tram e trasporto pubblico a Roma

Rotabili della rete romana di autobus

Dal 1953 al 1959

 

Se fino al 1950 la politica del trasporto romano era stata orientata al potenziamento della rete filoviaria come principale mezzo di trasporto pubblico, nei primi anni del successivo decennio inizia, al contrario, a farsi strada la possibilità, anzi la convenienza, di sostituire l’autobus al filobus su molti percorsi. Nel 1954, anche per l'istituzione del quadrilatero di scorrimento a senso unico, si avvia l’eliminazione del filobus da molte linee centrali, e di conseguenza, l’ATAC passa all’ampliamento del parco di autobus, operazione che, iniziata nel 1954, si conclude in prima fase nel 1960. Tutti gli autobus immessi in servizio in questi sette anni saranno del tipo stabilito dalla C.U.N.A. (Commissione unificazione nell'automobile), a struttura portante con parte meccanica in maggioranza Fiat e Lancia e carrozzerie costruite da varie ditte. La carrozzeria degli autobus si caratterizza ora per l’adozione di finestrini di dimensioni minori di quelli finora adottati, dimensioni imposte da considerazioni di carattere strutturale, in relazione alla funzione portante della cassa; la posizione dei due accessi e i tipi di porte sono sempre quelli dei tipi precedenti. Particolare curioso: il posto guida deve essere collocato preferibilmente a destra, lo si può collocare anche a sinistra ma in nessun caso nella posizione più comoda, ovvero al centro esatto della cabina (quest'ultima deve essere obbligatoriamente separata dal pubblico).


I figurini della C.U.N.A. che stabiliscono le principali caratteristiche per gli autobus urbani dal 1950.

Osservazione sulle carrozzerie. A partire dai Lancia Esatau del 1951 la tecnica costruttiva del motore a sogliola, montato al centro del telaio, permette di abbandonare gradualmente il montaggio del radiatore, e relativa presa d'aria, in posizione frontale (l'apparato si sposta in posizione laterale, perlopiù posteriore):  l'innovazione si diffonde sempre più nel decennio degli anni '50, ma alcuni costruttori (Viberti e Casaro), seguitano ad applicare sul frontale delle carrozzerie un fregio cromato che simula una inesistente presa d'aria, perché l'automobile (e con essa l'autobus), secondo un certo modo di pensare deve avere un radiatore frontale, tanto che si arriva perfino ad applicare un tale fregio anche ai filobus. L'inutile accessorio, però, complica notevolmente la manutenzione e specialmente la riverniciatura del rotabile, tanto che molti autobus usciranno dalla revisione con il fregio completamente verniciato nel colore della carrozzeria, con un pessimo risultato estetico, specie quando con le vibrazioni la vernice si staccherà dalle stecche cromate.


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rev. 24/05/16