tram e trasporto pubblico a Roma

Ultime dalla rete romana di trasporto pubblico

Anno 2020, gennaio-giugno

[luglio-dicembre] [indice] [proclami e promesse]


Comunicati UTP ecc. sulla Roma-Giardinetti

19 maggio. Visto che i comunicati in oggetto seguono ad arrivare con immutata frequenza, per non sovraccaricare il presente file saranno d'ora in poi caricati in un file apposito.

 

Aggiornamento ufficiale dei finanziamenti ottenuti dall’amministrazione capitolina sul trasporto rapido di massa.

26 maggio. Riceviamo dall'ing. Andrea Spinosa e pubblichiamo.

Aggiornamento ufficiale dei finanziamenti ottenuti dall’Amministrazione capitolina sul trasporto rapido di massa.

I fondi sono quelli istituiti dall’art. 1, comma 1072 della legge 27 dicembre 2017, n. 205, che dispone la ripartizione del fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese. Per la procedura di cui all’anno 2018 (riparto 2018), risultano iscritti in bilancio complessivi euro 2.348.000.000; per quella di cui all’anno 2019 (riparto 2019), a valere sulle risorse di cui all’art. 1, comma 95 della legge 145/2018, risultano iscritti in bilancio complessivi euro 1.333.887.321,00. La procedura nazionale ha avuto inizio con la pubblicazione dell’avviso di presentazione istanze per accesso alle risorse per il trasporto rapido di massa pubblicato il 1° marzo 2018 sul sito web del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Al termine di una lunga istruttoria sono stati ammessi 17 progetti sui 28 presentati. Per la città di Roma sono finanziate 5 delle 7 istanze presentate. Segue quanto emerge dal DM 607 del 27 dicembre 2019 [1] (la prima cifra è il costo ammissibile, la seconda il finanziamento).

Totale richieste: 506.214.000,01; totale finanziamenti: 506.214.002,01.

Il nucleo istruttore del MIT decide di non rigettare le proposte non ammesse a finanziamento ma di rimandarle richiedendo delle integrazioni del materiale consegnato, integrazioni da trasmettere entro il 30 aprile 2020. Tale scadenza, a causa delle misure di contenimento dell’epidemia di nuovo coronavirus, è stata successivamente rinviata al luglio 2020. Degli 11 progetti rimandati, lo stesso MIT ha specificato che di due non sarà necessario ripetere l’istruttoria perché erano già stati valutati positivamente ma erano stati rinviati solo perché i tempi richiesti dalle modifiche progettuali non erano compatibili con la pubblicazione del DM 607/2019; tra questi la Metro Mare di Rimini e la Termini-Giardinetti-Tor Vergata. Questi, una volta espletate le integrazioni progettuali richieste dallo stesso MIT, possono essere già finanziati nell’ambito del riparto 2019, senza attendere il completamento della procedura. Pertanto, l’istanza di Rimini viene ammessa a finanziamento con deliberazione della conferenza unificata stato-regioni del 31 marzo; il progetto della Termini-Tor Vergata in quella del 21 maggio [2]. La situazione aggiornata per Roma è quindi la seguente:

Totale finanziamenti concessi a Roma Capitale: 720.038.300,48.

[1] Si veda: http://www.mit.gov.it/normativa/decreto-ministeriale-n-607-del-27-dicembre-2019.
[2] Si veda: http://www.statoregioni.it/it/conferenza-unificata/seduta-2020/seduta-del-21052020/report/

Prendiamo la notizia con l'usuale scetticismo, convinti che da questa amministrazione non vedremo mai una nuova vettura tramviaria o un nuovo metro di rotaia. Circa la solita Guardinetti, il rinvio dell'esame delle proposte è tipico dell'attuale governo ed è evidente che non se ne farà niente e, non avendo nessuno il coraggio di prendere la decisione corretta che è quella di chiudere ciò che resta, la linea si esaurirà decomponendosi un po' alla volta.

Linee S

18 maggio. Venti anni fa abbiamo avuto le linee J, servite da "lussuosi" autobus di tipo turistico; di nessuna utilità finirono miseramente nel 2001. Oggi ci propinano le linee S, come si legge su Repubblica del 15 u.s..

Una flotta composta da 70 pullman privati 'Gran Turismo per potenziare le linee di superficie e i collegamenti metro, in specifiche fasce orarie, a servizio dei pendolari e lavoratori che devono arrivare fino in centro città. Da lunedì 18 maggio il Campidoglio ha varato un servizio integrativo per raggiungere rapidamente il centro partendo da stazioni metro A e B dove arrivano numerose corse delle linee bus periferiche Atac e RomaTpl e i servizi regionali di Cotral e Trenitalia.

Quindi, a quanto pare, non si tratta di linee gestite da ATAC; sarebbero in tutto quattro e cioè:

(...) S01: stazione metro B Ponte Mammolo-Termini con fermate in via Tiburtina angolo via di Portonaccio e alla stazione metro B Policlinico, S02: stazione metro A Anagnina-Termini con fermate alla stazione metro A Colli Albani e alla stazione metro A/C San Giovanni, S03: stazione metro A Laurentina-Termini con fermate in piazza dei Navigatori e in piazza San Giovanni in Laterano, S04: stazione metro B Ponte Mammolo-stazione metro A Subaugusta con fermate in viale Palmiro Togliatti angolo via Prenestina e in viale Palmiro Togliatti/stazione metro C parco di Centocelle.

Avrebbero anche potuto aggiungere "Abbiamo inaugurato la linea sulla Palmiro Togliatti con pullman* gran turismo" (rendendo omaggio a G. M. Pullman, 1831-1897). E' sorprendente quanto segue:

Nella prima fase i veicoli delle linee "S" saranno disponibili alle fermate solo nelle ore di punta, dalle ore 5 alle ore 9, ultima partenza. Gli orari saranno successivamente adeguati in base all'afflusso dei viaggiatori e alle necessità della clientela pendolare...

E dalle 9 in poi che faranno pullman e relativi autisti? Seguono le usuali chiacchiere e si termina con:

Grazie a questi mezzi garantiremo un potenziamento determinante sul servizio metro negli orari più critici. Ci aspettiamo un incremento della domanda sulla rete tpl periferica, con queste vetture andremo a garantire circa 18mila chilometri al giorno in più di servizio su specifiche direttrici. Andiamo così a sostenere maggiormente i flussi dei viaggiatori nei nodi di scambio, che potranno contare anche sul rientro in esercizio di tutta la flotta dei 91 bus a metano nelle linee in cui erano assegnati...

I 91 autobus sarebbero i Citymood immessi in servizio nello scorso anno e precipitosamente ritirati dall'esercizio il 5 maggio u.s. per certi difetti.

* Dovrebbero imparare l'italiano: l'autobus si chiama "er purma", no pullman.

Tutti in bicicletta o sul monopattino

9 maggio. E' la soluzione che ci viene oggi promessa per risolvere i problemi del traffico dopo il Corona (da Agenzia Italia) :

La giunta Raggi ha approvato la delibera sulla nuova rete transitoria. Un progetto ambizioso che includerà anche il litorale di Ostia. In bici in centro storico tramite una bike lane che percorre il lungotevere, su un lato da Ponte Milvio a Ponte Testaccio, sull'altro da Corso Francia a Ponte Sublicio. E poi su via Nazionale e dentro al sottopasso che la collega con il Tritone. E ancora: dalla Basilica di San Paolo fino alla Piramide passando per la circonvallazione Ostiense. Sono solo alcuni dei percorsi dei 150 km di piste ciclabili transitorie studiati dal Campidoglio per favorire la mobilità in bicicletta e monopattino durante la fase 2 della prevenzione del contagio da Covid-19. La giunta di Virginia Raggi ha approvato la delibera che contiene la nuova rete ciclabile da tratteggiare sul manto stradale cittadino.

Ci piacerebbe capire perchè la nuova rete ciclabile debba essere transitoria: forse oggi c'è e domani no? Oppure la bike lane, volgarmente detta pista ciclabile, resterà un sogno e, come tutti i sogni, svanirà ed ecco il motivo della sua transitorietà. E quanto a tratteggiare qualcosa sul manto stradale, occorrerà innanzitutto provvedere a tappare le buche dello stesso.

Filobus EUR e nuovi autobus in crisi

5 maggio. Da RomaToday. Come ci aspettavamo: sulla linea 74 di recente istituzione si viaggia in trazione termica (con tanti saluti alla "svolta epocale" e alla "giornata storica"...). Oltre a questo, sono stati ritirati dal servizio i Citymood a metano entrati in servizio con l'usuale prosopopea ecologica tra ottobre e novembre dello scorso anno; sembra presentino difetti ad una certa valvola.

Roboanti promesse...

5 maggio. Il titolo dell'articolo (da RomaToday del 23 aprile) è già interessante:

Le Ferrovie puntano sul Lazio: 18 miliardi di investimenti entro il 2023, ecco i progetti...

ma eccezionale è il sottotitolo:

L'Alta velocità arriva a Frosinone già dalla prossima estate....

La prossima estate sarebbe fra un mese: in un mese realizzerebbero ciò che è indicato nel paragrafo Il nuovo scalo di Frosinone:

Ma la novità principale di oggi è la nuova stazione di Frosinone. Un massiccio intervento di riqualificazione dello scalo, con parcheggi e scambi intermodali, per accogliere l'Alta velocità con una coppia di nuovi treni che già dalla prossima estate, per una prima fase sperimentale, fermerà a Frosinone e Cassino, collegando il territorio di Roma in quarantuno minuti.

Vediamo di chiarire. Oggi Frosinone è raggiungibile dalla linea AV attraverso l'interconnessione per Cassino e che farebbero? una nuova stazione di Frosinone sulla linea AV o instraderebbero stabilmente alcuni treni sull'interconnessione? Visto che parlano di riqualificazione dello scalo si dovrebbe optare per la seconda ipotesi. Ma vediamo con ordine, se è possibile, ciò che questo nuovo proclama ci offre.

Solo a titolo di curiosità, nelle prime righe dell'articolo si legge "...progetti in campo nel piano investimenti 2019-2013 delle Ferrovie dello Stato nella regione Lazio" e siccome è improbabile che l'autore dello scritto sia riuscito a retrocedere nel tempo seguendo Einstein, dovrebbe trattarsi di un errore di stampa...

Nuove stazioni e 72 nuovi treni in arrivo. A parte il fatto che, come al solito, non si capisce cosa intendano con "72 nuovi treni" (72 corse o 72 convogli?), osserviamo che in generale, i proclami che periodicamente ci raggiungono da varie parti contengono due tipi di promesse:

  1. quelle relative a nuove, mirabolanti e grandiose opere in progetto (tutte, nemmeno a dirlo, di imminente avvio e di rapidissima esecuzione) e
  2. quelle che si limitano a ripetere, pedissequamente, precedenti e mai esaudite promesse risalenti talvolta a decine di anni prima e che, in generale, non hanno la minima probabilità di essere esaudite.

Tra le promesse del gruppo b) hanno sempre primeggiato la costruzione della linea tramviaria sul viale P. Togliatti e la chiusura dell'anello ferroviario:

...potenziamento dei collegamenti sull'aeroporto di Fiumicino, completamento dell'anello ferroviario che andrà a regime entro il 2027.

Abbiamo tempo, anche se il detto anello, progettato fin dall'inizio del XX secolo, nel 2027 servirebbe ancor meno che oggi. Abbiamo raccolto, qui di seguito, alcune delle occasioni nelle quali l'anello è stato oggetto di promesse.

Nello stesso paragrafo troviamo anche un'altra promessa ricorrente, il raddoppio della Roma-Viterbo FS da Cesano a Bracciano (ma forse Cesano si trova sulla Roma Nord).

Una certa preoccupazione ci dà invece il "concorso internazionale per la riprogettazione di piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini" (utile la precisazione sull'ubicazione di piazza dei Cinquecento, uno la potrebbe confondere con piazza S. Pietro), come si legge in I progetti di rigenerazione urbana: visto come hanno rigenerato piazza S. Silvestro, c'è da temere il peggio. Ma nemmeno la stazione Tuscolana si salva, essendo destinata ad essere rigenerata da un "concorso di idee, C40 Reinventing cities" (reinventiamo le città, ma che significherà C40?), mentre i quartieri Marconi e Trastevere saranno "ricuciti", non si sa come, visto che della grande linea tramviaria per viale Marconi presente nei vari PUMS non si è più saputo niente e niente più si saprà. Infine, anche per la stazione di Nettuno si prevede un "piano di riassetto".

Agli estensori dell'articolo in questione vorremmo infine ricordare che esisterebbe una grande opera lasciata a metà, la funicolare di Rocca di Papa.

Ritorno al 1930

23 aprile. Dal Messaggero:

Ecco allora il progetto di mettere in strada, in affiancamento ai mezzi Atac, i pullman turistici. Modello tradizionale ma anche gli “open bus”, i torpedoni a due piani col tetto scoperto. O i pullman coperti ma su due livelli...

"Pullman turistici"? certo i TTF, TTL, ecc.; "Open Bus"? sicuramente i DPS; "pullman coperti su due livelli"? certamente gli autoalveari.

Mancano solo gli autobus con rimorchio e siamo riusciti a risalire di 90 anni nel tempo. E' da notare che i nuovi e certamente tecn. avanz. ed ecosost. autobus saranno "in affiancamento" a quelli ATAC: quindi chi li gestirà? una società appositamente creata? ci tornano i mente i tempi del TPL affidato a terzi... In ogni caso siamo proiettati nel futuro, abbandonando finalmente i vecchi progetti di linee tramviarie e nuovi rotabili; d'altronde, da recenti notizie, pare certo che i nostri vogliano quanto prima "potenziare" le piste ciclabili, oltre ad offrire monopattini in affitto.

Ancora sulla Roma-Giardinetti (ma ci hanno proprio stufato)

9 marzo. Da Repubblica:

"Tutto sembra molto confuso", spiegano Legambiente Lazio e l'associazione TrasportiAmo. Che hanno pertanto deciso di fare richiesta di accesso agli atti per verificare lo stato dell'arte del progetto: "Non è per nulla chiaro", dicono. Tra l'altro, "il progetto non è mai stato ufficialmente presentato". Anche "le relative osservazioni del Ministero" risultano essere "poco convincenti".  
Il riferimento è al futuro ampliamento, ovvero alla conversione dello scartamento dell'infrastruttura, da ridotto (950mm) a ordinario (1.445mm). " Negli ultimi giorni - spiega David Nicodemi, presidente di TrasportiAmo - è trapelata la notizia secondo la quale il ministero delle Infrastrutture e trasporti non avrebbe imposto la conversione dello scartamento a Roma Capitale". Da qui, la decisione di vedere le carte.

Ma è possibile che non abbiano ancora capito che è tutta una finta? Che nessuno ha realmente l'intenzione di imbarcarsi in una assurda operazione come quella che caldeggiano?

Filobus dell'EUR in crisi?

3 marzo. Da RomaToday.

Da circa due settimane, procedendo in direzione Centro, i filobus diretti al Capolinea di fonte Laurentina staccano l’alimentazione all’altezza di via Ignazio Silone, quindi in modalità elettrica fanno un terzo del percorso. In senso opposto, i mezzi che viaggiano verso la stazione di Eur Laurentina, partono con il diesel e si agganciano alla corrente all’altezza della rotatoria di Tor Pagnotta.

Una causa dell'inconveniente potrebbe farsi risalire ad un incidente avvenuto il 18 febbraio u.s., quando un autobus della linea notturna 74 urtò un palo dell'illuminazione pubblica oppure all'avvallamento di alcuni tombini, per quanto non si veda come tutto ciò possa causare la mancanza di corrente al filobus. Comunque, la cosa va avanti da un bel pezzo e sembra che i filobus in marcia autonoma consumino la bellezza di un l/km circa di gasolio: una lode all'economia di esercizio e all'ecosostenibilità.

Niente tram dei Fori, ma funivie ad oltranza

15 febbraio. Il tram dei Fori è già tramontato. Da Huffpost.

Roma avrà oltre 500 milioni di euro per i trasporti: ottenuti fondi dal Mit per 2 nuovi tram (Togliatti e Tiburtina) e funivie Battistini- Casalotti ed Eur Magliana-Villa Bonelli. Un’ottima notizia per i cittadini... "Le istituzioni unite vincono". Lo rende noto la sindaca Virginia Raggi in un tweet.

Nel decreto ministeriale con il riparto delle risorse per il trasporto rapido di massa sono inseriti interventi per diverse città italiane. Per la Capitale si prevede: l’acquisizione di nuovo materiale rotabile per la rete tranviaria (quasi 159 milioni di euro), per la funivia Battistini-Torrevecchia-Casalotti (109 milioni circa), per il tram sulla Togliatti (184 milioni circa), per la funivia Eur Magliaia*-Villa Bonelli (quasi 30 milioni), per il tram sulla Tiburtina (oltre 23 milioni).

* Cioè Magliana (non si tratta di quella che rammenda le maglie).

Tutto ciò non necessiterebbe di commenti; per il tram sulla Togliatti, nostro sogno da 49 anni, aspettiamo con rinnovata fiducia l'inizio dei lavori e l'apparire all'orizzonte di nuovi rotabili; per le funivie, si tratta oramai di questione dotata di periodicità, si ripresenta ad intervalli di tempo prestabiliti. Circa le istituzioni unite che vincono, di queste vittorie abbiamo avuto molti esempi. Ma c'è dell'altro (da Il Tempo, che ci anticipa i nuovi futuri tram presentando una 9200 con fanali rettangolari anzichè rotondi, vera innovazione tecnologica):

Il Campidoglio aveva presentato anche altri due progetti al Ministero la cui documentazione, però, non era sufficiente e andrà integrata entro il prossimo 30 aprile per essere ammessi al finanziamento governativo. Si tratta del tram lungo l’asse via** Corrado Ricci-via Cavour-Piazza Vittorio e del trenino della Casilina, la Roma-Giardinetti, di proprietà della Regione Lazio ma con trattativa aperta per la cessione al Comune. Quest’ultimo dovrà essere trasformato da trenino a tram ordinario e ne sarà modificato il tracciato: non più capilinea a Giardinetti ma a Tor Vergata da una parte e dall’altra non più alle Laziali ma su fino a Termini.

** Cioè largo.

Due progetti già giustamente respinti dal ministero.

P.S. - Abbiamo finalmente capito che, nella notizia del 12 gennaio, "riparto" sta per distribuzione, spartizione, ecc. (ad es. di calci nel sedere, operazione che sarebbe oggi quanto mai necessaria): ma perchè non usare parole più comuni e comprensibili?

Tram ai Fori Imperiali: da UTP

12 febbraio. Riceviamo da UTP e pubblichiamo.

L'Associazione Utenti del Trasporto Pubblico, in merito al tram ai Fori Imperiali, interviene per raddrizzare un po' di cose. Finalmente hanno capito che si devono fare entrambe le linee, quella di Via Nazionale e quella di Via Cavour-Fori. E che si deve fare un sistema a rete utilizzabile da una consistente pluralità di linee. Tuttavia, fesserie colossali come passare davanti al Monumento e fare tratti senza fili dimostrano solo che la reale intenzione sembra essere quella di non fare assolutamente nulla e pigliarci in giro per anni con progetti irrealizzabili. Viceversa, va evitato di passare davanti al Monumento, Piazza Venezia va invece circumnavigata, passando davanti Palazzo Generali, tra Madonna di Loreto e Via del Plebiscito.

E sui Fori il tracciato da seguire è quello del sedime della demolita Via di Testa Spaccata. In questo modo si può fare l'impianto con i fili lungo tutta l'estensione, al 100%. Senza inventarsi cose strane, complicazioni inutili e fisime cielipulitiste.

Che l'8 debba passare per Via Nazionale è sicuro, ma che servano pure altre linee anche sull'altro tracciato è altrettanto sicuro (passante Prenestina-Trastevere-Marconi previsto dal PUMS, linea per Termini su Via Cavour, che potrebbe poi passare per Corso Rinascimento). L'UTP insisterà per questo modello di esercizio.

Roberto Donzelli

P.S. I contrari sdraiati in piazza? Sì, certo, in quella all'inizio dello stradone...


Soluzioni varie più o meno utopistiche (G. de Grisantis).

Nota del webeditor. Se vogliamo offrire a questi delle soluzioni valide, ammesso che ne valga la pena perchè sembra chiaro che non intendono fare niente, occorre studiare qualcosa di semplice, di immediato, e non pretendere di trasformare la zona tra largo Argentina e piazza Venezia in uno scalo di smistamento del passato (con il montaggio di 34 scambi e un incrocio).

Ci risiamo: altre innovative ed ecosostenibili promesse tramviarie

10 febbraio. ...che sarebbero poi un tram in via dei Fori Imperiali e per via Cavour fino a piazza Vittorio.

Da RomaToday. Il tram 8 arriverà fino alla stazione Termini. Forse, finalmente, un sogno pronto ad avverarsi. In città se ne parla da almeno un decennio e ora l'amministrazione M5s vuole tentare l'accelerata sul progetto. Oggi la presentazione dello studio in commissione Mobilità. I binari, che attualmente si fermano al capolinea di largo Berlinguer, proseguiranno e passeranno davanti al marciapiede del Vittoriano, poi su via dei Fori Imperiali e infine su via Cavour fino a piazza Vittorio...

Del tram su via di Fori Imperiali non si parla da un decennio, ma da qualcosa di più: per quel che ci consta, la prima volta che se ne parlò fu nel 2004, quindi 16 anni or sono e da allora la chiacchiera è stata ripetutamente e pappagallescamente riproposta con ridotte variazioni, fino ad oggi quando sarà presentata alla commissione mobilità (non dubitiamo che sarà unanimemente accolta con entusiasmo...). Qui ci dicono che il binario transiterà davanti al Vittoriano, così che nelle occasioni in cui i grandi di turno dovranno presentarsi per qualche quisquilia davanti all'altare della patria, i tram si fermeranno e i conducenti si schiereranno davanti alle vetture in posa militaresca. Lasciato il Vittoriano, procedendo per via dei Fori Imperiali il tram svolterà a sinistra per largo Corrado Ricci, da dove proseguirà sull'ormai consolidato (e bocciato dal ministero dei trasporti) percorso per via Cavour fino a piazza Vittorio.

... A piazza Vittorio poi si dividerà in due tratte: una parte correrà fino a Termini, l'altra fino alla via Prenestina. Da un lato quindi nascerà la nuova linea 8 Casaletto-Termini con collegamento dalla metro C a Venezia alla stazione, dall'altro una linea 'Est-Ovest' Casaletto-Prenestina.

Questa è una novità. Da una parte si andrà a Termini, con un capolinea che non si capisce dove possa mettersi (certo non sullo strettissimo anello che già con difficoltà ospita il 5 e il 14) e dall'altra il tram si lancerà sulla Prenestina divenendo una linea "est-ovest",

Così il progetto della cosiddetta linea tramviaria dei Fori inizia a definirsi. Con i lavori che procederanno in parallelo rispetto all'iter per la realizzazione della stazione 'Venezia' della metro C. I due cantieri si intrecceranno nella stessa area. Chiederemo fondi entro giugno.

Va bene, se la nuova linea dovrà seguire i lavori per la metro C stiamo tranquilli. Naturalmente

La nuova linea... non avrà linea aerea e sarà una sorta di passeggiata verso i Fori fino allo sfioccamento.

Sorvoliamo sul fatto che il nuovo tram viaggerà senza linea aerea, forse ci diranno poi quale dei tanti innovativi sistemi che si propongono verrà adottato e sulla passeggiata che non si capisce chi la farà (il tram?), ma ci troviamo davanti ad uno "sfioccamento" che ci fa ricordare il "fiocco" di un altro grande progetto che nel frattempo sarà certamente andato in porto, quello della linea per viale Marconi (non è comunque chiaro cosa intendano per fiocco e sfioccamento). Ma attenzione, una specie di fulmine a ciel sereno è in arrivo:

Il presidente della commissione, Enrico Stefàno, ha aggiunto che obiettivo dell'amministrazione è chiedere i finanziamenti entro giugno sia della linea dei Fori, che della stazione Venezia della linea C, che della linea tranviaria Tva (la Termini-Vaticano-Aurelio, ndr) che passerà anch'essa a piazza Venezia ma dal lato opposto della piazza.

Accidenti, questa sì che è grande: non solo la linea 8 per via dei Fori Imperiali, non solo la stessa portata a Termini e sulla Prenestina, ma guarda chi si rivede: la TVA, orgoglio e sogno infranto dell'architetto Insolera nel 1999, rispolverata anche in uno degli ultimi PUMS con la peregrina idea di portarla all'Auditorium. In ogni caso, entro giugno chiederanno i finanziamenti per tram, TVA e, perchè no, metro C, dopo di che in piazza Venezia ci saranno i binari della 8 davanti al monumento a Vittorio Emanuele e allo sbocco del Corso per la TVA; non mancherà certo un binario di raccordo tra le due linee e, naturalmente, qualche binario di sosta: piazza Venezia tornerà agli splendori tramviari dell'epoca della SRTO. Ma, naturalmente, non tutti sono d'accordo:

Rispetto alla proposta di far passare il tram da largo Corrado Ricci fino a piazza Venezia, contenuta nella delibera in discussione, io, con, spero, centinaia di altri esperti e cittadini mi sdraierò in terra per impedirlo perché quella non è una strada.

Ma per piacere.

Temporanea e parziale chiusura della Roma Nord e altro

28 gennaio. Da voci, si dice provenienti dalla Regione, la tratta extraurbana della ex SRFN, da Sacrofano a Viterbo, dovrebbe chiudere per 15 mesi per non meglio precisati lavori. Si parla del raddoppio del binario, ma per raddoppiare 80 km di binario da noi ci vorrebbero 15 anni e non 15 mesi, tenuto anche conto degli espropri necessari per far spazio al secondo binario, con l'usuale strascico di proteste e ricorsi; si parla anche di installazione del sistema di controllo SCMT, ma quest'ultimo richiede la presenza delle segnalazioni a luce di colore sulla linea, che nella fattispecie non si sono mai avute (a meno che non intendano lo ERTMS come sulle linee ad alta velocità...), Anche sulla data di inizio dei lavori non c'è niente di certo, parlandosi vagamente del prossimo autunno. Non vorremmo essere tacciati del solito pessimismo, ma finché non vediamo l'inizio dei lavori...

Collegamento Valle Aurelia-Vigna Clara. Sarebbe attivato entro l'anno; ma anche qui, finchè non vediamo il primo treno circolare...

Aggiornamento sulla Roma Nord. Si precisa la precedente notizia: il raddoppio del binario sarà soltanto tra Montebello e Riano, non fino a Viterbo; di conseguenza non si capisce il totale fermo della linea.

Tra un anno inizieranno i lavori di raddoppio della Roma-Viterbo FS, nella tratta Cesano di Roma-Vigna di Valle; la coincidenza tra le due date, anche se ancora incerte, lascia sospettare che la tratta Riano-Viterbo della ex SRFN sia destinata alla chiusura (ma non è che confondono la SRFN con la Roma-Viterbo FS, come quando promettevano il raddoppio di quest'ultima fino a Cesano?).

Linea a scartamento variabile

28 gennaio. Ossia un giorno 950 e l'altro 1445 mm e si tratta ovviamente della solita Roma-Giardinetti che a Giardinetti non arriva, ma per la quale la commissione mobilità ha largamente discusso in una riunione del 27 u.s.; commentiamo qualche brano del "Progetto ammodernamento e prolungamento ferrovia Roma Giardinetti".

... nel 2017 chiuse a marzo la ferrovia, con forti ripercussioni sulla Casilina e la rete di metropolitane. Questo ci ha reso più convinti sul non dover dismettere l'infrastruttura, prolungandola fino a Tor Vergata. La destinazione finale deve essere l'A1 Roma-Napoli a sud, e Termini al centro.

Quindi non ci contentiamo più di Tor Vergata, ma andiamo oltre, verso l'autostrada Roma-Napoli (quanto a Termini, la cosa è abbastanza problematica). Poi ci dicono anche che, visto che il ministero impone lo scartamento ordinario, occorre obbedire e aggiorneranno il progetto della linea entro il 30 aprile, cioè fra tre mesi...

Con questa prescrizione dello scartamento ordinario certamente ci saranno delle chiusure per tratte funzionali. L'input del Ministero ci spinge a lavorare prima sulla parte esterna Togliatti-Tor Vergata, innestandola sulla tramvia finanziata. La linea ha un bacino di utenza con 70.000 persone al giorno e una capacità oraria di 2.500 persone. Presenteremo il 30 aprile un progetto rivisitando lo scenario trasportistico. Emergeranno sicuramente degli approfondimenti sul nodo di Porta Maggiore, sui quali stiamo lavorando già oggi. Presenteremo un progetto che rimane sullo stesso sedime a scartamento ordinario.

Qui c'è parecchio da osservare. Innanzitutto che significa "chiusure per tratte funzionali"? cosa si chiuderebbe? Si inizierebbe sulla tratta esterna a causa dell'input (?) del ministero e non perchè la parte interna sarebbe ben più difficile? Ma alla fine si afferma che la sede della linea rimarrebbe la stessa, cioè, in particolare, da porta Maggiore fino alla circonvallazione Casilina: ma si vogliono mettere in testa che da quella parte della Casilina il binario va eliminato? che lo scartamento ordinario non è detto sia compatibile col passaggio nel sottovia? che sulla Casilina fino al Pigneto il doppio binario già occupa metà della sede stradale abbastanza stretta e che con lo scartamento ordinario ne occuperebbe ancora di più? Se è questa la "rivisitazione" dello "scenario trasportistico"...

Ricordo che abbiamo avuto i fondi per il tram Togliatti Ponte Mammolo-Subaugusta. Abbiamo ipotizzato quindi di cantierizzare prima Togliatti-Tor Vergata per mettere in esercizio qualcosa.

Cosa c'entra la linea sulla Togliatti, per la quale, anche se hanno avuto i fondi, non si farà mai niente? E si "cantierizza" la tratta esterna della Giardinetti tanto per fare qualcosa? Infine, si riconosce che

Non è un semplice cambio di binari, ma bisogna integrarlo cogliendo le nuove occasioni. In primis c'è la questione del deposito, da riorganizzare completamente. In secondo luogo vogliamo riqualificare la Casilina (togliendo i guard rail). (...) Il flussogramma ci mostra come la linea collabora con la metro C, non togliendo passeggeri ma anzi aggiungendoli. (...) Togliere i binari da Porta Maggiore è impossibile, sebbene suggestivo. (...) Stiamo facendo un approfondimento multiscenario per vedere come soddisfare la richiesta del ministero. (...). Questo è uno scenario trasportistico che mostra come il trenino porta utenti sulla linea C, piuttosto che toglierli."

Quindi togliere il guard rail a protezione del binario è una "riqualificazione" della Casilina? Magari poi togliamo anche il marciatram in modo da permettere ad auto e simili di marciare sui binari, riqualificando ancor più. Si parla poi di un "flussogramma", oggetto a noi ancora sconosciuto, mentre sembrerebbe suggestivo, quasi eccitante, togliere i binari da porta Maggiore. Dopo un "approfondimento multiscenario", ci risiamo con lo scenario trasportistico. Ma si può sapere che dicono? almeno evitino di usare la parola "trenino".

Lo scartamento ordinario porta con sè due problemi: uno è la precondizione del tombamento completo del Pigneto, che è previsto parzialmente, il secondo riguarda la scarsa capacità residua del nodo di Porta Maggiore, che materialmente non può ospitare un'altra linea tram.(...) qualora non fosse possibile il ritorno allo scartamento ridotto, la proposta che facciamo alla Commissione per soddisfare le richieste del Ministero e superare le problematiche dello scartamento ordinario è quella di riconvertire l'intero tracciato a scartamento ordinario, salvando i binari su via Giolitti ed il passaggio rapido per il Ponte Casilino.

Si sa benissimo che di tombare il Pigneto per il momento non se ne parla nemmeno. Per quanto riguarda porta Maggiore, nessuno si ricorda della felice epoca nella quale vi passavano le linee di tram 11, 12, 13, 14, 30 con frequenze di transito ben maggiori di quelle attuali? Alle tre scalcagnate linee che vi passano oggi non se potrebbe aggiungere una quarta? Che significa salvare i binari su via Giolitti? lasciare i binari come sono, salvo portarli a scartamento ordinario? E quale sarebbe il "passaggio rapido" per il ponte Casilino?

Le criticità che segnaliamo e le cose che chiediamo sono: un accesso per il tempio di Minerva Medica, da poco restaurato; dei lavori sui pali che sono assolutamente antiestetici; la ripresa di tensione elettrica a Porta Maggiore, per evitare gli incidenti che ci sono stati.

A parte l'accesso al tempio di Minerva (del quale, in fin dei conti, ci importa poco), i pali sono antiestetici perchè sostengono una linea ad alta tensione, ma siccome nessuno si è finora preoccupato di stabilire se oltre allo scartamento ridotto si vuole mantenere anche l'alimentazione a 1600 V, la cosa non può essere discussa. Circa poi la "ripresa di tensione elettrica a porta Maggiore", causa di incidenti, riteniamo si voglia accennare alle lunghe zone neutre presenti sul filo di contatto della ferrovia agli incroci con i binari tramviari, ma anche qui se non ci si decide sulla tensione da adottare sulla futuribile linea non si conclude niente. Segue un brano oscuro:

Nel progetto presentato al Ministero c'è sicuramente il cambio di elettrificazione o l'adozione del pacco batterie.

Il cambio di elettrificazione potrebbe essere il passaggio da 1600 a 600 V, ma che c'entra un "pacco batterie"? vogliamo tornare alla trazione ad accumulatori dell'inizio del secolo XX? Infine, una proposta saggia:

Più probabile un potenziamento del 106, che riaccendere la Giardinetti.

E allora finiamola qui, non prima però di aver segnalato un'ultima perla:

Il Ministero ha valutato che il criterio dell'interoperabilità dei tram sullo scartamento ordinario è fondamentale.

Attenzione: "interoperabilità dei tram" vuol dire che il tram che sostituirebbe la ex Fiuggi dovrebbe essere in grado di circolare sull'intera rete esistente. Ma guarda.

Ci siamo con i Breda...

17 gennaio. ...filobus: il 14 u.s. la 8602, in servizio sul 90, si è divisa in due e la semicassa posteriore, sorretta solo dal terzo assale, si è appoggiata sulla sede stradale (peccato non aver potuto assistere al funzionamento dell'innovativo filobus a semicasse sganciabili). E, per favore, non cominciamo con la solita giustificazione dei rotabili vecchi: il filobus in oggetto è del 2011, ma è entrato in servizio nel 2017.

Qualcuno ricorda questa data?

13 gennaio. 1° novembre 2013, Rocca di Papa: le massime autorità del luogo solennemente posano la prima pietra della nuova funicolare, che ripristinerà l'impianto del 1932 chiuso il 15 gennaio 1963, un mese dopo la soppressione della linea tramviaria per Valle Vergine. Si tratta, naturalmente, di opera strategica ed ecosostenibile, che porrà fine alla necessità, per gli autobus da Roma, di arrampicarsi fino a Rocca producendo un non precisato, ma senza dubbio ingente, quantitativo di CO2; gli autobus faranno invece capolinea alla stazione inferiore della nuova funicolare, dove sono previsti nuovi e funzionali locali. I tempi di costruzione e attivazione della funicolare, inizialmente e alquanto imprudentemente stabiliti in 200 giorni*, saranno poi aggiornati in 40 mesi, operazione del tutto inutile visto che da quel giorno sono passati sei anni, due mesi e tredici giorni e dell'attivazione del nuovo ed ecologico mezzo di trasporto non si è vista nemmeno l'ombra. La funicolare è stata, sì, costruita nel tempo previsto e di ciò occorre dar merito alla ditta che ha eseguito i lavori, ma è sempre lì, ferma, a fare da monumento all'insipienza e all'approssimazione di chi allora amministrava (non che oggi le cose andrebbero diversamente...): il motivo? manca una strada degna di questo nome per raggiungere la stazione inferiore (naturalmente, promesse e proclami a non finire sulla realizzazione della viabilità necessaria alla funicolare... e si vede con quale seguito).

* Nel dicembre del 2013 era anche apparso, sul luogo, un cartello indicante che i lavori, iniziati il precedente 18 novembre, sarebbero terminati il successivo 7 luglio; il cartello poi rapidamente sparì.

Vaneggiamenti

12 gennaio. Col nuovo anno proseguono i vaneggiamenti e le fantasie sulla ex Roma-Fiuggi: l'ultimo sostiene la convenienza di 1) prolungare la linea a Tor Vergata, 2) mantenere lo scartamento ridotto e 3) riportare la linea a Termini. Il punto 1) è oramai diventato una specie di chiodo fisso sul quale si batte e si ribatte, ma nessuno ha mai detto come si attraverserebbe la Casilina, se su viadotto, in sotterraneo o con attraversamento a livello protetto da croce di S. Andrea con scritto Attenti al treno! Circa il 2) saremmo curiosi di sapere se oltre allo s.r. si prevede anche il mantenimento dell'alimentazione ad alta tensione. Il punto 3) è poi il più oscuro: la linea verrebbe prolungata a binario unico per via Giolitti (forse aderente ai fabbricati della stazione, impedendo qualsiasi tentativo di sosta per altri utenti della strada, con notevole vantaggio per la riduzione della CO2 nell'ambiente? o dall'altro lato, bloccando l'accesso dalle traverse e quindi riducendo il traffico nella via, con analogo vantaggioso risultato? o infine al centro della strada?) fino al capolinea, che però non ci si chiarisce dove starebbe, ovviamente perchè nessuno è in grado di trovare lo spazio libero per realizzarlo (salvo demolizione di edifici esistenti, ma forse si pensa ad un capolinea sotterraneo raggiungibile con una rampa per es. da via Gioberti; oppure si faranno prestare un binario dalle ferrovie).

P.S. - L'articolo in questione è irto di termini incomprensibili per noi poveri dilettanti. Ad es., cosa è un "bias" (dovrebbe essere qualcosa di terribilmente negativo); oppure un "attacco nabla" (l'unico nabla che conosciamo è un simbolo matematico); o anche il "riparto 2019" ("riparto" fu a lungo un termine usato in ferrovia al posto del più comune "reparto").


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rev. 27/05/20