tram e trasporto pubblico a Roma

La rete filoviaria

Dal dopoguerra agli anni Cinquanta

 

La ricostruzione e l'ampliamento della rete filoviaria
Qualche sostituzione di autobus al filobus

La ricostruzione e l'ampliamento della rete filoviaria

Anno 1946

La ripresa filoviaria seguita stentatamente anche nel 1946; dal 9 marzo riprende l'esercizio filoviario della linea 115 precedentemente ripristinata con autobus, utilizzando però le vetture della 107, che è esercitata con autobus pare per alcuni lavori in via di Santa Costanza. La linea 106 barrato è ripristinata tra largo Chigi e piazza Fiume il 14 marzo, mentre il 4 aprile l'ultimazione dei lavori nella galleria del Gianicolo permette l'instradamento della linea 134 dal capolinea di piazza della Rovere a porta Cavalleggeri attraverso la galleria; il 9 dello stesso mese, la linea 107 è di nuovo esercitata con filobus tra porta Pia e corso Sempione.

Segue la parziale ripresa dell'esercizio filoviario di varie linee centrali, la MB fino a largo Tassoni (18 aprile), la NT ora definitivamente filoviaria sull'intero percorso da porta Pia a piazza Sonnino (14 maggio) con simultanea sospensione della 106 barrato. Il ripristino della EF fino a piazzale Flaminio, inizialmente previsto per il 4 maggio, sarà invece procrastinato al 25 novembre, mentre dal 1° dicembre circola nuovamente la linea M1P tra piazza Indipendenza e piazza Cavour.

Anno 1947

E' solo nel 1947 che la rete filoviaria si avvia, sia pur lentamente, a riprendere la consistenza anteguerra, con la riapertura o il completamento dell'esercizio delle linee MB (16 gennaio), 106 da piazza Fiume a piazzale Annibaliano ed EP (25 gennaio), 115 (30 gennaio), 103 rosso (22 marzo), 138 (7 luglio). Queste riattivazioni sono anche rese possibili dall'immissione in servizio di alcune vetture filoviarie che, costruite fin dal 1942, sembra non fossero ancora state consegnate forse per mancanza di qualche dettaglio.

Nei giorni 1° e 2 novembre l'ATAC è anche in grado di istituire collegamenti speciali filoviari con il Verano, a mezzo di due linee in partenza da piazza Sonnino e da piazza Cavour. Ma anche il teatro dell'Opera è servito da linee filoviarie, in alcune particolari serate, con le linee A per piazza Maresciallo Giardino, B per viale Pinturicchio, C per piazza Don Minzoni, E per corso Sempione (6 dicembre).

In dicembre sono ripristinate sull'intero percorso le linee 129 da largo Argentina a via Poerio e 106 dal piazzale Annibaliano a piazza del Parlamento, capolinea quest'ultimo che sarà però riportato a piazza San Silvestro dal 16 maggio 1948 per le difficoltà causate dall'attraversamento di via del Corso; per la M1P tra piazza Indipendenza e piazza Cavour occorrerà aspettare il 19 febbraio dell'anno successivo.

Anno 1948

Il parco filoviario intanto si arricchisce di altre serie di filobus di nuova produzione, ciò che rende possibile il ripristino delle restanti linee filoviarie chiuse o limitate; la M2P riapre l'esercizio il 10 giugno 1948, la 105 torna a fare capolinea a piazza Indipendenza (12 giugno) e la 134 a largo Tassoni per l'intera durata del servizio (27 ottobre), mentre alla 106 si aggiunge una 106 barrato da piazza Fiume a piazzale Annibaliano.

Al dicembre 1948 la rete raggiunge la lunghezza di 150,699 km, dei quali 129,752 di linee e il resto di raccordi e di bifilari interni ai depositi. Delle linee anteguerra, le uniche a non essere state ripristinate sono, a questo punto, la NB, che sarà riaperta all’esercizio solo nel 1950 con il numero 62, e la 110, che non sarà più riaperta.

Anno 1949

Il 1° marzo 1949 entrano in funzione i nuovi impianti filoviari a San Pietro, dopo il completamento della via della Conciliazione, che permettono l'instradamento delle vetture da via di porta Angelica a via della Conciliazione.

Come abbiamo già notato parlando della rete tramviaria (pag. 225), nella configurazione generale della rete dei trasporti pubblici romani si nota, nel 1949, la tendenza alla creazione di lunghe linee diametrali mediante la fusione di linee radiali. Questa tendenza si manifesta una prima volta, nella rete filoviaria, con la fusione delle linee NT e 107 nella linea NT da una parte e delle linee 105 ed NT nella NT rosso dall'altra.

Dal 14 aprile 1949 si apre quindi l'esercizio di due linee: la NT nero, da corso Sempione a piazza Sonnino (fino a porta Pia sul percorso della 107 e da porta Pia su quello della NT) e la NT rosso, da piazza Vescovìo a piazza Sonnino (fino a piazza Fiume sul percorso della 105 e da piazza Fiume sul percorso della NT). Le linee di origine 107 e 105 sono mantenute in esercizio, mentre è soppressa la NT di origine, ciò che determina un notevole aumento della lunghezza di esercizio del sistema. Lo stesso giorno la linea 103 rosso abbandona l'itinerario per via della Mercede e transita in via del Tritone fino a via Romagna, da dove riprende l'itinerario precedente.

Dal 1° settembre 1949 è ripristinata, con trazione filoviaria, la linea autobus ST, da piazza Fiume a piazza Sonnino istituita dopo la riforma del 1930 e soppressa all'inizio della guerra; in base alla tendenza sopra accennata, è fusa con la linea 129, sull'itinerario da piazza Fiume a via Poerio. Dal 1° marzo del 1950 sarà istituita la linea ST barrato da largo Argentina a Monteverde.

Un altro ripristino è quello, anch'esso del 1° settembre 1949, della linea  102, che è prolungata a piazza Cavour dall’originario capolinea di viale Parioli (villa Glori); con questo prolungamento viene ad essere superflua la linea tramviaria 2/3 da piazza dei Cinquecento per via Bertoloni e viale Pilsudski a piazza Cavour, che è quindi soppressa lo stesso giorno.

Anno 1950

Nell'anno successivo, il 1950, termina la sistemazione definitiva di via della Conciliazione e sono smantellati gli impianti filoviari esistenti in piazza San Pietro; a decorrere dall'8 aprile il capolinea della MB in Borgo Santo Spirito è abbandonato e la linea termina in piazza della Città Leonina .

L'ultima linea anteguerra ad essere riaperta all'esercizio è la NB, che come linea 62 torna a circolare dal 28 giugno 1950; i due capolinea di porta Pia e San Pietro sono stati rispettivamente spostati a piazza Bologna e alla stazione di San Pietro.

Il 12 agosto 1950 l'ATAC inaugura il nuovo capolinea filoviario in piazza dei Cinquecento, di fronte alla stazione Termini, costituito da cinque bifilari paralleli, dei quali al momento ne sono occupati tre dalle linee MB (1° bifilare più vicino al fabbricato di Termini), M1P (2° bifilare) e 102 (3° bifilare). Quando, il 16 novembre successivo, la linea 105 sarà portata da piazza Indipendenza a piazza dei Cinquecento, la stessa occuperà il 3° bifilare e la 102 passerà al 5°; il 4° sarà occupato nel 1952 dalla linea 36.

Dal 21 agosto sono istituite due linee speciali filoviarie per i collegamenti con il Foro Italico nei giorni di manifestazioni sportive, la N in partenza da piazza Vescovìo e la O da piazza Bologna.

Verso la fine dell'anno (1° dicembre) si hanno due importanti prolungamenti: le linee EP e 115, rinumerate 70 e 71 secondo lo schema di numerazione che andrà in vigore l'anno seguente, sono portate ad un capolinea comune in via Mamiani, indicato nelle tabelle come stazione ferrovie laziali.

Anno 1951

Nel 1951 si ha il cambio della numerazione delle linee di trasporto dell'ATAC, con l'eliminazione dei numeri frazionari per le linee tramviarie e delle indicazioni letterali per linee filoviarie e di autobus; lo schema adottato è il seguente:

La riforma della numerazione è attuata per gradi: il 12 febbraio per le linee tramviarie, il 12 marzo per le filoviarie, il 24 marzo per gli autobus, il 23 aprile per le linee periferiche. Per le linee filoviarie la tabella che segue dà la corrispondenza tra nuovi e vecchi numeri.

num. ante
1951  
num. post
1951
  num. ante
1951
num. post
1951
  num. ante
1951  
num. post
1951
137 32   138 48   M2P 66
105 35   103 52   EP 70
36 36   103 53   ST 75
107 37   NT 56   ST/ 75/
102 39   106 58   M1P 77
129 44   NT 60   EF 78
134 46   62 62   NT 60
Linee notturne.   MB 64   EF 78

 

       

Linee filoviarie ATAC, 12-III-1951

Il 16 marzo, dopo soli tre giorni dal cambio di numerazione delle linee, è trasformata in filobus la linea autobus 207 azzurro, da porta Pia alla borgata Tufello.. L'ATAC avverte che la linea manterrà temporaneamente la tabella con il numero 207 in azzurro; sarà poco dopo rinumerata 237, ma manterrà anche questo numero per poco tempo. Con l'abituale precisione l'ATAC annuncia, in un comunicato, che «...assumendo la linea un carattere prevalentemente radiale, essa abbandonerà l'attuale denominazione (237) appartenente alla categoria delle periferiche e verrà distinta con il numero 36, compreso nella classe delle linee radiali filobus»; la linea raggiungerà piazza dei Cinquecento il 21 febbraio 1952.

Dal 1° luglio 1951 la linea 58 è prolungata da piazzale Annibaliano a piazza Santa Emerenziana per il viale Eritrea; il 17 maggio dell'anno seguente la linea 66 è prolungata dal piazzale del Verano al piazzale della stazione Tiburtina.


Al capolinea della 39 a p. Cavour.

Anno 1953

Nel 1953 si hanno piccole variazioni di itinerario per alcune linee centrali: le 75 e 75 barrato percorreranno, in Monteverde, un anello terminale da piazza Rosolino Pilo; la linea 56 lascia l'instradamento per via Salaria, piazza Fiume, via Calabria e via Boncompagni per passare in via Po, via Romagna e via Boncompagni (11 maggio).

Anno 1954

Qualche sostituzione di autobus al filobus

Osserviamo ora che valutando l'assegnazione dei numeri ai tre tipi di rotabili presenti sulla rete romana, si dovrebbe dedurre che, ancora nel 1951, il filobus continua ad essere considerato un valido mezzo di trasporto pubblico. In realtà, già dall'anno seguente appaiono i primi segni di una inversione di tendenza, di una spinta verso l'intensificazione dell'impiego dell'autobus e la causa principale di questo fenomeno va ricercata in due fatti concomitanti: il traffico automobilistico sempre più intenso e caotico nel centro storico, le vie del quale si presentano in questi anni ancor più congestionate di oggi, non essendo in atto i numerosi sensi unici e le varie zone parzialmente chiuse al traffico che, anche se solo in parte, alleggeriranno la situazione del traffico nel centro storico di Roma, e alcune caratteristiche negative del filobus.

Al filobus si rimprovera essenzialmente una scarsa maneggevolezza e in effetti il veicolo filoviario mantiene, negli anni Cinquanta, le stesse identiche caratteristiche con le quali è nato nei primi anni Trenta: innanzitutto le sue dimensioni, essendo il parco ATAC essenzialmente costituito da veicoli a tre assi lunghi quasi 12 metri e pesanti 11 tonnellate, la manovra dello sterzo dei quali richiede robuste braccia ai conducenti, non essendo ancora entrato in uso corrente il servosterzo. Oltre a ciò, l’equipaggiamento elettrico: una buona metà delle vetture è dotata di due motori, la regolazione dei quali si ha con l’usuale avviamento reostatico e il loro accoppiamento in serie e in parallelo, il tutto ottenuto a mezzo di un avviatore automatico eguale a quello utilizzato sui tram, col quale il conducente ha la sola possibilità di stabilire un paio di posizioni di marcia dopo l’avviamento. E’ chiaro che, con tale sistema, la marcia nel traffico cittadino deve necessariamente ottenersi a mezzo di continue manovre di attacco e stacco, estenuanti per il conducente e per i passeggeri e deleterie per i gruppi meccanici (coppia conica e giunti cardanici).

Ed anche se alcuni costruttori hanno già da prima della guerra introdotto equipaggiamenti monomotorici semplificati e dotati di possibilità di avviamento non automatico, tuttavia il filobus finisce per apparire assolutamente inadatto al servizio nelle zone centrali delle città. E’ purtroppo da osservare che il tipo di apparato elettrico al quale abbiamo accennato è anche l’unico possibile per la tecnologia dell’epoca ed anche i numerosi ritrovati più volte sperimentati dall'ATAC non approdano, in pratica, a nulla.

Il personale di guida comincia quindi a richiedere sempre più insistentemente la sostituzione dell’autobus al filobus sulle linee che interessano il centro storico: gli autobus che al momento entrano in servizio, primi fra tutti i Fiat 680 e i Lancia Esatau ma soprattutto i successivi Fiat 405 e Lancia ancora Esatau, pratici e maneggevoli, sono ben diversi dai mezzi di produzione anteguerra, le piccole e scomode vetturette Lancia Omicron o i mastodontici e pesanti Alfa 80, 110 e 800. La richiesta dei conducenti è sostenuta anche dagli enti capitolini preposti al traffico, che vedono nella presenza del bifilare un ostacolo alle variazioni nella circolazione stradale che sempre con maggior frequenza si rendono indispensabili.

Già dal 1951 l’ATAC inizia a sostituire saltuariamente gli autobus ai filobus su alcune linee, come il 66, il 70, il 77 e il 78, ufficialmente per permettere limitate deviazioni delle linee per lavori stradali, ma ufficiosamente per avviare una sperimentazione in vista delle definitiva sostituzione dell'autobus al filobus sulle stesse linee; nello stesso ordine di idee, le due uniche linee filoviarie notturne della rete, il 60 e il 78, sono sostituite da linee di autobus con lo stesso numero dal 1° gennaio 1952.

Le prime sostituzioni dell’autobus al filobus in via definitiva si hanno in occasione dell’istituzione di un sistema di sensi unici che interessa via del Tritone, via Due Macelli, via Condotti, via del Corso ed altre strade centrali, in atto dal 1° luglio 1954: le linee 66, 77 e 78 passano all’esercizio con autobus e dobbiamo dire, almeno in questo caso, con generale soddisfazione di utenti e personale, perché i nuovi e veloci autobus Fiat e Lancia si districano nel traffico urbano molto meglio dei pachidermici filobus.

I provvedimenti adottati dal 1° luglio 1954 nella zona centrale della città, compresa tra piazza Colonna e largo Goldoni e resi noti alla cittadinanza sotto l'eccentrico nome di quadrilatero di scorrimento, sonio i seguenti:

Oltre alle linee di autobus interessate, anche alcune linee filoviarie subiscono variazioni di instradamento, come indicato nella tabella che segue.

Variazioni di itinerario per il quadrilatero di scorrimento, 1° luglio 1954

linea variazione percorso
52 v. Due Macelli-v. Capo le Case-v. della Mercede-p. S. Silvestro (ritorno v. S. Claudio-v. del Pozzo-l.go Chigi-v. del Tritone)
53,  58 v. Boncompagni-v. Veneto-p. Barberini-v. del Tritone-p. S. Silvestro
56, 60, 62 l.go Tritone-v. Due Macelli-v. Capo le Case-v. della Mercede-p. S. Silvestro-v. S. Claudio-v. del Corso (ritorno v. del Corso-v. del Tritone)

Simultaneamente alle altre misure adottate, è istituita la linea 58 barrato da piazza Santa Emerenziana a piazza Fiume, che termina su un anello costituito dalle vie Piave, Sicilia, Lucania e Calabria.

Seguono anche notevoli prolungamenti di linee filoviarie. Il 1° settembre la linea 37 è prolungata entro Monte Sacro, da corso Sempione a via Cimone; la precedente 37 è mantenuta in esercizio come 37 barrato (4 ottobre). Circa un mese dopo, il 2 ottobre, si ha il prolungamento della linea 46, che dal largo Boccea prosegue fino a via Pietro Gasbarri, nei pressi di piazza Capecelatro ed anche qui la precedente 46 diviene 46 barrato.


Stazione Termini: linea 35 (24-VI).

Anno 1955

Durante il 1955 entrano in servizio numerose serie di vetture filoviarie di nuova costruzione che utilizzano però alcuni elementi costruttivi ricavati da serie anteguerra avviate alla demolizione. Si hanno delle modifiche alla rete in Monteverde, con il prolungamento della linea 44 alla circonvallazione Gianicolense, mentre la precedente 44 diviene 44 barrato (27 maggio).


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rev. 14/02/10