| tram e trasporto pubblico a Roma |
Una descrizione rigorosa e cronologica dei rotabili che hanno circolato sulla rete dei Castelli, almeno di quelli costruiti fino alla fine degli anni ’20 costituenti il grosso del parco extraurbano, non è possibile oggi e si ha motivo di ritenere che non lo sarà mai. La situazione è intricata a causa delle numerose ricostruzioni e delle rinumerazioni talvolta cervellotiche subite dai rotabili nel corso degli anni, alle quali si aggiungono la quasi assoluta mancanza di documentazione ufficiale e gli evidenti errori presenti nei pochi documenti che si sono ritrovati. La tabella che segue è stata costruita in base ad una serie di ipotesi, più o meno confermate dagli elementi noti.
Il servizio extraurbano fu avviato con la distinzione dei posti offerti nei rotabili in prima e seconda classe; normalmente solo le motrici offrivano posti di prima classe. Non sappiamo quale fosse esattamente la differenza tra le due classi, ma è facile immaginare che la prima sarà stata fornita di velluto rosso, poggiatesta in tela... La distinzione in due classi si protrasse fino al 1935 e gli ultimi rotabili extraurbani furono acquistati nel 1931 ancora con le motrici di prima e seconda classe.
| gruppo | costruz. | quant. |
rotabile |
presenti nel 1950 | esiste immagine | |
| vetture | stato rotabile o periodo nell'immagine | |||||
| 1-4(I) | 1903 | 4 | motrici a due assi, un motore |
- |
3, 4 (disegno) | stato di origine |
| 4(II) | ? | 1 | motrice a due assi | - | 4 | stato di origine |
| 4-6(III) (ex gr. 40) |
1913 | 3 | motrici a due assi,
due motori |
5 | 4, 5 (relitto) | fino al 1935 |
| 7-14 | 1927 | 8 | 9, 10, 11 | 9 | stato di origine | |
| 10, 11 | anni ‘50 | |||||
| 10...21 | 1905 | 8+4 | rotabili ad imperiale
a quattro assi, motrici a quattro motori e rimorchi |
- | 10-12, 16, 19, 21 | stato di origine |
| 10 | dopo le modifiche del 1920 | |||||
| 10...21 | 15 | rimorchio (stato di origine) | ||||
|
41-52 (ex 10-21) |
1920 (mod.) |
12 | motrici ad imperiale,
quattro assi, quattro motori |
42, 48, 49 | 42, 51 | dalla rinumerazione al 1935 |
| 42, 48, 49 | dal 1935 al 1959 | |||||
| 30-37 | 1905 | 8 | motrici a due assi,
due motori |
33, 37 (rotabili di servizio) | 30-34 | stato di origine |
| 37 | anni '50, rotabile di servizio | |||||
| 38-40 (ex gr. 40) |
3 | 38 (rotabile di servizio) | 39 | - | ||
| 60-69 | 1911 | 10 | motrici a quattro assi,
due motori |
61-64, 66, 68, 69 | 60, 64, 68 | stato di origine |
| 61-64, 66, 68, 69 | dal 1935 al 1965 | |||||
| 70-77 | 1912 | 8 | motrici a quattro assi,
quattro motori |
70-72, 74-77 | 76 | stato di origine |
| 70-72, 74, 75 | dal 1935 al 1965 | |||||
| 79 | ? | 1 | - | 79 | stato di origine | |
| 40-45 | 1913 | 6 | motrici a due assi, due motori | - | - | stato di origine |
| 81-84 | 1931 | 4 | motrici a quattro assi,
quattro motori |
81-84 | 83, 84 | dal 1931 al 1935 |
| 82-84 | dal 1935 al 1965 | |||||
| 91-94 | 1931 | 4 | 91-94 | 91-94 | dal 1935 al 1965 | |
| 101-104 | rimorchi a due assi | |||||
| 105-112 | 1905 | 8 | - | 109, 112 | stato di origine | |
| 113-120 | 1827 | 8 | 113, 114, 116, 117-120 | 117 | stato di origine | |
| 117-120 | anni '50, rotabili di servizio | |||||
| 160-165 | 1911 | 6 | rimorchi a quattro assi | 161-165 | 164 | stato di origine |
| 161-164 | dal 1931 al 1935 | |||||
| 201-212 | 1921 | 12 | rimorchi a due assi | 201-205, 209-212 | 201-204, 210, 212 | dal 1935 al 1965 |
| 281-284 | 1931 | 4 | rimorchi a quattro assi | 281-284 | 284 | dal 1931 al 1935 |
| 282-284 | dal 1935 al 1965 | |||||
| 291-294 | 1931 | 4 | rimorchi pilota a quattro assi | 291-294 | 291, 293, 294 | dal 1935 al 1965 |
| 301-312 | 1935 | 12 | motrici a quattro assi,
due motori |
tutte | tutte | dal 1935 al 1980 |
| 321-328 | 1937 | 8 | ||||
| 401-412 | 1937-38 | 12 | motrici articolate a
due casse, sei assi, quattro motori |
|||
| 501-508 | 1952 | 8 | ||||
Motrici Rimorchi Per servizi urbani
| num. | rotabili |
provenienza |
| 5003/13/25/29/47/85 | Motrici articolate a due truck, due motori | ATAC, Roma (1936-38) |
| 443-448 | Motrici a quattro assi, quattro motori | ACEGAT, Trieste (1938) |
| 201/10/18/28 | Motrici urbane a quattro assi, quattro motori | ATM, Bologna (1935-39) |
La storia dei rotabili della rete dei Castelli è sempre apparsa densa di lacune e di contraddizioni, per superare le quali molto ingegno è stato speso dagli archeologi tramviari che si sono interessati all’appassionante argomento. Nelle note che seguono vogliamo esporre una serie di ipotesi che, anche in base a qualche recente ritrovamento, potrebbero contribuire a dissipare un po’ della nebbia che copre dei fatti, l’origine dei quali risale oramai a più di un secolo fa.
Alla base di queste ipotesi è la convinzione che due siano state le cause essenziali della confusione che ha a lungo regnato sull’argomento:
Anno 1903
Entrano in servizio le motrici per il servizio locale in Roma, dette le giallette, che si sono sempre ritenute in numero di quattro, numerate 1-4, nella decade 0 [del centinaio 0, indicazione che sottintenderemo salvo contraria indicazione]; l'esistenza della 4, da molti ritenuta dubbia, sarebbe confermata da uno schizzo fatto da un appassionato dell'epoca. E' esistita però una seconda motrice che sembra numerata 4, che per aspetto si colloca completamente al di fuori degli schemi dei rotabili dei Castelli. Il numero 4 sarà successivamente riutilizzato da una delle tre motrici gruppo 40 passate al servizio urbano. Abbiamo quindi le 4(I), 4(II), 4(III) indicate nella tabella.
Anno 1906
Entrano in servizio i due primi gruppi di rotabili previsti per il servizio extraurbano, le dodici imperiali e una serie di rotabili a due assi, otto motrici e otto rimorchi.
Alle imperiali sono assegnate le decadi 1 e 2 e le dodici vetture divengono 10-21, apparentemente senza distinzione tra le otto motrici e i quattro rimorchi e ciò costituisce un primo interrogativo. Alcuni ricercatori ritengono però che i quattro rimorchi abbiano ricevuto i numeri 14-17, compresi tra i due gruppi di motrici 10-13 e 18-21; accettando questa ipotesi, la numerazione delle imperiali appare dettata da una logica, anche se tipica di un certo tipo di ingegnerismo assai diffuso nelle aziende di trasporto. Ricordiamo infatti che la Thomson-Houston, nel pubblicizzare il suo sistema di comando multiplo che avrebbe equipaggiato i rotabili dei Castelli, presentava sempre i convogli della rete come maestosi treni formati da un rimorchio compreso tra due motrici e potrebbe essere accaduto che l’addetto all’assegnazione dei numeri abbia voluto riprodurre la composizione dei convogli nella distribuzione dei numeri: ogni treno sarebbe stato formato prelevando una motrice dal primo gruppo, un rimorchio dal gruppo intermedio, una motrice dal secondo gruppo; i treni sarebbero stati quindi 10+14+18, 11+15+19, ecc., come se per gli stessi fossero state previste composizioni bloccate, che però avrebbero dato come risultato un numero di treni troppo esiguo con una esagerata capienza degli stessi (quando si sarà mai riempito un treno di tre vetture a carrelli a due piani, forse solo la domenica con gli ubriaconi che andavano ai Castelli!).
Le motrici a due assi sono immatricolate nella prima decade libera, la 3, e divengono 30-37.
I rimorchi a due assi sono sistemati nel centinaio 1 ma, in barba all’ingegnerismo dimostrato per le imperiali, agli stessi non si assegna una propria decade, ma si numerano a seguito di quattro ipotetici e probabilmente mai esistiti rimorchi per le giallette; divengono quindi 105-112, impegnando le decadi 10 e 11, quando avrebbero potuto comodamente stare nella sola decade 10 o, se proprio si volevano lasciare liberi i primi quattro numeri, nella 11. Nessuna ipotesi per queste scelte.
Anni 1911-13
Entrano successivamente in servizio:
Le biellette sono assegnate alla decade 6 e divengono 60-69. Qui si presenta un secondo interrogativo: perché dalla decade 3 delle motrici a due assi si è saltati alla 6? La risposta porta di nuovo all’ingegnerismo nell’assegnazione dei numeri: perché già era stato stabilito di riunire tutte le motrici a due assi nelle prime decadi e quanto segue dimostrerà l’esattezza di tale supposizione. La motrice 67 è poi origine di un altro interrogativo.
Il secondo gruppo di motrici a carrelli si pone nella decade 7 e diviene 70-77. In questo gruppo si porrebbe anche la motrice 79, che però si ritiene di diversa provenienza delle 70-77.
I rimorchi a carrelli sono assegnati al centinaio 1, decade 16, per analogia alla decade 6 delle motrici e divengono 160-165.
Le motrici a due assi sono immatricolate nella prima decade bassa libera, la 4, e divengono 40-45.
Anno 1921
Entra in servizio un gruppo di dodici rimorchi a due assi, per i quali, contro ogni logica, è scelto il centinaio 2; nelle decadi 20 e 21, i rimorchi divengono 201-212. Si veda l’osservazione a proposito dei rimorchi del 1931.
Si noti che da questo momento le serie di numerazione inizieranno con 1 e non con 0; si tratta di un particolare di non trascurabile importanza che ha sicuramente condotto, negli anni seguenti, alla rinumerazione di qualche rotabile, molto probabilmente nei gruppi 30 e 60.
In epoca imprecisata tre motrici del gr. 40 sono modificate per il servizio urbano e, in obbedienza al programma di assegnazione dei numeri, sono poste nella decade 0 come 4-6; evidentemente una delle giallette e la 4(II) sono state demolite (la 4 (II) potrebbe essere stata restituita alla rete di origine); sarebbe stato però più conveniente numerare ugualmente le 40 modificate a partire da 5.
Ma si avvicina il 1927, anno in cui entrerà in servizio il gruppo delle napoletane, otto motrici e otto rimorchi a due assi. Volendo passare all’attuazione completa dell'assegnazione dei numeri come stabilito negli anni Dieci, occorre liberare le decadi 1 e 2 occupate dalle imperiali. Ed ecco che il nostro malato di ingegnerismo scopre che tutto va a posto semplicemente rinumerando le imperiali, ciò che porta però alla conseguenza di dover rinumerare anche le 40..
Le 40, ridotte a tre, sono rinumerate 38-40 (per la 40 resta un dubbio, ved. nota 2), in prosecuzione del gr. 30 (30-37), liberando la decade 4 a partire da 41. Da recenti indagini sembra che, prima di passare alla numerazione 38-40, le tre motrici abbiano avuto i numeri 20-22, forse per evitare sovrapposizioni di numeri in fase transitoria..
Le imperiali passano nelle decadi 4 e 5 come 41-52.
Le motrici napoletane sono numerate impegnando le decadi 0 e 1 e divenendo 7-14. Scelta assolutamente in contrasto con l’ingegnerismo altrove dimostrato: le otto motrici potevano più razionalmente essere sistemate tutte nella decade 1.
Anche i rimorchi napoletani sono numerati in successione ai precedenti, nel centinaio 1, decadi 11 e 12; divengono 113-120; vale analogo ragionamento, potevano stare tutti nella decade 12.
Le decadi 0, 1, 2 e 3 sono ora tutte di rotabili a due assi; quelle successive tutte di rotabili a quattro assi.
Note.
Anno 1931
Entrano in servizio due gruppi di quattro motrici a carrelli e due di analoghi rimorchi.
Le motrici sono assegnate alle decadi 8 e 9, divenendo 81-84 e 91-94 (si potrebbe osservare che essendo i due gruppi molto simili sarebbero potuti stare in un’unica decade).
I rimorchi sono posti nel centinaio 2, scelta assolutamente priva di senso, come quella del 1921 per i rimorchi a due assi. Impegnano le decadi 28 e 29 in analogia alle motrici, divenendo 281-284 e 291-294.
Deve esserci una logica, anche se recondita, per aver posto alcuni rimorchi nel centinaio 1 e altri nel 2, ma fin’ora non è stata formulata alcuna spiegazione plausibile; è anche da aggiungere che nel 1931 o 1932 cinque dei rimorchi gr. 160 saranno modificati con la stessa cassa dei gr. 280 e 290 ma manterranno la loro numerazione, con il risultato di avere rimorchi molto simili in centinaia diverse.
Dal 1935
Da quest’anno iniziano a entrare in servizio rotabili destinati esclusivamente al servizio urbano: due gruppi di motrici a carrelli risp. di dodici e otto vetture e due di motrici articolate a sei assi ancora di dodici e otto vetture.
Il primo gruppo a carrelli (1935) è posto nel centinaio 3, decadi 30 e 31, e diviene 301-312; segue il secondo gruppo (1937) nella decade 32 come 321-328.
Il primo gruppo di articolate (Urbinati, 1938-41) è posto nel centinaio 4, decadi 40 e 41, e diviene 401-412. La decisione è discutibile, si poteva benissimo seguitare nel centinaio 3. Ma l’assurdo arriva dodici anni dopo, con il secondo gruppo di articolate (1952-53): per otto vetture si impegna il centinaio 5 e nella decade 50 le motrici divengono 501-508..
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rev. 14/02/10