tram e trasporto pubblico a Roma

Ultime dalla rete romana di trasporto pubblico

Anno 2021, gennaio-giugno

[luglio-dicembre] [indice]


Buone intenzioni

8 aprile. Da Facebook (Pietro Calabrese).

Facciamo un po' di chiarezza. Sulla manutenzione della rete tranviaria di Roma le risorse ci sono e presto inizieranno i primi interventi urgenti per rinnovarla. Come amministrazione abbiamo fatto importanti investimenti per lavori di manutenzione straordinaria che scontano un gap decennale. Solo per la fornitura dei materiali parliamo di circa 6 milioni di euro, tra cui 500 mila euro stanziati da Atac: ovviamente per l'uso di questi fondi sono necessarie gare d'appalto che in alcuni casi possono seguire un iter complesso. Dopo due procedure andate deserte, ora Atac ha aggiudicato la gara per 5.000 metri di binari e presto ne partirà un'altra per la fornitura di rotaie e altri materiali, per un valore di ben 5,3 milioni di euro messi a disposizione da Roma Capitale.

I primi interventi urgenti previsti sulla rete tram quindi riguarderanno il capolinea di piazza Mancini, nel quartiere Flaminio, e quello di Casaletto, in zona Gianicolense. Sono lavori che permetteranno di mettere in sicurezza questi due punti fondamentali della rete. Seguiranno poi gli interventi sulla parte restante dei binari.

Ricordo inoltre che abbiamo già ottenuto fondi dal Ministero dei Trasporti per l'acquisto di oltre 90 nuovi tram, di cui 50 potranno essere acquistati a breve. Abbiamo anche presentato al Mit altre istanze per l'acquisto di ulteriori 58 mezzi per le nuove linee previste Termini-Vaticano-Aurelio e Vittorio-Venezia. Questo ci permetterà di sostituire gradualmente la flotta esistente e migliorare notevolmente il servizio.

Ricordo infine che oltre alle manutenzioni della rete esistente, le attività di progettazione in attuazione del Pums portate avanti in questa consiliatura, che ad oggi ci hanno già consentito di ottenere i finanziamenti rispetto a nuove linee e relativa fornitura di tram, sono state svolte non solo in assenza di progetti ereditati dalle amministrazioni precedenti, ma anche operate nonostante le scarse risorse tecnico amministrative dovute al blocco assunzionale imposto per il periodo dal 2014 al 2018 dall’ex Governo Renzi all’ex sindaco Marino. Per essere più chiari, significa aver prodotto molto di più, con risorse umane notevolmente inferiori. Anche questa è una delle pesanti ‘eredità’ che molti oggi fingono di aver dimenticato.

Tutto ok, possiamo essere d'accordo su tutto (ma le linee TVA e Vittorio-Venezia, hmm...). Però di promesse ne abbiamo avute 106 e 106 sono state disattese: quindi prendiamo atto e attendiamo, anche se in poco fiduciosa attesa. A parte la "gara per 5.000 metri di binari e ... un'altra per la fornitura di rotaie": ma compreranno binari o rotaie o entrambe le cose? (osservazione di Max D.).

P.S. - Se veramente vogliono acquistare dei tram, stiano bene attenti a non fare il bis delle 9200...

Apocalisse e terrore sulla Roma-Lido

8 aprile. Da Repubblica (ved. anche notizia del 2 aprile).

Roma-Lido, treni a rischio per giorni dopo l'incendio sulla linea aerea. Prima il boato, quindi il lampo. Sono le 13 nella zona di Tor di Valle e una scarica di esplosioni risveglia Roma dal suo torpore primaverile trasformando il ritorno a casa di centinaia di pendolari in una scena di Apocalypse Now. Passeggeri terrorizzati, servizio interrotto forse per giorni e 4 chilometri di linea da risistemare.

Forse prima il lampo e poi il boato: la velocità della luce pare sia superiore a quella del suono. Circa la "scarica" di esplosioni, nemmeno fosse saltato un deposito di munizioni.

Dietro il triste bilancio dell'incidente occorso ieri al treno della Roma-Lido - nato dalla rottura dei cavi della linea area (quella dove corre l'alta tensione che alimenta i convogli) - ci sono due cause: la prima contingente e la seconda di sistema.

Vorremmo far notare, una volta per tutte, che tra "cavo" e "filo" c'è una notevole differenza e che la linea aerea dei treni è costruita con uno o due fili, non con cavi. Seguono le usuali chiacchiere sulla mancata manutenzione e sull'età dei treni, che con 16 anni sarebbero da considerarsi vecchi: invitiamo alla lettura di quanto da noi scritto sull'argomento in recente occasione. Si seguita:

(...) Sulle cause dell'incidente di ieri, l'attenzione si concentra sul malfunzionamento del sistema salvavita, che dovrebbe scattare in caso di cortocircuito. Il sistema ieri non ha funzionato e quando i cavi aerei si sono staccati, l'alta tensione ha continuato a correre scaricando scintille sui convogli.

Bellissimo, adesso anche sull'alimentazione a 1500 V della linea aerea di una ferrovia sono inseriti i "salvavita", certamente un po' più grandi di quelli che ci mollano sugli impianti domestici (ma servono davvero? si veda qui; e ce lo possiamo immaginare il tizio che in tutta tranquillità va toccare il pantografo di un locomotore?). Ci sarebbe anche da osservare che un corto circuito in linea può non dar luogo all'apertura degli interruttori automatici della sottostazione se localizzato a notevole distanza dalla stessa e caratterizzato da un contatto incerto come quello conseguente alla caduta del filo su un rotabile in transito. Segue una serie di confuse argomentazioni, tra le quali è arduo cercare di mettere ordine.

Quanto invece all'origine dell'esplosione è possibile ipotizzare una spiegazione ricostruendo le caratteristiche tecniche della linea:
Lungo i 29 chilometri della Roma-Lido dovrebbero essere presenti 4/5 sottostazioni (una sorta di piccole centrali che pompano elettricità ai cavi aerei). Le sottostazioni oggi sono sottodimensionate rispetto ai treni operativi sulla linea e in molti casi, invece di una piccola centrale, vengono utilizzate delle unità mobili, una sorta di potenti compressori che però non bastano per rispondere alle esigenze energetiche dei treni.

Le sottostazioni, "pompanti" elettricità (statica o dinamica? bisognerebbe convocare il fantasma di Volta) sulla linea, dette anche "piccole centrali", sono in realtà sei (Mercati Generali, Torrino, Acilia, Ostia Antica, Lido Centro e Colombo); quanto a quelle mobili, "potenti compressori" (come si presenterà l'elettricità compressa, forse conservata in robuste bombole?) furono in numero di una, che disgraziatamente non esiste più da quasi cinquant'anni.

Il sistema è quindi sbilanciato e proprio questo sbilanciamento potrebbe aver inciso sul malfunzionamento del salvavita. Questo elemento viene confermato da un'altra annotazione raccolta dall'interno dell'azienda: quando furono inseriti sulla linea i treni Caf (quelli acquistati anche per la metro A), gli stessi assorbivano troppa corrente, i salvavita registravano l'anomalia e facevano saltare la corrente. Questo ha imposto un intervento che però non ha risolto alla radice il problema, mantenendo alcuni squilibri tutt'oggi non risolti.

Ci risiamo con i salvavita; lasciando perdere sbilanciamenti e squilibri che non si sa bene dove siano, l'unica cosa esatta che i CAF assorbono troppa corrente, ma per questo fu costruita la sottostazione di Lido Centro. E qui è meglio fermarsi.

Ci risiamo...

5 aprile. ...con la promessa (da Repubblica).

"Volete scoprire come sarà viaggiare in tram nel centro di Roma? Pensate a città come Berlino, Vienna o Budapest, dove la rete tranviaria si sviluppa per centinaia di chilometri. Abbiamo lo stesso piano per Roma". Lo ha scritto in un post su Facebook la sindaca di Roma Virginia Raggi...

Certo, che abbiano dei piani lo possiamo anche credere (questa volta si tratta della TVA), ma. finche ci si ferma ai piani... E più oltre:

"...acquisteremo anche 24 tram", ha aggiunto la sindaca.

Ma non erano 50, non molto tempo fa?

Guasto sulla Roma-Lido

2 aprile. Da Repubblica.

Momenti di panico sulla linea ferroviaria Roma-Lido, dove alle 13.20 circa si sono spezzati i cavi della linea aerea all'altezza di Tor di Valle, per ragioni ancora da precisare... Conducendo corrente, nel momento della rottura si sono verificate delle scintille e del fumo, che hanno fatto appunto spaventare i passeggeri: hanno temuto che la vettura potesse prendere fuoco.

I "cavi della linea aerea" sarebbero il filo di contatto che, se si è rotto, si è certamente tranciato in un punto di sospensione e le "ragioni ancora da chiarire" saranno state una, l'usuale mancanza di manutenzione.

Autobus e bugie

2 marzo. Da Roma Mobilità.

Sono stati consegnati, ad Acilia, gli ultimi 18 bus della fornitura di 328 bus acquistata da Roma Capitale e prodotti dalla nostrana Industria Italiana Autobus. (...) La commessa di Roma Capitale ha anche avuto riflessi importanti per la rinascita di una grande azienda italiana, l’Industria Italiana Autobus...

La "nostrana e grande" (Industria Italiana Autobus) è per il 28 % turca e diretta fornitrice delle vetture in questione (che tra l'altro non sembrano eccezionali in servizio). Oltre a ciò, certo che 18 nuovi autobus saranno di gran giovamento al trasporto pubblico romano; ma dei 328 citati, quanti sono già fermi e giacenti per guasti vari nei depositi? Ci piacerebbe saperlo.

Sui tram a 5 km/h

20 febbraio. Da Repubblica.

Iniziamo dall'immagine in testa all'articolo: una otto moduli numerata 907, che forse si vuole spacciare per una vettura in servizio*.

...I tram di Roma rallentano: andranno tra i 5 e i 10 km/h. I sindacati: "Sui binari solo manutenzioni spot."Secondo disposizioni interne di Atac, le motivazioni sono di sicurezza. Il rischio è quello di rompere i binari, di deragliare. Se la ruota del tram balla, può generare ulteriori guasti. Rompere del tutto un tram. "La rete per due terzi sarebbe da sostituire".

Bellissima l'idea di "rompere" i binari e il tram, a causa di una ruota che "balla"; circa i due terzi di rete da sostituire forse occorrerebbe un calcolo meno approssimativo.

Mezzo secolo di tram. Il problema sono i mezzi, sono vecchi, vecchissimi, alcuni hanno mezzo secolo. Belli, romantici quasi, curvano piegandosi pesanti, e rischiano di sgretolarsi. La soluzione è farli andare come i trenini delle giostre. Per accorgersi che alcuni tram sono pericolosi, basta ascoltare lo stridio dei freni. Un suono a cui i romani sono abituati...

Qui veniamo all'annosa questione della durata di un tram, argomento controverso sia per l'ignoranza con il quale è stato sempre affrontato, sia per il solito ostracismo al tram, fenomeno e mentalità oramai unicamente italici. Un tram può durare anche decenni, naturalmente se opportunamente mantenuto: prova ne sia proprio quello mostrato in testa all'articolo, che è del 1928 ed ha quindi ben più di mezzo secolo (v. anche Nota aggiuntiva). Per quanto riguarda il parco ATAC, a parte le poche articolate del 1948 (magari ne avessimo ancora!), il resto dei rotabili data tra il 1990 e il 2000 e non è quindi il caso di parlare di vetustà (solito esempio: sulla metro di Parigi motrici del 1926 sono state ritirate dal servizio nel 1983). Circa il fatto che "curvino piegandosi pesanti" e rischino di "sgretolarsi" (ma sono fatti di argilla?)... lasciamo perdere le barzellette, come anche per lo "stridio" dei freni, chi ha mai sentito stridere i freni di un tram (a parte il fatto che le vetture prima citate fra le recenti hanno freni a disco, che non stridono)...

Segue una parte di testo non molto comprensibile sia per sintassi a dir poco approssimativa che per errori grossolani.

Tra i documenti Atac per esempio le linee guida della linea 19 corre.

Dove corra la linea 19, oggetto delle linee guida dell'ATAC, risulterebbe chiaro nel passo seguente:

Questa corre tra Piazza Risorgimento (sul confine settentrionale del Vaticano) e quartieri sul lato orientale del Tevere. I tram n.19 costeggiano i giardini di Villa Borghese verso Porta Maggiore. Il 19 andrà piano in alcuni tratti, massimo 6 chilometri all'ora. Poi accelererà su viale Regina Margherita, all'incrocio con via Nomentana e un po' dopo, tra la fermata Ravizza e l'ospedale San Camillo, quando la dritto.

Quindi il 19 prima passa a fianco di villa Borghese andando al massimo (piano) a 6 km/h, poi impegna (accelerando) viale Regina Margherita e, dopo aver traversato via Nomentana, fa il salto mortale trovandosi sulla circonvallazione Gianicolense, tra via Ravizza e il San Camillo, eccezionale! Ma non basta, visto che poi fa marcia indietro e torna (piano) sui suoi passi:

 E di nuovo piano all'intersezione con viale Trastevere.

Stendiamo un velo pietoso sul resto dell'articolo.

* Strano, la tabella indica via Bertoloni-piazza Lodi, ma ci passa ancora il tram in quei luoghi?

Nota aggiuntiva. - Ma qualcuno di questi cianciatori è mai stato a Milano? ed ha forse osservato come in quella città circolino normalmente vetture tramviarie costruite nel 1928, che i milanesi, certamente più intelligenti di noi, seguitano talvolta a preferire agli attuali innovativi-sostenibili-ecologici-digitali ecc.?

Niente tram, niente autobus, niente metro...

17 febbraio. ...ma ci restano, per fortuna, i monopattini a rotelle per i quali i nostri previdenti governanti ci assicurano cospicue sovvenzioni. Infatti (da Odissea quotidiana):

I tram che attraversano la Capitale sono a rischio deragliamento e per evitare che questo accada, l’Atac, la municipalizzata dei trasporti romani, ha deciso di limitare la velocità di marcia dei mezzi a 5-10 chilometri l’ora. La causa della limitazione sembra essere il malfunzionamento dei pantografi e binari e carrelli usurati*. Quindi, se si resta indenni dopo un viaggio su un autobus che potrebbe prendere fuoco in qualsiasi momento e non riuscendo a viaggiare in metro visto che a macchia di leopardo le stazioni sono chiuse o funzionano a metà, ci si può accontentare di prendere il tram che viaggiando a quella velocità non creerà problemi, salvo perdere la pazienza nel vedersi superare dai pedoni.

* Sull'usura dei binari siamo d'accordo, un po' meno su quella dei carrelli, ma quanto ai pantografi... mah, se pure quelli si usurano...!

No tram, solo funivie (smontabili, all'occorrenza)

12 febbraio. Comunicato Stampa - CeSMoT, funivia Casalotti: opera costosa e totalmente irrilevante per la mobilità cittadina.

La notizia dell'approvazione del progetto da 110 Milioni € per la Funivia Battistini-Casalotti, ritenuto assolutamente prioritario dalla Giunta capitolina e talmente sollecitato da aver ottenuto il finanziamento dal MIT già un anno fa ci lascia profondamente perplessi. Le funivie, infatti, sono un mezzo di trasporto adoperato in precisi contesti, come per superare dislivelli più o meno accentuati oppure, in casi rari, per sorvolare agglomerati urbani ad altissima densità abitativa, dove non è ragionevole o possibile realizzare alternative come metropolitane. La progettata funivia, stando ai dati ufficiali di Roma Metropolitane, impiegherebbe quasi 18 minuti per percorrere i 3,8 km di percorso, ad una velocità di 13 Km/h risultando ben più lenta della maggior parte delle linee bus che dovrebbe andare a sostituire, come risulta dalle tabelle pubblicate da Roma Servizi per la Mobilità. Se prendiamo come esempio la linea 146, che passa esattamente dove parte e dove finisce la funivia calcolando il percorso con Google Maps, si può verificare come impieghi gli stessi identici 18 minuti della funivia, ma in più faccia un giro dentro il quartiere Bastogi, fa numerose fermate sotto i caseggiati lungo il percorso, è molto più capillare ed è quindi in grado di fornire il servizio ad un’utenza molto più ampia. passandola a prendere praticamente sotto casa. Le 7 stazioni della funivia invece si troveranno ai limiti delle zone abitate, ovvero lì dove è possibile costruire senza dover abbattere nulla. Per prendere la funivia in una delle stazioni l'utenza dovrà percorrere un tratto anche significativo da casa. Tutto questo comporterà, inevitabilmente, ad uno scarsissimo utilizzo della funivia, con il rischio che gli abitanti della zona preferiscano sposarsi in automobile, visto che l'intero percorso verrebbe coperto in questo caso in soli 8 minuti. Senza dimenticare l'enorme impatto ambientale che avrà l'opera, viste le previsioni di realizzare 41 piloni con un'altezza compresa tra 15 e 36 metri, senza dimenticare le 200 cabine appese.

Ancora più gravi sono le incaute affermazioni della sindaca che, in evidente stato confusionale, è arrivata a dichiarare sui social che la funivia "qualora non dovesse più servire si smonta e si può rimontare da un’altra parte"*. Riteniamo, come CeSMoT, tali affermazioni gravissime, intanto perchè sono implicitamente un'ammissione che si sta proponendo un'opera che non è utile (perchè di fatto non è stata studiata) e della quale non si è convinti della relativa utilità. Inoltre, tali affermazioni comportano anche il non rendersi conto che costruire, smontare e ricostruire da un'altra parte significa spendere soldi pubblici senza una reale motivazione. Auspichiamo che la giunta rinunci a questo folle progetto: al posto della funivia si può e si deve realizzare il prolungamento della linea A della metropolitana il cui progetto è stato già redatto da Roma Metropolitane. Le funivie le lasciamo volentieri alle località di montagna. Roma ha bisogno di seri investimenti sulla mobilità, non di inutile propaganda.

CeSMoT - Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti. Omar Cugini - Presidente

* I 41 piloni sono avvitati in appositi fori filettati praticati nel terreno.

Ma non c'è da preoccuparsi: non la faranno mai, si fermeranno,  come è loro abitudine, agli enunciati verbali (però le linee tramviarie le chiudono).

Sempre meglio

10 febbraio. Da RomaToday.

Per i tram di Roma mancano i soldi, "sparisce" il 2: non viaggerà fino all’anno prossimo.

Cioè non lo rivedremo più. Ma tutte le linee delle quali questi cianciavano nei vari PUMS e simili, la TVA... Ma non hanno un minimo di vergogna?

Ma intanto... (da Repubblica):

Via libera della giunta capitolina al progetto di fattibilità tecnico-economica della funivia Battistini-Casalotti.

Visto che il 2 è in predicato di smobilitazione, perchè non sostituirlo subito con una funivia, ben più ecosostenibile della rotaia? La funivia potrebbe riportare la linea al piazzale di ponte Milvio; no, anzi, fino a Vigna Clara in sostituzione dell'oramai superato treno che, grazie alla ferma e democratica opposizione della popolazione, non sarà mai attivato. E poi la funivia è facilmente smontabile e rimontabile dove e quando occorra, essendo costruita con il Lego.

Un ultra-rivoluzionario veicolo

2 febbraio. Da GTT (sarebbero i torinesi).

Da oggi 1° febbraio, per 4 mesi, la sulla linea 19 si viaggerà con lo SmartBUS*, l’innovativo autobus elettrico a ricarica veloce frutto della Joint-venture tra E-CO, HIGER e CHARIOT. SmartBUS è il più efficiente autobus elettrico a zero emissioni presente sul mercato per il trasporto pubblico urbano, in grado di ricaricarsi in modo automatico in pochi minuti tramite pantografo ogni volta che raggiunge la stazione al capolinea**. E' dotato di un ultracondensatore, il più efficiente sistema di accumulo di ultima generazione.

* 100% ELECTRIC - NO BATTERIES (energia dallo spirito santo, specie se scritto in inglese; ma poi scusateci, i filobus in circolazione in Italia fin dagli anni Trenta, introdotti dall'Infausto Regime, non erano 100% electric e no-batteries?).
** Ma non sarebbe stata più efficiente una piastra magnetica, come nel celeberrimo Primove? Ma no, è meglio un ultracondensatore, forma più evoluta ed ecosostenibile dell'oramai obsoleto supercapacitore (che forse inquina). Sulle difficoltà di ricarica degli ultra- o dei super- condensatori o capacitori, si veda quanto scritto a proposito del Primove.

Ma è proprio una novità? Non è il solito sistema di rifilare qualcosa di sorpassato e, probabilmente, fallito a chi abbocca facilmente (e noi, come è noto, siamo tra i primi)? Visto che il collega Francesco Ferruti ne vide un analogo a Vienna nel 2015 e che l'anno dopo, nel 2016, qualcosa di simile, anzi uguale al 100% electric è apparso a Shangai (vedi pantografo, tratto di linea aerea e pali che ne sembrano copie)...

>
Notare, nell'immagine di destra, il "Carico ibrido elettrico del bus" che starebbe per carica dell'ultra-C, forse...

Ripetizioni

16 gennaio. Se a qualcuno interessa rinfrescarsi la memoria su quanto propinatoci nei mesi e negli anni passati nei vari PUMS e simili, può leggersi una specie di comunicato* di Roma Capitale, del quale ci limitiamo qui a riportare i punti salienti evitando, per bontà d'animo, ogni commento:

Ecco come sarà la nuova linea tram da Piazza Vittorio a Piazza Venezia, un progetto strategico... Prevediamo la fornitura di tram ad alto contenuto tecnologico da utilizzare su questa linea: sono veicoli con sistema “catenary free”... Con il Piano urbano della mobilità sostenibile abbiamo pianificato 58 km di nuove linee tranviarie**... per il tram Termini-Vaticano-Aurelio abbiamo già completato il progetto... anche l’ammodernamento e il prolungamento della Roma-Giardinetti... la nuova linea tram progettata sulla Tiburtina...

* Roba che si trova su facebook, chi è interessato se la cerchi.
** Ma non sono quelli promessici nell'agosto del 2019?

Guarda chi si risente: la TVA

6 gennaio. Da https://twitter.com/virginiaraggi/status/1346442451784003584.

Un viaggio su binari nella storia di Roma da Termini a San Pietro, fino a raggiungere piazza Risorgimento e il quartiere Aurelio. È quello che vogliamo realizzare con la TVA, la nuova linea tranviaria Termini-Vaticano-Aurelio: un’infrastruttura che attraverserà il cuore della nostra città e le sue bellezze.
Il progetto è pronto: sarà la Linea 1 della rete tranviaria di Roma. Una volta completate le ultime verifiche da parte degli uffici comunali, lo presenteremo al Ministero delle Infrastrutture.
E' un’opera che abbiamo inserito nel nostro Piano urbano della mobilità sostenibile: abbiamo ridato forma a un progetto pensato per il Giubileo del 2000, ma mai attuato. Lo abbiamo recuperato e rielaborato, attraverso un grande lavoro di squadra, perché siamo convinti che rappresenti un’opportunità per valorizzare ancora di più la nostra città e la sua bellezza.

Cosa faranno (scegliere): niente, niente di niente, il resto di niente.

Un piano della mobilità...

6 gennaio. ...che, anche se non è detto, sarà senz'altro sostenibile: è quello della Regione, che per i collegamenti su rotaia pare abbia il fine di caricare di ulteriore traffico delle linee già in crisi o quasi. Troviamo infatti che, oltre a portare la metro A a Tor Vergata (che, ricordiamo, è anche meta del ben noto progetto di prolungamento della ex Fiuggi oggi troncata a Centocelle), prevede che l'aeroporto di Fiumicino

attraverso un corridoio della mobilità, sarà collegato alla ferrovia Roma-Lido attraverso una diramazione all’altezza della stazione Madonnetta (tra Acilia e Ostia antica).

anche se la sintassi non fila troppo e non si capisce se il collegamento sarà costituito da un corridoio (della mobilità) o dalla diramazione della Lido (nel qual caso si provvederà al quadruplicamento della tratta verso Roma). E' infine una certezza la chiusura dell'anello (è oramai inutile aggiungere "ferroviario" tanto nessuno lo può confondere con altro anello), visto che

La chiusura dell'anello ferroviario (...) consentirà poi di rafforzare ulteriormente l'accessibilità all'aeroporto.

Si promette infine la manutenzione della Roma-Lido e della Roma-Viterbo (quella ex SRFN, figuriamoci*...).

* perchè per quella FS (o come si chiamano adesso) via Capranica il raddoppio del binario tra Cesano e Vigna di Valle è slittato al 2022.

Questa è Roma 2021

4 gennaio. Come circola una vettura Stanga.


Home Page presentazione indice notizie    

 

 

 

rev. 09/04/21