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memorie di guerra di Francesco Formigari
 
dalla Scuola militare di Modena dal fronte marzo-luglio 1916 dal fronte agosto-dicembre 1916 dal fronte 1917 dal fronte 1918 dalla prigionia rielaborazione letteraria immagini addizionali indice dei nomi

Una testimonianza dal campo di Reichenberg

Introduzione

L'autore dei testi che seguono, Francesco Formigari (1893-1973), era nato da famiglia mantovana ad Isernia dove il padre lavorava per la costruzione del grande ponte ferroviario. Il padre si chiamava Vittorio Emanuele e la madre Vittoria Emanuela Latmiral. Cresciuto tra Mantova e Ancona, quando fu richiamato alle armi era iscritto al secondo anno di archeologia nell'università di Roma, dopo avere frequentato un primo anno nella università di Bologna. I testi qui raccolti contengono nelle prime tre parti le lettere e cartoline inviate quasi quotidianamente alla famiglia, prima dalla scuola militare di Modena, poi dal fronte, successivamente dall'ospedale militare di Verona, di nuovo dal fronte e infine da due campi di prigionia, in Ungheria e in Boemia. Fu rimpatriato in data imprecisata nel corso del 1919. L'ultima parte è invece una rievocazione fatta a molti decenni di distanza.

Le cartoline inviate dal fronte non potevano ovviamente non tenere conto della censura e, quindi, inevitabili sono i toni trionfali ed ottimistici. Tuttavia, l'entusiasmo per l'avventura bellica che pervade il giovane ufficiale è, non solo all'inizio ma perdurante per molti mesi, autentico e si coglie dall'ironia e quasi leggerezza con le quali vengono descritte scene e situazioni altrimenti terribili e di orrore.
Solo verso la fine, sottolineata dall'evidente cesura temporale rappresentata dagli eventi dell'ottobre 1917, la prosa ispirata lascia lo spazio a semplici messaggi il cui contenuto è quello dell'attestato della semplice e pura sopravvivenza.
Con la prigionia, pur rimanendo presente una profonda convinzione patriottica che spinge al rammarico per aver ceduto al nemico, emerge il sollievo per essere scampato alla morte e poter intravvedere un orizzonte nella propria vita futura. La maggiore richiesta alla famiglia, dal campo di prigionia, di testi letterari classici testimonia il riappropriarsi dei valori che erano quelli del giovane studente di scienze umanistiche prima della chiamata alle armi, nonostante fosse stato un chiaro interventista.
Quali possano, sull'uomo, essere gli effetti di più di tre anni di guerra ed uno di prigionia sono evidenti dal raffronto fra le due foto: quella all'inizio del corso alla Scuola militare di Modena e quella al ritorno dalla prigionia e raffigurata nel capitolo Rielaborazione letteraria.


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rev. B 21/05/18