tram e trasporto pubblico a Roma

Ultime dalla rete romana di trasporto pubblico

Anno 2013, gennaio-giugno

[luglio-dicembre][indice]


Meravigliosi rotabili sulla Roma-Nettuno!

26 giugno. Da Roma Capitale News; chi osa parlare male delle FS? Guardate (foto a fianco) il meraviglioso e innovativo materiale rotabile entrato in servizio, a quanto pare, sulla Roma-Nettuno.

Precedentemente avevamo appreso, sempre dalla stessa fonte, che la stazione di Sezze Romano si trova su una linea non elettrificata; che i Freccia Rossa sono anche esercitati con i Minuetti diesel; che i treni AV sono esercitati con materiale svizzero (ma lo stesso materiale, ci era già stato detto, sarebbe stato anche immesso sulla linea metro A). Si impara sempre qualcosa.

Immediate ed eclatanti novità o un pessimo inizio?

13 giugno. Il nuovo sindaco si presenta subito con un progetto che per grandiosità non è meno da quelli del fu Veltroni: la pedonalizzazione più o meno completa della zona dei Fori Imperiali e del Colosseo con la previsione di nuovi e finora insperabili collegamenti tramviari. E' presto per dire qualcosa sulla faccenda, che cambierà aspetto decine di volte, ma non possiamo fare a meno di notare che si comincia male, quando si afferma che

...in attesa della linea C, [avremo un] tram (senza cavi elettrici, come quelli in uso in Spagna)...

E quali sarebbero, di grazia, i tram in Spagna che non hanno "cavi elettrici" (che poi sarebbero il filo di contatto)? Alla faccenda è allegata una piantina* che mostra non solo una linea tramviaria per via Cavour fino a Termini, ma anche un collegamento da via dei Fori Imperiali a via Labicana. Troppa grazia, ma temiamo un pessimo inizio.

* Nella quale, tra l'altro, non si capisce niente, essendo del tutto sbagliata. Sembrerebbe che il futuribile tram si immetta in via Cavour, lasciando poi la stessa per passare su via G. Lanza e immettersi sulla linea verso Termini a piazza Vittorio (erroneamente indicata con "Repubblica"); forse ripristinando il binario in via dello Statuto?

Nota aggiuntiva. - Sistemi di trazione tramviaria senza filo aereo se ne sono studiati, ma l'unico a dare risultato positivo in funzionamento è stato quello di Bordeaux, l'APS (alimentation par le sol). Il sistema è però costosissimo come installazione e manutenzione e può essere utilizzato solo in casi particolari, quali attraversamento di piazze o passaggio in luoghi nei quali è impossibile installare la linea aerea di contatto, sempre per lunghezze di linea non eccedenti il centinaio di metri. Volerlo applicare a via dei Fori Imperiali, se questa è l'idea presente nel documento in oggetto, è pura follia. Circa i recenti lavori per lo spostamento del capolinea della linea 8, si vedano anche le considerazioni di Marco Boccaccio, in [1] e [2].

Un programma minimo e una osservazione

11 giugno. Proponiamo tre opere di limitata entità, realizzando le quali la nuova amministrazione potrebbe guadagnarsi rapidamente una certa fiducia da parte dei romani, almeno sul fronte tramviario:

  1. prolungamento del bifilare filoviario da porta Pia a piazza dei Cinquecento e abbandono dell'assurda trazione elettrica mista a rete ed accumulatori sulla linea 90;
  2. correzione degli errori di tracciato sulla tratta tramviaria Piramide-stazione Trastevere e ripristino della linea 3 sull'intero percorso;
  3. correzione degli errori di costruzione del capolinea di Termini (via Giolitti) per rendere agibile anche il secondo binario, in previsione dell'apertura di nuove linee*.

A queste tre opere aggiungiamo un desiderio:

Restano, naturalmente, gli enormi problemi lasciati in sospeso su metropolitane e ferrovie locali, ma questi non possono essere risolti con provvedimenti di limitata entità.

* A dire il vero, il capolinea di via Giolitti è un tale obbrobrio, col tram che tenta invano di immettersi in via Cavour in mezzo al traffico, che occorrerebbe abbandonarlo e studiare un'altra soluzione.

Una osservazione. Fra le molte assurdità del tanto decantato prolungamento del tram 8 ce n'è una che finora, mi sembra, non è stata adeguatamente sottolineata. La fermata più vicina a largo Argentina è quella di piazza Cairoli, molto più scomoda del vecchio capolinea di largo Arenula, che consentiva un immediato scambio con le numerose linee autobus, ma in compenso troppo vicina a quella del Ministero di Grazia e Giustizia. Da piazza Cairoli a piazza Venezia (in realtà via di San Marco) c'è un lungo tratto di percorso senza neanche una fermata. Se questo è un provvedimento "lineare"... (Francesco Ferruti).

Si seguita con inveterate fesserie

8 giugno. Su www.ferrovie.it è riportata la notizia dello spostamento del tram 8 a piazza Venezia: possiamo essere più o meno d'accordo alle critiche presenti in tale articolo, se non fosse che, ad un certo punto dello stesso, a proposito del previsto e non realizzato prolungamento a Termini della stessa linea, si legge che: "...i raggi di curvatura di via IV Novembre impedirebbero il passaggio del tram...".

Ma, per piacere, non seguitiamo a insistere con questa fesseria già più volte propinataci in passato (ultima, in ordine di tempo, ci sembra quella del Marchi...): in via IV Novembre ci passavano, fino al 1930, non solo le due assi con rimorchio, ma anche le MRS sulla linea 1.

Idee di Assoutenti

7 giugno. Anche l'Assoutenti si allinea ai fantasiosi produttori di idee stravaganti.

Governare il trasporto romano è possibile, sindaco, chiunque tu sia!

 

Pubblichiamo intervista Assoutenti rivolta agli esperti trasportisti dell'ordine degli Ingegneri di Roma sulla difficile situazione del trasporto pubblico romano su ferro, contenente suggerimenti al futuro sindaco sul percorso della metro C.

Gabriele Bariletti, consigliere Assoutenti, avendo partecipato al tavolo tecnico costituito per proporre alla politica dell'Urbe un nuovo assetto trasportistico su ferro alla città, riassume i termini del lavoro svolto in un documento redatto sotto forma di intervista all’ing. Massimo Montebello e all’ing. prof. Paolo Leoni, da sottoporre ai candidati in vista del ballottaggio per l'elezione del sindaco di Roma di domenica prossima. Con ciò intendiamo porre a chiunque sarà il nuovo sindaco lo scottante problema di risparmiare le centinaia di milioni che stanno precipitando nel pozzo senza fondo di un progetto errato di metro C in favore di un più economico e razionale sistema metro-ferroviario che l'ordine degli ingegneri ha appunto elaborato. Sia l'osservatorio regionale dei trasporti, attraverso la sua presidente Simona Costamagna che l'allora presidente di Assoutenti Mario Finzi, hanno condiviso l’impostazione dell’ordine degli ingegneri di Roma. 

Inaugurazione capolinea a piazza Venezia

6 giugno. Alemanno ce l'ha fatta a "prolungare" la linea 8 appena in tempo...; vedremo come procede l'esercizio della nuova tratta e se i "riduttori di aderenza" che non abbiamo ancora capito cosa sono faranno la loro funzione o se il tram seguiterà a turbare il sonno degli abitanti locali (ma certamente nessuno parlerà più di questi inesistenti dispositivi). Secondo il Messaggero:

La nuova scelta di far passare il tram su via delle Botteghe Oscure fino a piazza San Marco in corrispondenza dell'uscita della Metro C è sembrata più semplice, lineare e vincente, fermo restando che il nuovo capolinea tranviario da poco realizzato in via Giolitti, adiacente la stazione Termini, è in grado di accogliere il proseguimento della tranvia 8 per via Cavour.

La "nuova scelta" sarebbe quella di aver definitivamente rinunciato di portare la 8 a Termini: è certamente più semplice, ma quanto a linearità e vittoria... mah! Quanto al nuovo capolinea di via Giolitti, occorrerebbe far osservare all'articolista del Messaggero che tale capolinea è in grado, per come è stato costruito, di accogliere solo (e male, potendosi utilizzare uno solo dei due binari costruiti, l'altro sembrando essere sbagliato) le attuali linee 5 e 14 e che in ogni caso il fallito prolungamento della 8 a Termini non sarebbe dovuto arrivare lì. E se anche in un ipotetico futuro si volesse portare la linea a Termini, occorrerebbe ripristinare il binario davanti al teatro Argentina, non essendo pensabile di far attraversare al tram tutta la piazza Venezia.

Da un comunicato ATAC. Ecco il titolo del comunicato ATAC sullo spostamento del capolinea della linea 8, usualmente trionfalistico:

DA OGGI IL TRAM 8 A PIAZZA VENEZIA - Teatro Argentina libero dai binari

Non c'è male, per una azienda di trasporto che dovrebbe gestire una rete su binari, dei quali però vanta la "liberazione" da parte di un teatro. Al titolo segue la prima inesattezza:

Il prolungamento del tram 8, gia' previsto nel progetto originale della linea, ma mai realizzato...

quando sappiamo che il prolungamento del progetto originale era ben altro. Seguono le usuali baggianate, quali:

E’ stato restituito alla completa fruizione dei cittadini lo spazio antistante il Teatro, uno dei più antichi della Capitale, caratterizzato da un ampio marciapiede assimilabile a una piazza lineare...

A quanto pare, la "riqualificazione" non è più di moda; in sua vece appare la "linearità", qui applicata una prima volta alla piazza ed una seconda, poco oltre, alla scelta di far terminare la linea a piazza Venezia, con la frase che abbiamo già letto sul Messaggero e che qui riportiamo di nuovo:

La nuova scelta di far passare il tram su via delle Botteghe Oscure fino a piazza San Marco in corrispondenza dell'uscita della Metro C è sembrata più semplice, lineare e vincente, fermo restando che il nuovo capolinea tranviario da poco realizzato in via Giolitti, adiacente la stazione Termini, è in grado di accogliere il proseguimento della tranvia 8 per via Cavour.

In proposito ripetiamo che il capolinea di via Giolitti non è in grado di accogliere un bel niente oltre le due attuali linee, che già sono accolte male, su un solo binario essendo l'altro inutilizzabile; in secondo luogo, come ci arriverebbero a via Cavour, per piazza Venezia e via dei Fori Imperiali, tagliando quest'ultima con una svolta a sinistra? Non si è voluto il tram in via Nazionale e lo si proporrebbe in via dei Fori Imperiali? Ma la smettano di prenderci in giro! Sorvoliamo sul resto del comunicato, notando solo che avrebbero fatto bene a tacere sui tempi di realizzazione: dal progetto preliminare (febbraio 2010) alla fine lavori (giugno 2013) sarebbero tre anni e mezzo, per 450 metri di binario.

Note.

  1. Circa la corrispondenza con la fermata della metro C, occorrerebbe aggiungere la frase "qualora la stessa sarà mai realizzata".
  2. L'instradamento della 8 per via dei Fori Imperiali e via Cavour fu una delle tante stupidaggini propinateci al tempo del Marchi: si veda in [1] e [2].

Una nota aggiuntiva. Visto che si parla (sia pure tanto per dare fiato) di un instradamento tramviario per via Cavour, perchè non si prende in considerazione la possibilità di ripristinare il binario sulla tratta via Cavour-via degli Annibaldi-via Nicola Salvi-Colosseo per instradarvi un collegamento tramviario Monteverde-Termini (ferma restando la linea 8 per piazza Venezia e su un nuovo capolinea a Termini, per esempio dove era previsto l'originale capolinea della 8, simmetrico al capolinea attuale rispetto a via Cavour)? Superata S. Maria Maggiore in via Cavour non vi sono attività commerciali degne di nota, mentre nulla vi è nelle vie degli Annibaldi e Nicola Salvi. Si creerebbe anche un utile percorso alternativo al porta Maggiore-S. Giovanni-Colosseo, utilizzando la tratta esistente via Em. Filiberto-piazza Vittorio-via Napoleone III.

 Rumore del tram

3 giugno. E' appena iniziato il collaudo del nuovo tratto di binario della 8, che puntualmente si presentano cori di proteste da residenti e negozianti. E' però da osservare che, a fianco dei molti e pretestuosi motivi di protesta (oggi si deve protestare contro il tram), uno fondato vi è: quello del rumore. Qui occorre però distinguere il generico rumore del tram di oggi, praticamente nullo (vedi tram a Zurigo, per esempio), dal rumore di questo tram: c'è poco da fare, le due sezioni estreme delle 9200 sono in pratica costruite come i vecchi tram a due assi, anzi peggio perchè, a differenza di quelli, hanno un solo stadio di sospensione e sono, in pratica, dei piccoli truck estremamente rigidi. Donde l'attrito del bordino contro la faccia interna della rotaia e il conseguente stridìo (nota 2). Ci sarebbe da dire, se non fossero purtroppo affari nostri: chi è causa del suo mal pianga sé stesso. Bellissima poi la risposta dell'ATAC:

I nostri tecnici devono ancora applicare i riduttori di aderenza che dovrebbero limitare lo stridio dei tram sulla curva…

Cosa siano questi nuovi congegni e dove si applichino, alle rotaie o alle vetture, devono spiegarcelo loro.

Note.
1. Il fatto che, come lamentano i residenti, "due tram in curva si sfiorano" (ma a loro cosa gliene frega?) ci fa venire in mente una voce che girava giorni fa: non sarebbe possibile l'incrocio in curva di due tram, perchè gli specchi retrovisori intrupperebbero tra loro. Sarà vero?
2. Chi per caso passa nella città di Messina e intende fermarsi in piazza della stazione deve premunirsi di tappi per le orecchie per chiudersi le medesime al passaggio delle vetture tramviarie (Cityway III) lungo tutta la curva che percorre la piazza. Ma in quella città il problema è stato risolto, visto che per motivi contingenti la loro unica linea è oramai servita da due sole vetture; facciamo così anche a Roma.

Ancora sui "riduttori di aderenza". Dal Tempo del 4 u.s.:

I residenti sperano che il rumore al passaggio dei tram non sia eccessivo. In questa fase di collaudo, infatti, i convogli facevano un rumore infernale tra largo Arenula e via Florida. Ma i tecnici avevano spiegato che era normale, perché andavano ancora regolati i riduttori di aderenza dei mezzi.

Abbiamo quindi già appreso una cosa: questi nuovi ritrovati della tecnica tramviaria si montano sui rotabili, ma non basta montarli, devono anche essere regolati. Chissà come, ma evidentemente fino ad oggi erano regolati per arrivare fino all'Argentina, mentre per raggiungere piazza Venezia occorre un'ulteriore regolazione; ma che succede se una vettura deve passare su altra linea per esempio sul 3? necessita una nuova regolazione di questi dispositivi? Intanto siamo già al 5 giugno e di avvio del servizio non si vede ombra (fra un po' ci diranno che la ditta fornitrice è in ritardo nella consegna dei riduttori di aderenza).

Corridoio Laurentina, li prendiamo in parola

28 maggio. Abbiamo riportato qui di seguito il comunicato di Roma Metropolitane che preannuncia le varie fasi che seguiranno fino all'avvio dell'esercizio filoviario nell'ormai celebre corridoio Laurentina-Tor Pagnotta per controllare se, sotto la nuova probabile gestione, le promesse saranno mantenute. Il primo appuntamento importante è l'inizio del montaggio della linea aerea, che dovrebbe avvenire tra luglio e agosto del corrente anno; stiamo a vedere (anche se temiamo che la nuova probabile gestione disconoscerà le promesse della precedente e il ciclo ricomincerà).

Nota. - Di questo comunicato ci piacciono due cose:

Imminenti inaugurazioni

23 maggio. Usuale caduta nel ridicolo del nostro Alemanno. Imminente inaugurazione, con i dovuti proclami, di un'opera odiata* dal regime (alemannico): il filobus all'EUR che però, non essendoci ancora un solo metro di bifilare nè tanto meno vetture filoviarie, sarà inaugurato con usuali autobus su una tratta della notevole lunghezza di 1 Km; non solo, ma il servizio partirà alle 7 anzichè alle 5,30 perchè, non essendoci impianto, non vi sono nemmeno semafori funzionanti e gli incroci dovranno essere presenziati dai vigili urbani i quali, come è noto, prendono servizio alle 7. Simultaneamente si inaugurerà un'altra detestabile realizzazione, lo spostamento (che si ostinano a chiamare "prolungamento") della 8 a piazza Venezia (da http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/05/22/news/corridoio_laurentina_e_tram_8_inaugurazioni_spot_per_il_sindaco-59340855/)**.

* "...il filobus non lo vogliono perchè, pare, danneggerebbe gli alberi e si avvicinerebbe troppo ai marciapiedi...".
** Ma, quanto a frescacce, nemmeno Repubblica scherza: "...il tratto da aprire non sarà più lungo di un chilometro (rispetto ai 34 del tracciato originario) e delle 18 linee programmate ne saranno attivate appena 5...". Un tale ben di dio nemmeno il buon Veltroni se lo poteva sognare...

25 maggio. Grande preparazione per il futuro evento storico (300 metri di binario costruiti entro il termine "previsto" di 12 mesi: se non c'erano le imminenti elezioni avremmo voluto vedere i 12 mesi...), funestata però dal primo guasto alla collaudanda linea, qualcosa di non ben chiaro alla linea aerea. L'esercizio, dopo un primo rinvio del fine lavori dal 22 al 28 maggio, si annuncia per il 4 o il 5 giugno, salvo altri imprevisti. Nulla di eclatante, invece, sull'altro "grande" evento nel trasporto romano, l'inaugurazione di una linea filoviaria senza rete aerea e senza rotabili, novità assoluta tra i sistemi di trasporto innovativi.

A destra: questa, secondo il Corriere del 24 u.s., è "una tratta di linea aerea che avrebbe dato problemi e interrotto le prove" (http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_maggio_23/tram8-guasto-linea-aerea-collaudo-2221290397499.shtml).

Nuovi autobus e addio metano

27 aprile. L'ATAC ha presentato i nuovi autobus* che entreranno in servizio prossimamente a Roma: due modelli, uno da 12 metri e l'altro articolato da 18 metri, entrambi del tipo Irisbus Citelis con alimentazione a gasolio (almeno così sembra, visto che dicono "motore Diesel") e non a metano. Ma ci sbagliamo o il metano era il toccasana per i mali della città, con rotabili a emissioni zero (ciò che non è vero)? E l'ATAC non era all'avanguardia con l'80% di tali veicoli in circolazione?

* "Nuovi autobus a misura di capitale", che quindi non possono circolare in città non capitali; non si lasciano scappare un'occasione per coniare qualche sciocchezza.

Buona partenza per il candidato sindaco del Pd...

24 aprile. ... che ci dice*:

        Con micro investimenti è possibile portare il tram da Termini a Trastevere, su rotaie che già esistono, usando alcuni tra i 76 mezzi, su 166 in dotazione al Comune, chiusi nei depositi.

Almeno dimostra di conoscere un po' la rete tramviaria di Roma. Speriamo bene.

* http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/04/24/news/marino_niente_patti_se_arriver_al_ballottaggio_appello_ai_romani_onesti-57344264/

La notizia non riguarda Roma, ma...

1 marzo. ...la pubblichiamo perchè ci riempie di gaudio. Da ArticoloTre di Torino del 27 u.s. (http://www.articolotre.com/2013/02/torino-metro-bloccata-per-guasto-al-sistema-informatico/145327):

Ennesimo episodio di guasto al sistema metropolitano di Torino. È completamente in tilt, infatti, la metropolitana automatica del capoluogo piemontese, in preda ad un guasto tecnico che ne ha bloccato l’attività dalle 12.30 di oggi... i tecnici sono al lavoro, in questo momento, per risolvere il problema, in stretta collaborazione con i tecnici Siemens di Parigi...

Il "sistema metropolitano di Torino", per chi non lo sapesse, è costituito da una linea su gomma costruita secondo il ben noto e avveniristico sistema francese VAL; notare l'ennesimo episodio di guasto e il fatto che per la riparazione occorre rivolgersi a Parigi...

Osservazione. - A quanto pare, i ripetuti guasti al VAL di Torino non sono dovuti tanto al mezzo in sè stesso, quanto al sistema di controllo e alla guida automatica. Se i torinesi, ai quali non si può certo rimproverare mancanza di serietà, si trovano in questi guai, cosa succederà a Roma, dove invece la serietà difetta (anzi non se ne vede l'ombra, almeno nella presente situazione) con l'analoga situazione della metro C?

Si avvicina l'apertura della prima tratta della metro C

22 febbraio. Un estratto da una nota del collega Nicodemi.

L’inaugurazione della Linea C (tratta Pantano-Parco di Centocelle) si avvicina, si parla addirittura di marzo/aprile, ma resta da capire come si supererà lo scoglio del trasbordo. Il dubbio amletico è sempre lo stesso: cosa faranno i passeggeri una volta scesi dalla metropolitana?  Una parte potrebbe confluire sulla Linea A (fermata Subaugusta), ammesso che Atac SpA riesca a rendere regolari i passaggi della linea urbana 451. Bene, e poi? Il buio. Di soluzioni accettabili ce n’erano, il prolungamento della linea tranvia n. 14 come il potenziamento della ferrovia Laziali-Giardinetti, vettori ecosostenibili, capienti e rapidi, i quali potevano rappresentare una valida alternativa alla Linea A, già oltremodo congestionata, nonché lenire lo stress causato dalla rottura di carico (...).

Reti tramviarie e ferroviarie bloccate

7 febbraio. In questo fine settimana, per lavori ai binari a porta Maggiore, tutte le linee tramviarie ivi transitanti e la 8, oltre la Roma-Giardinetti, saranno esercitate con autobus; resterà tramviaria solo la 2 le cui sei vetture saranno probabilmente parcheggiate a piazza Mancini. Quindi per la manutenzione del binario si ferma praticamente tutta la rete tramviaria della città.

D'altronde, come meravigliarsi, dopo quello a cui abbiamo assistito nel pomeriggio del giorno 5 u.s., quando la rete ferroviaria italiana era praticamente spezzata in due, con ritardi dei treni a lunga distanza di due ore in media? E tutto perchè? Per la rottura di un pantografo di un ETR500 avvenuta alla stazione di Bologna! Da noi un pantografo è in grado di paralizzare una intera rete ferroviaria.

Un regalo per il nuovo anno...

1 gennaio. ...è quello che ci offre l'ATAC, nella forma di una nuova perla, chiamata ATAC 100 foto per 100 anni, che ci piacerebbe poter criticare; non essendo in grado di farlo perchè al momento non l'abbiamo sott'occhio, ci limitiamo a riportare qui di seguito il giudizio che del raro incunabolo ha dato il collega Di Pietrantonio.

All’ATAC perdono il pelo, ma non il vizio. Non paghi di essersi fatti già prendere per i fondelli coi precedenti libri, da noi ampiamente e puntualmente recensiti, hanno presentato nei giorni scorsi l’ennesimo volume, intitolato “ATAC 100 foto 100 anni”. Lo scopo di questo ennesimo spreco di pubblico danaro, scritto in premessa dal sindaco Alemanno, è quello di offrire "suggestive immagini di tram, locomotive e autobus" (quali siano le locomotive di Atac nel libro non è detto). La consulenza storica è attribuita a tale Daniela Cursi Masella, nome che ci è del tutto ignoto e che in rete troviamo corrispondere a una scrittrice e attrice, il curatore è il noto fotografo professionista Marco Delogu, certamente esperto nella materia della fotografia ma presumibilmente digiuno (stando ai risultati), di quello che le immagini storiche di ATAC effettivamente rappresentano. 

Rispetto alle precedenti pubblicazioni non ci sono particolari errori da evidenziare, ma non perché i nominati curatori siano persone esperte della materia. Molto più semplicemente sono state prese cento foto a casaccio, molte viste e straviste, pubblicate senza alcun filo conduttore che non sia il tempo e corredate da laconiche e ridicole didascalie, del tipo "Tram municipale sul ponte Vittorio" (quale tipo non si sa...), "Fattorina in servizio" (dove, come, quando?),  "prototipo della prima vettura" (ma se è un prototipo sarà la prima... o no?). Forse, memori delle nostre precedenti stroncature di analoghi lavori, in ATAC non hanno voluto eccedere in particolari cronologici e tecnici (*), tanto è vero che in due occasioni che lo fanno definiscono "elettrici" gli autobus SPA a benzina della Ugolini e "filobus" un autobus Fiat 656 a tre assi del 1942.

Il risultato è un volume del cospicuo formato 29x24 cm, in carta lucida, con molte immagini pubblicate nel ridicolo formato 10,5x8 cm, nelle quali non si distingue nulla, e comunque in formati oltremodo ridotti rispetto alla pagina, dove potevano trovare posto commenti sobri ma allo stesso tempo esaurienti per un pubblico di neofiti della materia. Non possiamo non chiederci, a questo punto, a quanto ammonti lo spreco di pubblico danaro (ivi compreso il compenso ai curatori), specie in un momento in cui l'azienda non perde mai occasione di piangere miseria.

(*) Potevano seguire l'esempio di Roma Mobilità,  che per la sua storia del tram a Roma, allegata al volume "Ferrotranviario 1.0",  ha largamente prelevato da altre fonti, facendo passare per proprio il lavoro di ricerca altrui.

M. di Pietrantonio


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rev. 24/05/16