tram e trasporto pubblico a Roma

Rotabili della rete romana di autobus

I primi autobus SPA

 

Come detto in sede di ricostruzione storica la SRTO mette in circolazione almeno cinque autobus sperimentali di costruzione straniera (con due telai che sono però carrozzati dalle ditte Nobili e Tabanelli). Sono veicoli oltremodo rudimentali ma capaci di prestazioni per l'epoca (e la tecnologia), fin troppo buone, che sono impiegati su tre linee esercitate in via altrettanto sperimentale. Questo carattere di totale provvisorietà del servizio fa sì che linee e vetture non sono numerati, e per quanto è dato di sapere queste ultime non avevano nemmeno un vero e proprio numero di targa. Gli altissimi consumi di carburante e il frequente ricambio dei pneumatici (che all'epoca costano fior di quattrini), portano a uno sbrigativo accantonamento di queste interessanti vetture, ma il servizio automobilistico urbano risulta essere andato avanti, non si sa se in modo continuativo, e neppure è dato di sapere con certezza con quali veicoli.

La riprova è nel preliminare che il comune di Roma sottoscrive coi signori John Duncan Carmichael e Thomas Phile, i due imprenditori inglesi che avrebbero dovuto esercitare in regime di appalto una rete di 12 linee autobus, 4 delle quali - precisa il documento - sono in esercizio alla data di stipula del compromesso, e quindi al 1 luglio 1914. Scartata per assurdità l'ipotesi che le quattro linee siano esercitate coi veicoli sperimentali della SRTO appare ragionevole supporre che a circolare per le strade di Roma siano stati i primi autobus di fabbricazione italiana, gli SPA modello C9000, la cui produzione risulta avviata nel 1909. A lasciarlo credere (altre notizie a parte), è una immagine di p. Venezia, nella quale è ripresa una di queste vetture con due vedute, una che mostra l'altare della patria con delle impalcature, l'altra che mette bene in evidenza il simbolo del comune sulle fiancate. La presenza di impalcature lascia intendere che le due foto siano state scattate a lavori ancora in corso, prima dell'inaugurazione del monumento (avvenuta nel 1911), e ciò darebbe ragione di credere che almeno una parte di queste vetture fosse già in circolazione nel 1910, lo stesso anno in cui nella documentazione ufficiale SRTO (almeno quella di cui si dispone), scompaiono gli autobus sperimentali.

Un ulteriore riprova è in una delle clausole del preliminare sottoscritto con gli imprenditori inglesi, la quale prescrive che alla data di stipula del contratto l'appaltatore prenderà in consegna le vetture autobus di proprietà del comune, delle quali dovrà farsi carico esclusivo del mantenimento nel perfetto stato di efficienza. Trattandosi di un atto di compromesso i dati non sono purtroppo particolareggiati, e non è quindi dato di sapere quante vetture siano in circolazione al 1° luglio 1914, ma c'è anche dell'altro. Allo stato della documentazione disponibile sappiamo che nel 1916, nel pieno del contrasto tra comune di Roma e SRTO circa il processo di municipalizzazione della rete, il servizio autobus è stato sospeso, non si sa da quanto, ma viene da pensare già dal 1914 per la mancata firma del contratto con gli inglesi, e non si trova traccia alcuna di alcuno dei veicoli che hanno circolato per la città fin dal 1905: non c'è traccia dei veicoli sperimentali SRTO, e men che meno degli SPA (la cui presenza a Roma in quel periodo, è bene ricordarlo, è comunque un ipotesi).

 
Autobus SPA C9000 a p. Venezia nel 1910 (?)

Appare ragionevole supporre, a questo punto, che le vetture SPA in questione (che sono esternamente verniciate in bianco rosso), fossero non di proprietà del comune, bensì prese soltanto a noleggio. Al fine di sostituire le ultime linee di omnibus a cavalli, infatti, nel 1920 l'ATM avvia un servizio automobilistico, per esercitare il quale acquista dalla SPA di Torino un numero imprecisato di autobus del modello C9000, da 24 posti e 35 CV di potenza e con carrozzeria dalla ditta Macchi di Varese, meccanicamente uguali ai precedenti ma che si presentano, ora, con una netta differenza rispetto a quelli di cui si è parlato. Gli SPA in servizio per conto del comune (quelli delle immagini databili agli anni Dieci), appaiono dotati di due accessi per fiancata, quelli che entrano in servizio nel 1920 (o almeno quelli che appaiono nelle immagini databili a tale periodo), ne presentano solo uno, posteriore al senso di marcia, inizialmente sistemato sulla sinistra e poi spostato sull'altra fiancata quando, nel 1925, si adotta il cambio di mano della circolazione da sinistra a destra. Con un solo accesso si presentano le vetture SPA riverniciate esternamente nel colore bianco ghiaccio introdotto dalla ditta Ugolini.

Certo, non si può escludere a priori che si tratti delle stesse vetture, modificate col passare del tempo, come anche che si tratti di materiale acquistato dalla stessa Ugolini, ma se diamo per buona la notizia che il servizio autobus è rimasto sospeso almeno per tutto il periodo della prima guerra mondiale (e la fonte è l'assessore comunale Annibale Sprega, che ne auspicava la riattivazione per costringere la SRTO  a sospendere gran parte del proprio servizio tranviario, e quindi cedere al processo di municipalizzazione della rete), l'ipotesi che appare più plausibile è che gli SPA del 1920, o comunque quelli esternamente verniciati in bianco ghiaccio, e quindi in gestione Ugolini, non siano gli stessi veicoli che, in bianco rosso, sono stati ripresi in tutte quelle immagini che possono essere datate al periodo degli anni Dieci.

   

 
Altre immagini degli SPA C9000, con doppie porte e in bianco rosso: vista laterale;  in vedute di p. Venezia e p. del Popolo.

  
Autobus SPA in gestione Ugolini con una sola porta posteriore al senso di marcia in p. Venezia e a porta Pinciana. La vettura di sinistra è per la mano sinistra, quindi l'immagine è precedente al cambiamento di mano del 1° marzo 1925.

Quanti siano questi autobus non è comunque dato di sapere. Se stiamo alla numerazione delle vetture introdotta dalla ditta Ugolini, gli SPA presenti a Roma tra il 1924 e il 1927 sono 48, un numero che, sommato a quello presumibile delle autoelettriche, risulterebbe proporzionale al numero delle linee esercitate e alla loro frequenza e lunghezza di esercizio. Alla cessazione dell'appalto, tuttavia, le vetture SPA che passano all'azienda municipale sono soltanto 14. Questa differenza si potrebbe spiegare dando per buona l'ipotesi che la Ugolini operasse non soltanto nella capitale. Questa azienda, infatti, che a Roma viene costituita con regolare atto notarile a tre giorni dall'assunzione del servizio con la ragione sociale Società Anonima Trasporti Ugolini - T.U., sembra che esercitasse autoservizi anche in altre città, in ognuna con una diversa ragione sociale. A Cesena, ad esempio, dove si ha notizia di una ditta chiamata Trasporti Romagnoli - Ugolini che nel 1924 esercitava l'autolinea Cesena città-Cesena stazione FS con una vettura autoelettrica (ma la stessa ditta esercita anche l'autolinea Pescara-Pineta, sulla quale fanno servizio cinque autoelettriche e un autobus SPA C9000). Tracce di una ditta Ugolini esistono anche a Napoli e a Bologna (sempre con nomi del tipo Trasporti Ugolini), e se prendiamo per buona l'ipotesi che facciano tutte riferimento agli stessi azionisti dobbiamo ritenere che possa esserci stato un non indifferente movimento di vetture tra i vari parchi, e ciò spiegherebbe la differenza tra le vetture SPA poc'anzi notata, ed anche la notizia che vuole un gruppo di autoelettriche (quelle numerate da 169 a 171), in servizio a Roma solo per breve tempo.

A complicare ulteriormente il ragionamento relativo agli SPA è anche l'immagine qui a lato, nella quale si vede uno di questi autobus in via del Tritone sicuramente dopo il 1° marzo 1925 (la vettura e i tram municipali circolano a destra), ma altrettanto sicuramente prima del 19 settembre 1927 (poiché la tabella di linea reca il numero 4). La foto risale quindi, e senza ombra di dubbio, al periodo della gestione Ugolini, cio che però contrasta con la colorazione esterna dell'autobus, che non è evidentemente quella regolamentare in bianco ghiaccio della Ugolini, visibile nelle immagini proposte poc'anzi.  Che si tratti di una vettura già utilizzata dal comune ed ancora non aggiornata nella colorazione è la spiegazione più facile, ma siamo altrettanto propensi a credere che si tratti di uno dei numerosi autobus che giunsero provvisoriamente a Roma durante l'esercizio privato della rete, provenienti con molta probabilità dalle altre società Ugolini contemporaneamente operanti in altre città, che in virtù della temporanea presenza nella capitale non furono aggiornati nella colorazione.

Vetture autoelettriche

 
Autobus SPA C9000 in servizio ATAG: B.111 in via di Monteverde nel 1927.

Gli SPA sono vetture oltremodo antiquate, concepite secondo la tecnica primordiale che, a cavallo tra ottocento e novecento, aveva dato la luce ai primi autocarri con trasmissione a catena: sono costruiti con una fragile struttura perlopiù in legno, già oltremodo usurata, e raggiungono a malapena i 17 Km/h in piano.


In via G. De Jacobis (Garbatella), sulla linea 203.

Nel settembre 1927 l'ATAG riscatta dalla Ugolini il servizio automobilistico, acquisendo anche parte dei mezzi in dotazione, che ricevono la nuova colorazione imposta a tutti i mezzi urbani dell'epoca, ossia il doppio tono di verde introdotto su base nazionale nel 1924 e che rimarrà in vigore fino al 1971. Quattordici vetture SPA C9000 tornano in mano all'azienda municipale, ricevendo la numerazione B.101-127; non sono note l'esatta consistenza e la data di radiazione di questi mezzi, ma almeno tredici unità sono ancora presenti al 1° gennaio 1929 presso l'autorimessa Portuense (via Bellani), seppure non più impiegate attivamente. Non si sono trovati dati relativi alla radiazione di questi autobus, ma un ordine di servizio del 1935 (che dispone il definitivo accantonamento di due autocarri di servizio su telaio C9000, targati 4535 e 23867), fa pensare che siano stati accantonati entro i primi mesi del 1930 per essere riutilizzati (in tutto o in parte), quale veicoli di servizio. e come tali sono presumibilmente radiati entro il 1935.


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rev. 18/06/16