| tram e trasporto pubblico a Roma |
Nel 1924 l'Azienda Tramviaria Municipale cede la piccola rete di autobus che ha in esercizio, con tutti i rotabili, alla Società Anonima Trasporti Ugolini, STU (15 maggio), che immette sulla rete un notevole numero di omnibus elettrici ad alimentazione ad accumulatori, sistema Hensemberger, allora chiamati autoelettriche. Si tratta di rotabili costruiti dalla VAI , Vetture Autoelettiche Italiane (il nome completo dell'impresa sembra fosse Vetture autoelettriche italiane di Roma, ma la stessa avrebbe esercitato un servizio analogo a quello di Roma anche a Trieste, Lucca e Bari) su brevetto della Rognini e Balbo, una ditta di Bergamo fin dai primi anni del secolo XX specializzata nella trazione elettrica ad accumulatori, con applicazioni sia per la trazione stradale che per quella ferroviaria.
Le autoelettriche sono rotabili stradali a due assi lunghi 6400 mm, con l’asse anteriore sterzante; hanno una carrozzeria suddivisa internamente in due corsie con sedili longitudinali e dotata di un accesso centrale che, originariamente posto sulla fiancata sinistra, nel 1925, al passaggio della circolazione stradale alla mano destra, sarà spostato sull’altra fiancata; gli accumulatori sono montati in cassoni sotto la parte centrale della cassa, mentre il posto di guida appare essere a destra nella prima serie di rotabili e centrale, anticipando con ciò i mezzi filoviari di quindici anni dopo, nella seconda serie. Sono costruite dalla V.A.I., Vetture Autoelettiche Italiane (il nome completo dell'impresa sembra fosse Vetture autoelettriche italiane di Roma, ma la stessa avrebbe esercitato un servizio analogo a quello di Roma anche a Trieste, Lucca e Bari) su brevetto della Rognini e Balbo, una ditta di Bergamo fin dai primi anni del secolo XX specializzata nella trazione elettrica ad accumulatori, con applicazioni sia per la trazione stradale che per quella ferroviaria.

Autoelettriche STU a p. Venezia e a p. del Popolo (1925).
Da immagini fotografiche appaiono due serie di autoelettriche in servizio presso la STU, che presentano lievi differenze di carrozzeria. Le autoelettriche della prima serie sono numerate a seguito agli autobus SPA 9000 (101-148), iniziando da 150, e si tratterebbe di ventidue vetture numerate quindi da 150 a 171, anche se da 169 a 171 risultano in servizio a Roma solo per un breve periodo, probabilmente prese in prestito da altra località in cui erano in uso (da alcune immagini si evince che vetture analoghe alle romane erano in servizio a Cesena e Pesaro). Per quanto riguarda le vetture della seconda serie, non si sa nulla di preciso; esiste una immagine della vettura STU 201 in servizio a Roma ed una della 205 in prova a Torino nel 1926, ma non si sono trovate altre informazioni in merito, soprattutto non è noto se il gruppo iniziasse da 201 o proseguisse da 172, e nemmeno è dato di sapere se le autoelettriche serie 200 che saranno radiate dall'ATAG entro il 1935 provengano effettivamente dalla gestione STU.

La prima autoelettrica STU a S. Pietro e a c.so Umberto; a p. Zanardelli, insieme ad
autobus SPA 9000 (1924).

Autoelettriche
STU 171 e 201(immagini successive al 1925; entrambe le vetture sono per
la mano destra).
Ma la gestione della rete autobus e autoelettriche romana da parte della STU non dura che tre anni. Il 15 settembre 1927 è definito il riscatto della rete autobus Ugolini da parte dell’azienda municipale, che nel frattempo, essendo Roma passata da comune a governatorato è divenuta ATG, Azienda Tramviaria del Governatorato, dal 25 gennaio 1926 e diverrà poi ATAG, Azienda Tramvie e Autobus del Governatorato dal 21 settembre 1927. Il riscatto della rete Ugolini diviene effettivo a partire dal 20 settembre passando all’ATAG oltre ai rotabili, anche i locali di rimessa, officine e magazzini posti in via Romagnosi; passa all’azienda municipale tutto il personale della STU.
Le autoelettriche passate all'ATAC risultano in numero di venti, diciannove di prima serie rinumerate E.101-137, utilizzando i soli numeri dispari secondo la nota regola dell'azienda municipale, oltre l'unica di seconda serie che è rinumerata E.201; le vetture sono riverniciate nei colori imposti a tutti i mezzi urbani dell'epoca, ossia il doppio tono di verde che rimarrà in vigore fino al 1971. Le vetture numerate dalla STU 170 e 171 sembrano essere state cedute a terzi il 2-IV-1927. Una seconda serie di 20 autoelettriche, non si sa se ordinate dall'ATAG o di provenienza dalla Ugolini, entra in servizio l’anno successivo ed è numerata E.203-241; le vetture risultano tutte apparentemente eguali alla E.201. E' da notare che nella documentazione ATAG la prima serie è denotata come autoelettriche VAI, mentre la seconda appare come autoelettriche Rognini e Balbo. Il numero dei veicoli SPA C9000 risulta essere stato di tredici vetture, che sono immatricolate B.101-B.126 (si noti che l'ATAG assegna gli stessi numeri a differente materiale, fidando nella distinzione del prefisso letterale).
Una seconda serie di 20 autoelettriche, pare ordinate dall'ATAG, entra in servizio l’anno successivo ed è numerata E.203-241; le vetture risultano tutte apparentemente eguali alla E.201. E' da notare che nella documentazione ATAG la prima serie è denotata come autoelettriche VAI, mentre la seconda appare come autoelettriche Rognini e Balbo.

Autoelettriche di prima serie in gestione ATAG (E.125, E.133 a S. Pietro).

Autoelettrica di seconda serie (E.205, p.le Flaminio).

Autoelettriche di seconda serie (E.229, E.241).

Queste due immagini della E.229 mettono in evidenza una
modifica condotta dall'ATAG: l'allargamento dell'accesso
(la stessa disposizione si trova sull'immagine in alto della E.241, nella quale
la tabella 101 mostra che la modifica fu anteriore al 1930).
La tabella che segue riassume i dati di utilizzazione di autoelettriche reperiti negli ordini di servizio dell'ATAG:
| linea | percorso | VAI | R.&B. |
| 101 | p. Venezia-p. del Popolo (1928-29) | 9 | - |
| 103 | l.go Tritone-S. Maria in Trast. (1927) | ? | |
| 105 | p.te Mazzini-p. Mazzini (1929) | - | |
| 106 | p. Sonnino-p. Rusticucci (1928) | - | 4 |
| 106 barr. | p. Sonnino-p. Rusticucci (1929) | 4 | - |
| 209 | p. Risorgimento-p.te Milvio (1929) | - | 4 |
| 237 | p. Risorgimento-p.te Milvio (dal 1930) | - | 4 |
| FR | p.le Flaminio-p. S. Maria in Cosmedin (1930-31) | ||
| FR barr. | p.le Flaminio-p. Venezia |
Le autoelettriche non dureranno in servizio molto a lungo, per i motivi che hanno sempre caratterizzato la trazione ad accumulatori: limitata durata e basso rendimento delle batterie, difficile e costosa manutenzione delle stesse per la continua necessità di rabbocchi all’elettrolito che, a base di acido solforico, dà luogo a svolgimento di vapori corrosivi per le parti della carrozzeria. L'utilizzo delle vetture si prolunga almeno fino al 1932, quando la linea FR può finalmente essere esercitata con veicoli a benzina, sopprimendosi contestualmente la FR barrata istituita quale rinforzo, Nel 1935 entrambi i gruppi sono completamente radiati e parte delle vetture sarà trasformata in veicoli di servizio.
Chi scrive ricorda ancora l’unico viaggio compiuto su uno dei questi rotabili, sulla linea per il Foro Mussolini; si doveva essere nei primi anni Trenta (le autoelettriche furono tutte tolte dal servizio nel 1935) e il sottoscritto, nonostante la sua giovanissima età, restò colpito dalla estrema lentezza con la quale questi mezzi si muovevano tanto che, stando al di fuori, era possibile contarne i giri di ruota.
Una parte delle autoelettriche, gia riutilizzate come veicoli di servizio, furono trasformate nel secondo dopoguerra nei cosiddetti carri carovana.
Radiazione autoelettriche
| data | vetture |
| 28-IV-1934 | E.103, E119, E133, E137 radiate dal servizio, dal 1-XII passano al garage dei servizi per essere trasformate in veicoli attrezzati. |
| 1-XII-1934 | E.103, 119, 133, 137 trasformate in veicoli di servizio |
| 9-IV-1935 | E.201-241 radiate dal servizio |
| 23-XI-1935 | Vettura E109, radiata dal 9-IV, assegnata all'autoparco servizi |
| 10-I-1936 | Vetture E103, E109, E119, E137 (prima serie, già radiate dal 28-XI-1934), E207, E219, E235, E241 (seconda serie, già radiate dal 9-IV-1935), demolite e vendute a terzi |
| 19-II-1936 | E109, E117, già assegnate aall'autoparco servizi, sono trasformate in veicoli di servizio |
| 10-I-1938 | E.103, 109, 119, 137, 205, 207, 213, 219, 235, 241 cedute a terzi |
Una prima e una seconda serie (E.133, E.239) al
deposito di v. Romagnosi.
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rev. 13/02/10