tram e trasporto pubblico a Roma

Perle della letteratura sul trasporto pubblico

 

P. Muscolino. Roma ai tempi della S.R.T.O. (2010).

Il libro consiste essenzialmente di una sessantina di pagine di riproduzioni di cartoline illustrate e qualche immagine di archivio, tutto materiale da tempo noto e già presente in numerose pubblicazioni, oltre ad altre amenità varie; le didascalie delle immagini presentano una imprecisione ricorrente quando si tratta di rotabili SRTO passati all'azienda municipale, essendo quest'ultima indicata sempre con ATAC, anzichè con ATM, ATG od ATAG come sarebbe stato corretto. Una sorpresa si presenta alle pagg. 68 e 69, nelle quali due piante chiaramente databili a fine Ottocento sembrerebbero poter finalmente dissipare la nebbia che ha sempre circondato le linee sperimentali del Cattori entro villa Borghese, indicandone chiaramente i tracciati. Ma l'illusione dura poco: ad un attento esame una delle due piante si rivela essere un falso goffamente realizzato, mentre entrambe, per i motivi che chiariamo qui di seguito, appaiono tutt'altro che affidabili.

La documentazione presentata nella pubblicazione in oggetto consta di due piante, che indicheremo con A e B, e di due estratti dalla Guida Monaci del 1894 e del 1896; l'originale della pianta A è riprodotto, seppure suddiviso in due parti, nell'opuscolo 120 anni dello stabilimento di porta Maggiore.

Pianta A. Mostra il tracciato di una linea che, partendo dal solito capolinea prossimo al piazzale Flaminio, raggiunge, costeggiando il futuro viale del Muro Torto, porta Pinciana e di qui prosegue per il museo Borghese; l'immagine è data come tracciato della tramvia elettrica (a-c) nella Villa Borghese, in servizio sul tratto b-c, lasciando così intendere che esiste una linea effettivamente costruita da a a c, che fa però servizio pubblico sulla sola tratta b-c, porta Pinciana-museo Borghese.

In realtà, il tracciato illustrato è una aggiunta, sovrascritta su un tracciato esistente sulla pianta originale, non solo ben diverso da quello proposto, ma che offre lo spunto a numerose e interessanti considerazioni; l'immagine sottostante riporta la pianta originale.

In questa pianta si nota una prima tratta (1-2, 2-3), indicata con tratto in nero, che dall'ingresso di villa Borghese in piazzale Flaminio raggiunge piazza V. Hugo e sarebbe una tratta inizialmente costruita; una seconda tratta (4-5) ha inizio in piazza V. Hugo a breve distanza dal termine della prima e, dopo un breve tratto rettilineo, piega verso l'attuale viale del Moro Torto raggiungendolo alla confluenza del viale delle Magnolie (futuro cavalcavia per il Pincio); da questo punto il tracciato si mantiene in prossimità del confine di villa Borghese e raggiunge successivamente porta Pinciana e il museo Borghese. Questo tracciato è indicato con un colore giallo-marrone, ben diverso dal nero del tracciato della prima tratta.

E' evidente che il diverso colore utilizzato per le due tratte deve necessariamente indicare qualche differenza tra le stesse, che tra l'altro non appaiono nemmeno collegate fisicamente (la linea giallo-marrone sembra avere inizio al di là di una via di accesso alla piazza V. Hugo, all'altro lato della quale termina il tronco apparentemente proveniente da piazzale Flaminio); non appare pertanto lecito, in alcun modo, considerare le due tratte semplicemente come parti di un'unica linea effettivamente realizzata e tanto meno è lecito sostenere, senza il minimo indizio, che su questa linea si svolgeva un servizio da porta Pinciana al museo Borghese. E' invece probabile che la tratta in nero rappresenti effettivamente quanto realizzato, mentre quella in giallo sia una proposta, del Cattori o di chi per lui, per un possibile prolungamento per collegare porta Pinciana e il museo Borghese. Se destinato ad una linea tramviaria, il tracciato accennato sulla pianta appare però molto problematico e non possiamo attribuire ad esso alcuna importanza, tanto meno considerarlo una prova per l'esistenza di un servizio per il museo Borghese; si noti ad esempio la curva a cuspide in corrispondenza del caposaldo indicato con 20.

Una teleferica? Infine, tenendo conto dell'intervallo che appare esistere tra i due tracciati a piazza V. Hugo, intervallo che darebbe luogo a due linee completamente separate anche se con capolinea distanti pochi metri, si potrebbe pensare ad una proposta per una delle tante teleferiche che a quell'epoca apparivano di moda e, chissà perchè, legate alla trazione elettrica in serie; il Cattori era maestro in teleferiche, avendone costruita una in villa Massani insieme alla linea di via Flaminia.

Pianta B. Mostra una linea che, partendo in prossimità dell'ingresso di villa Borghese a Porta Pinciana, prosegue in rettilineo fino all'ingresso di piazza Pinciana e, svoltando a sinistra (nell'attuale viale dell'Uccelliera), termina di fronte al museo Borghese; una breve diramazione attraversa il viale di accesso al museo per accedere a quello che appare essere un deposito-officina. Nella didascalia la pianta è indicata come pianta d'epoca allegata ad una guida francese, aggiungendo che vi è indicato... solo il tratto rettilineo in servizio pubblico, lasciando cioè intendere che la tratta fa parte della linea di cui alla pianta A. Indipendentemente da questo, potrebbe in ogni caso sembrare una prova decisiva almeno sull'esistenza della linea, se un attento esame non rivelasse invece una serie di contraddizioni e di incertezze, che qui brevemente riassumiamo.

Contrariamente a quanto affermato nel libro, la pianta non sembra poter essere stata un allegato ad una guida di Roma in francese, essendo in lingua italiana con le sole indicazioni relative alla linea (Gare, Ch.in de fer éléctrique, Usine éléctrique, ecc.) in lingua francese e non è pensabile che una guida francese di Roma porti in francese le indicazioni relative ad una oscura linea tramviaria e non tutte quelle necessarie a chi deve muoversi per Roma. Si tratta, con tutta probabilità, della parte di una carta di Roma opportunamente sovrastampata.

Sulla pianta compare un edificio o simile, che comparato con l'edificio del museo dovrebbe essere enorme, con l'indicazione Usine Eléctrique, che dovrebbe contenere il deposito, un minimo di officina e la centrale elettrica per l'alimentazione della linea, che sarà stata dotata della stessa dinamo Slatter a corrente costante (52 A, alla tensione variabile tra 120 e 850 V) utilizzata nell'impianto di via Flaminia, azionata da una macchina a vapore. Si vedano nell'osservazione alla fine del capitolo La linea sulla via Flaminia alcune considerazioni su questa officina.

In definitiva, la pianta appare essere un allegato di uno dei tanti opuscoli prodotti dal Cattori per propagandare e proporre la sua invenzione, spesso scritti in francese come usava all'epoca, inevitabilmente infarciti di notizie inesatte ed esagerate; vari esempi ne abbiamo tra i quali quelli relativi agli impianti di Roma e di Castellammare di Stabia. Non fornisce alcuna prova circa la reale esistenza della linea da porta Pinciana al museo Borghese.

Tra l'altro, il tracciato tra porta Pinciana e il museo appare diverso da quello dato nella pianta A: in quella segue il perimetro esterno della villa praticamente affiancandosi al corso di porta Pinciana (oggi via Pinciana), mentre in questa taglia direttamente entro la villa. Si noti, inoltre, che nella pianta A non appare nessuna traccia del deposito-officina o centrale elettrica che invece compare nella B.

Non è nota la data di pubblicazione né per la pianta A, né per la B. Nell'opuscolo sopra citato la pianta A è indicata come mappa di Roma del 1900, edita in lingua francese; la data 1900 è certamente un errore, mentre per quanto riguarda la lingua francese di questa non sembra esservene traccia.


I tracciati discussi nel testo; in tratteggio il tracciato forse inizialmente previsto dal Cattori.

Una guida Baedeker del 1904 sembra chiarire, almeno, la funzione della tratta in nero della pianta A: si tratta di una linea tramviaria a cavalli dall'ingresso alla villa da p.le Flaminio al Giardino del Lago, quindi nei pressi di p. V. Hugo.; nulla ha a che fare con la linea per il museo Borghese.


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rev. B 03/02/19