tram e trasporto pubblico a Roma

Ultime dalla rete romana di trasporto pubblico

Anno 2021, gennaio-giugno

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Autobus e bugie

2 marzo. Da Roma Mobilità.

Sono stati consegnati, ad Acilia, gli ultimi 18 bus della fornitura di 328 bus acquistata da Roma Capitale e prodotti dalla nostrana Industria Italiana Autobus. (...) La commessa di Roma Capitale ha anche avuto riflessi importanti per la rinascita di una grande azienda italiana, l’Industria Italiana Autobus...

La "nostrana e grande" (Industria Italiana Autobus) è per il 28 % turca e diretta fornitrice delle vetture in questione (che tra l'altro non sembrano eccezionali in servizio). Oltre a ciò, certo che 18 nuovi autobus saranno di gran giovamento al trasporto pubblico romano; ma dei 328 citati, quanti sono già fermi e giacenti per guasti vari nei depositi? Ci piacerebbe saperlo.

Sui tram a 5 km/h

20 febbraio. Da Repubblica.

Iniziamo dall'immagine in testa all'articolo: una otto moduli numerata 907, che forse si vuole spacciare per una vettura in servizio*.

...I tram di Roma rallentano: andranno tra i 5 e i 10 km/h. I sindacati: "Sui binari solo manutenzioni spot."Secondo disposizioni interne di Atac, le motivazioni sono di sicurezza. Il rischio è quello di rompere i binari, di deragliare. Se la ruota del tram balla, può generare ulteriori guasti. Rompere del tutto un tram. "La rete per due terzi sarebbe da sostituire".

Bellissima l'idea di "rompere" i binari e il tram, a causa di una ruota che "balla"; circa i due terzi di rete da sostituire forse occorrerebbe un calcolo meno approssimativo.

Mezzo secolo di tram. Il problema sono i mezzi, sono vecchi, vecchissimi, alcuni hanno mezzo secolo. Belli, romantici quasi, curvano piegandosi pesanti, e rischiano di sgretolarsi. La soluzione è farli andare come i trenini delle giostre. Per accorgersi che alcuni tram sono pericolosi, basta ascoltare lo stridio dei freni. Un suono a cui i romani sono abituati...

Qui veniamo all'annosa questione della durata di un tram, argomento controverso sia per l'ignoranza con il quale è stato sempre affrontato, sia per il solito ostracismo al tram, fenomeno e mentalità oramai unicamente italici. Un tram può durare anche decenni, naturalmente se opportunamente mantenuto: prova ne sia proprio quello mostrato in testa all'articolo, che è del 1928 ed ha quindi ben più di mezzo secolo (v. anche Nota aggiuntiva). Per quanto riguarda il parco ATAC, a parte le poche articolate del 1948 (magari ne avessimo ancora!), il resto dei rotabili data tra il 1990 e il 2000 e non è quindi il caso di parlare di vetustà (solito esempio: sulla metro di Parigi motrici del 1926 sono state ritirate dal servizio nel 1983). Circa il fatto che "curvino piegandosi pesanti" e rischino di "sgretolarsi" (ma sono fatti di argilla?)... lasciamo perdere le barzellette, come anche per lo "stridio" dei freni, chi ha mai sentito stridere i freni di un tram (a parte il fatto che le vetture prima citate fra le recenti hanno freni a disco, che non stridono)...

Segue una parte di testo non molto comprensibile sia per sintassi a dir poco approssimativa che per errori grossolani.

Tra i documenti Atac per esempio le linee guida della linea 19 corre.

Dove corra la linea 19, oggetto delle linee guida dell'ATAC, risulterebbe chiaro nel passo seguente:

 Questa corre tra Piazza Risorgimento (sul confine settentrionale del Vaticano) e quartieri sul lato orientale del Tevere. I tram n.19 costeggiano i giardini di Villa Borghese verso Porta Maggiore. Il 19 andrà piano in alcuni tratti, massimo 6 chilometri all'ora. Poi accelererà su viale Regina Margherita, all'incrocio con via Nomentana e un po' dopo, tra la fermata Ravizza e l'ospedale San Camillo, quando la dritto.

Quindi il 19 prima passa a fianco di villa Borghese andando al massimo (piano) a 6 km/h, poi impegna (accelerando) viale Regina Margherita e, dopo aver traversato via Nomentana, fa il salto mortale trovandosi sulla circonvallazione Gianicolense, tra via Ravizza e il San Camillo, eccezionale! Ma non basta, visto che poi fa marcia indietro e torna (piano) sui suoi passi:

 E di nuovo piano all'intersezione con viale Trastevere.

Stendiamo un velo pietoso sul resto dell'articolo.

* Strano, la tabella indica via Bertoloni-piazza Lodi, ma ci passa ancora il tram in quei luoghi?

Nota aggiuntiva. - Ma qualcuno di questi cianciatori è mai stato a Milano? ed ha forse osservato come in quella città circolino normalmente vetture tramviarie costruite nel 1928, che i milanesi, certamente più intelligenti di noi, seguitano talvolta a preferire agli attuali innovativi-sostenibili-ecologici-digitali ecc.?

Niente tram, niente autobus, niente metro...

17 febbraio. ...ma ci restano, per fortuna, i monopattini a rotelle per i quali i nostri previdenti governanti ci assicurano cospicue sovvenzioni. Infatti (da Odissea quotidiana):

I tram che attraversano la Capitale sono a rischio deragliamento e per evitare che questo accada, l’Atac, la municipalizzata dei trasporti romani, ha deciso di limitare la velocità di marcia dei mezzi a 5-10 chilometri l’ora. La causa della limitazione sembra essere il malfunzionamento dei pantografi e binari e carrelli usurati*. Quindi, se si resta indenni dopo un viaggio su un autobus che potrebbe prendere fuoco in qualsiasi momento e non riuscendo a viaggiare in metro visto che a macchia di leopardo le stazioni sono chiuse o funzionano a metà, ci si può accontentare di prendere il tram che viaggiando a quella velocità non creerà problemi, salvo perdere la pazienza nel vedersi superare dai pedoni.

* Sull'usura dei binari siamo d'accordo, un po' meno su quella dei carrelli, ma quanto ai pantografi... mah, se pure quelli si usurano...!

No tram, solo funivie (smontabili, all'occorrenza)

12 febbraio. Comunicato Stampa - CeSMoT, funivia Casalotti: opera costosa e totalmente irrilevante per la mobilità cittadina.

La notizia dell'approvazione del progetto da 110 Milioni € per la Funivia Battistini-Casalotti, ritenuto assolutamente prioritario dalla Giunta capitolina e talmente sollecitato da aver ottenuto il finanziamento dal MIT già un anno fa ci lascia profondamente perplessi. Le funivie, infatti, sono un mezzo di trasporto adoperato in precisi contesti, come per superare dislivelli più o meno accentuati oppure, in casi rari, per sorvolare agglomerati urbani ad altissima densità abitativa, dove non è ragionevole o possibile realizzare alternative come metropolitane. La progettata funivia, stando ai dati ufficiali di Roma Metropolitane, impiegherebbe quasi 18 minuti per percorrere i 3,8 km di percorso, ad una velocità di 13 Km/h risultando ben più lenta della maggior parte delle linee bus che dovrebbe andare a sostituire, come risulta dalle tabelle pubblicate da Roma Servizi per la Mobilità. Se prendiamo come esempio la linea 146, che passa esattamente dove parte e dove finisce la funivia calcolando il percorso con Google Maps, si può verificare come impieghi gli stessi identici 18 minuti della funivia, ma in più faccia un giro dentro il quartiere Bastogi, fa numerose fermate sotto i caseggiati lungo il percorso, è molto più capillare ed è quindi in grado di fornire il servizio ad un’utenza molto più ampia. passandola a prendere praticamente sotto casa. Le 7 stazioni della funivia invece si troveranno ai limiti delle zone abitate, ovvero lì dove è possibile costruire senza dover abbattere nulla. Per prendere la funivia in una delle stazioni l'utenza dovrà percorrere un tratto anche significativo da casa. Tutto questo comporterà, inevitabilmente, ad uno scarsissimo utilizzo della funivia, con il rischio che gli abitanti della zona preferiscano sposarsi in automobile, visto che l'intero percorso verrebbe coperto in questo caso in soli 8 minuti. Senza dimenticare l'enorme impatto ambientale che avrà l'opera, viste le previsioni di realizzare 41 piloni con un'altezza compresa tra 15 e 36 metri, senza dimenticare le 200 cabine appese.

Ancora più gravi sono le incaute affermazioni della sindaca che, in evidente stato confusionale, è arrivata a dichiarare sui social che la funivia "qualora non dovesse più servire si smonta e si può rimontare da un’altra parte"*. Riteniamo, come CeSMoT, tali affermazioni gravissime, intanto perchè sono implicitamente un'ammissione che si sta proponendo un'opera che non è utile (perchè di fatto non è stata studiata) e della quale non si è convinti della relativa utilità. Inoltre, tali affermazioni comportano anche il non rendersi conto che costruire, smontare e ricostruire da un'altra parte significa spendere soldi pubblici senza una reale motivazione. Auspichiamo che la giunta rinunci a questo folle progetto: al posto della funivia si può e si deve realizzare il prolungamento della linea A della metropolitana il cui progetto è stato già redatto da Roma Metropolitane. Le funivie le lasciamo volentieri alle località di montagna. Roma ha bisogno di seri investimenti sulla mobilità, non di inutile propaganda.

CeSMoT - Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti. Omar Cugini - Presidente

* I 41 piloni sono avvitati in appositi fori filettati praticati nel terreno.

Ma non c'è da preoccuparsi: non la faranno mai, si fermeranno,  come è loro abitudine, agli enunciati verbali (però le linee tramviarie le chiudono).

Sempre meglio

10 febbraio. Da RomaToday.

Per i tram di Roma mancano i soldi, "sparisce" il 2: non viaggerà fino all’anno prossimo.

Cioè non lo rivedremo più. Ma tutte le linee delle quali questi cianciavano nei vari PUMS e simili, la TVA... Ma non hanno un minimo di vergogna?

Ma intanto... (da Repubblica):

Via libera della giunta capitolina al progetto di fattibilità tecnico-economica della funivia Battistini-Casalotti.

Visto che il 2 è in predicato di smobilitazione, perchè non sostituirlo subito con una funivia, ben più ecosostenibile della rotaia? La funivia potrebbe riportare la linea al piazzale di ponte Milvio; no, anzi, fino a Vigna Clara in sostituzione dell'oramai superato treno che, grazie alla ferma e democratica opposizione della popolazione, non sarà mai attivato. E poi la funivia è facilmente smontabile e rimontabile dove e quando occorra, essendo costruita con il Lego.

Un ultra-rivoluzionario veicolo

2 febbraio. Da GTT (sarebbero i torinesi).

Da oggi 1° febbraio, per 4 mesi, la sulla linea 19 si viaggerà con lo SmartBUS*, l’innovativo autobus elettrico a ricarica veloce frutto della Joint-venture tra E-CO, HIGER e CHARIOT. SmartBUS è il più efficiente autobus elettrico a zero emissioni presente sul mercato per il trasporto pubblico urbano, in grado di ricaricarsi in modo automatico in pochi minuti tramite pantografo ogni volta che raggiunge la stazione al capolinea**. E' dotato di un ultracondensatore, il più efficiente sistema di accumulo di ultima generazione.

* 100% ELECTRIC - NO BATTERIES (energia dallo spirito santo, specie se scritto in inglese; ma poi scusateci, i filobus in circolazione in Italia fin dagli anni Trenta, introdotti dall'Infausto Regime, non erano 100% electric e no-batteries?).
** Ma non sarebbe stata più efficiente una piastra magnetica, come nel celeberrimo Primove? Ma no, è meglio un ultracondensatore, forma più evoluta ed ecosostenibile dell'oramai obsoleto supercapacitore (che forse inquina). Sulle difficoltà di ricarica degli ultra- o dei super- condensatori o capacitori, si veda quanto scritto a proposito del Primove.

Ma è proprio una novità? Non è il solito sistema di rifilare qualcosa di sorpassato e, probabilmente, fallito a chi abbocca facilmente (e noi, come è noto, siamo tra i primi)? Visto che il collega Francesco Ferruti ne vide un analogo a Vienna nel 2015 e che l'anno dopo, nel 2016, qualcosa di simile, anzi uguale al 100% electric è apparso a Shangai (vedi pantografo, tratto di linea aerea e pali che ne sembrano copie)...

>
Notare, nell'immagine di destra, il "Carico ibrido elettrico del bus" che starebbe per carica dell'ultra-C, forse...

Ripetizioni

16 gennaio. Se a qualcuno interessa rinfrescarsi la memoria su quanto propinatoci nei mesi e negli anni passati nei vari PUMS e simili, può leggersi una specie di comunicato* di Roma Capitale, del quale ci limitiamo qui a riportare i punti salienti evitando, per bontà d'animo, ogni commento:

Ecco come sarà la nuova linea tram da Piazza Vittorio a Piazza Venezia, un progetto strategico... Prevediamo la fornitura di tram ad alto contenuto tecnologico da utilizzare su questa linea: sono veicoli con sistema “catenary free”... Con il Piano urbano della mobilità sostenibile abbiamo pianificato 58 km di nuove linee tranviarie**... per il tram Termini-Vaticano-Aurelio abbiamo già completato il progetto... anche l’ammodernamento e il prolungamento della Roma-Giardinetti... la nuova linea tram progettata sulla Tiburtina...

* Roba che si trova su facebook, chi è interessato se la cerchi.
** Ma non sono quelli promessici nell'agosto del 2019?

Guarda chi si risente: la TVA

6 gennaio. Da https://twitter.com/virginiaraggi/status/1346442451784003584.

Un viaggio su binari nella storia di Roma da Termini a San Pietro, fino a raggiungere piazza Risorgimento e il quartiere Aurelio. È quello che vogliamo realizzare con la TVA, la nuova linea tranviaria Termini-Vaticano-Aurelio: un’infrastruttura che attraverserà il cuore della nostra città e le sue bellezze.
Il progetto è pronto: sarà la Linea 1 della rete tranviaria di Roma. Una volta completate le ultime verifiche da parte degli uffici comunali, lo presenteremo al Ministero delle Infrastrutture.
E' un’opera che abbiamo inserito nel nostro Piano urbano della mobilità sostenibile: abbiamo ridato forma a un progetto pensato per il Giubileo del 2000, ma mai attuato. Lo abbiamo recuperato e rielaborato, attraverso un grande lavoro di squadra, perché siamo convinti che rappresenti un’opportunità per valorizzare ancora di più la nostra città e la sua bellezza.

Cosa faranno (scegliere): niente, niente di niente, il resto di niente.

Un piano della mobilità...

6 gennaio. ...che, anche se non è detto, sarà senz'altro sostenibile: è quello della Regione, che per i collegamenti su rotaia pare abbia il fine di caricare di ulteriore traffico delle linee già in crisi o quasi. Troviamo infatti che, oltre a portare la metro A a Tor Vergata (che, ricordiamo, è anche meta del ben noto progetto di prolungamento della ex Fiuggi oggi troncata a Centocelle), prevede che l'aeroporto di Fiumicino

attraverso un corridoio della mobilità, sarà collegato alla ferrovia Roma-Lido attraverso una diramazione all’altezza della stazione Madonnetta (tra Acilia e Ostia antica).

anche se la sintassi non fila troppo e non si capisce se il collegamento sarà costituito da un corridoio (della mobilità) o dalla diramazione della Lido (nel qual caso si provvederà al quadruplicamento della tratta verso Roma). E' infine una certezza la chiusura dell'anello (è oramai inutile aggiungere "ferroviario" tanto nessuno lo può confondere con altro anello), visto che

La chiusura dell'anello ferroviario (...) consentirà poi di rafforzare ulteriormente l'accessibilità all'aeroporto.

Si promette infine la manutenzione della Roma-Lido e della Roma-Viterbo (quella ex SRFN, figuriamoci*...).

* perchè per quella FS (o come si chiamano adesso) via Capranica il raddoppio del binario tra Cesano e Vigna di Valle è slittato al 2022.

Questa è Roma 2021

4 gennaio. Come circola una vettura Stanga.


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rev. 07/03/21