| tram e trasporto pubblico a Roma |
La rete urbana di autobus
Dal 1950 al 1954: il cambiamento dei piani
Anno 1950
Il 1950 vede il consolidamento della rete dopo la ricostruzione, con il prolungamento di linee in periferia ed ancora qualche ripristino di percorso anteguerra. La costruzione della nuova stazione Termini si avvia rapidamente alla conclusione e nella piazza dei Cinquecento le linee tranviarie e su gomma trovano una nuova sistemazione; Le linee su gomma che fanno capolinea alla stazione Termini sono attestate in parte nella zona centrale della piazza con una sistemazione simile a quella già data al capolinea di piazza San Silvestro ed in parte a fianco del palazzo Massimo.
A partire dal mese di febbraio entrano in servizio sulla rete ATAC i nuovi autobus a tre assi Alfa Romeo 140 che, con varie serie successive, arriveranno entro il 1951 ad un totale di 105 vetture (una fornitura oltremodo notevole per l'epoca).
Il 1950 è anno santo e per antica consuetudine si istituisce un'apposita linea a carattere turistico denominata linea delle Basiliche; dopo un iniziale esercizio tranviario, la linea delle Basiliche è convertita il 6 aprile successivo in autobus.
La rete su rotaia del 1950, oltremodo ridotta rispetto a quella del 1925, male si presta ad una linea delle basiliche, che alla fine con le stesse ha poco o niente a che fare: San Pietro è raggiungibile solo da piazza Risorgimento e San Giovanni è visto da lontano, quando il tram svolta per via Emanuele Filiberto. A causa di ciò si decise ben presto di esercitarla con autobus di tipo urbano di particolare eleganza, che l’ATAC aveva preso a noleggio da una società chiamata Cinthya; le tabelle anteriori delle vetture indicavano, in rosso o in nero a seconda del senso di circolazione, le basiliche interessate dal giro, mentre le tabelline posteriori, non potendo indicare solo B nero o rosso, che avrebbe portato a confusione con la linea celere B, recavano le sigle BN e BR, che stavano a indicare Basiliche nero e Basiliche rosso.
Ancora come l'anno precedente, nel periodo compreso tra il 27 maggio e il 18 giugno apre in piazzale Clodio la Mostra campionaria di Roma e l'ATAC, insieme ad altri provvedimenti, inizia l'esercizio della linea celere M già vista l'anno precedente: questa volta però la M resterà in esercizio anche dopo la chiusura della fiera, da piazza di Santa Croce a piazza Risorgimento, e si andrà ad aggiungere alle altre linee celeri.
Il primo luglio si hanno importanti modifiche ed aggiornamenti nella rete di autobus. È aperta all'esercizio la nuova linea 92 da piazza San Marco fino al quartiere della famosa esposizione del 1942, ora comunemente chiamato EUR; la linea 116 in partenza da largo Chigi è prolungata da piazza Ragusa a piazza Santa Maria Ausiliatrice ed assume il numero 85; è istituito un collegamento trasversale tra i quartieri Tiburtino e Montesacro con la linea 211 in partenza dalla stazione Tiburtina, mentre nella zona di San Paolo le linee 223 e 223 sono prolungate al piazzale dei Carabinieri, la seconda assumendo il numero 123. Dal 2 luglio è in funzione un collegamento inizialmente previsto per le Fosse ardeatine con la linea 218.
Dal 16 novembre le linee celeri C e D sono prolungate rispettivamente dal Ministero della pubblica istruzione a piazza Flavio Biondo (stazione Trastevere) e da piazza Indipendenza alla Città universitaria (piazzale delle Scienze); è istituita la 92/ limitata alla Garbatella. Il 20 dicembre la linea FR è rinumerata 90 ed è prolungata da piazzale Flaminio a piazza Del Fante. Con la fine dell’anno cessa l’esercizio della linea delle Basiliche; l'itinerario della linea celere A è variato, instradando la stessa per piazza dell'Esedra, via Nazionale e piazza Venezia anziché per via Barberini, via del Tritone e largo Chigi, e simultaneamente la A/ barrata, mantenuta sul percorso originario e quindi non più sussidiaria della A, è denominata E (27 dicembre).
Durante il corso dell'anno viene anticipato, per alcune linee, il cambio della denominazione, che era stato previsto per il 1 gennaio e rinviato al 1951.
| Percorsi delle linee sottoriportate | |||||||
| 27-V |
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| 18-VI | Proroga servizio linea celere M limitata al percorso p. S. Croce in Gerusalemme-p. Risorgimento | ||||||
| 1-VII |
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| 8-VII |
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| 16-XI |
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| 20-XII | Prolungamento linea FR da p.le Flaminio a p. del Fante e da p. Epiro a p. Zama, ridenominazione in linea 90 | ||||||
| 27-XII |
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I programmi aziendali di questo periodo prevedono una generale riduzione del servizio tranviario a tutto favore del filobus, con l'autobus che integra la rete filoviaria al centro e amplia al massimo l'estensione periferica, e la riprova è nel programma di riassetto aziendale elaborato nel 1947, che tra le altre cose ha previsto uno studio mirato a riordinare le nomenclatura delle linee urbane che abbiamo appena visto applicato per le linee di nuova istituzione o modificate. I primi studi in proposito sono stati avviati fin dal 1948 e il progetto è stato definitivamente approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del 19 novembre 1949. Inizialmente previsto per tutte le linee al 1 gennaio 1950, il piano viene rinviato dallo stesso Comune per non creare problemi ai numerosi forestieri che sarebbero giunti per l'anno santo. Questa radicale innovazione, infatti, avrebbe reso inutili migliaia di guide già stampate o in corso di stampa, e si decide quindi di rinviare l'operazione al 1951, salvo anticipare il cambio di denominazione per qualche linea modificata o di nuova istituzione allo scopo di valutarne l'impatto sugli utenti.
Il nuovo criterio elimina le inutili denominazioni letterali (che hanno perso il loro significato ormai da oltre dieci anni), suddivide le linee per tipologia (diametrale, centrale, radiale, periferica e varianti), e per modalità di esercizio (tram, autobus, filobus), con assegnazione esclusiva di numeri, eccezion fatta per le linee tranviarie circolari e per le linee autobus celeri (che conservano la denominazione letterale), secondo lo schema che segue:
tram (tutte le linee): numeri da 1 a 30;
filobus (linee radiali, linee radiali-doppie): numeri da 31 a 50;
filobus (linee diametrali, centrali e miste): numeri da 51 a 80;
autobus (tutte le linee centrali): numeri da 81 a 99;
Le linee periferiche (che sono tutte esercitate con autobus, tranne la linea tranviaria diretta alla Località Due Ponti, la 1P), sono identificate dal numero della linea centrale presso cui hanno origine (esempio: linea 28), aumentato di 100 (esempio: 128); nel caso che dalla stessa radiale abbiano origine più linee, il centinaio è aumentato progressivamente (128, 228, 328, etc). Il sistema, come si vede, assegna complessivamente 50 numeri alle linee filoviarie, dal momento che sono già previsti (e in alcuni casi in corso), numerosi ampliamenti all'esercizio filoviario, riduce a 30 i numeri riservati ai tram (anche se le linee da mantenere al momento sono solo 13, e già sono state disposte alcune soppressioni), e a 20 quelli per gli autobus centrali (sono già previste varie modifiche e nuove istituzioni che li occuperanno tutti, con l'aggiunta di alcune linee barrate e crociate). I numeri sono assegnati procedendo in senso orario dalla via Flaminia (linea tram 1), considerando il capolinea più esterno per le linee radiali, radiali-diametrali e radiali-centrali, il primo capolinea che s'incontra nella rotazione per tutte le altre: le periferiche che non fanno capo ad alcuna radiale assumono la denominazione di quella più vicina, di quella di cui si prevede l'istituzione, ovvero della radiale precedentemente esercitata: nel relativo ordine di servizio leggiamo: «...sono indicati, per ciascuna linea, gli estremi del percorso nell'ordine in cui sono stati trascritti sulle tabelle indicatrici. Tale ordine sta ad indicare che il primo capolinea è quello preso in considerazione nello stabilire la progressione numerica delle linee [...] Il senso della dicitura delle tabelle indicatrici ha molta importanza agli effetti della individuazione delle tratte tariffarie e della distribuzione dei biglietti». La mini riforma delle denominazioni, infatti, fu l'occasione per un riordino della regolamentazione tariffaria, l'ultima prima dell'introduzione della tariffa unica nel 1965.
Preparata quindi con grande cura, questa mini-riforma va in atto per gli autobus il 24 marzo per le linee centrali, il 23 aprile per le periferiche, e già a partire dall'inizio dell'anno le tabelle alle paline di fermata portano le doppie indicazioni, sulle vetture sono affisse apposite tabelle di ragguaglio, pubblicizzate del resto anche a mezzo stampa, mentre dopo ogni data di conversione le linee interessate hanno sulle tabelle indicatrici una doppia indicazione, del tipo, 88 già CP e simili, che viene puntualmente riportata anche nella documentazione aziendale.

Una tabella con la doppia indicazione (118, già 220),
prevista per il cambiamento della denominazione delle linee urbane
A gennaio del 1951 le linee celeri devono essere diventate un’istituzione; l’ATAG approfitta del successo che hanno avuto per classificare come tale qualsiasi linea di nuova istituzione, anche se di celere non ha proprio niente, e dal giorno 8 si avvia la F da p. Augusto Imperatore al Santa Maria della Pietà. Il giorno 3 è stata intanto istituita la nuova linea periferica 512, da l.go Preneste a l.go Corelli, mentre la 212 è prolungata, per alcune corse, alla borgata La Rustica; la 227, dalla stazione di Trastevere alla borgata del Trullo, con una lieve modifica di percorso è ridenominata 228. La linea 117, dal Pantheon a p. Lazzaro Papi, è prolungata p. Cesare Baronio ed è rinumerata 87 (25 gennaio).

Un Fiat 680 sulla linea 87 (ex 117), in due fotogrammi del
film Umberto D.
Un altro cambio di numero interessa la 230 che, con il prolungamento a via Fratelli Bonnet, diviene 428. Dal 16 marzo la linea autobus 207, dalla borgata Tufello a P.ta Pia, è esercitata con filobus: manterrà il suo numero solo per una settimana, intervenendo poi il cambio della numerazione per le linee centrali di autobus a convertirla in 237 (l'anno successivo sarà prolungata alla stazione Termini come filobus e rinumerata 36: finisce così la lunga avventura dei 207 neri, rossi e azzurri...). Segue il prolungamento di alcune linee celeri: l’11 giugno la D è portata dal piazzale delle Scienze a piazza delle Crociate, il 16 settembre la C dalla stazione di Trastevere alla circonvallazione Gianicolense e la M da piazza di porta San Giovanni a porta Maggiore, ma nello stesso anno si ha anche l’istituzione di nuove linee: il lungo itinerario 93 dalla stazione Termini all’EUR (piazza dei Navigatori; 18 luglio) e la 311 da Portonaccio a Rebibbia (16 settembre). Il 3 dicembre la linea 92/, nel frattempo prolungata a Tor Marancia, è ridenominata 91, e la 446 è prolungata a piazza Capecelatro.
La linea 93 è uno dei tanti progetti anteguerra cui l’ATAC prevede di dare applicazione. Istituita inizialmente come autobus, infatti, avrebbe dovuto trasformarsi presto o tardi in filobus, ricalcando l’itinerario della filovia Termini-via Imperiale-Esposizione che si prevedeva di esercitare con spettacolari veicoli a cinque assi, lunghi 22 metri, dei quali l’Alfa Romeo riuscì a costruire un prototipo che la guerra fece rimanere a Milano. A tale scopo si iniziò l’istallazione del relativo bifilare iniziando da via Merulana, dove la linea è definitivamente istradata dal 9 dicembre abbandonando il tratto di via Leopardi. Il brusco cambiamento di tendenza che si avrà nella gestione dei trasporti romani negli anni 1954-55, con la decisione di sopprimere gradatamente la rete filoviaria in favore degli autobus, fermerà il progetto e renderà inutili gli impianti già costruiti.

Il 93 nel 1951, esercitato con gli Alfa 110 anteguerra
Nel 1951 entrano in servizio numerosi gruppi di nuovi autobus, tutti a due assi: altre due serie di Fiat 680 simili a quelli citati ed un gruppo di Lancia Esatau di moderna concezione, i primi autobus italiani col motore piatto sistemato sotto il telaio; tutti questi autobus sono previsti per il servizio delle linee celeri, alle quali sono gradualmente assegnati in previsione dell’esercizio di tutte le linee coi soli veicoli aziendali. Nello stesso periodo entra in servizio un piccolo gruppo di autobus su telaio Fiat 672, che per motivi non noti non saranno molto apprezzati dalla nostra azienda, che li relegherà perlopiù a servizi di riserva e a un limitato utilizzo sulle linee 91 e 92. Dal 21 aprile, per circa 13 giorni, troviamo esercitata una linea provvisoria che collega p.le Flaminio con via Monti della Farnesina, dove si trovano i magazzini di una ditta Gondrand, nei quali si tiene una vendita all'asta.
Pochi giorni prima, dal 16 marzo, è iniziato l'esercizio con automezzi aziendali delle linee celeri.
Già nel 1950 l’ATAC aveva annunciato di voler assumere in proprio la gestione delle linee celeri, assicurando però che erano in corso di fornitura degli autobus di particolare comodità, da destinare appunto a questo servizio. Tale precisazione da parte dell’ATAC era quanto mai necessaria, dal momento che il favore delle linee celeri presso l’utenza era in gran parte dovuto alla comodità dei mezzi, la velocità dei collegamenti venendo in secondo luogo; ovviamente, come era comune sentire dai commenti dei viaggiatori, si paventava l’idea di dover viaggiare anche sulle celeri nei soliti scomodi autobus anteguerra, primi fra tutti i residui, ed ormai odiati, Lancia Omicron. Qualche autobus nuovo, a dire il vero, si era visto già a partire dall’estate del 1950, ma essendo nell’aspetto simili a qualche serie precedente passarono del tutto inosservati: erano i primi Fiat 680, veicoli urbani del tutto comuni cui, però, si era pensato di aggiungere una modesta imbottitura alla seduta e allo schienale dei sedili, formata da un cuscino in vinilpelle, che era tutto quanto l’Azienda concedeva in fatto di comodità.
La gestione in proprio delle linee celeri inizia, come detto, il 16 marzo 1951 ed i nuovi 680 vengono subito utilizzati allo scopo, ma, come spesso è avvenuto, il risultato non corrisponde a ciò che ci si aspettava. In primo luogo, la conclamata grande comodità dei sedili dei 680 nulla ha a che fare con i posti a poltroncina dei mezzi turistici (e ve ne erano di veramente comodi), ed inoltre i 680 sono pochi, venti in totale. L’ATAC, non volendo toglierli tutti dalla Roma-Tivoli (dove fanno servizio in promiscuità con un piccolo gruppo di Lancia Esatau extraurbani), ne utilizza solo una parte sulle celeri, utilizzando per le restanti usuali autobus urbani, in generale i pesanti e perennemente sgangherati Alfa 140 a tre assi entrati in servizio a partire dal 1950, vetture che a tutto potrebbero apparire adatte, fuorché ad un servizio celere. Ma non dovrà comunque passare molto tempo prima che su tutte le celeri, di vecchia e nuova istituzione, l’esercizio sia affidato a normali autobus urbani senza alcuna pretesa di comodità (fosse anche quella di una minima imbottitura dei sedili, che fu peraltro eliminata da quelli dei FIAT 680 dopo poco tempo), e men che meno di velocità. Le linee celeri diventeranno ben presto la scusa per applicare una tariffa maggiorata che arriverà al culmine delle 80 lire per l’intera corsa della D (che da p.le delle Province a Monte Mario è stata in assoluto la più lunga, e quindi anche l’unica su cui fu previsto il frazionamento della mezza corsa a 45 lire), cui corrispondeva un abbonamento che arrivò a costare la pazzesca cifra di 7000 lire.

I nuovi autobus degli anni '50: da sinistra un Fiat 672,
un Lancia Esatau urbano, un Alfa Romeo 140/A
A proposito di collegamenti periferici è giusto notare che i camionettisti della CITAR, ormai ridotti ai minimi termini, con l'appoggio del Comune e con fondi di non chiara provenienza attivarono in quel periodo un autoservizio circolare a collegamento delle numerose borgate esistenti attorno alla città di allora. La nuova linea, lunga ben 88 Km (diconsi ottantotto...), è inizialmente suddivisa in due tratte per l'impraticabilità dei ponti di Castel Giubileo e della Magliana: la A parte da Castel Giubileo e tocca San Basilio, S. Maria del Soccorso, Tor Sapienza, la borgata Alessandrina, la zona di Torre Spaccata, Cinecittà, Quarto Miglio, Torricola e Santa Palomba, la città militare della Cecchignola, l'Acqua Acetosa Ostiense, la zona di Decima per terminare alla stazione Magliana della Roma-Lido e della metropolitana linea B in costruzione: la seconda tratta, denominata B, dalla Magliana raggiunge la via Portuense e prosegue per via di Brava e la zona di Bravetta, l'Aurelia, la Maglianella, la zona di Borgareccia, Trionfale, Cassia, Tor Vergara per poi percorrere via della Giustiniana e attestarsi al lato opposto del Ponte di Castel Giubileo. L'inaugurazione, con l'intervento del Sindaco Rebecchini e di numerose autorità, avviene con le dovute cerimonie (e con la presentazione di 10 autobus Fiat nuovi di fabbrica), il 14 settembre 1951, ma l'esercizio della linea viene sospeso dopo soli otto giorni, un po' perché c'era poco o nulla da trasportare (il traffico viaggiatori di allora era quasi esclusivamente centro-periferia), un altro po' perché i costi di esercizio si rivelarono oltremodo superiori alle previsioni.

L'inaugurazione della circolare delle borgate
Nei primi anni '50 prende il via in modo stabile anche la rete autobus urbana della STEFER. Quest'ultima ha dato in appalto i propri servizi urbani alle aziende private che già li esercitavano in regime di diretta concorrenza, riservando a se la pianificazione della rete, e li ha organizzati nei due gruppi "Casilino" (integrativi del servizio urbano per Grotte Celoni e Piazza dei Mirti e suburbano per Pantano Borghese della ferrovia Roma-Fiuggi-Alatri dal 1948), e "Appio-Tuscolano" (integrativi dei servizi urbani per Capannelle e Cinecittà sulle tranvie dei Castelli Romani dal 1950). Queste autolinee sono denominate con una lettera che indica la direttrice percorsa (A=Appia, C=Casilina, T=Tuscolana), e identificate con un numero progressivo, fanno tutte capo alla stazione Termini e seguono percorso comune fino al bivio di via Appia Nuova con via delle Cave, ovvero fino al bivio del viale Alessandrino con la via Casilina (un ulteriore gruppo di linee integrative, quello denominato "Ostiense", viene attivato dal 1951, ma si tratta perlopiù di integrazioni al servizio della ferrovia Roma-Ostia nei mesi estivi). I vari esercizi aziendali sono al momento separati in tre direzioni autonome con sede in via Appia Nuova, Centocelle Stazione e Roma Porta San Paolo (ognuna coi propri regolamenti, il proprio personale e le proprie consuetudini), sottoposte a una direzione generale con sede in via delle Mura Portuensi, 59.
E' doveroso spendere due parole sulla STEFER, azienda esercente servizi perlopiù extraurbani ma di totale proprietà del Comune di Roma. La Società delle Tramvie e delle Ferrovie Elettriche di Roma, costituita come azienda privata ed espressione di interessi stranieri nel 1899, divenne azienda pubblica nel 1928, quando l'allora Governatorato di Roma riscattò il pacchetto azionario di maggioranza controllato dalla Societè Generale d'Enterprise de Travaux di Liegi. Nei programmi al lungo periodo la STFER (prima abbreviazione della ragione sociale), doveva diventare l'esercente esclusivo delle ferrotranvie in concessione ed assumere un ruolo chiave negli autoservizi extraurbani, L'unificazione delle linee su ferro avvenne nel 1941, nelle more di un grandioso piano che doveva dare a Roma quell'ordinamento speciale che la politica attuale tuttora insegue con le varie leggi su Roma Capitale, ed in tale anno ci fu il cambio della ragione sociale, da STFER a STEFER. Con l'ingresso degli americani a Roma nessuno pensò che sarebbe stato quantomeno opportuno tenere conto dei cambiamenti introdotti dal Regime, magari trasformando il Governatorato in un organo politico democratico: Roma fu restituita all'ordinaria sovranità di un Comune che si ritrovò tra i piedi, per fare un esempio, la questione del quartiere dell'Esposizione (l'EUR), gestito da un ente apposito che Mussolini aveva creato su misura per assicurarsene il controllo. Il Commissario dell'Ente rispondeva solo ed esclusivamente al Presidente del Consiglio dei Ministri (carica che il Duce ricoprì dal 1922 al 1943), con potestà esclusiva su un quartiere che, di fatto, godeva di una sorta di extraterritorialità rispetto al Comune, al punto che l'istituzione della prima linea autobus che vi penetrò (la celere G), fu subordinata al nulla osta di un ente che, se lo avesse voluto, poteva recintare tutta la zona e farne quello che voleva. Per il trasporto pubblico avvenne la stessa cosa. Il nuovo ordinamento che per Roma e Provincia prevedeva il duopolio ATAG/STEFER andò a scontrarsi con l'affidamento alle regioni delle competenze relative alle tranvie extraurbane e alle autolinee di interesse regionale. Il Comune di Roma si ritrovò cosi proprietario esclusivo di un azienda esercente servizi extraurbani, molti dei quali di nessun interesse per la città, rispondendo della sua gestione e, prima ancora, dei suoi problemi economici, e tale situazione andò avanti fino al 1976, quando entrò finalmente in vigore la riforma del trasporto pubblico regionale.

I primi autobus urbani della STEFER: un Fiat 405 e un Bussing
ex SAV
| Percorsi delle linee sottoriportate | ||||||||
| 3-I |
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| 8-I | Istituzione linea celere F (p. A. Imperatore-via O. Assarotti) | |||||||
| 23-I | Prolungamento linea 117 da p. L. Papi a via C. Baronio, e sua ridenominazione in linea 87 | |||||||
| 25-I | Prolungamento linea 230 da via Donna Olimpia a via Fratelli Bonnet, e sua ridenominazione in linea 428 | |||||||
| Cambiamento numerazione linee autobus (vedi) | ||||||||
| 1-III | Prolungamento di alcune corse della linea 228 alla Borgata Monte delle Piche | |||||||
| 16-III | Sostituzione linea autobus 207 (trasformazione in filobus) | |||||||
| 10-IV | Deviazione linea celere D da via Solferino per via Castro Pretorio, via dei Mille, p. Indipendenza | |||||||
| 21-IV | Istituzione linea provvisoria p.le Flaminio-via Monti della Farnesina (Magazzini Gondrad) | |||||||
| 11-VI |
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| 18-VIII |
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| 16-IX |
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| 7-X | Prolungamento di alcune corse della linea 201 alla località Isola Farnese | |||||||
| 27-X | Soppressione linea 88/ | |||||||
| 3-XII |
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Dal primo gennaio le linee filoviarie notturne 60 e 78, già provvisoriamente esercitate con autobus da alcuni mesi, passano definitivamente all'esercizio automobilistico, e saranno seguite poco a poco da tutte le altre linee notturne, sia filoviarie che tranviarie. Dopo l’abbandono della trasformazione del 93 è un secondo ed ancora più preoccupante segnale di quanto accadrà di li a poco con la dieselizzazione selvaggia della rete. Sempre nel 1952 l’ATAC seguita nella politica di istituzione delle linee celeri ad ogni costo, anche su itinerari sui quali un normale collegamento avrebbe più o meno gli stessi tempi di percorrenza; le celeri divengono sempre meno celeri ed anzi, dall’anno seguente, con l’entrata in servizio di notevoli quantitativi di autobus Lancia e Fiat con allestimento normale, viene anche a scomparire la pretesa maggior comodità delle vetture.
Il culmine di questo assurdo si vedrà il 27 aprile dell’anno seguente, con l’istituzione di una linea celere, la P, da V.le Angelico a via Monte del Gallo (per quale misterioso motivo all’ATAC hanno saltato tutte le lettere intermedie per finire a P? Forse perché è l'iniziale del rione Prati?), che in barba ad ogni pretesa di comodità e velocità sarà esercitata per i primi tempi da un residuo Fiat 656 del 1935.

La linea celere P esercitata
nel 1953 con un Fiat 656 del 1935
Sono istituite altre linee celeri: una seconda G, dopo quella effimera dei tribunali, da p. Madonna di Loreto fino alla via Cristoforo Colombo, all'altezza dell'esposizione (12 marzo), seguita dalla H tra p. Cavour e p. Capecelatro (5 maggio) e successivamente da una L tra piazza Ungheria e piazza Venezia (19 maggio); almeno per la prima e la seconda la classificazione di linea celere è del tutto gratuita, coprendo le stesse in buona parte percorsi già coperti da altre linee in tempi pressoché eguali (91 e 92 per la G, 46 per la H). Sempre il 5 maggio, assieme alla H, l’ATAC istituisce la linea 98 tra l.go Tassoni e p. dei Visconti senza classificarla celere (meno male…).
Il 1952 vede sulla rete autobus due interessanti esperimenti: tra il 4 maggio e il 4 giugno l'ATAC installa su alcuni Alfa Romeo 140 un apparecchio “elettro-acustico” per l'annuncio sonoro delle fermate. Si tratta di un registratore che si può avviare automaticamente o manualmente (da parte del fattorino), e che altrettanto automaticamente si ferma non appena termina la registrazione sonora: il nastro contiene tutta una serie di informazioni circa le fermate di una determinata linea (località, linee coincidenti, notizie di interesse turistico), ma la brevità dell'esperimento lascia intendere che non abbia dato i risultati sperati. Un altro esperimento, dal 1 ottobre, è la linea autobus provvisoria Giro Turistico E.U.R. che dalla staz. Termini segue l’itinerario della linea 93 (che al momento termina al bivio via C. Colombo-via Laurentina), ma il quartiere dell’esposizione del 1942 mai tenuta, chiamato all’epoca la citta bianca ed ancora in stato di quasi totale abbandono, non deve interessare molto romani e turisti, dal momento che la linea è soppressa dal successivo 31 ottobre. Il piano di sviluppo cui l’Azienda ha lavorato fin dal 1947, nel quale sono compresi i due esperimenti citati, sta comunque per andare incontro a una battuta d’arresto che si rivelerà di li a poco definitiva.

Il Sindaco Rebecchini con autorità e giornalisti alla
presentazione dell'annuncio sonoro delle fermate; veduta aerea del quartiere EUR
nel 1949-50
| Percorsi delle linee sottoriportate | |||||||
| 1-I | Trasformazione in autobus linee filoviarie notturne 60 (p.za Sonnino-p.za O. Vimercati) e 78 (stz Termini-p.le Clodio) | ||||||
| 21-II |
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| 12-III | Istituzione linea celere G (p. Madonna di Loreto-EUR, Uffici dell'Esposizione: nell'attuale via Ciro il Grande) | ||||||
| 5-V |
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| 19-V |
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| 1-X | Istituzione linea circolare Giro Turistico E.U.R. da/per p. Madonna di Loreto (fino al 31-X) | ||||||
In applicazione al programma di estensione della trazione filoviaria troviamo vari prolungamenti delle linee in esercizio, ma nell'area centrale della città inizia a manifestarsi il problema del traffico. La motorizzazione non è ancora esplosa come fenomeno di massa (e manca poco), e se anche sono ancora (relativamente), poche le automobili, la circolazione la circolazione è già in crisi per l'assoluta mancanza di una regolamentazione della viabilità che, nello stesso tempo, tarda ad essere predisposta per l'ostacolo del bifilare filoviario.
Gli uffici comunali se la cavano con la sbrigativa proposta di smantellare in toto gli impianti del filobus, e trovano la strada spianata dal personale di guida, dal momento che i veicoli di allora erano pesanti e del tutto inadatti alla circolazione a singhiozzo nel traffico. La prima soluzione è un compromesso tra le esigenze delle parti: l'ATAC (che ancora non prevede di ridurre drasticamente, e tantomeno eliminare il filobus), acconsente ad esercitare temporaneamente con autobus alcune linee filoviarie, cosicché è possibile apportare alla viabilità modifiche da rendersi definitive solo dopo un certo periodo di valutazione (e solo in questo caso l'ATAC deciderà il da farsi circa la modifica degli impianti). Col 1953 inizia quindi per Roma il triste periodo dei provvedimenti viari che porteranno al massacro del trasporto pubblico. Il 23 marzo si adotta il senso unico di marcia in via S. Giovanni in Laterano, con modifica di percorso delle linee 85, 87, 88, 118 e 218; il 18 giugno è la volta dell'autobus 91, che all'interno della Garbatella è necessariamente istradato su itinerari diversi all'andata e al ritorno; il 14 ottobre l'85 subisce una seconda modifica per la modifica della viabilità lungo le vie delle Muratte, S. Maria in via, delle Vergini. In questo stesso periodo sono temporaneamente esercitate con autobus le linee filoviarie 53, 66, 77 e 78 per l'impossibilità di percorrere ordinariamente gli impianti delle strade attorno alla zona del Corso, per gran parte rese a senso unico di marcia
L’ATAC segue ad istituire linee celeri: dopo la P già vista viene attivata la O (che è la lettera 'O' e non il numero zero, come ironicamente i romani chiamano la linea per la frequenza oltremodo bassa che la caratterizzerà fino all’inizio degli anni ‘80) tra p.le Flaminio e il Villaggio dei Cronisti, rinforzata in seguito da una O barrata tra largo Chigi e la via Cassia e da una O notturna (29 settembre). L’anno si chiude con l’istituzione della linea K, la sigla della quale si riferisce al circo Krone, installatosi nei pressi di p. Ippolito Nievo.
Questo circo deve apparire di notevole importanza all’ATAC, dal momento che istituisce ben due collegamenti notturni per facilitare il deflusso del pubblico al termine dell’ultimo spettacolo. Oltre alla K già citata, che non è una linea celere (almeno non nel senso finora inteso dall’Azienda), è istituito anche un servizio notturno della linea celere C limitato alla tratta p. Ippolito-Nievo-p. Pitagora: per entrambe le linee, a tariffa unica di 100 lire, «verranno effettuate una o più corse, secondo la necessità, al termine degli spettacoli serali», ma se la C effettua tutte le fermate previste sul normale itinerario diurno, la K (che ha le tabelle scritte in nero), non effettua fermate fino a p. Mastai, da dove osserva poi quelle della linea filoviaria 75 di cui segue l’itinerario.
| Percorsi delle linee sottoriportate | ||||||
| 7-I | Prolungamento di alcune corse della linea 428 a p. Rosolino Pilo nei soli giorni e orari della scuola media statale di via F. Torre | |||||
| 23-II |
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| 27-IV |
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| 4-V | Prolungamento linea 93 per via C. Colombo, alt. via Laurentina | |||||
| 1-VI | Istituzione linea notturna 75/ (l.go Argentina-Monteverde Vecchio) | |||||
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| 1-X |
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| 9-X | Deviazione definitiva linea 85 per via M. Minghetti, via delle Vergini | |||||
| 12-X | Deviazione linea celere F per l.gotev. dei Mellini, via M. Dionigi, p. Cavour | |||||
Ma già da tempo, come detto, sta maturando l’idea di sostituire l’autobus al filobus sulle linee centrali. La generale simpatia che il veicolo filoviario aveva incontrato alla sua istituzione si va sempre più affievolendo. Le strette strade del centro storico della città, ancora tutte o quasi a doppio senso, sono sempre più congestionate dal flusso di auto e di altri mezzi di trasporto privati, ed occorre una pianificazione effettiva della viabilità che vada oltre i piccoli provvedimenti cui abbiamo accennato. Le prime sostituzioni dell’autobus al filobus in via definitiva si hanno in occasione dell’istituzione di un sistema di sensi unici che interessa via del Tritone, via Due Macelli, via dei Condotti, via del Corso ed altre strade centrali, in atto dal primo luglio 1954: il 23 giugno, in previsione del provvedimento, le linee 66, 77 e 78 passano definitivamente all’esercizio automobilistico, e dobbiamo dire, almeno in questo caso, con generale soddisfazione degli utenti, perché i nuovi e veloci autobus Fiat e Lancia si districano nel traffico urbano molto meglio dei filobus, dei quali si rimpiange comunque la silenziosità e l’assenza di fumi di scarico.
Ecco i provvedimenti adottati dal primo luglio nella zona centrale della città, compresa tra piazza Colonna e largo Goldoni, resi noti alla cittadinanza sotto l'eccentrico nome di «quadrilatero di scorrimento a senso unico»:
istituzione del senso unico di marcia sul quadrilatero costituito dalle vie del Corso, del Tritone, Due Macelli e Condotti;
istituzione della circolazione rotatoria a senso unico sul percorso largo Goldoni-via del Corso-via dei Pontefici-piazza Augusto Imperatore-largo degli Schiavoni-via Tomacelli-largo Goldoni;
divieto di attraversamento della via del Corso provenendo da via delle Convertite;
direttrice via Capo Le Case-via della Mercede: percorribile a senso unico provenendo da via Due Macelli verso p. S. Silvestro e via F. Crispi;
accesso a p. S. Silvestro da via della Mercede e da p. S. Claudio, con possibilità di deflusso per via S. Claudio verso via del Corso, e per via S. Claudio-via del Pozzo verso Largo Chigi;
Come conseguenza di questi provvedimenti, le linee 66 e 77 dal largo Tritone proseguiranno per via Due Macelli, piazza di Spagna, via Condotti, largo Goldoni verso piazza Cavour, mentre nelle corse di ritorno da largo Goldoni saranno instradate per via del Corso, largo Chigi e via del Tritone; per la linea 78 rimarrà invariato il percorso da largo Tritone a piazza del Popolo, mentre nel senso inverso saranno percorse via del Corso e via dei Pontefici fino a piazza Augusto Imperatore, proseguendo poi per via Tomacelli, largo Goldoni, via del Corso, largo Chigi e via del Tritone. Anche altre linee di autobus, quali le 88, 90, 95 e celere E, subiranno variazioni di percorso più o meno limitate; le celeri D ed M seguiranno l'itinerario della 78. E' infine istituita una linea 66/, limitata alla tratta dal piazzale del Verano a piazza Cavour. La tabella che segue da l'elenco dei provvedimenti adottati.
| Linea | Provvedimento adottato |
| 52 | Direzione p. S. Silvestro, da via del Tritone per via Due Macelli, via Capo Le Case, via della Mercede. Al ritorno, via S. Claudio, via del Pozzo, l.go Chigi, via del Tritone |
| 53 | Direzione p. S. Silvestro, da via Romagna per via Boncompagni, via Veneto, p. Barberini, via del Tritone, quindi itinerario linea 52 per andata e ritorno. |
| 56 | Direzione p. Sonnino, da via del Tritone segue itinerario linea 52 fino a via della Mercede, quindi p. S. Silvestro, via S. Claudio, via del Corso. Al ritorno percorso invariato. |
| 58 | Direzione p. S. Silvestro, da via Boncompagni per via Veneto, quindi itinerario della linea 53 in ambo i sensi di marcia. |
| 60 | Direzione p. Sonnino, da via del Tritone segue itinerario linea 56. |
| 62 | In entrambi i sensi di marcia, da via del Tritone a l.go Argentina segue lo stesso itinerario delle linee 56 e 60. |
| 66 | Direzione p. Cavour, da via del Tritone per via Due Macelli, p. di Spagna, via dei Condotti, l.go Goldoni, via del Corso, via dei Pontefici, via di Ripetta, Ponte Cavour. Al ritorno, da p. Cavour per via Tomacelli, l.go Goldoni, via del Corso, l.go Chigi, via del Tritone, via Milano |
| 71 | Direzione p. S. Silvestro, da via del Tritone per via Due Macelli, via Capo Le Case, via della Mercede, p. S. Silvestro, via S. Claudio, via del Pozzo. Al ritorno segue l.go Chigi e via del Tritone. |
| 77 | Nella tratta via del Tritone-Ponte Cavour segue l'itinerario della linea 66 in ambo i sensi di marcia. |
| 78 | Direzione staz. FS Termini, da via del Corso per via dei Pontefici, p. Augusto Imperatore, l.go degli Schiavoni, via Tomacelli, l.go Goldoni, via del Corso, l.go Chigi, via del Tritone. Al ritorno percorso invariato. |
| 88 | Direzione p. Cavour segue via del Plebiscito, C.so Vittorio, l.go Argentina (ritorno: via Florida, via Botteghe Oscure), C.so Vittorio, p. S. Andrea della Valle, C.so Rinascimento, via degli Staderari, via della Dogana Vecchia, p. S. Luigi Dè Francesi, l.go Toniolo (ritorno: via S. Giovanna D'Arco, p. Madama, C.so Rinascimento), via della Scrofa, via di Ripetta, Ponte Cavour, l.gotev. Mellini, via Pietro Cossa. |
| 90-95 | Da via del Corso a p. del Popolo seguono l.go Chigi, via del Tritone, via Due Macelli, p. di Spagna, via del Babuino. Al ritorno, via del Corso, via dei Pontefici, p. Augusto Imperatore, l.go degli Schiavoni, via Tomacelli, l.go Goldoni, via del Corso. |
| D-M | Da via del Tritone a p. del Popolo, e viceversa, seguono l'itinerario della linea 78 |
| E | Da via del Tritone a p. S. Silvestro, e viceversa, segue l'itinerario delle linee 52, 53, 58. |
| 60 nott. | Segue l'itinerario della linea 60 diurna. |
| O nott. | Da p. del Popolo a l.go Chigi, e viceversa, segue via del Corso, via dei Pontefici, p. Augusto Imperatore, l.go degli Schiavoni, via Tomacelli, l.go Goldoni, via del Corso, l.go Chigi, via del Tritone, via Due Macelli, p. di Spagna, via del Babuino |
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Linee filoviarie |
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Il 95 a p.le Ostiense; la celere M
a p.za del Popolo
Durante il resto dell'anno si assiste a limitate modifiche della rete autobus, perlopiù ulteriori prolungamenti di qualche linea celere. E' un periodo relativamente statico per la rete (anche per tram e filobus), segno dell'incertezza dell'azienda rispetto alle future scelte del comune in materia di traffico.L’ATAC continua comunque a lavorare al potenziamento del servizio ai nuovi quartieri: dal 22 aprile 1954 il servizio della linea 93 è rinforzato da due linee limitate/deviate, 93/ e 93X a servizio, rispettivamente, dei quartieri Garbatella e Tor Marancia.
Il 27 agosto si hanno delle variazioni nella rete delle linee celeri. Il capolinea esterno della B è portato da p. Vescovìo al l.go Somalia e quello della E da p. Bologna a p. Armellini; la linea F è prolungata da p. Santa Maria della Pietà a p. Nostra Signora di Guadalupe, e la L da p. Ungheria a p. Digione; è istituita una nuova celere, la N, da p. Venezia alla Basilica San Paolo (primo settembre).
| Percorsi delle linee sottoriportate | ||||||||
| 11-I | Prolungamento linea 237 a via della Marcigliana | |||||||
| 29-V | Deviazione linea 123 per via Grottaperfetta, viale della Civilità, viale fiancheggiante il Palazzo dei Congressi, V.le delle Palme, via Laurentina | |||||||
| 23-VI | Provvedimenti per l'istituzione del quadrilatero di scorrimento | |||||||
| 1-IX |
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| 2-X | Limitazione linea 446 a via della Borgata di Primavalle | |||||||
| 4-XII | Soppressione linea 446 | |||||||
| Modifiche alla rete effettuate in data non accertata | ||||||||
| Istituzione corse limitate linea 93 a via C. Colombo, alt. via Costantino | ||||||||
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rev. 07/12/10