2 nell'ambiente? o dall'altro lato, bloccando l'accesso dalle traverse e quindi riducendo il traffico nella via, con analogo vantaggioso risultato? o infine al centro della strada?) fino al capolinea, che però non ci si chiarisce dove starebbe, ovviamente perchè nessuno è in grado di trovare lo spazio libero per realizzarlo (salvo demolizione di edifici esistenti, ma forse si pensa ad un capolinea sotterraneo raggiungibile con una rampa per es. da via Gioberti; oppure si faranno prestare un binario dalle ferrovie).

P.S. - L'articolo in questione è irto di termini incomprensibili per noi poveri dilettanti. Ad es., cosa è un "bias" (dovrebbe essere qualcosa di terribilmente negativo); oppure un "attacco nabla" (l'unico nabla che conosciamo è un simbolo matematico); o anche il "riparto 2019" ("riparto" fu a lungo un termine usato in ferrovia al posto del più comune "reparto").


Home Page presentazione indice notizie

rev. 09/03/20