tram e trasporto pubblico a Roma

Rotabili della rete romana di autobus dal 1927 al 1942

Gli autobus ad allestimento turistico e sperimentale

 

Gli autobus turistici

Innumerevoli i prototipi e le piccole serie di autobus di tipo turistico o semi turistico, anche a due piani e con varie disposizioni, sperimentati dall’ATAG a partire dal 1928. Appaiono due categorie fondamentali di autobus di questo tipo, quelli destinati ad un uso promiscuo, ossia che si possono trovare in servizio sia su percorsi extraurbani come la Roma-Tivoli, sia sulle ordinarie linee urbane e quelli destinati esclusivamente al servizio extraurbano; mentre i primi si presentano nella normale coloritura dei rotabili urbani, ossia in due tonalità di verde, i secondi sono normalmente verniciati in bleu di solito in due tonalità, scuro al di sopra della fascia di cintura e più chiaro al di sotto della stessa: tale regola non è però applicata costantemente dall'ATAG, anche perché molti di questi veicoli si riveleranno scarsamente utili sul servizio extraurbano per Tivoli, e saranno utilizzati sui collegamenti speciali che, a Roma, collegano manifestazioni sportive ed eventi del regine.

Nella prima categoria troviamo tre autobus a benzina su telaio Lancia Omicron a due assi, immessi in servizio tra il 1930 e il 1931, a due piani, numerati 2001, 2003 e 2005 ed uno analogo numerato 2201; abbiamo poi un Alfa Romeo a tre assi di costruzione del 1936, con motore diesel, numerato 2301, che nella documentazione ATAG è specificatamente classificato per il servizio urbano; su queste vetture valgono le seguenti considerazioni.

    
La vett. 2001, a sin. e al centro ancora a piano superiore coperto come DPC 2001; a destra a piano superiore scoperto, come B.2001.

 
Una vettura senza numero, che si ritiene sia la B.2201.


2301

Nella seconda categoria troviamo innanzitutto i due così detti autoalveari 3401 e 3403 (ved. oltre per l'origine di questo singolare nome), a due piani con un piccolo coupé superiore nella parte posteriore della carrozzeria. La disposizione interna dei due autoalveari è la seguente: nell’ambiente compreso tra la cabina di guida e l’ultimo assale posteriore sono installati i sedili, appunto, secondo la tecnica dell’autoalveare (posti di seconda classe per non fumatori), mentre nella parte bassa della zona del coupé, separata dalla corsia della seconda classe da uno scompartimento destinato a bagagli e cani, si hanno dei normali posti di seconda classe (zona fumatori, una specie di fumoir in autobus); nella parte alta del coupé si trovano infine delle eleganti poltroncine di prima classe (non si sa se per fumatori o meno). La tecnica dell'autoalveare fu in realtà di importazione americana, come è mostrato ad esempio da una serie di vetture di questo tipo utilizzate a Denver alla fine degli anni Venti. I due autoalveari, inizialmente a benzina, sono convertiti a gasolio con motori Lancia-Junkers 90 nel 1936 la 3401 e l’anno successivo la 3403, cambiando quindi il loro prefisso B in D.


La 3401 in due tonalità di bleu.

   
La 3401 i due tonalità di verde.

 
3403

Abbiamo poi tutta una serie di rotabili di caratteristiche spiccatamente extraurbane, ai quali l’ATAG, ben nota per la sua predilezione per l'ingegnerismo e le cose complicate, in luogo di assegnare dei semplici numeri (seguendo in ciò la via seguita da altre aziende per immatricolare veicoli simili), assegna singolari ed originali sigle composte da tre lettere e un numero, sembra secondo le seguenti regole:

A questa parte letterale, che va scritta mettendo un punto di abbreviazione dopo ogni lettera (cioè ad es. T.T.L. e mai TTL, per carità), segue un usuale numero, sempre naturalmente dispari, che per ogni serie inizia da 1, generando così una facile confusione ad es. tra T.T.L.1 e T.C.L.1 ecc. Gli autobus in questione sono i seguenti:

Il T.T.L.33 sarà modificato per alimentazione a gasolio, con motore Lancia-Junkers 90, nel 1937.


T.C.F.15

 
T.C.L.3
 Mentre nell'immagine a sinistra porta il normale stemma dell'ATAC e la scritta
Autolinea Roma-Tivoli,
in quella di destra ha un fregio diverso e manca la scritta, quasi fosse passato ad altra società.

 
T.O.L.3


T.T.F.1

 
T.T.L.1

 
T.T.L.31, 33


V.O.L.1

A quelli indicati si aggiungono poi molti rotabili noleggiati da altre società per i quali, non figurando gli stessi negli schemi di numerazione ATAG, è praticamente impossibile seguire le tracce. Di tutti gli autobus sopra indicati, molti sono sopravvissuti alla seconda guerra mondiale e saranno radiati tra gli ultimi anni Quaranta e l'inizio dei Cinquanta. In servizio regolare dopo il 1945 troviamo il solo Alfa Romeo 2301, successivamente rinumerato 3311, che sarà utilizzato quasi esclusivamente sulla linea 209 fino al 1955. Nel 1949 risulterebbero ripristinati due veicoli T.T.L. (non è specificato il numero) dei quali non si ha però notizia circa un loro utilizzo.

Una nota sugli autoalveari

Verso il 1931 molto ingegno fu speso all’ATAG sul progetto degli autoalveari, indicati come tipo S, come ci mostra tutta una serie di schizzi sull’argomento. C’è innanzitutto da dire che la sistemazione interna usata nelle 3401 e 3403, con due ordini sovrapposti di sedili appesi alle pareti detta duplex, è solo, diciamo così, quella di primo ordine, dato che ben altra densità di occupazione si prevedeva per i futuri autobus: nel tipo triplex a tre assi si sarebbero avuti tre ordini di sedili sovrapposti per una vettura alta 4,30 m da terra con 42, 42, 49 posti rispettivamente per i tre piani più 11 strapuntini, per un totale di 144 posti, raggiungibili arrampicandosi opportunamente su predellini ribaltabili coniugati e predellini a gattello fisso. Ma la massima capienza dell’autobus si raggiungeva (almeno al momento, non essendo da escludere ulteriori sviluppi) con il quadruplex, un autoarticolato a quattro assi alto 4,80 m con quattro ordini di sedili sovrapposti per fiancata e 33, 40, 48, 53 posti rispettivamente per i quattro piani più 16 strapuntini, per un totale di 190 posti.

Sulla numerazione assegnata agli autobus fin qui considerati, inoltre, si possono svolgere varie considerazioni. Anzitutto, in base alla regola ancora applicata dall’ATAG, alle prime tre vetture 2001-2005 è stato assegnato il centinaio pari 0 essendo le stesse delle Lancia; per la quarta vettura, la 2201 ancora una Lancia, si è impegnato il successivo centinaio pari 2. Le cose si fanno oscure per le due vetture autoalveari che, stando ad un ordine di servizio ATAG, avrebbero dovuto inizialmente essere numerate 3001 e 3003, con il centinaio pari 0 e il migliaio 3 costantemente assegnato ai veicoli a tre assi; in realtà con questi numeri non appariranno mai, essendo subito rinumerate 3401 e 3403, lasciando libera la serie 30, che non sarà più utilizzata per un autobus dell’ATAC fino al 1962. La regola del numero di centinaio pari per gli autobus Lancia e Alfa è abbandonata nel 1932, all’arrivo degli Alfa a tre assi numerati da 3101 in poi; in un centinaio 3 è stata immatricolata la 2301, ultima delle vetture bipiano, di costruzione Alfa Romeo, che però non è compresa nel migliaio 3 pur essendo a tre assi (lo sarà nel 1951, quando diverrà 3311 per lasciare libero il gruppo 23xx per i Fiat 405).

     
Schema dei tre tipi di autoalveare: da sinistra il duplex (l'unico costruito), il triplex e il quadruplex.

  
La disposizione dei viaggiatori negli autoalveari ricostruita su modelli.

Gli autobus con rimorchio

1409+102; M1-R2, M3-R4

Nel 1932 la Macchi di Varese fornisce all'ATAG un rimorchio per autobus a due assi, ad accesso centrale, che viene accoppiato all'autobus Alfa Romeo 40N 1409. Questo rimorchio, seguendo la regola aziendale, è numerato 102 (numero pari), anche se in sovrapposizione all'omonimo rimorchio tramviario della prima serie del 1911 (e quindi con tanti saluti all'ingegnerismo tanto caro all'ATAG di allora). L'accoppiamento tra i due rotabili è ottenuto a mezzo di ganci che li tengono a una distanza ottimale per evitare contatti nelle curve e, come si vede nelle immagini, lo spazio tra gli stessi è stato protetto con una sorta di rete che dovrebbe impedire alla gente di scavalcare gli organi di aggancio, col pericolo che il convoglio si metta allo stesso tempo in movimento. Il condizionale è d'obbligo dal momento che questo convoglio non sembra aver circolato molto ed anzi il rimorchio 102 sparisce dopo poco tempo senza lasciare traccia alcuna. L'unico utilizzo documentato da immagini è l'autolinea turistica Anello delle vie Imperiali, sulla quale, peraltro, appaiono di uso più comune i due piani scoperti e coperti.

 
1409-102, 102

Due anni dopo, l’Alfa Romeo fornisce all’ATAG due autotreni composti di motrice su meccanica 85-A e rimorchio carrozzato, come la motrice, dalla Macchi di Varese. In questo caso troviamo motrice e rimorchio accoppiati stabilmente con lo stesso sistema adottato per unire ad un elemento costruito ex novo le motrici e i rimorchi tranviari utilizzati per costruire le articolate MATER, e quindi due perni che tengono uniti gli elementi e un intercomunicante a mantice. Nonostante ogni coppia motrice-rimorchio costituisca una unità inscindibile, i rotabili hanno numeri separati con i prefissi M, R risp. per motrice e rimorchio; appaiono inizialmente come M1-R1 ed M3-R3, ma sono quasi subito rinumerati più correttamente in M1-R2 e M3-R4. Uno dei due convogli è esposto a una mostra di Bruxelles, ma il loro uso pratico sarà ben poca cosa. Destinati alla Roma-Tivoli, saranno inizialmente utilizzati anche sulla linea 210, ma sembra che non siano mai andati oltre il capolinea di Settecamini (anche se si racconta che uno dei due sia rimasto incastrato a Tivoli, in piazza Garibaldi, per un inversione di marcia andata male). Il primo convoglio appare radiato nel 1951 ma non risulta abbia mai circolato dopo il 1945; del secondo si perde ogni traccia ed è probabilmente andato distrutto nei bombardamenti del 1943.

 
A sinistra i rotabili sono ancora senza numero; a destra sono numerati M1-R1.

Autobus ad allestimento turistico e sperimentale

num. eserc. q.tà anno telaio assi carrozz. motore alim.* pot. CV lungh. mm tara t. nota
2001-2005 3 1930-31 Lancia Omicron L 2 Macchi Lancia 77 B 92     1
2201 1 1931      
2301 1 1936 Alfa Romeo 110-AC 3   D       2
3401-3403 2 1932 Lancia Omicron L 3 Lancia 77 B 92     3
T.C.F. 1-23 12 1933 Fiat 635-R 2   Fiat 235 65 7400 5,5 4
T.C.L. 1-3 2 1929 Lancia Omicron L   Lancia 77 92      
T.O.L. 1-3 2 1929        
T.T.A. 1 1 1934 Alfa Romeo 3000   A.R. RNL 55 5500 2,52  
T.T.F. 1-3 2   SPA 30           5
T.T.L. 1-3 2 1929 Lancia Omicron L   Lancia 77 92      
T.T.L. 31-33 2 1934 3       6
V.O.L. 1 1   2        
Rotabili articolati e rimorchi
M1-R2
M3-R4
2 1936 Alfa Romeo 85-A 2+2 Macchi A.R. F6M317 D 110     7
102 1 1934   2 Macchi       6400   8

Note alla tabella.

* Sistema di alimentazione alle origini.

  1. Vetture a due piani per servizio extraurbano con piano superiore scoperto; la 2001, inizialmente numerata B 2001 DPS (Due Piani Scoperto), risulta successivamente modificata coprendo il piano superiore ed è numerata DPC 2001 (Due Piani Coperto), poi semplicemente B 2001; la 2003, anch’essa a due piani con piano superiore scoperto, è inizialmente numerata B 2003 DPS, poi semplicemente B 2003. La 2005 sembrerebbe identica alla 2003. Vetture 2001 e 2003 rinumerate risp. 1853 e 1851 nel 1951, all'arrivo del gruppo 1981-2009.
  2. Vettura a due piani rimasta in servizio fino al 1955; altezza m 4,50. Risulta rinumerata 3311 probabilmente nel 1955, a seguito dell’entrata in servizio dei Fiat 405 del gruppo 2301-2409.
  3. Vetture a due piani e mezzo di tipo autoalveare impiegate sulla Roma-Tivoli e saltuariamente su altre linee, come ad es. sulla linea del lungomare al Lido di Ostia (1939). Motore Lancia 77 sostituito da motore Lancia-Junkers 90 negli anni 1936 e 1937. Per questi due autobus l’ATAG aveva dapprima previsto i numeri 3001 e 3003.
  4. Con servofreno a depressione e meccanico di sicurezza. Alcune vetture con motore Fiat 236-A da 75 CV. Vettura TCF13 modificata nel gennaio 1939 con applicazione di un motore Lancia 77 al posto dell’originario Fiat 235
  5. Vetture commercializzate col marchio Fiat ma costruite dalla SPA prima del suo assorbimento nell'industria torinese. Anno di effettiva costruzione ed immissione in servizio a Roma non accertato. Presumibilmente acquistate da altra azienda e non in fabbrica.
  6. Motore Lancia 77 sostituito da motore Lancia-Junkers 90 sulla vettura TTL33 nel 1937.
  7. Treni articolati costituiti da motrice e rimorchio entrambi a due assi stabilmente accoppiati. Inizialmente numerati M1+R1, M3+R3. La parte rimorchio del treno M1+R1 ha inizialmente numero di targa 1051.
  8. Rimorchio a due assi, destinato ad essere trainato dalla motrice 1409.

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rev. 17/06/16