tram e trasporto pubblico a Roma

Ultime dalla rete romana di trasporto pubblico

Anno 2019, gennaio-giugno

[luglio-dicembre][indice][ proclami e promesse]


Roma Nord e Roma-Centocelle

30 giugno. Dal 1° luglio p.v. (cioè da domani) le linee ferroviarie locali di Roma, la Roma Nord, la Roma-Centocelle e la Roma-Lido passano sotto il controllo di ANSF; conseguenza: il sistema di gestione delle linee è giudicato inadeguato per la parte extraurbana della Nord (da Montebello a Viterbo) e per la Roma-Centocelle (si salvano la tratta urbana della prima in quanto a doppio binario con blocco automatico e la Lido perchè assimilata ad una metropolitana). Come primo provvedimento per la ex SRFN limitazione a 50 km/h, arresto ai PL e altro con conseguente drastica riduzione dei treni (se non passa un treno il rischio si azzera, avranno ragionato all'ATAC), mentre la Centocelle* se la cava con la sola riduzione a 30 km/h, forse perchè a doppio binario (O. Cugini).

* Per la quale abbiamo ancora nelle orecchie i roboanti proclami di prossimi prolungamenti e riqualificazioni, quali, ad esempio, un "punto fermo" dell'ultimo PUMS (valorizzazione e prolungamento della ferrovia ex concessa Roma-Giardinetti a servizio dell’area sudest fuori dal Grande Raccordo Anulare tra Anagnina e Tor Vergata) o le parole del ns. Sindaco (...recuperare la ferrovia e creare un progetto più grande che da Termini passi per la stazione Giardinetti e arrivi fino alla periferia est della Capitale, nel quartiere di Tor Vergata...).

Autobus di Tel Aviv

21 giugno. Da Repubblica. A quanto pare è ufficiale: degli israeliani non se ne fa niente, pare per la faccenda dell'euro 5. Ma una più strabiliante notizia la troviamo sul Messaggero*:

...negli ultimi giorni, l’Atac è stata costretta a rimettere in pista un battaglione di veicoli fabbricati tra la fine degli anni ‘90 e i primi 2000. «Ci hanno detto che hanno i finestroni grandi e così, anche col caldo, passa più aria», raccontano gli autisti alle rimesse di Tor Sapienza e della Magliana.

Bellissimo, forse rivedremo qualche 491 o qualche articolato Breda... (ma è una balla perchè gli autobus in questione sono stati tutti demoliti da anni).

* Dove insistono con le navette.

Filobus EUR

19 giugno. E' iniziato il preesercizio della futura linea filoviaria al Laurentino. Dell'avvio di questo progetto riusciamo solo avere qualche nebuloso ricordo: era il 2002, quando ci si annunciò, trionfalmente, che all'EUR sarebbe stato realizzato l'ultimo strillo in fatto di trasporto urbano, un "tram su gomma", che tra varianti e trasformazioni, liti e manifestazioni, proclami e chiacchiere, è arrivato ad essere realizzato, forse, nel 2019. "Forse", perchè finchè non lo vediamo funzionare non ci crediamo.

P.S. - E' una sconfitta del comitato mamme.

Autobus nuovi, anzi no, "navette"

15 giugno. No, non nuovi ma usati presi a Tel Aviv; sono arrivati ma devono essere immatricolati in Germania perchè sono euro della madonna; cinquanta nuovi sono fermi a Bologna (ultima notizia dal Messaggero), ecc. Ma ci raccontano anche che

Il Comune un anno fa ha ordinato 227 navette, prodotte in Turchia. Le prime 50 sono arrivate in Italia ma all'Atac ancora non ne hanno vista una... Altro tarlo: i bus noleggiati da Israele. Dopo i problemi con la Motorizzazione, l'azienda ha deciso di risolvere il contratto, chiedendo indietro mezzo milione già dato in anticipo.

Si dedurrebbe quindi che i 50 di Bologna non siano tra quelli di Tel Aviv, che a quanto pare sarebbero già scomparsi all'orizzonte, ma sarebbero tra le 227 "navette" nuove, sempre che per navetta si intenda dire autobus, come ci insegnano gli eruditi di oggi.

Aggiornamento. Sarebbe in arrivo parte dei famosi 227 nuovi autobus (quelli che il ns Sindaco si sogna la notte), via strada da Trieste pare con i propri mezzi (saggia decisione, così arrivano a Roma già scassati e non si perde tempo a farli circolare; forse si sono fermati a Bologna per riprendere fiato), mentre i 70 israeliani, a parte un problema di immatricolazione, avrebbero altri problemi, ovviamente amplificati dai soliti sindacati (cabine non antiaggressione, blocco porte presente solo su una porta, ecc.), tali che potrebbero portare ad una rinuncia da parte dell'ATAC al noleggio di questi mezzi.

Una nota di G. Grisilla. In merito alle "navette" di prossimo arrivo sulla rete romana (condivido che dire autobus fa tutto un altro effetto sul lettore ignorante che, forse, immagina queste navette come delle navicelle spaziali o simili), sono i famosi Citymood della Menarini, ossia Industria Italiana Autobus, i quali di italiano hanno soltanto la M del marchio Menarini, che arrivano a Trieste dalla Turchia sui traghetti turchi e che poi vanno alla Menarini di Bologna a farsi mettere il marchio o poco più. Anche quelli di Trieste sono sbarcati in Porto Nuovo al terminal traghetti, sono andati a Bologna e poi hanno fatto la strada a ritroso per essere immessi in servizio. Il motivo per cui arrivano a Trieste è che il suo porto è l'unico in Italia collegato direttamente con servizi ferry/ro-ro con i porti turchi e tutte le merci che viaggiano su gomma passano attraverso Trieste proseguendo poi anche per ferrovia fino a destinazione; all'incontrario, non esistono collegamenti viaggiatori tra Trieste e la Turchia.

P.S. - Ci è capitata sott'occhio una esternazione del ns. assessore a Roma mobilità (detta anche traffico): "Il 2019 sarà l'anno di svolta per i trasporti a Roma" (11 gennaio 2019). Sì, è vero, la svolta c'è: il guaio è che dietro la svolta sembra esserci un muro contro il quale sbattono.

Come per i Faraoni d'Egitto

5 giugno. Pare che ci si prepari a conservare, previa mummificazione, alcuni rotabili della ex Roma Nord, per sigillarli entro certe gallerie esistenti sul monte Soratte. Per farne che cosa, non è chiaro.

P.S. - Abbiamo anche scoperto che è in atto una singolare tenzone tra il comune di Viterbo, che vorrebbe tenersi i rotabili in questione (che sarebbero poi il locomotore 01 e la rimorchiata 59) per improbabili realizzazioni turistiche e l'associazione che vorrebbe invece prendersi i due pezzi per murarli sul Soratte. Vediamo come andrà a finire, ma per i rotabili la fine sarà sempre la stessa: perire per ruggine.

Uno svio su uno scambio...

2 giugno. ...inesistente. Una 91 della linea 2 è sviata in via Flaminia, in rettilineo poco dopo p. dei Carracci, su uno scambio "della rotaia", dice la stampa; peccato che su quella tratta di scambi non ve ne sia nemmeno uno, come è evidente anche dalle foto. Vorremmo invece vedere lo stato delle rotaie.

Fine della ex Roma-Fiuggi?

23 maggio. Si vocifera che per la Roma Laziali-Centocelle, ultimo tronco della fu ferrovia Roma-Fiuggi, si approssimi l'ora della chiusura. Meglio tardi che mai, si potrebbe dire, visto l'assurdo di mantenere in servizio un pezzetto di linea oramai inutile e completamente estranea come tracciato e caratteristiche al resto della rete su ferro (si fa per dire) della città. Circa i molti strategici e indispensabili ripristini e prolungamenti che hanno più volte promesso nei PUMS e fuori dai PUMS*... beh!, stendiamo un velo pietoso su tutto e non ne parliamo più.

*Vedere, ad es., in Un ulteriore PUMS quello che promettevano in proposito; od anche le parole del ns. Sindaco di circa un anno fa...

Bagarozzetto a fuoco

23 maggio. Dal Messaggero. Un minibus elettrico, di quelli con fatica ricostruiti e messi in servizio da qualche giorno, è andato a fuoco. A questo punto ci vengono spontanee due osservazioni:

  1. gli autobus sono oramai praticamente gli stessi su tutte le reti urbane, almeno in Italia: ma come mai solo a Roma o almeno in gran parte a Roma si incendiano così facilmente?
  2. questa volta è toccato ad un mezzo a trazione elettrica, che dovrebbe essere più restìo a prendere fuoco di quelli a trazione termica. E non ci si venga a raccontare la solita favola del corto circuito, si spera che i mezzi rinnovati siano dotati delle normali protezioni.

Conclusione: c'è per caso qualcuno che si diverte a sabotare* gli autobus dell'ATAC?

*Qui si tratterebbe veramente di sabotaggio, non come nel caso del tram sabotato con pezzetti di legno e plastica...

Autobus usati in trasferta in Germania

17 maggio. Dal Messaggero. Pare che si riesca a superare l'ostacolo degli autobus giunti da Israele, che sono euro 5 e non euro 6 come dettato dalle nostre rigidissime norme anti inquinamento, immatricolandoli in Germania, motivo per cui ogni vettura dovrà farsi un viaggio da Salerno o dove stanno a Monaco di Baviera e ritorno a Roma: economica, l'operazione (strategica) che rende ecosostenibile ciò che non lo sarebbe. Circa i 227, pare proprio che dobbiamo dimenticarcene, con buona pace del ns. Sindaco che se li sognava la notte.

P.S. - Qualche giornalista ha preso il vezzo di usare il termine "navetta" in luogo di "autobus", chissà in base a quale erudita base linguistica.

Incidenti e umanità cablata

16 maggio. Dal Messaggero: incidente in v.le Regina Elena, una giovane è finita sotto un tram, ancora non si sa perchè e come, ma in ogni caso il Messaggero non manca di ricordarci altri luttuosi incidenti nei quali è stato coinvolto un tram: investimento di due pedoni il 31 gennaio u.s. e urto tra tram e auto il 9 ottobre 2018, entrambi ad opera di vetture delle linea 8 (sempre questa, la maledetta...). Ma nessuno sembra accorgersi del fatto che è oramai raro vedere in giro un pedone che non sia cablato, ovvero che non abbia in una o entrambe le orecchie degli spunzoni dai quali escono dei fili che si perdono in altre parti del corpo del soggetto o finiscono in borse e sacchetti della spesa? e che con questo cablaggio le orecchie perdono la naturale funzione ed è quindi facile che il poveretto finisca sotto un tram?

Funivia

2 maggio. Si torna a parlare della funivia Battistini-Casalotti, prolungamento della metro A (!), rispolverando quanto raccontatoci in campagna elettorale 2016. Sarà (o meglio sarebbe) lunga circa 4 km, con cabine della capacità di 10 passeggeri e intervallo tra i passaggi 10 secondi, ciò che darebbe una capacità di trasporto dell'impianto di 3600 passeggeri/ora per senso di marcia (*); il tempo di percorrenza sarebbe di 18 minuti con sette stazioni. L'impianto avrebbe un'unica fune portante e traente, con cabine sganciabili per l'arresto (una specie di cable car tipo S. Francisco, con la fune in aria anzichè sotto terra); la fune sarebbe sospesa su 41 piloni alti da 15 a 36 metri ed avremmo quindi un pilone almeno ogni 100 metri circa (e menomale che, come si è più volte sentito, questi impianti sono a basso impatto ambientale). Numerosissime, infine, le opere accessorie all'impianto, come i parcheggi a raso a servizio di alcune stazioni a Casalotti, un parcheggio interrato a Battistini per un impianto sportivo in sostituzione del parcheggio a raso esistente, un ponte all’attraversamento del GRA ed un altro, ciclopedonale, per l’attraversamento di via di Boccea, oltre a numerose opere stradali. Nulla però è detto sull'accessibilità verticale alle stazioni, ognuna delle quali disporrà certamente di numerosi ascensori. Infine sarà anche necessario rivedere l'altezza dei fili di due linee ad alta tensione che incroceranno la funivia, una bazzecola. I tempi? i primi cantieri si vedrebbero entro la fine dell’attuale mandato...

Ma non tutti sono d'accordo, come ad es. il ben noto CCMSQNR (Comitato Civico Mobilità Sostenibile del Quadrante Nord-ovest di Roma) che indirà una petizione per dire no alla funivia, ma sì al prolungamento della metro A.

Già che ci siamo, possiamo anche rinfrescarci la memoria sui numerosi "sistemi a fune" premessici con il recente PUMS e con varie chiacchiere: Villa Bonelli-Magliana, Anagnina-Tor Vergata-Torre Angela, Clodio-Monte Mario-Ponte della Musica, Belsito-Medaglie d’Oro e Jonio-Bufalotta (quest'ultimo è stato però definito people-mover o trasporto a fune su rotaie, qualsiasi ipotesi su cosa intendano è valida...).

(*) Questo dato è stato evidentemente ricavato dalla relazione 10 (posti per cabina).3600 (secondi in un'ora)/10 (intervallo in sec.), supponendo cioè pari a zero il tempo di uscita e entrata dei passeggeri; se per quest'ultimo si stimassero altri 10 sec la capacità di trasporto della linea si dimezzerebbe.

Autobus a noleggio: impossibilitati a muoversi perchè non ecosostenibili!

19 aprile. Dal Messaggero:

Sono bloccati nei depositi di Salerno e di Roma, e rischierebbero di non poter mai entrare in servizio, i 70 bus israeliani presi a noleggio da Atac...

e perchè mai? perchè sono euro 5 e non euro 6; ogni commento è superfluo, ma a quelli di ATAC non era passato in mente di informarsi prima del numero di euro di questi autobus, che sono poi quelli provenienti da Tel Aviv? Per fortuna abbiamo di riserva i bagarozzetti elettrici che il ns. amato Sindaco ha promesso essere in strada a brevissimo tempo...

Minibus elettrici

16 aprile. Con l'abituale tono di trionfo il ns. assessore a Roma in permanente sosta annuncia che il primo bagarozzetto elettrico rifatto circola per la città.

Partendo da Piazza del Popolo passerà da Passeggiata di Ripetta e via del Corso per arrivare a piazza Venezia. Poi continuerà il percorso salendo verso Trinità dei Monti prima di rientrare sul Corso”.

aggiungendo poi

Abbiamo rimodernato queste vetture a vantaggio di cittadini e turisti.

Eh, vorremmo vedere a vantaggio di chi gli autobus dovrebbero altrimenti circolare. La prima parte del percorso sarebbe quindi pressappoco la stessa del tram ad accumulatori del 1898; come farà poi a raggiungere Trinità dei Monti senza ripassare per il Corso, boh, lo saprà l'assessore.

P.S. - Ci meraviglia che sulla fiancata dell'avveniristico mezzo non abbiano dipinto l'obbligatorio filo della corrente, rigorosamente nei colori arcobaleno, terminante con una spina.

Filobus EUR e autobus a noleggio

19 marzo. A giudicare da un proclama del ns. Sindaco dovrebbe essere imminente l'apertura dell'esercizio sulla prima (e probabilmente unica) linea filoviaria dell'Eur (nonostante che nel 2007 l'autorevole Comitato Mamme del Quartiere Giuliano-Dalmata avesse dato parere contrario all'opera; ma forse in dodici anni il Comitato avrà cambiato parere). Restiamo in fiduciosa attesa.

Autobus a noleggio. Ci siamo persi la solenne cerimonia del Risorgimento di ATAC*, tenutasi al Gianicolo il 22 febbraio u.s., alla presenza del sindaco, dell'assessore alla mobilità e di altre autorità, per la presentazione dei primi sei autobus presi a noleggio. Pare che alla cerimonia fosse presente anche un dirigente del vicino ospedale Bambin Gesù, che evidentemente si interessa di trasporto urbano, il che gli fa senz'altro onore (ma forse passava di lì per caso).

P.S. - Qualche giorno fa ha preso fuoco un articolato Citelis: quindi non solo i Citaro si incendiano (da soli?), come sostenevano tempo fa i nostri...

* Alla quale seguirà certamente la Resistenza di ATAC.

Autobus usati

12 febbraio. Da Autobusweb. Finalmente pare che l'ATAC li abbia trovati: da Tel Aviv... che dio ce la mandi buona. Speriamo almeno che il contratto di noleggio sia full-service (cioè manutenzione inclusa) altrimenti metà flotta resterà ferma per far girare l’altra metà… (osservazione di D. Giacomini).

Un radioso futuro...

4 febbraio. ...per il trasporto pubblico romano (ennesima promessa del genere). Ecco infatti cosa si legge su Muoversi a Roma del 29 gennaio:

Un piano per risollevare le condizioni della rete di trasporto pubblico di superficie. Che punta su due linee strategiche da portare avanti.

Figuriamoci, cosa non è "strategico"...

La prima è relativa al revamping dei bus attualmente a disposizione (Citelis e Cursor a metano) e poi l’installazione dei sistemi antincendio sulle serie Citaro.

Perchè, solo i Citaro prendono fuoco?

A questo si aggiunge il recupero dei minibus elettrici, che torneranno a circolare per le nostre strade il prossimo aprile [stiamo a vedere]. La seconda linea, invece, riguarda investimenti nel rinnovo del parco. I 227 bus ordinati su piattaforma Consip, secondo quanto scrive su Facebook* il presidente della commissione Mobilità Enrico Stefàno, arriveranno quest’estate [da varie parti si racconta invece che l'acquisto dei 227 è tutt'ora da definire per difficoltà intervenute col fornitore] e si aggiungeranno ai 100 bus a noleggio che arriveranno a marzo [stiamo a vedere]. (...) Infine, un altro contributo arriverà dal bando (che Atac pubblicherà nelle prossime settimane) per l’acquisto di 240 bus ibridi, la cui consegna è prevista per la metà del 2020.

Ma quali ibridi? Questa è una novità.

* Ma il presidente della commissione mobilità non dispone di un canale di comunicazione degno di questo nome, lasciando Facebook ad altri usi?

Blocco porte

29 gennaio. Quando, nel gennaio 1937, sotto l'egida dell'Infausto Regime, i romani videro circolare i primi filobus, si accorsero di una novità: il filobus non poteva partire se entrambe le porte non erano chiuse; i filobus erano infatti dotati di un dispositivo, il nome del quale è tecnicamente blocco porte, che appunto impediva l'avvio del rotabile a porte aperte, a mezzo di semplicissimi contatti opportunamente inseriti nel circuito di comando del teleruttore di linea. Il blocco porte fu presente su tutte le seguenti serie di vetture filoviarie, ma il suo impiego dovette cessare con la guerra, essendo ovviamente incompatibile con la necessità di viaggiare attaccati alla porta posteriore aperta (non all'anteriore, perchè i romani, ancorchè nei guai dovuti alla guerra, erano stati abituati ad un certa disciplina e a nessuno poteva venire in mente di salire davanti); dopo la guerra il dispositivo fu riapplicato ma, scarsamente usato (molti conducenti lo escludevano), finì ben presto in abbandono. Fu invece applicato e utilizzato sui treni delle metropolitane, anche in forma più moderna (bordi sensibili), seguendo in ciò la pratica corrente in tutte le reti metropolitane in Europa e in America.

Adesso, con il ripetersi di incidenti dovuti a treni delle metropolitane che si avviano con qualche passeggero ancora in fase di accesso alla vettura, ci si pongono due quesiti:

  1. le vetture delle metropolitane romane sono ancora dotate del blocco porte? In caso affermativo:
  2. il blocco porte è stato definitivamente eliminato dalle vetture.

E' chiaro che in entrambi i casi il macchinista non potrebbe far altro che affidarsi allo specchio retrovisore per essere certo che le porte si siano veramente chiuse, ma in un treno di sei carrozze l'operazione non è tanto semplice. In ogni caso, i nostri, per voce di ATAC, proclamano e promettono (dal Messaggero):

Controlli straordinari su oltre 200 porte, tutte montate sui treni della metro B entrati in servizio per i mondiali di calcio di Italia 90, trent'anni fa...

sottolineando, al solito, la presunta vetustà dei rotabili*. Da segnalare anche il seguito del discorso del Messaggero:

Né i vecchi convogli hanno un sistema di telecamere a bordo che dia, almeno, una visuale di insieme al macchinista, prima che lasci la banchina. C'è solo una luce, la cosiddetta gemma, che rimane accesa se le porte non si chiudono. Così agli operatori non rimane che affidarsi agli specchietti retrovisori, che però sono piccoli rispetto all'intera lunghezza del treno...

La "gemma" non è una pietra preziosa, ma la lampada di segnalazione delle porte presente su tutti i mezzi di trazione, su ferro e su gomma: ma funziona? o la lampadina è perennemente fulminata ed è troppo seccante cambiarla? Circa gli specchi retrovisori, la visibilità del treno aumenta con l'aumentare delle dimensioni degli stessi? Mah!...

* Ma 30 anni sono proprio molti per un rotabile ferroviario? Le ultime Sprague-Thomson della metro di Parigi furono del 1926 e ritirate dal servizio nel 1977, con 51 anni di anzianità...
Correzione (Petrini): furono ritirate nel 1983, quindi con 57 anni di servizio ed erano ancora valide e affascinanti.

Una nota addizionale. Su una relazione tecnica di Intermetro (ediz. 30-V-1986) sul materiale rotabile della metro B si legge:

Le porte sono munite di:
- un dispositivo meccanico di blocco porta in posizione di chiusura;
- un sistema di rilevamento stato porte interfacciato con il circuito di trazione;
- una spia di segnalazione esterna ed una sul banco di manovra per la segnalazione "porte aperte".

E allora? E' chiaro, il tutto o è sistematicamente escluso o è guasto. Oppure, altra ipotesi, il sistema "interfacciato con il circuito di trazione" è bellamente escluso e i macchinisti, per partire, devono aspettare lo spegnimento della spia (che sarebbe poi la "gemma" di cui sopra), cosa che non fanno fidandosi di quello che vedono (o non vedono) nello specchio.

Un comunicato del CeSMoT

18 gennaio.

Comunicato stampa CeSMoT: ATAC rinasce ma il servizio affonda.

Nonostante l'ottimismo dell'amministrazione capitolina e la propaganda internet (#ATACRinasce), i romani continuano a fare i conti con un servizio di TPL che ogni giorno peggiora sempre più. Nella giornata odierna (il 15 c.m.) al consueto blocco delle linee servite da vetture corte (115, 188, 52...), si è aggiunto il blocco totale della metro B a causa di un guasto tecnico e la chiusura delle stazioni Barberini (Metro A) e Graniti (Metro C); ciò senza dimenticare i treni soppressi sulla ferrovia Roma-Viterbo, le "rimodulazioni" di orario sulla Roma-Lido e i numerosi impianti di traslazione nelle stazioni della metropolitana guasti da mesi. Eppure, nonostante una situazione disastrosa, i (poco) responsabili della mobilità cittadina (...) continuano a far finta che tutto vada bene e che in breve tempo il TPL romano raggiungerà livelli di eccellenza così elevati da fare invidia a Londra, Parigi o Zurigo.

Ci chiediamo, onestamente, se queste persone vivono a Roma oppure altrove, in quanto è impossibile che non si siano resi conto della catastrofica situazione in cui versa il TPL romano. Ed il futuro non è affatto roseo: il 17 ottobre 2018 ATAC pubblica un bando, della durata di due anni, per l’acquisto di gasolio per rifornire gli autobus, ma la gara va deserta. Con l’appalto attuale in scadenza il 31 gennaio 2019 ATAC pubblica un altro bando il 30/11/2018 con lotti della durata di soli sei mesi al quale si presenta una sola società. Tutto ciò significa che in assenza di un nuovo bando, se pure arriveranno le famose vetture promesse (ammesso e non concesso che si trovi qualche azienda disposta a vendere le sue vetture usate), i bus romani rischiano di fermarsi a luglio per mancanza di carburante, con conseguenze inimmaginabili. Sebbene sia innegabile che la crisi di ATAC e più in generale del TPL romano sia frutto anche di errate scelte avvenute in passato e sebbene sia chiaro, e nessuno lo hai mai preteso, che tutto si potesse risolvere in pochissimo tempo, auspichiamo che i politici democraticamente scelti dai cittadini per governare la città mettano finalmente da parte la propaganda e, rimboccandosi le maniche, dicano chiaramente cosa intendono fare per superare l'attuale catastrofica situazione del TPL romano: fatti concreti, non generiche promesse; altrimenti ammettano dignitosamente di aver fallito e si dimettano dal loro incarico. Per il bene di Roma e dei romani.

CeSMoT - Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti, Omar Cugini - Presidente

Oltre agli autobus da prendere a noleggio, ammesso che li trovino, ci sarebbero anche i famosi 227 che a più riprese ci sono stati promessi come toccasana per il nostro trasporto pubblico, anche se sembra che l'acquisto di queste vetture sia tutt'altro che certo per la situazione economica del fornitore; nonostante ciò è di questi giorni la notizia che l'estensione della ZTL alle 19 è condizionata proprio all'arrivo di questi autobus. Infine ci sarebbero anche i 60 minibus elettrici rimessi in sesto.

Linea tramviaria di viale Marconi

12 gennaio. Ci è capitato sott'occhio un verbale della commissione mobilità del Campidoglio del 3 novembre u.s. che ha per oggetto l'esame della futuribile tramvia in viale Marconi. Le notizie che su questa ipotetica linea ci sono state fin qui date sono scarse, nebulose e contraddittorie; motivo per cui ci sembra conveniente riassumere quello che sappiamo.

24-VII-2003 Ma in progetto ci sono anche altre due linee di tram, da Marconi alla stazione San Paolo e un'altra fino a Piramide...

4-IV-2009 Si vorrebbe fare una diramazione per viale Marconi, fino al ponte...

30-IX-2009 Le linee tranviarie 2 e 8 saranno potenziate, con possibile estensione dell'8 verso Centro e viale Marconi.

5-VII-2014 ...partendo proprio dalla grande arteria di Roma sud [sarebbe viale Marconi], all'altezza dell'omonima stazione della linea B, attraversa tutto il viale e si innesta sul percorso dell'attuale linea 3 proseguendo in viale Trastevere per concludersi a villa Borghese. (...) sarà lungo 3,4 chilometri e costerà 30,6 milioni. Potrebbe essere costruito in 34 mesi ed avrà un carico di 95.000 persone al giorno. Metterà in collegamento viale Marconi, all'altezza della facoltà di Lettere di Roma Tre, a piazza Thorwaldsen.

29-IV-2015 Una linea che, provenendo da un punto imprecisato, passa per p.ta Maggiore, prosegue fino al Colosseo e da qui, sul percorso dell'ex 3, giunge dapprima a Piramide, seguitando poi per v. Marmorata, v. Induno, v.le di Trastevere; successivamente, con un percorso anch'esso imprecisato, passa nei pressi della stazione di Trastevere e si divide in due rami, uno che per la basilica di S. Paolo termina in una località indicata come "ex Fiera" e l'altro, probabilmente per v.le Marconi, in località "Marconi".

30-V-2015 (a) ...l'alternativa Marconi si dirama dalla linea che percorre viale Trastevere in via Ippolito Nievo e poi, per via Ettore Rolli arriva in viale Marconi! (b)...un secondo collegamento (...) che invece sembra partire proprio dalle vicinanze della ex Fiera e che passando presumibilmente per viale Marconi sembra instradarsi su una via parallela a viale di Trastevere, immettendosi poi sulla linea del 3 all'incirca in corrispondenza della vecchia stazione. (c)...il servizio si svolge tra le zone della ex Fiera di Roma e la stazione di Piramide (p.le Ostiense) passando per viale Marconi, via Ippolito Nievo e viale Trastevere, instradandosi poi sull'attuale percorso della linea tramviaria 3 fino al capolinea di Thorwaldsen.

27-V-2016 "Far muovere meglio la città'', con prime opere corsia preferenziale sulla Tiburtina, diramazione del tram 8 verso Marconi...

15-IX-2016 (a) Un tram che percorra viale Marconi, che poi possa proseguire su viale Trastevere... (b) Su viale Marconi dovrebbero quindi trovare posto una linea tramviaria, due corsie preferenziali verdi e, perchè no, due piste ciclabili...

19-I-2017 Chiederemo di finanziare quattro o cinque linee, tra cui quella su viale Marconi... Quindi quella di viale Marconi della quale non si conosce con precisione il percorso...

23-VII-2017 ...Roma, nuove linee dei tram, via ai lavori... due linee tramviarie a Marconi...

2-II-2018 ...sembrerebbe il prolungamento della precedente, da Subaugusta... alla stazione di Trastevere attraverso località genericamente identificate come Parco dell'Appia Antica, San Paolo, Marconi.

16-IV-2018 ...una nuova linea tramviaria da qui a qualche anno... farà da cerniera tra piazza Venezia e San Paolo passando per viale Marconi. Il progetto di Roma Servizi per la Mobilità è approdato ieri in commissione Mobilità e si allaccerà ai binari, già esistenti, della linea 8 all'altezza di piazzale [cioè piazza] Flavio Biondo per poi proseguire su via Orti di Cesare, piazzale della Radio, viale Marconi, via Temistocle Calzecchi Onesti e viale Ferdinando Baldelli fino alla stazione San Paolo della metro B...ecc. ecc., senza dimenticarci che accanto ai marciapiedi, verrà realizzata una pista ciclabile per ogni corsia di marcia.

4-VII-2018 Oggi voglio parlarvi del progetto che abbiamo per viale Marconi. Qui nascerà la futura linea tranviaria, che partirà dalla metro B San Paolo, fino a viale Trastevere. Un piano che si inserisce perfettamente nel quadro di opere su ferro che vogliamo disegnare per la città (...)

31-XII-2018 Corridoio tramviario tangenziale sud: tramvia stazione Trastevere-viale Marconi-basilica di San Paolo-Parco dell’Appia Antica-Subaugusta MA. Sarebbe la tangenziale sud del precedente PUMS.

Per quanto riguarda il pregevole documento, esaminarlo punto per punto sarebbe faticoso e inutile, tanto ripete le cose che periodicamente ci raccontano (dovizia di particolari sulle piste ciclabili); due argomenti ci sono sembrati però interessanti.

  1. In un intervento si chiede se la linea potrà "asservire" [forse "servire"] anche la limitrofa via del Casaletto e in risposta si chiarisce che non solo esiste tale possibilità, ma che si potrebbe realizzare anche un eventuale "sfiocco" sulla citata strada. Ma, egregi signori, non vi pare che via del Casaletto non sia proprio limitrofa a viale Marconi? Oppure pensate di prolungare la linea in questione sui binari della 8 fino, appunto, a via del Casaletto; e, di grazia, cosa è uno sfiocco?
  2. La linea impiegherebbe un "armamento flottante" che riduce dell'80% le vibrazioni: ci interesserebbe qualche dettaglio su questo recente miglioramento di costruzione dei binari (forse le rotaie galleggerebbero su appositi contenitori d'acqua, potendo così flottare?).

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rev. 08/07/19