tram e trasporto pubblico a Roma

Comando Sprague-G.E. sui rotabili della Roma-Fiuggi

Elettromotrici gr. 200 e 400/450, locomotori gr. 1

 

Il circuito di comando delle motrici SFV gr. 200 e gr. 400/450 e dei locomotori gr. 1, riportati con semplificazioni inessenziali negli schemi più in basso, sono di diretta discendenza dai circuiti Sprague-Thomson, largamente utilizzati all’inizio del secolo XX sulle metropolitane di Londra e Parigi. Utilizzano contattori elettromagnetici alimentati in serie; il circuito di comando è alimentato ad 800 V da un dinamotore.

Interpretazione degli elementi del circuito sugli schemi

Controller MC (controller di comando o di manovra, master controller nella letteratura inglese). Si deve immaginare la fila di contatti fissi a destra 1, 2,... 10 che viene a contatto con i banchi o settori della parte mobile a sinistra, nelle varie posizioni del controller (come d'altronde è nel funzionamento reale).. Indicazioni come MC/1, MC/2,... denotano la posizione del controller MC; indicazioni come mc/1, mc/2,... denotano il contatto fisso interessato dal circuito descritto (in fig. il controller è in pos. 3 e sono chiusi i circ. mc/+, 9, 7, 1, G).

Invertitore REV (reverser). E' azionato dalle due bobine AV e IND (ved. oltre), su comando della manetta di inversione INV posta sul controller  e, tramite i contatti inv, collega le bobine di campo agli indotti dei motori in un senzo o nell'altro per i due sensi di marcia.

Contattori (teleruttori, contactors). Ogni contattore è dotato:

  • di una bobina di eccitazione denotata nello schema con un numero;

  • di un contatto principale inserito nel circuito di trazione ed indicato sui due schemi dallo stesso numero utilizzato per la bobina;

  • di un eventuale gruppo di contatti ausiliari per funzioni di controllo nel circuito di comando; il numero massimo di contatti ausiliari per contattore è di quattro, due di apertura ossia chiusi con il contattore a riposo, detti anche aperture, di riposo o normalmente chiusi (NC, normally closed) e due di chiusura, aperti con il contattore a riposo, detti anche chiusure, di lavoro o normalmente aperti (NO, normally open). I contatti ausiliari sono indicati sugli schemi con la notazione frazionaria a/b (es. 4/1) in cui a è il numero del contattore (es. 4) e b è il numero d’ordine del contatto ausiliario (es. 1), da 1 a 4; secondo la convenzione utilizzata dalla General Electric, sono dispari i contatti NC e pari quelli NO. Se presente, ogni coppia formata da una chiusura e da una apertura è realizzata in modo che nell'azionamento del contattore la chiusura chiuda prima che l'apertura apra e viceversa (make before break).

Nel circuito dei contattori sono anche presenti alcune resistenze, inserite nelle varie combinazioni per mantenere la corrente nelle bobine entro il limiti prescritti (control rheostats).

Le indicazioni “+” e “G indicano convenzionalmente il positivo a 800 V di alimentazione del circuito di comando e il negativo comune (massa del rotabile)

Tabella

Tabella

Osservazione

Lo schema dei locomotori 3 e 4 appare modificato, nel 1940, con l'aggiunta dei contattori 8a e 9a secondo il circuito sotto indicato, con funzione non chiara in quanto non farebbero che ripetere le posizioni dell'inyerruttore principale IP e del contattore 1.

Viceversa, da un ordine di servizio dell'ottobre 1940, si ha notizia che, insieme ad altre modifiche, il circuito di comando dei loc. 3 e 4 è stato modificato con l'aggiunta di due contattori, 18 e 19, in funzione di inserimento di resistenze per la riduzione di eccitazione dei motori a fine serie e fine parallelo, cjò che contrasta con l'aggiunta dei contattori 8a e 8a di cui sopra. E'da notare che all'interno del loc. 3 (vedi ultima immagine più sotto) compaiono i contattori 18 e 19, ma non gli 8a e 9a.

Oltre a ciò, risulta dall'o.s. prima citato che la marcia a campo ridotto si ottiene a fine serie, posizione del controller 5a, e a fine parallelo, pos. 9a. Da ciò si dovrebbe dedurre che nella modifica sono stati anche sostituiti o modificato anche i controller.

     

   
Interno della cabina di guida  e della cabina AT nei locomotori (loc. 1 nelle immagini in alto, loc. 4 in quelle in basso; si nota la diversa disposizione delle apparecchiature nei due locomotori, dovuta alle modifiche eseguite nel corso degli anni; ingradnire le immagini per vedere i dettagli).


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rev. 23/10/11