tram e trasporto pubblico a Roma

Rotabili della rete romana di autobus dal 1972 al 1980

I Fiat 418 e 421

 

I Fiat 418

4200-4219, 4220-4339, 4340-4432, 4880-4599, 4800-4864, 4600-4719, 4750-4789

L’autobus Fiat 418, che vedrà una notevole diffusione nel decennio, è il nuovo modello che la Fiat mette in produzione per svecchiare la propria offerta sul mercato, composta allora da veicoli progettati negli anni ’60 (409 e 410), e non più rispondenti alle esigenze del momento; inizia con ciò una nuova politica che vede l’introduzione del concetto di uniformare i prodotti e le parti di ricambio, che si affermerà stabilmente con la nuova generazione di autobus del decennio successivo, con le prime applicazioni di strumenti e disposizioni destinate a diventare di normale applicazione di li a poco.

Una prima serie di venti Fiat 418 carrozzati Cameri, numerati 4200-4219, entra in servizio nel 1973; si tratta di vetture particolarmente curate, che in luogo del parabrezza a sperone adottano un parabrezza curvo come sui due 410 utilizzati per studi ergonomici e per la prima volta su un autobus romano la strumentazione comprende un contagiri per il motore; adottano un cambio idraulico automatico di costruzione Voith a due rapporti e sono ancora dotati anche di porta laterale di servizio, soluzione adottata solo su questo gruppo, non prevista nella produzione successiva e, più in generale, eliminata nella produzione del decennio successivo in favore di un pulsante che consente, attraverso un apposito comando, di aprire e chiudere la porta anteriore dall'esterno.

Il gruppo dei 418 prosegue  negli anni 1976 e 1977 con l’acquisizione di più di 200 vetture con piccole varianti rispetto alle precedenti (4220-4339 con carrozzeria Fiat-Cameri e 4340-4432 con carrozzeria Portesi): il motore ha un ridotto incremento di potenza, mentre la trasmissione adotta un cambio idraulico automatico di costruzione Fiat. A queste vetture faranno seguito altre serie dal 1980 al 1982, per un totale di 578 autobus (4880-4599 e 4800-4864 Fiat-Cameri, 4600-4719 BCF,  4750-4789 Portesi), che si distinguono da quelli degli anni Settanta per la nuova colorazione in arancio ministeriale e non più in verde Roma 71, il vetro posteriore unico e l’assenza del posto del bigliettaio.

     
4214, 4223

Sull’effettiva utilità di un contagiri per un conducente di autobus urbano ci sarebbe da discutere. E' giusto notarla perché la sua apparizione sui 418 segna l’inizio di una fase, nella costruzione dei rotabili, non solo autobus, nella quale sembra che i costruttori facciano a gara nel dotare i veicoli di innumerevoli strumenti di misura, segnalatori ed altri accessori (che ricordano le complicazioni dei Lancia 718, concepite più per fare impressione che per effettiva utilità), che risulteranno non solo assolutamente inutili nell’esercizio, ma anche nocivi ai fini della manutenzione, se non altro per l’enorme massa di fili, cavi, cavetti, sensori, ecc. che comporteranno; l’inutilità di tutto ciò si può ancora oggi constatare dopo qualche mese di esercizio dei rotabili attuali, ancora infarciti di tali inutili strumentazioni, quando buona parte di strumenti e segnalatori è immancabilmente fuori uso, tra l’indifferenza generale del personale di guida e di officina.

Dal punto di vista meccanico il 418 si rivela un veicolo funzionale e di pratico utilizzo, una vera manna per i conducenti abituati alle più disparate (per non dire strampalate), disposizioni degli autobus del decennio precedente. La trasmissione è naturalmente automatica, e si affida per il primo gruppo del 1973 a un cambio Voit-Diwa mod. 501-JSR che appare essere un evoluzione del 501A utilizzato sui Fiat 410, coi due rapporti lento e veloce in avanti e retromarcia: anche qui il conducente può scegliere autonomamente se inserire l'uno o l'altro dei due rapporti, attraverso una levetta posta sotto lo sterzo, e nel successivo avviamento all'aumento dei giri del motore corrisponde l'inserimento di alcuni cilindri a ruote dentate, tenuti sempre in presa all'albero di trasmissione, che riducono in modo progressivo, e senza strappi, lo sforzo del motore secondo il rapporto prescelto. Il motore Fiat di questi autobus è anch'esso un evoluzione dei tipi precedenti, il modello 8200.12.035 a 6 cilindri (9.189 cmc), che sviluppa 183 cavalli e una velocità massima di 59,6 Km/h a pieno carico e in piano, sistemato ancora orizzontalmente al centro del telaio. Nella produzione successiva la potenza del motore aumenta a 194 cavalli (velocità massima 64,7 Km/h), mentre la trasmissione si affida al cambio di tipo automatico DRS 0,9 progettato negli anni '60 dalla OM (che ora fa parte della Fiat), e che abbiamo visto installato sui Lancia 718 e sugli OM costruiti su meccanica 410, che appare qui notevolmente migliorato. Il complessivo cambio-frizione è collegato al motore attraverso un convertitore idraulico a doppia e semplice rotazione in avanti (marcia lenta e veloce), ed uno in retromarcia: anche qui il conducente può stabilire unicamente la direzione di marcia del veicolo, ma all'aumento dei giri del motore il convertitore idraulico inserisce automaticamente il rapporto più adatto (lento o veloce), a seconda della pendenza della strada, della velocità o del peso complessivo del veicolo, indipendentemente dalla velocità di marcia dell'autobus.

       
4338, 4414, 4596

   
4776, 4809

I Fiat 421

5000-5019, 5020-5219, 5320-5339, 6000-6119

Il 418 rimane fondamentalmente lo stesso autobus che la Fiat ha messo in produzione fin dal 1960. Anche se la meccanica e le carrozzerie si sono evolute è pur sempre un'evidente derivazione del precedente 410, del quale mantiene la ridotta capacità di trasporto. Il parco rotabile delle grandi città richiede veicoli decisamente innovativi, anche dal punto di vista dell'immagine, e contemporaneamente al 418 è avviata la produzione del nuovissimo 421, un autobus che dovrebbe differenziarsi in modo netto dai veicoli precedenti ma che, per le soluzioni adottate, si rivelerà scarsamente funzionale, al pari della produzione Alfa Romeo e Lancia degli anni '60. Presentato come veicolo di punta per le reti delle grandi città, già all'occhio dell'osservatore si presenta del tutto diverso rispetto ad ogni altro autobus allora in circolazione (e ancora circolano, seppure in numero ridotto, Fiat 405, Alfa 910 e 1000 e Lancia Esatau, materiale costruito secondo le prescrizioni CUNA del 1951). Si ha una prima serie di 20 autobus nel 1973 (5000-5019), carrozzati dalla Cameri su disegno Fiat e caratterizzati, come i primi 418, dal parabrezza curvo in luogo di quello a sperone, con la disposizione regolamentare delle tre porte a quattro antine di uguali dimensioni (con la centrale che appare ora effettivamente in tale posizione).

     
5008, 5017, 5165

Il motore è il Fiat 8210.12 a 6 cilindri (13.798 cc), che sviluppa una potenza massima di 220 cv a 2200 giri al minuto per una velocità massima, a pieno carico e in piano, di 65,2 Km/h, e dopo circa venti anni torna ad essere montato in posizione anteriore, a sinistra, sotto il posto guida: tale sistemazione (oltremodo scomoda per il personale), porta però all'adozione di un lungo albero di trasmissione del moto alle ruote motrici posteriori, che per tale funzione si presentano singole, con un riduttore epicicloidale montato nel mozzo di ogni ruota e che, almeno nelle intenzioni, dovrebbe garantire la tenuta di strada normalmente assicurata dalle gemellari. Il cambio è lo stesso già visto per i 418, il Fiat-OM DRS 0,9, che qui prevede l'esclusione del convertitore idraulico quando l'aumento dei giri del motore porta all'innesto della marcia in presa diretta. La fornitura prosegue con due ulteriori serie meccanicamente uguali, ora con parabrezza a sperone, la 5020-5219 del 1974, 200 vetture ancora carrozzate dalla Cameri, e la 5320-5339 del 1974-75, ulteriori 100 vetture con una carrozzeria costruita dalla Menarini che si presenta leggermente diversa, più curata ed elegante.

     
5201, 5202, 5213, 5290

Nel 1974 appare la versione allungata della vettura a 12 metri, ora a due assi contro la normale disposizione dei tre del passato. Quest'ultimo gruppo, che torna alla carrozzeria Fiat-Cameri, è composto da 120 vetture (6000-6119), presenta per la prima volta a Roma la caratteristica della doppia porta centrale per la discesa e una capacità di trasporto di 21 persone sedute e 96 in piedi. Da un punto di vista meccanico le vetture sono analoghe alle precedenti, con l'unica differenza che la potenza massima del motore è stata portata a 225 cv.

   
6020, 6086, 6097, 6106

Il 421 da globalmente una buona prova in servizio, ma si rivela al contempo anche un grande consumatore di carburante (2,9 litri per Km percorso contro una media che si attesta su 1,5-2 litri degli altri autobus dell'epoca), aspetto che nella seconda metà degli anni '70, con le conseguenze della crisi petrolifera e il prezzo dei carburanti in continuo aumento, rende il suo esercizio sempre meno conveniente. Il suo motore, del resto, sviluppa una potenza palesemente eccessiva, che da luogo a una marcia rumorosa, soggetta a vibrazioni e ad emissioni inquinanti superiori alla media. Se a queste caratteristiche si aggiunge la tendenza al surriscaldamento è facile immaginare in quali condizioni si trovasse il personale, dal momento che il posto guida era in queste vetture sistemato a sinistra, esattamente sopra il motore, col risultato che l'autista era sottoposto a un baccano assordante e a un calore che nei mesi estivi diventava insopportabile. Giova qui ricordare anche le sospensioni eccessivamente morbide, che sulle buche provocano poderosi balzi in verticale, in frenata pericolosi movimenti orizzontali, che in certi punti particolari delle varie linee sono la causa di urti con altri veicoli e una vera e propria ecatombe di specchietti retrovisori.

Autobus Fiat 418, 421

num. eserc. q.tà anno telaio carrozz. motore trasmiss. pot. CV lungh. mm tara t. nota
4200-4219 20 1973 Fiat 418-AL/V Fiat Fiat 8200 aut. Voith 183 11 8,8  
4220-4339 120 1976 Fiat 418-AL aut. Fiat 194  
4340-4432 93 1977 Portesi  
4480-4599 120 1980 Fiat  
4600-4719 120 1980-81 Breda  
4750-4789 40 1981-82 Portesi 9,2  
4800-4864 65 1981 Fiat-Cameri  
5000-5019 20 1973 Fiat 421-A Fiat 8210 220 10980 10,4  
5020-5219 200 1974  
5220-5319 100 Menarini 11,1  
6000-6119 120 1975 Fiat 421-AL Fiat 225 11950 11,0  

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rev. 27/03/18