| tram e trasporto pubblico a Roma |
Per vedere una successiva fornitura di motrici municipali occorre attendere la fine della guerra. Nel 1919 arriva la prima serie di un gruppo di 50 motrici suddiviso in tre serie, con cassa molto simile a quella del gruppo precedente, ma dotate di truck rigido a due assi a due stadi di sospensione, che resterà lo stesso per tutto il successivo materiale a due assi dell'azienda; le dimensioni delle motrici, ancora a sei moduli con lucernario, sono le stesse delle precedenti.
Con il gruppo a sei moduli la parte elettrica delle motrici cambia radicalmente e diviene quella che resterà tipica per tutto il seguente materiale a due assi municipale: equipaggiamento a comando diretto G.E. (CGE), con controller B54 e derivati a sette posizioni di marcia e sette di freno elettrico reostatico, senza pattini elettromagnetici. La presa di corrente passa, nel 1923, da un originario tipo di archetto ad un tipo studiato dall'ATM che, noto con il nome di archetto 1923, resterà in uso sul materiale municipale fin'oltre l'anno 2000.
Le motrici di questo gruppo sono dotate in originedi motori in parte GE249 da 39 CV, in gran parte sostituiti negli anni Venti dai CT135 da 55 CV; il freno è moderabile diretto e automatico su due condotte, con compressore assiale e accoppiatori per le rimorchiate, identico a quello della serie precedente e resterà lo stesso per tutto il materiale a due assi che verrà costruito fino al 1929. Le motrici sono subito adibite al traino di rimorchi, anche se dal secondo dopoguerra l'uso del rimorchio andrà sempre più limitandosi a quelle più lunghe delle serie successive, tanto che molte di queste saranno private degli organi di accoppiamento. Tutte le motrici saranno radiate tra il 1956 e il 1961.
La 297 nel 1921 fu modificata dotandola di porte a comando meccanico, di sedili longitudinali e di posto del fattorino fisso, per un esperimento di esazione del biglietto al passaggio, il pay as you enter; successivamente la 297, insieme al rimorchio 238 analogamente modificato, fu presto riportata nelle condizioni originarie.

La 365, impiegata in un servizio navetta,
è stata munita di pantografo al posto dell'archetto.
Escludendo le Charleroi che costituiscono un gruppo a parte, le motrici a sei moduli sono state:
Nell'aprile 1926 si hanno 35 motrici a sei o sette moduli equipaggiate con motori CT135; togliendo le 19 vetture che hanno questi motori fin dall'origine, restano 16 motrici alle quali i motori GE249 sono stati sostituiti dai CT135; si hanno inoltre 59 motrici a sei moduli con motori GE249 e aggiungendo a queste le 16 convertite in CT135 di cui sopra, si ha l'esatto quantitativo di motrici a sei moduli pari a 75 vetture. I motori GE249 recuperati andranno a sostituite altrettanti Dick, Kerr sulle assi radiali. Nell'agosto dello stesso anno le sei e sette moduli con motori CT135 passano a 40 e corrispondentemente le GE239 si riducono a 55.
Nel 1927 dovrebbe iniziare la sistematica sostituzione dei motori Dick, Kerr delle assi radiali con i GE249 recuperati; non è però possibile avere dati quantitativi affidabili, perchè le sei moduli restanti con motori GE249 e le assi radiali modificate sono accorpate in un'unico gruppo denotato GE249 Dick Kerr, con 102 motrici; togliendo da queste le 52 che appaiono convertite in CT135, resterebbero 50 assi radiali conventite o in fase di conversione in GE249. Negli anni successivi la consistenza del gruppo va gradualmente a ridursi, forse per intervenute demolizioni.
Il gruppo seguente, entrato in servizio a partire dal 1921, consta di 54 motrici ed è suddiviso in tre serie, consegnate nel 1921 e nel 1923; le motrici sono meccanicamente eguali alle precedenti, ma con cassa allungata di un modulo e con truck di maggiore interasse. Le caratteristiche meccaniche ed elettriche delle vetture rimangono le stesse del gruppo precedente. Le vetture a partire dalla 451 hanno i predellini ribaltabili per gli accessi non utilizzati.
Anche per queste motrici a sette moduli il traino di rimorchi, normalmente utilizzato in origine anche in treni di tre vetture, diverrà eccezionale dopo la seconda guerra mondiale e le vetture saranno in gran parte private dei relativi accoppiatori. Buona parte del gruppo sopravviverà alla seconda guerra mondiale fino alla radiazione delle vetture tra il 1961 e il 1963.
Due vetture di questo gruppo, la 403 e la 409, appaiono trasformate in monodirezionali nel 1936 circa, con l'eliminazione degli organi di guida da una delle due piattaforme e gli accoppiatori dall'altro frontale, pur mantenendo gli accessi da ambedue i lati. Il motivo della trasformazione di queste due vetture non è mai stato chiarito, visto che le stesse hanno poi fatto sempre servizio in questo stato, naturalmente solo su linee dotate di capolinea ad anello; si è pensato che fossero state preparate per accoppiarle due a due in modo da formare un treno bidirezionale a capacità abbastanza elevata, da impiegarsi sulle linee con capolinea tronco, secondo una pratica abbastanza impiegata all'epoca su altre reti europee.

La motrice a sette moduli 287.
Praticamente senza interruzione rispetto al gruppo precedente inizia nel 1923 la consegna del più consistente gruppo di motrici a due assi acquistate a Roma: un totale di 276 motrici identiche all'aspetto, con qualche variante elettromeccanica tra le varie serie. La meccanica e il truck sono gli stessi del gruppo precedente, ma la cassa è allungata ad otto moduli ed è priva di lucernario. Tutte le motrici di questo gruppo furono fin dall'inizio utilizzate al traino di uno o, eccezionalmente, di due rimorchi.
L'equipaggiamento elettrico è il CGE dei due gruppi precedenti fino alla vettura 897; dalla 899 in poi il comando è parzialmente indiretto o semidiretto, con teleruttore di linea CGE DB986, montato sotto una delle due piattaforme e controller a manovella oscillante B54P. Dalla vettura 897 in poi il compressore assiale è sostituito da un motocompressore alimentato dalla tensione di linea.Al gruppo appartiene la motrice 547 che si presenta con un aspetto più elaborato, con finestrini di grandi dimensioni e un arredamento interno di maggior comodità per essere impiegata nel servizio turistico dell'anno santo 1925; successivamente sarà trasformata in vettura normale, ma conserverà sempre alcune differenze all'interno.
Gran parte delle motrici, tutte all'origine bidirezionali, sarà trasformata, a partire dal 1939, in monodirezionale, eliminando i comandi da una delle due piattaforme e chiudendo le porte al lato interbinario.
Il gruppo è chiuso dalle quattro vetture gruppo 800 della SRTO, che elettromeccanicamente sono eguali a quelle del primo sottogruppo. La presa di corrente è sempre stata un archetto 1923.
Cinquanta motrici di questo tipo furono utilizzate tra il 1936 e il 1938 per la costruzione delle articolate MATER. La demolizione delle restanti si concluse nel 1963. Le seguenti motrici rimasero bidirezionali fino alla demolizione: 559/63/81/85-97, 689, 767-79/91, 859/63/5/9-75/9-85/89-93, 905/7/11-5, 1049/53/5.
Durante la seconda guerra mondiale l'ATAG equipaggiò, per il servizio sulla linea 1, alcuni treni a tre vetture con due motrici accoppiate trainanti un rimorchio, la prima delle motrici essendo una otto moduli dell'ultima serie e la seconda, comandata in doppia trazione dalla prima, una sei moduli; uno di questi treni era composto dalla 1027, con la 345 accoppiata e un rimorchio imprecisato.

Treno di motrice e rimorchio a
otto moduli.
| nota | num. es. | tipo | q.tà | anno | costruttore | lungh. | largh. | tara | passo | motori tipo | n. e pot. CV | contr. | compr. | freni |
| 283, 285 | sei moduli |
2 | 1919 | Tabanelli | 8400 | 11800 | 2700 | GE249, CT135* |
2x39, 2x55* |
B54 | assiale | P, R, M | ||
| 289-305 | 9 | |||||||||||||
| 307-369 | 32 | 1921 | San Giorgio | |||||||||||
| 371-387 | 14 | Carminati e Toselli | ||||||||||||
| 1 | 287 | sette moduli |
1 | 1922 | Off. Mecc. Tabanelli | 8800 | 12000 | 2900 | GE249, CT135* |
2x39, 2x55* |
B54 | assiale | P, R, M | |
| 389-437 | 20 | 1921 | Soc. Elettro Ferr. Ital. | |||||||||||
| 439-457 | 10 | Siamic | S.Giorgio** | |||||||||||
| 459-495 | 19 | 1923 | Carminati e Toselli | CT135 | 2x55 | |||||||||
| 2 | 497* | otto moduli |
1 | 1923 | Carminati e Toselli | 9600 | 2350 | 12500 | 2900 | CT135 | 2x55 | B54 | assiale | P, R, M |
| 499-597 | 50 | |||||||||||||
| 599-647 | 25 | 1924 | Miani e Silvestri | |||||||||||
| 649-687 | 20 | Moncenisio | ||||||||||||
| 689-747 | 30 | Off. Mecc. Tabanelli | ||||||||||||
| 749-857 | 55 | 1925 | Carminati e Toselli | CT136 | ||||||||||
| 3 | 859-897 | 20 | Miani e Silvestri | |||||||||||
| 4 | 899-1047 | 75 | 1928 | Carminati e Toselli | CT136K | motoc. | ||||||||
| 5 | 1049-1055 | 4 | 1925 | assiale |
Note.
Tutte le motrici sono bidirezionali; numeri di esercizio solo dispari.
Freni: P, pneumatico diretto e automatico su due condotte; R, elettrico reostatico; M, a mano.
* Motori sostituiti su parte delle vetture del gruppo.
** Motori costruiti probabilmente su licenza G.E..
(1) La vettura 287 è una motrice a
sette moduli numerata nella serie a sei moduli per motivi mai chiariti.
(2) La vettura 497, che dovrebbe logicamente concludere la precedente serie di 20 vetture
Carminati, è invece la prima motrice ad otto moduli.
(3) La vettura 897 è dotata di motocompressore come quelle della serie successiva.
(4) Circuito di comando con teleruttore di linea.
(5) Ex SRTO 801-4.
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04/12/2010