| tram e trasporto pubblico a Roma |
La rete urbana di autobus
Dal 1955 alle Olimpiadi del 1960
Se oggi siamo abituati al percorso differenziato nei due sensi delle linee autobus (perché in nome del traffico non si è mai smesso di sfasciare), le novità introdotte col quadrilatero di scorrimento si rivelarono devastanti per il particolare regime tariffario allora esistente, ma ancora di più per l'impossibilità da parte dell'ATAC di adeguare il servizio alla città in continua espansione. Tutti i programmi sono stravolti dalla trasformazione delle prime linee filoviarie e dall'aumento dei tempi di percorrenza delle linee forzatamente modificate: in quest'ultimo caso il mantenimento delle frequenze comporta l'aumento del numero delle vetture da impiegare sulla relativa linea, col risultato che i nuovi autobus, previsti per l'estensione del servizio periferico, per mettere la parola fine al residuo materiale anteguerra ancora in servizio e per il servizio delle linee celeri, vengono massicciamente utilizzati per coprire i primi danni causati dal fenomeno traffico.
Di ciò approfittano vari imprenditori privati, anche per l'inesistenza di adeguate normative al riguardo, e col beneplacito delle autorità cominciano a svilupparsi piccole reti locali, limitate a una ben precisa sfera d'influenza, come quella dell'A.T.A.R. (Azienda Trasporti Automobilistici Roma), nella zona di Centocelle, e quella della S.I.R.A. (Società Italiana di Risanamento Agricolo). La prima sviluppa una rete di collegamenti a servizio del quartiere Centocelle, all’epoca servito dal servizio ferroviario urbano Termini-P.za dei Mirti della STEFER (integrato dall’autolinea urbana C1), e dalla linea autobus ATAC 212 per il Quarticciolo; la seconda inizia l’esercizio di alcune autolinee che collegano il Corso Sempione col costruendo quartiere che prenderà poi il nome dal suo Presidente, il Comm. Achille Talenti.

Autobus in via Einaudi, p.le
Flaminio e p.za della Rotonda negli anni '50
Durante l'anno si concretizzano grandi novità: entra in definitivo servizio viaggiatori, gestita dalla STEFER, la metropolitana B, già ferrovia della E.42, ma il suo beneficio alla mobilità di Roma è al momento irrilevante; la Fiat lancia sul mercato la 500, l'utilitaria che motorizzerà tutti, anche i meno abbienti, e il Governo rinvia sine die l'autorizzazione al colore nelle trasmissioni televisive (che pure sono incominciate solo l'anno precedente), per spingere l'italiano a comprare la macchina piuttosto che il televisore; Roma si lancia verso l'appuntamento con le Olimpiadi, mancato nel 1944 per la guerra, che si svolgeranno nella città eterna nel 1960. Automobile e olimpiadi saranno ben presto presi a pretesto per limitare le potenzialità del trasporto pubblico a tutto favore del traffico.
Il 12 febbraio l'ATAC attiva un collegamento speciale per facilitare ai romani l'utilizzo del cosiddetto “Treno del Sole”, un direttissimo (oggi si chiamerebbe espresso) Torino-Palermo e Torino-Siracusa, che a Roma effettua fermata alla stazione Ostiense, prolungando tre coppie di corse della linea 95 al P.le dei Partigiani; nonostante il limitato successo dell'iniziativa, questo 95 prolungato dura tre anni, fino al 31 dicembre 1957.
Circa la convenienza di un simile provvedimento, all'ATAC non si posero certamente le seguenti domande: quanti romani, per prendere un treno a lunga distanza con bagagli, bambini ed altro, si affiderebbero ad una corsa speciale di una linea urbana? E quanti, arrivati a Roma dopo un estenuante viaggio di dieci ore, magari in una vettura di terza classe con sedili di legno, salirebbero, ancora con bagagli e bambini, su un autobus urbano? Tali corse prolungate saranno soppresse dal 1 gennaio 1958 per evidente inutilità.
Nel mese di luglio l'ATAC chiude le linee tramviarie di Monte Mario. La causa è un'indagine della magistratura sulle attività della Società Generale Immobiliare, che per costruire un edificio in l.go Medaglie d'Oro ha ottenuto lo spostamento del binario di capolinea del 27/. La chiusura, nell'aria da qualche mese, è decisa in modo repentino, ma la prevista attivazione delle linee filoviarie sostitutive non è subito possibile per il mancato completamento del bifilare. Le linee tramviarie 27 e 27/ sono sostituite dalle linee 47 e 47/, provvisoriamente esercitate con autobus, la 26/C è sostituita dalla linea autobus 99. La linea 47 è successivamente sdoppiata con corse alternate a p.za N. Signora di Guadalupe e all'ospedale S. Maria della Pietà: queste ultime diventano successivamente linea a se stante, con la nuova denominazione 47.
Contrariamente a quanto è avvenuto l'anno precedente col quadrilatero di scorrimento le vecchie linee tramviarie sono ridenominate con numero filoviario o automobilistico, e di li a poco anche la periferica 127 adegua la numerazione in 147. E' uno dei pochissimi casi in cui l'ATAC si preoccupa di adeguare le denominazioni di linea secondo la regolamentazione introdotta nel 1951.
| Percorsi delle linee sottoriportate | ||||||||||||
| 1-II | Unificazione linee celeri L e N nella nuova linea celere L (p.za delle Museo-via del Valco di San Paolo) | |||||||||||
| 16-II | Istituzione corse prolungate linea 95 alla staz. Ostiense | |||||||||||
| 2-IV | Istituzione linea celere G/ (circolare interna da/per staz. Metropolitana Esposizione Ovest) | |||||||||||
| 8-VII |
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| 14-VII | Prolungamento linea 91 a via C. T. Odescalchi | |||||||||||
| 15-VII | Ridenominazione linea 127 in linea 147 | |||||||||||
| 16-VII |
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| 11-VIII | Istituzione corse deviate della linea 47 all'ospedale S. Maria della Pietà | |||||||||||
| 25-IX | Prolungamento linea 60 notturna a via delle Isole Curzolane | |||||||||||
| 3-X |
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| 28-XI | Prolungamento linea celere O/ a p.za M. Azzarita | |||||||||||
Continuano i problemi legati agli esercizi automobilistici privati. Dal 1 gennaio l'ATAC è costretta a riattivare alcune linee autobus nel settore di Ostia, dove il servizio è gestito dalla Società Autoservizi Marzano dal 1943. Gli autobus sono pochi, sporchi e fatiscenti, lo scarso personale è costretto a turni di servizio massacranti, e in barba a ogni normativa la società assume come fattorini ragazzini sedicenni che, con la scusa del praticantato, vengono pagati due lire. Per sopperire in parte ai problemi (e in attesa di poter riprendere la gestione diretta del servizio), l'Azienda riattiva alcune linee autobus gestite fino al 1943, recuperando la consuetudine di denominarle con la L di Lido, stavolta seguita da un numero, e con le tabelle scritte in colore azzurro, e tornando ad istituire un servizio locale appositamente dedicato alla stagione balneare. Viene anche riaperta all'esercizio l'autorimessa ATAC Lido, cui si assegna un adeguato numero di Lancia Esatau, ma la Marzano non sta a guardare e ricorre immediatamente alle vie legali, anche perché gli utenti del posto ci mettono poco a preferire il servizio municipale, e le tre linee L1, L2, L6 saranno soppresse dopo poco più di un anno.
Sempre per far fronte al disservizio della Marzano il Comune autorizza l'ATAC ad attivare due linee autobus a carattere provvisorio: da Fiumicino Paese a Ponte Galeria per la via Portuense, e dalla staz. FS di Fiumicino alla località La Palude di Isola Sacra.

Autobus della Società Autoservizi Marzano alla stazione
Lido Centro di Ostia
Il 24 marzo è istituita la linea 96, da p.za Madonna di Pompei a via della VII Coorte (p.za Sonnino), rinforzata da un servizio limitato, 96/, attestato in via Portuense, all'altezza di via degli Irlandesi. L'anno prosegue con limitate modifiche a poche linee.
| Percorsi delle linee sottoriportate | |||||
| 1-I |
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| 7-III | Ripristino itinerario linee filoviarie 47, 47/ e 47 per via Trionfale, v.le Medaglie d'Oro | ||||
| 10-III | Deviazione linea celere O per via G. Belloni | ||||
| 24-III |
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| 16-IV |
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| 21-V |
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| 24-V | Prolungamento linea 137 a Porta Pia | ||||
| 27-XI | Istituzione linee provvisorie Fiumicino-Ponte Galeria e Isola Sacra-Stz Fiumicino | ||||
| 29-XII | Deviazione linea 123 dal v.le della Civiltà per v.le C. Colombo, v.le America, v.le dell'Arte, v.le n. 4, via Laurentina | ||||
| Modifiche alla rete effettuate in data non accertata | |||||
| Prolungamento di una parte delle corse della linea 212 a p.le Labicano | |||||
L'ATAC non ha mai abbandonato del tutto la sua predilezione per le scelte complicate, e ne da prova l'11 febbraio, quando l'itinerario del 47/ è deviato dal percorso del 47 a quello del 47. «Passando a sussidiarie la linea 47 rosso», dispone il relativo ordine di servizio, «la linea verrà distinta con il numero 47 rosso con barra trasversale azzurra». Dal 20 marzo alcune corse della linea 135 sono limitate allo stabilimento Autovox di via Salaria, al km 9,950. Viene istituito un capolinea con manovra a retromarcia all'interno dello stabilimento, dove la salita è riservata ai soli dipendenti. .
Il 1957 vede una notevole serie di prolungamenti di linee autobus centrali e celeri: dall'8 maggio la linea 93 viene prolungata alla stazione metropolitana Esposizione Ovest (v.le America), assumendo l'itinerario che, salvo variazioni di poco conto, manterrà fino al 1992, la 93/ a Via Leonardo da Vinci e la celere M al piazzale Prenestino (15 maggio): la 85 è prolungata a largo Volumnia (5 novembre), la 94 a piazza dei Navigatori (primo dicembre). con quest'ultimo provvedimento la linea celere G, più costosa e meno frequentata, risulta superflua ed è soppressa pochi giorni dopo. Alcune corse della linea 201 sono deviate a Grottarossa con il numero 301 (primo settembre); è istituita la 446 dal largo Boccea al forte Trionfale (31 dicembre).
Nello stesso anno riprende l’eliminazione del filobus dalle linee centrali: sono trasformate in autobus le linee 52 (prolungata da P.za Don Minzoni a Via Archimede il 15 maggio), e 56 (5 novembre). Le vetture filoviarie sono però dirottate sulle linee di Monte Mario (47, 47, 47/), dove il completamento del bifilare consente finalmente di attivare l’ultimo grande itinerario filoviario di Roma (che sarà anche l’ultimo a sparire nel 1972.

Autobus in viale Europa, p.za di Spagna e l.go Chigi
Proprio nel 1957 l’ATAC, attraverso il proprio periodico aziendale, mette nero su bianco i programmi che si concretizzeranno nel piano che il Comune di Roma approverà l’anno successivo. Le citazioni che seguono provengono da un lungo articolo pubblicato su “Vita dell’ATAC” dell’Ing. Lamberto Villani, all’epoca Capo del Servizio Movimento:
«E’ noto che ogni sistema di esercizio riesce più economico degli altri entro determinati limiti di volume del traffico. E’ perciò opportuno che allorquando un quartiere in sviluppo raggiunge un traffico di entità tale per cui conviene passare dal sistema automobilistico al sistema filoviario, o a quello tranviario, si faccia luogo alla trasformazione, e ciò è avvenuto ad esempio per il Tufello, per Primavalle, ove sono state estese le filovie; per Villa Gordiani, Centocelle e Quarticciolo, ove sono state estese le linee tranviarie [...] Le filovie appaiono più adatte degli altri sistemi, specialmente nelle zone collinose di medio traffico, ove le strade presentano notevoli pendenze e sono in genere tortuose, ed in tale ottica sono state realizzate le filovie di Monteverde, Monte Mario, Via Aurelia, eccetera. Sotto il profilo della viabilità è ormai fuori discussione che le tranvie sono le meno adatte a servire le zone ove la circolazione risulta più difficile e congestionata, e costituiscono un serio ostacolo alla realizzazione di provvedimenti di viabilità tendenti a facilitare il flusso veicolare come le “rotatorie”, le cosiddette “canalizzazioni del traffico”, gli attraversamenti a quote diverse mediante sottovia, e di ogni altro sistema escogitato dalla “ingegneria del traffico” per far fronte all’imponente sviluppo della circolazione. Per tali ragioni nella nostra città già da molto tempo è stata preclusa alle tranvie una vasta zona centrale, nonostante che i moderni concetti di economia dei trasporti imporrebbero per questa zona a fortissimo traffico l’impiego di mezzi su rotaia, e possibilmente delle metropolitane. Non si esclude che un ulteriore alleggerimento dovrà essere attuato nella circolazione tranviaria per liberare alcuni tronchi stradali particolarmente congestionati come Via Cavour, Via Piave, Via Salaria».
L’ATAC non intende quindi abbandonare nessuno dei due esercizi a trazione elettrica, e in prima battuta si era effettivamente pensato di poter procedere a un estrema semplificazione del sistema filoviario, eliminando «la rete a maglie molto fitte [che] comporta una tessitura di linee aeree estremamente pesante, con frequenti scambi, incroci», ma sul futuro dell’esercizio esiste un incognita che, da sola, porterà alla maggior parte dei provvedimenti di trasformazione: «Altre ancora sono le cause che possono consigliare la trasformazione del tipo di esercizio, una – ad esempio – la necessità di rinnovare costosi impianti sui quali possono pesare riserve circa il mantenimento. Determinate trasformazioni, peraltro, debbono collegarsi con altre che potrebbero dirsi complementari, dovute ad esempio alla necessità di concentrare gli incrementi del materiale mobile, che impegnano l’Azienda per molto tempo, e cioè fino a raggiungere l’ammortamento delle vetture, su di un settore dell’esercizio piuttosto che su un altro per il quale, nel futuro, le previsioni di impiego appaiono più problematiche».
Mai previsione si rivelò più azzeccata di questa, ed avremo modo di vederlo proprio in questo capitolo.
L'ATAC seguita ad attivare collegamenti speciali a carattere provvisorio per fiere, manifestazioni ed altro; i collegamenti per la Fiera campionaria, ora chiamata Fiera di Roma e che si svolge all'EUR dal 25 maggio al 9 giugno, sono riuniti nella tabella più sotto riportata. Anche per gli spettacoli che si tengono alle Terme di Caracalla l'ATAC fornisce i mezzi per il collegamento con varie zone della città; all'inizio della serata un servizio autobus a navetta assicura il collegamento da piazza di porta Capena con le Terme, nell'idea che gli spettatori affluiscano a porta Capena servendosi degli usuali mezzi in servizio diurno, mentre al termine della stessa si ha un totale di undici linee per riportare il pubblico nelle varie zone di Roma, come risulta dallo schema seguente.

Conducenti degli anni '50, alla guida di un Fiat 405 (a
sinistra), e di un Alfa Romeo 140; fermata dell'ATAR a
Centocelle
| Percorsi delle linee sottoriportate | |||||||
| 11-II | Deviazione linea 47/ sull'itinerario della linea 47, e sua ridenominazione in 47/ | ||||||
| 6-III |
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| 20-III | Limitazione di alcune corse della linea 135 al Km 9,950 della via Salaria (stabilimento Autovox) | ||||||
| 8-V | Prolungamento linea 93 a v.le America (staz. Metropolitana Esposizione Ovest) | ||||||
| 15-V |
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| 19-VI | Soppressione linee Fiumicino-Ponte Galeria e Isola Sacra-Stz Fiumicino | ||||||
| 25-VI | Soppressione corse prolungate linea 212 a p.le Labicano | ||||||
| 2-VII | Sospensione estiva linea 66/ | ||||||
| 24-VII | Deviazione linea L2 nell'abitato di Fiumicino da p.za delle Vetture per via G. B. Grassi, via della Spiaggia | ||||||
| 31-VII | Soppressione linee L1, L2, L6 | ||||||
| 21-VIII | Prolungamento corse limitate linea 201 a via di Grottarossa alt. via Veientana | ||||||
| 28-VIII | Esercizio filoviario linee 47, 47, 47/ | ||||||
| 1-IX | Istituzione linea 301 (p.le Ponte Milvio-via di Grottarossa, ex corse prolungate linea 201) | ||||||
| 5-XI |
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| 1-XII |
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| 31-XII | Istituzione linea 446 (l.go Boccea-Via Trionfale alt. via del Forte Trionfale) | ||||||
Nel 1958 la rete autobus si estende ulteriormente con l’istituzione della linea 89 da piazza Venezia a P.za Zama (23 gennaio) e di due linee in partenza da L.go Tassoni: la 98 per Via della Pisana e la 98/ per P.za dei Visconti, insieme alle quali la 98 è prolungata a Via Casetta Mattei (31 gennaio). La linea celere E è prolungata a via Lanciani (primo aprile), mentre dal primo luglio è attiva una ennesima linea celere N in partenza da piazza Augusto Imperatore per piazza dei Giochi Delfici; il 21 luglio la linea 93X è prolungata a piazza F.M. Lante. Il 22 maggio l’istituzione della linea tranviaria 14 per il Quarticciolo porta alla soppressione dell’autobus 212.
| Percorsi delle linee sottoriportate | ||||
| 1-I | Soppressione corse prolungate linea 95 alla staz. Ostiense | |||
| 23-I | Istituzione linea 89 (via Macedonia-p.za Venezia) | |||
| 31-I |
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| 1-IV | Prolungamento linea celere E a via R. Lanciani | |||
| 1-VII | Istituzione linea celere N (p.za Giuochi Delfici-p.za Augusto Imperatore) | |||
| 21-VII | Prolungamento linea 93X a p.za M. F. Lante | |||
Su Roma incombe l’appuntamento con le olimpiadi che la guerra le aveva fatto mancare nel 1944. La “XVII Olimpiade” (deve essere pomposamente chiamata cosi, con la O da scriversi sempre in maiuscolo), è una delle maggiori disgrazie che hanno colpito la città nella seconda metà del secolo XX. Oltre alla creazione di alcune opere sbagliate e inutili, argomento sul quale qui sorvoliamo, la rete dei trasporti romani viene pesantemente sconvolta con l’insensata distruzione della rete tranviaria, allo scopo di creare grandi e spesso non solo non necessarie, ma anche nocive, sistemazioni viarie, molte delle quali rimaste incomplete o terminate anche parecchi anni dopo con tutt’altro scopo. Primo avvenimento degno di nota del 1959 è l’istituzione, il primo marzo, di due nuove linee di autobus, la 45 da P.za Cavour a Via Damiano Chiesa e la 97 da P.za Sonnino a V.le Marconi. Si hanno anche, dalla stessa data, i prolungamenti delle linee celeri A alla Stz Tiburtina, C a Via del Casaletto, D a P.za Cardinal Consalvi ed N a P.za Respighi. Prolungamento anche per il 446, dal Forte Trionfale al piazzale di ponte Milvio.

Autobus a p.za Bologna (linea celere
D), v.le Somalia (linee 56 e celere
B), e alla staz. Termini
Nello stesso anno sono istituiti dei collegamenti speciali per il nuovo Stadio Flaminio, da esercitarsi nei giorni ed orari di manifestazioni sportive. Sono le linee autobus 39 (Stz FS Termini-Viale Pilsudski), F4 (Stz STEFER Ferrovie Laziali-Viale Pilsudski), F5 (Porta San Giovanni-V.le Pilsudski).
Le linee tranviarie notturne sono progressivamente trasformate in autobus, iniziando con la 6 dal Ministero delle Finanze a P.za Istria, che con l’occasione è prolungata a piazza Vescovìo, e la 22, sostituita dalla linea autobus 91 da P.za San Marco a P.za Oderico da Pordenone (3 marzo).
Il 20 aprile passa all’esercizio con autobus anche la linea tranviaria 101 dal P.te Milvio alla località Due Ponti, sulla via Flaminia, l’antica linea delle Cave di Grottarossa, l’ultima ad essere ancora esercitata a semplice binario.
Il 20 luglio è istituita la linea celere I dalla stazione Termini a Monteverde Nuovo; successivamente (15 settembre) sono attivate due linee speciali che circolano negli orari di apertura e di chiusura degli uffici per collegare la nuova sede del Ministero degli Affari Esteri alla Farnesina con P.ta San Giovanni e con piazza Bologna, linee che sono denominate AV e NV ( chissà con quale misterioso algoritmo all’ATAC avranno dedotto queste sigle, degne della riforma del 1930), e sempre per servire la nuova sede ministeriale è ivi deviata la linea celere D.
Intanto il Comune continua a riformare la viabilità centrale con provvedimenti più dettati dall'emergenza che attuati in virtù di un piano preordinato. Il 5 febbraio si istituisce il senso unico nel sottovia di Santa Bibiana (sono opportunamente modificate le linee 10, 10, 70, 71); il 28 settembre, per la costruzione dei sottovia di Corso d'Italia (dove sono al momento impiantati alcuni binari provvisori per la continuazione dell'esercizio tranviario), si trasformano in autobus le linee 8, CD, CS, che sono cosi deviate su itinerari alternativi adeguati ai sensi unici contemporaneamente istituiti; il 17 ottobre il senso unico di marcia viene esteso alle vie Pastrengo, Goito, Parigi, XX Settembre e Cernaia, ciò che comporta l'inversione di marcia dell'anello tranviario del Ministero delle Finanze (linee 6 e 16), e adeguate modifiche alle linee 37, 37/., 60, 60/, 77, A, E, L. Il 3 dicembre si chiude al traffico il Ponte Milvio (è sospesa la linea tranviaria 1, sostituita dalla 1/ su percorso limitato): le linee autobus 101, 201, 301, 446.sono deviate per il Ponte Duca d'Aosta, sull'itinerario tutt'oggi seguito.
All’ATAC non erano certamente entusiasti dell’eliminazione del tram dal percorso della circolare interna e ciò è rivelato dal tono cauto, quasi sommesso, con il quale annunciano la cosa: «Provvedimenti autofilotramviari per la costruzione dei sottovia al piazzale Brasile…», quasi che si trattasse di provvedimenti provvisori. In effetti qualche dubbio sui provvedimenti doveva ancora esserci, se successivamente l’ATAC sente la necessità di confermare e dare per definitiva la conversione per la linea 8 (primo dicembre, con il simultaneo prolungamento a P.le degli Eroi) e per la circolare interna (28 marzo 1960). Si deve anche notare che per l’esercizio delle due linee l’ATAC necessita almeno di settanta-ottanta autobus, assolutamente irreperibili nel proprio parco, né può sperare in imminenti arrivi di rotabili dal momento che i vari ordini commissionati alla Lancia e alla Fiat daranno luogo a consegne solo a partire dall’anno successivo. L’ATAC si rivolge quindi a due ditte esterne, la “Autoservizi Fratelli Salvati” e la “Società Freccia del Lazio”, e riesce a riunire un totale di 65 vetture di una eterogeneità tale da costituire un vero e proprio museo vivente dell’autobus (ed un vero e proprio campo di delizie per gli appassionati, che possono veder passare autobus urbani e interurbani, piccoli e grandi, belli e brutti, vecchi e nuovi ecc.). I mezzi noleggiati sono tutti riverniciati dall’ATAC nei colori aziendali, e si deve supporre che dovranno poi essere riportati nelle condizioni di origine alla riconsegna (ciò che appare abbastanza dubbio perché qualcuno avrebbe dovuto prendere nota di colori e motivi ornamentali, cosa improbabile all’ATAC) e numerati progressivamente a partire da 02 con soli numeri pari; sono assegnati in parte al deposito di Portonaccio (vetture 02-102) ed in parte nella rimessa Tuscolana (vetture 120-170): il personale del primo le prende in consegna presso il deposito della Società Freccia del Lazio, ubicata in Via M. Brighenti, mentre a cura delle ditte noleggiatrici le altre vetture sono quotidianamente fatte affluire alla rimessa di P.za Ragusa al mattino e portate via alla sera.
Alla fine del 1959, per contro, cominciano finalmente a vedersi in servizio degli autobus decisamente innovativi, se non altro per il fatto che appaiono dotati di tre accessi e di un parabrezza di forma particolare, che all’ATAC chiamano a sperone ma che i romani chiameranno subito a juke-box, e con il posto di guida in posizione centrale. Sono i nuovi Lancia 703 e Fiat 410, di disegno esternamente simile tra loro, ma di caratteristiche invece alquanto differenti; i primi gruppi del 1959-60 comprendono 164 vetture Lancia e 170 vetture Fiat e le forniture dei due tipi seguiteranno fino a tutto il 1962.
L’ATAC insiste ancora nell’istituzione delle linee celeri, che nel 1959 sono sempre più una spudorata presa in giro per l’utenza: il 10 ottobre ne sono avviate due nuove, la T tra la Stz Termini e Settecamini, una specie di celere extraurbana che ricalca il vecchio 210 del 1931 (19 ottobre) e la G (una ennesima G) tra P.za Pasquale Paoli e Via Giacinto Carini, per la Passeggiata del Gianicolo (28 dicembre), mentre altre celeri sono prolungate: la H a Via di Torrevecchia (primo novembre), e la D a P.za Nostra Signora di Guadalupe, con l’istituzione di una D/ sul precedente percorso per la Farnesina (16 dicembre), e come conseguenza di quest’ultimo provvedimento chiude la linea celere N, da P.za Augusto Imperatore a P.za O. Respighi.
| Percorsi delle linee sottoriportate | ||||||||||
| 1-III |
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| 20-VII | Istituzione linea celere I (v. del Casaletto-staz. FS Termini) | |||||||||
| 8-VIII | Temporaneo esercizio con autobus linee filoviarie 58 e 58/ | |||||||||
| 15-IX |
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| 28-IX |
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| 19-X |
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| 20-X |
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| 1-XI | Prolungamento linea celere H da p. Capecelatro a v. di Torrevecchia, alt. v. P. Adami | |||||||||
| 16-XII |
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| 28-XII | Istituzione linea celere G (v. G. Carini-p. P. Paoli) | |||||||||
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rev. 05/06/10