tram e trasporto pubblico a Roma

Ultime dalla rete romana di trasporto pubblico

Anno 2016, luglio-dicembre

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Un tram ad Ostia

16 dicembre. Se ne sentiva il bisogno (dal Corriere della Sera).

Il primo tram che attraversa il litorale. È l’idea su cui lavora l’assessore all’Urbanistica e Infrastrutture di Roma (...) Secondo l’idea preliminare, il tram attraverserebbe l’intero asse della città, collegando così l’area dal Porto Turistico alla zona dell’ospedale Grassi. Un tram per il mare di Roma Il progetto del primo tram per Ostia si snoderebbe quindi da un capo all’altro della cittadina balneare, trasportando gli utenti anche in prossimità delle fermate della ferrovia Roma-Lido. Meno bus, meno traffico e più efficienza. L’ipotesi è quella di individuare il percorso possibile su una strada parallela al noto lungomare (già troppo frequentato, soprattutto d’estate), magari portando i tram su Corso Duca di Genova, strada che si snoda per metà della città...

Certo, è giusto che i brillanti risultati ottenuti dall'attuale amministrazione a Roma in tema di trasporto pubblico, con i numerosi e soprattutto elettrici tram che vediamo correre dovunque, siano estesi anche ad Ostia. Tra l'altro, non occorrerebbe nemmeno un nuovo deposito: i tram di Ostia sarebbero tecnologicamente avanzati e policorrente. tali da poter essere intradati sulla Roma-Lido, che sarà dotata di appositi raccordi per uno dei vari depositi tramviari che nel frattempo saranno costruiti a Roma.

Piena identità di vedute

11 dicembre. ...con quanto scritto da Assoutenti Ostia:

LA BUFALA DEL TRAM AI FORI IMPERIALI

L'Associazione Utenti del Trasporto Pubblico chiede la formale cancellazione di tutte le ipotesi di tram ai Fori Imperiali e varianti delle stesse. Come mai una siffatta inconsueta richiesta? Per un semplice motivo. Ormai è evidente che quando dicono di voler fare un qualche tram ai Fori Imperiali tale affermazione in realtà va tradotta nel senso che non hanno alcuna intenzione di fare nessuna delle altre innumerevoli linee tramviarie nei cassetti. E siccome ci siamo stufati di essere presi per i fondelli in questo modo, bisogna togliere di torno l'argomento. Smettere di parlare di tram ai Fori Imperiali. Anche perché una linea del genere (in tutte le sue varianti che vengono tirate fuori a rotazione) non si farà mai, presenta difficoltà enormi quando linee ben più facili non si fanno, e soprattutto, senza altri ben più importanti tronchi di rete, è completamente inutile. Cominciamo a fare le linee che servono: Togliatti, TVA e Tiburtina; raccordi Lodi, Angelico e S.Paolo; Marconi, Caravaggio e lungotevere di Insolera; prolungamenti Togliatti e Tiburtina. Quando ci sarà tutta questa roba, e solo allora, si potrà tirare fuori l'argomento Fori Imperiali. Ma non prima. Non vogliamo più sentire la bufala del tram ai Fori Imperiali.

E un consiglio ai nostri attuali amministratori: che non seguano sulla strada che sembra abbiano intrapreso, quella di rifilarci di nuovo le innumerevoli sciocchezze che raccontava il buon Marino, prima fra tutte la ridicola linea p. Vittorio-Fori Imperiali.

Sulla scia di Marino

8 dicembre. Da Repubblica. Il nostro assessore al traffico promette nuove linee tramviarie e altre cose, molte delle quali ci sembra di averle già sentite non molto tempo fa. Circa le linee, ci dice:

Ne introdurremo di nuove - ha spiegato in diretta l’assessore - recuperando prima di tutto strutture già esistenti.

Ok, come quando Marino voleva creare la 1 da Termini a porta S. Paolo, solo che qui il percorso è più ridotto.

...come quella che da piazza Vittorio porterà a via dei Fori Imperiali,...

 Che significa "a via dei Fori Imperiali"? Il capolinea sarà in via dei Fori Imperiali con doppia interconnessione in croce di fronte al Colosseo o il tram farà il giro del Colosseo, per consentire a turisti e romani di vedere il monumento da ogni parte? Poi ci si spinge un po' troppo oltre anche qui con una discorso già sentito:

 ...se non addirittura fino a piazza Venezia.

Cioè ci risiamo con il tram in via dei Fori Imperiali. Infine ci si ripresenta l'usuale minestrone riscaldato (già riscaldato a sua volta da Marino):

E pensiamo anche a nuove costruzioni, per esempio su via Palmiro Togliatti e fino a Ponte Mammolo...

Come si vede, niente di nuovo, si ricalcano vie e promesse del buon Marino. Si seguita poi con i muovi autobus che entreranno in servizio nell'anno prossimo, che saranno a due porte e non tre, tornando quindi alla configurazione delle vetture degli anni Trenta, ma dicono che con ciò si combatte l'evasione; sì, certo, perchè con due porte basteranno due controllori per vettura e non tre, ma allora sarebbe forse meglio una porta sola. Lasciamo stare il resto della chiacchiera che tratta delle piste ciclabili delle quali sentiamo un gran bisogno, a parte il fatto che sembra si debbano chiamare bike lane (anche qui ci torna in mente Marino, quando diceva che Roma sarebbe diventata una città bike friendly).

A furor di popolo

30 novembre. Si sapeva che sarebbe accaduto (da Repubblica).

Questa mattina un’auto in sosta selvaggia parzialmente parcheggiata sulle rotaie della stazione Trastevere ha impedito per ben tre ore al tram 3 di completare la sua corsa proprio lì, in piazza Flavio Biondo. E di riprenderla in direzione Valle Giulia. Così i mezzi successivi, dopo viale Trastevere, hanno tirato dritto per la circonvallazione Gianicolense, arrivando fino al Casaletto, dove fa capolinea anche il tram 8.

Conseguenza di aver voluto riportare il 3, a furor di popolo, a p. F. Biondo. Certo, se avessero qualche vettura in più e non come i catorci che si ritrovano, il 3 a Casaletto non sarebbe male. Da segnalare la cosa al ns. assessore ai trasporti, visto che si prepara a darci numerosi tram soprattutto elettrici...

Per favore, fateci capire qualcosa

26 novembre. Da Repubblica sul futuro del nostro trasporto pubblico.

Alla voce "Trasporti pubblici locali su strada e servizi connessi" sono destinati circa 80,5 milioni di euro, con i quali saranno finanziati: sistema innovativo di trasporto pubblico da Metro B Eur Palasport verso Mezzocamino-Spinaceto-Tor dè Cenci (circa 22 milioni); [1]

Bene, dovrebbe trattarsi della oramai inveterata linea filoviaria dell'EUR, dalla quale, peraltro, dovrebbero essere tolti venti filobus da mandare sulla Nomentana; si segue con:

 metropolitana linea "C" - tratta t3 "Venezia - San Giovanni" - i lotto  (4,8 milioni); [2]

bene ancora ("i" lotto starebbe per I° lotto, si suppone), almeno arriviamo a S. Giovanni, poi si vedrà (e si vedrà anche come andranno le cose a S. Giovanni...). Ma quello che segue è più interessante:

 tram su gomma Laurentina-Trigoria-ora sistema trasporto pubblico a capacità intermedia a servizio dei corridoi Eur-Tor dè Cenci e Eur-Laurentina-Tor pagnotta (8,3 milioni); [3]

A parte la ridicolaggine di parlare ancora di "tram su gomma", il sistema a capacità intermedia per Tor de' Cenci non è quello del filobus? ma allora quello di cui sopra al punto [1] che cos'è?

interventi per la sicurezza sulle linee metropolitane (15,3 milioni). Circa 412 milioni andranno alla voce  "trasporti pubblici locali su ferro e servizi connessi. Qui la parte del leone la fa la linea C della metro, con investimenti per circa 369 milioni,

cioè compresi i 4,8 milioni per arrivare a S. Giovanni, punto [2]? e dove dovremo andare con i residui 369-4,8=364,2 milioni? e come saranno spesi i restanti 412-369=43 milioni? Forse in tram "soprattutto elettrici"?

 seguita dal prolungamento della B1 tratta Conca d'Oro-Jonio (67,5 milioni circa) e il sistema di trasporto pubblico a capacità intermedia a servizio dei corridoi Eur-Tor dè Cenci e Eur-Laurentina-Tor pagnotta (circa 15,3 milioni).

Ancora con Tor de' Cenci: ma non c'erano già 8,3 milioni per la capacità intermedia ecc. (punto [3])? Quindi per sistemi innovativi e/o capacità intermedie si avrebbero 22+8,3+15,3=45,6 milioni. Stavamo per dimenticarci delle piste ciclabili, per le quali sono previsti 7,1 milioni. Ma peppiacere!

Nota. - A quanto pare i filobus per l'EUR costituiscono un "sistema a capacità intermedia". Però, se li mettono in servizio sul 90 diventano normali filobus. Ma come fanno a passare dalla capacità intermedia a quella normale? Certamente a mezzo di una tecnologia innovativa.

Finalmente!

22 novembre. Da Repubblica:

Linda Meleo che annuncia: Venti filobus dei 45 del corridoio Laurentina andranno a rafforzare le linee 60,80 e 90 sulla via Nomentana.

Linee 60 e 80? Che meraviglia, senza che nessuno se ne sia accorto hanno installato chilometri di bifilare! E queste venti vetture si aggiungerebbero a quelle attualmente  in servizio (quando ci sono)? In questo caso hanno controllato che le sottostazioni ammettano l'aumentato carico? (siano sicuri di no). Ma forse intendono utilizzare i filobus EUR solo in marcia autonoma e per questo parlano delle linee 60 e 80? In ogni caso ne vedremo delle belle (o forse non vedremo niente, perchè si limiteranno ai faremo, provvederemo, ecc.). Vogliamo ricordare, poi, al ns. assessore, che siamo sempre in attesa dei numerosi tram soprattutto elettrici...

La metro C è come...

9 novembre. ...la pelle dei coglioni, come dicono a Roma per una cosa che si sposta facilmente di qua e di là. Come è per la metro C. Ecco l'ultima proposta di uno dei nostri (da Repubblica):

Deviare il tracciato della Metro C da San Giovanni a Piramide fino a Corviale e saltare la fermata Colosseo, chiudendo il tutto in 4 anni.

E poi, magari, proseguire fino ad Ostia o a Pomezia; il tutto sempre in quattro anni.

Commissione Mobilità sulla Termini-Centocelle

5 novembre. Dalla Commissione Mobilità sulla Termini- Centocelle e le sue prospettive future ecc., qualche passaggio, iniziando con:

Si è creato un ecosistema dove la minima sostituzioni delle rotaie genera dei problemi. Ad esempio il cambio di binari a Labicano ha provocato un’usura anomala, la variazione minima dello scartamento ha comportato usura e l'imposizione del famoso rallentamento a 10 km/h.

Bellissimo l'ecosistema delle rotaie, che forse è sorto a causa del fatto che pochi conoscono oramai il proprio lavoro. Circa la sostituzione delle rotaie a porta Maggiore, che forse ci sarebbe stato qualche problema lo avevamo a suo tempo previsto.

Ora la situazione si è stabilizzata con il miglioramento del ciclo di manutenzione, ma le ruote comunque durano meno e questo ha ripercussioni economiche.

Cioè le ruote durerebbero di meno solo per qualche irregolarità degli incroci di porta Maggiore? E si segue con:

Anche il trenino si usura velocemente come la metro C.

Ma guarda un po'; però il trenino (forse Rivarossi) ha un secolo sulle spalle e finora non aveva mai dato segni di usura oltre la norma, questa è uscita fuori adesso che ci hanno messo le mani loro. Più oltre si legge:

I treni vecchi hanno apparecchiature più semplici che permettono una manutenzione più veloce, di contro il confort non è il massimo, abbiamo chiesto all'Ustif l'autorizzazione a un calettamento diverso delle ruote per aumentare lo scartamento e ridurre l'usura.

Qui sembra che vogliano aumentare lo scartamento della linea (lo porterebbero ad esempio a 960 mm?), ma poi parlano di variare il calettamento delle ruote per aumentare proprio lo scartamento. Probabilmente per "scartamento" intendono la distanza tra i bordini, ma come varierebbero quest'ultima? aumentandola riducendo il gioco tra bordino e rotaia, il che non sembra proprio la via per ridurre l'usura, o riducendola? C'è ancora qualcuno che ricorda i problemi di stabilità dei rotabili proprio in relazione al gioco sui bordini? E il tutto solo per il passaggio a porta Maggiore? Non sarebbe più semplice aggiustare il binario? Cosa abbia a che fare con ciò la maggiore semplicità dei treni vecchi, poi, non si capisce proprio. In ogni modo ci si promette che il rallentamento a Labicano sarà soppresso

appena implementeremo maggiore lubrificazione.

E con questa implementazione (che nel loro linguaggio significherebbe, forse, aumento: ma deve essere un termine molto amato) non ci sarà più bisogno di aumentare lo "scartamento"?

Giungiamo poi a varie questioni più e più volte vanamente discusse in passato:

Parliamo ora del futuro: quanto è percorribile la prospettiva di portare la linea a Giardinetti? È possibile prolungare a Tor Vergata? Con quali caratteristiche?

E ripetiamo quanto più e più volte abbiamo già detto: ma è mai possibile pensare di prolungare una linea ferroviaria, di tecnologia oramai obsoleta, a scartamento ridotto e alimentazione ad alta tensione in un quartiere di abitazione, per giunta attraversando la via Casilina? Dopo diversi vaneggiamenti arriviamo in un punto interessante:

non sono stati previsti fondi sulla Giardinetti, anzi per allargare via Casilina, nel progetto di riconversione di tranvia si guadagna l'interconnessione con il resto della rete e un deposito nuovo. Ci sono problemi a Porta Maggiore e nel tempio di Minerva Medica per l'archeologia. Inoltre la stazione Laziali è molto arretrata. Due possibili ipotesi sono possibili cambiando a scartamento normale. La circolare sud e il tram treno con innesto sulla rete ferroviaria.

Cioè non sono stanziati fondi per la Roma-Giardinetti (menomale), ma si proporrebbe la conversione della linea da ferrovia in tramvia, anche per i guai a via Giolitti e porta Maggiore. Ok, d'accordo, ma per favore, non ricominciamo col tram treno e con l'innesto sulla rete ferroviaria, cose semplicemente impossibili.

Ci risiamo: funivia

25 ottobre. Dal Messaggero.

Una funivia per "saltare" il traffico e collegare Casalotti, periferia di Roma Nord fuori dal Raccordo anulare, con Boccea, non troppo distante dalla stazione della metropolitana in via Battistini...

Hanno detto che non se ne sono dimenticati.

La più grande flotta di veicoli elettrici d'Europa...

23 ottobre. ...gloria e vanto del Calamante, è ridotta ad un solo rotabile del quale si annuncia la prossima fine e, con lo stesso rotabile, di tutta la grande flotta. E' quello che si legge su Repubblica di oggi, insieme ad altre interessanti notizie, quali la possibile entrata in servizio di autobus ibridi a metano: ma il problema delle rimesse per i mezzi a metano, che sembravano essere fonte di pericolo tale da impedire l'ulteriore acquisto di questi autobus, dove è andata a finire? Ma ci promettono anche "venti milioni per i nodi di scambio ferro-gomma intorno alla città"; come intendano spendere questi milioni lo sanno solo loro (o non lo sanno nemmeno loro). Infine ci piacerebbe sapere che fine hanno fatto i progetti di dotare la città di tram "soprattutto elettrici"?

Intanto sull'incidente sulla Metro B (v. notizia precedente) è scesa l'usuale coltre di silenzio: ma i due feriti ci sono stati, a quanto pare, e da cosa sono stati feriti, di grazia? Dalla porta apertasi col treno in marcia?

La metro B si perde le porte?

21 ottobre. La colpa è dei passeggeri, lo dice il nostro assessore ai trasporti (dal Messaggero):

Da una prima ricostruzione sembrerebbe che qualcuno abbia azionato intempestivamente il freno di emergenza. Questo ha causato la fuoriuscita delle porte di circa 5 cm rispetto la sagoma del vagone. Una delle ante, fuoriuscendo, ha incontrato un ostacolo - verosimilmente la banchinetta di emergenza - e per questo si è staccata. Non si è trattato quindi di un problema legato alla manutenzione...

Certo, se una porta si apre con la vettura in moto e urta una "banchinetta di emergenza" non è questione di manutenzione. Attendiamo altre e più avanzate notizie su porta e banchinetta.

Ulteriore versione (dal Messaggero).

Stando alle prime ricostruzioni il problema non è stato che ha ceduto la porta ma che inavvertitamente è stato azionato il sistema di apertura delle porte. L'azienda dovrà sentire i testimoni per capire le responsabilità, non si è trattato comunque di un cedimento strutturale.

Ma le porte si possono aprire anche col treno in marcia? E la porta ha sbattuto o no contro qualcosa? Se si è mezzo staccata, non è un cedimento strutturale?

E un nuovo guasto...

...del quale al momento non si sa niente e non c'è da sperare che si saprà mai qualcosa. Ma certo non è questione di mancanza di manutenzione, lo ha detto il nostro assessore ai trasporti (dal Messaggero).

Stazione metro C S. Giovanni

18 ottobre. Da Repubblica. Sarà aperta al traffico entro autunno 2017, parole dell'assessore al traffico (hanno individuato una serie di criticità...). Memorizziamo e controlleremo.

Un tram che percorra viale Marconi...

15 settembre. "... e che poi possa proseguire su viale Trastevere". Quel "possa" fa sospettare che finora ci sia stata qualche difficolta a che un tram da viale Marconi prosegua in viale Trastevere.

E' una delle tante cose che ci ha raccontato il ns. Sindaco alla "Settimana della Mobilità Sostenibile". In verità, un tram su viale Marconi ci era già stato promesso varie volte, non ultima con l'"alternativa Marconi" del buon Marino e vorremmo almeno sapere dove dovrebbe condurre, questo tram, dalla parte opposta di viale Trastevere, oltre che, ma questo è un particolare trascurabile, con quali vetture l'ATAC lo gestirebbe.

Ma le promesse del ns. Sindaco non si limitano ad un comune tram (che ci potrebbe anche bastare, se veramente si facesse); ci si promette anche l'implementazione di molte corsie preferenziali o verdi (forse con implementazione intendeva dire la costruzione, ma poco prima troviamo l'implementazione dell'economia, mah!) che, con semafori intelligenti, potrebbero essere pronte in un arco di tempo che va da 3 mesi ad anno (ancora mah!); un sistema di "bigliettazione per lo più elettronica" (ci vengono in mente i tram soprattutto elettrici..., ved. notizia precedente); e tante altre novità ancora e sempre soprattutto elettriche, quali l'aumento delle colonnine da 100 a 300.

Non dobbiamo infine dimenticare che hanno trovato i soldi per riparare i vagoni della Metro A (e menomale che non ha detto le locomotive).

Osservazione aggiuntiva. Su viale Marconi dovrebbero quindi trovare posto: una linea tramviaria, due corsie preferenziali verdi e, perchè no, due piste ciclabili; occorrerà demolire una fila di palazzi.

Non solo tram...

14 agosto. ...ma anche tram elettrici, sono quelli del nostro futuro. E' quello che si evince da alcune dichiarazioni del nostro assessore al traffico, che potrebbero apparire come una ennesima copia dei faremo, provvederemo, pianificheremo ecc. ai quali siamo oramai purtroppo abituati, se non fosse per questa enigmatica frase:

Recupereremo il trasporto su ferro; più tram, soprattutto elettrici, e introdurremo nuove linee consultandoci con i cittadini.

Lasciando da parte il ferro, elemento del quale si è sempre abusato, ci chiediamo a quale sistema di trazione allude l'assessore, visto che parla di tram soprattutto elettrici: gli altri, quelli esclusi dal "soprattutto", come andranno, forse a cavalli, a vapore, a pedali... chissà. E che significa "consultandoci con i cittadini"? Se per installare cento metri di binario si dovranno sentire i cittadini, è meglio che l'assessore lasci perdere la questione. Per completezza dobbiamo anche segnalare:

Incentiveremo il trasporto elettrico con nuove forme di car sharing, realizzeremo delle bike line sulle consolari.

Nulla da eccepire sul car sharing elettrico, ma con le bike line sulle consolari (solo su quelle, per es. sull'Appia per andare ai Castelli?) Roma sarà ancor più Bike-Friendly di quanto lo sognasse il nostro Marino.

Tra il gaudio del popolo

8 agosto. Il 3 raggiunge nuovamente piazza F. Biondo. Aspettiamo la ripresa del servizio normale, dopo la pausa estiva, per vedere le ripercussioni di questo provvedimento sullo stato della desolante situazione del trasporto romano.

Ci risiamo con le promesse

31 luglio. Seguendo fedelmente le abitudini delle precedenti amministrazioni, anche l'attuale non si tira indietro sull'annosa faccenda del 3 a Trastevere ed anzi, nonostante le recenti notizie su non meglio identificate procedure e attivazioni a medio termine, ce ne promette un rapido ripristino: dall'8 agosto p.v. i tram torneranno a p. F. Biondo (stiamo a vedere; la precedente promessa è del 1° aprile di quest'anno e dava la riapertura della tratta tra aprile e maggio). La notizia è compresa in una serie di considerazioni delle quali vale la pena di analizzare qualche tratto (dal Corriere della Sera del 30 c.m.).

Dimezzato da oltre un decennio, l’8 agosto il tram 3 torna a sferragliare sull’intero percorso: da Valle Giulia a stazione Trastevere. Niente più stop a Piramide e staffetta sui bus. Dopo il giallo delle strisce pedonali a Porta Portese (il tassello mancante, secondo Atac, per riattivare il servizio) e i cartelli di fermata «incappucciati» per la Festa de’ noantri, la circolare su rotaia riconquista chilometri preziosi. «Una linea importante - sottolinea l’assessora ai Trasporti, Linda Meleo - per decongestionare il traffico e ridurre l’inquinamento». Come avete risolto il problema delle vetture insufficienti a coprire una tratta più ampia? «Con piccoli interventi di razionalizzazione», spiega Meleo. Prima qual era l’intoppo, perché la trafila è stata così lunga? «Il motivo non mi è ancora chiaro - risponde l’assessora - . Purtroppo in questa città si tende a non considerare i piccoli cambiamenti che, invece, possono fare la differenza».

Osserviamo, innanzitutto, che la linea 3 non è mai stata una "circolare su rotaia" e cioè, che pur essendo stata su rotaia come ogni tram, non è mai stata circolare; che poi quel breve tratto da Piramide a p. F. Biondo possa decongestionare il traffico e ridurre l'inquinamento, il nostro assessore (e non assessora) vada a raccontarlo a qualcun altro, aggiungendo magari i kg di CO2 che ci farà risparmiare*. In ogni caso, siamo certi che l'assessore, prima di promettere la riapertura della tratta, avrà controllato la disponibilità di vetture tramviarie: non vorremmo che, vista la disastrosa situazione del parco ATAC, la 3 si aggiungesse al novero delle linee con intervalli di 20-25 minuti, come oramai sembra essere la norma per le linee di autobus.

Allo studio anche l’ipotesi di riportare fino a Pantano le ferrovie Roma-Laziali, limitate al tratto Termini-Centocelle con l’apertura della metro C. «Ci stiamo ragionando, devo verificare quanti treni servirebbero per poterla riutilizzare».

Ahi, ci avventuriamo su un terreno minato. Qui non si tratta di trovare dei treni, cosa già di per sè stessa problematica vista la miserabile condizione del parco della ex Roma-Fiuggi: si tratta di imporre all'ATAC, con lo spaventoso deficit che la caratterizza, la gestione di una linea ferroviaria, non tramviaria, di tecnologia oramai superata, con tutto quello che comporta a partire dal personale fino alla manutenzione di rotabili fatiscenti e di linea aerea ad alta tensione. D'altronde, anche se in modo non esplicito, anche il SUL Trasporti sembra essere della nostra opinione:

E sull’ipotesi di ripristinare per intero la Roma-Giardinetti, malgrado la sovrapposizione con la terza linea della metropolitana, il segretario del Sul non nasconde qualche perplessità: «I macchinisti ormai sono stati trasferiti ad altro incarico - spiega - e formarne di nuovi non è immediato». Altra valutazione: «Il tratto che coincide con la metro C è stato soppresso perché sul trenino nessuno pagava il biglietto e, su quella direttrice, circolava anche il bus 105: 3 linee per lo stesso percorso».

Come al solito, restiamo in fiduciosa (?) attesa: l'8 agosto è fra una settimana.

* Anche se l'anidride carbonica non sembra più essere considerata un terribile agente inquinante.

Cogliere l'occasione

26 luglio. Dopo l'ennesimo incidente a porta Maggiore tra un convoglio della Roma-Centocelle (sulla stampa ancora chiamata "il trenino" Roma-Giardinetti, ci manca poco che la chiamino Roma-Frosinone) e un tram della linea 3 (la 9227 che, a giudicare dalle immagini, appare alquanto compromessa), l'ATAC potrebbe cogliere l'occasione:

  1. per chiudere definitivamente ciò che resta della Roma-Fiuggi, una linea oramai anacronistica, inutile, ingombrante e pericolosa (ved. nota);
  2. per tacitare, con la giustificazione di non avere vetture sufficienti, tutti i questuanti che seguitano a invocare il prolungamento della 3 a p. Flavio Biondo, prolungamento del quale nessuno sente la necessità (ma è oramai moda sostenere il tram, solo a parole naturalmente, essendo pronti a scendere in strada se per 100 metri di binario da costruire si devono togliere tre panchine in un giardinetto).

Nota. - A porta Maggiore, ai due incroci tra le linee tramviarie e la ex Fiuggi, la linea aerea di quest'ultima è dotata di una zona neutra sufficientemente lunga da coprire il binario tramviario con un largo margine da ambo le parti e in altri tempi i macchinisti della SFV o STEFER prendevano una bella rincorsa passando senza inconvenienti sotto le due zone; oggi, prendendo una bella rincorsa, il treno rischia di finire contro un altro utente della strada, tram, auto e simili o, peggio, di mettere sotto qualcuno. E' inutile ostinarsi a mantenere soluzioni che oltre che anacronistiche sono fonte di pericolo.

Navette e ignoranza...

25 luglio. ...dei giornalisti, intendiamo. Dal Messaggero di oggi:

Ecco perché anche le navette scintillanti, color bordeaux, ordinate con una gara nell'aprile del 2013, oggi si ritrovano in piena emergenza. La commessa di tre anni fa, che è costata alle casse di via Prenestina 115 milioni di euro, ha portato in dote all'azienda del Tpl capitolino 337 nuove vetture: 206 autobus da 12 metri e 131 bus da 18 metri. I primi 100 mezzi sono stati fabbricati e messi su strada nel luglio del 2013. Gli altri 237 sono arrivati a Roma, al ritmo di circa 50 bus al mese, fino al 2014. Ci sono quindi navette che, dopo appena due anni di vita, già si ritrovano con danni seri (e in diversi punti) al telaio...

Quindi gli usuali autobus da 12 e 18 metri hanno cambiato nome e si devono chiamare, chissà perchè, navette. Ma l'ignoranza di certi giornalisti va ben oltre un semplice nome sbagliato.

Procedure

19 luglio. L'assessore ai trasporti comunica:

Avviate le procedure per riattivare la linea tranviaria 3 da Piramide a Trastevere.

Ci piacerebbe sapere, al proposito:

  1. quali siano dette procedure;
  2. per qual motivo i precedenti amministratori non erano stati in grado di avviarle;
  3. quanto dureranno.

Anche se riteniamo difficile avere risposte ai quesiti di cui sopra, restiamo in attesa con rinnovata fiducia.

Aggiunta. - Secondo il Corriere della Sera, il Sindaco* avrebbe detto

A medio termine lavoreremo sul progetto delle nuove linee tranviarie Ponte Mammolo-Subaugusta, il ripristino del 3 fino a Trastevere e la bigliettazione elettronica».

cioè le "procedure" non sarebbero avviate subito, ma a medio termine (quanto vale un "medio"? se un lungo termine vale ad es. 10 anni, un medio ne vale cinque?); circa la linea Ponte Mammolo-Subaugusta (ma quest'ultima non è quella che si chiama viale Togliatti?), il medio termine ci sembra quanto meno ottimistico; e la "bigliettazione", se elettronica, convincerà il pubblico  pagare il biglietto?

* Sindaco e non sindaca, come assessore e non assessora, per favore, non inventiamoci la oingua italiana.


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rev. 20/10/17