tram e trasporto pubblico a Roma

Perle della letteratura sul trasporto pubblico

 

O. Zannoni. 120 anni dello stabilimento di Porta Maggiore.

L'opuscolo in oggetto, presentato il 6 luglio 2009 in una cerimonia nel deposito di Porta Maggiore, ad una prima osservazione superficiale ci era apparso ben fatto e di ciò avevano dato notizia; in realtà, ad una più attenta lettura, l'opuscolo contiene una tale fioritura di errori e inesattezze da non poter essere ignorata.

Pagg. 9, 10

Intanto, nel 1890 viene sperimentato, sempre dalla SRTO, il primo tram a trazione elettrica romano... Il sistema era stato già sperimentato in Inghilterra ma con esito negativo. Portato a Roma dal capitano Cattori, anche qui rivela un inconveniente: la trazione è in “serie” e risulta difficile da gestire. L’esperimento non dà buon esito ed i tre tram vengono utilizzati in un percorso interno a villa Borghese, da Porta Pinciana alla Galleria d’Arte sita nella villa. Nella successiva mappa di Roma del 1900 (16), edita in lingua francese, ne è riportato il percorso; il collegamento risulta essere ancora funzionante nel 1904.

La questione della presunta mappa di Roma del 1900 e delle linee sulla stessa indicate è ampiamente discussa nella nota sul libro Roma ai tempi della S.R.T.O; mentre sul collegamento porta Pinciana-Museo Borghese si hanno scarse notizie, è certo che ogni linea costruita dal Cattori all'interno di villa Borghese risulta smantellata già nel 1898; ved. anche in Le linee del Cattori in via Flaminia e in villa Borghese.

Pag. 10

Nella mappa successiva (18), sempre del 1900, è visibile sia la collocazione dell’officina elettrica di fronte all’Ospedale Umberto I lungo l’odierno viale del Policlinico, che la rimessa di vetture elettriche, posta a sinistra di Porta Salaria ed ormai non più esistente.

Il discorso è oscuro: l'officina elettrica è nel viale del Policlinico subito dopo piazza della Croce Rossa e non di fronte all'ospedale, che si trova tra viale della Regina e via delle Mura Aureliane (attuale tratto di viale del Policlinico); porta Salaria si trovava all'attuale sbocco di via Piave in piazza Fiume e alla sua sinistra non c'è nessuna rimessa per vetture elettriche, a meno che non ci si riferisca al deposito di via Dogali (oggi via Romagna), peraltro abbastanza lontano.

Pag. 12

Questa inizia il servizio tranviario dal nuovo deposito di Santa Croce (22), costruito a ridosso delle Mura Aureliane, con l’esercizio di tre linee di tramways elettrici denominate con numeri romani: la I, la II e la III. L’inaugurazione avviene nel marzo del 1911 con la linea III che partendo da piazza Colonna giunge a Santa Croce proprio dove c’è il deposito.

Il deposito di Santa Croce fu inaugurato nel 1912, successivamente all'apertura dell'esercizio sulla linea III; precedentemente le vetture erano parcheggiate all'aperto.

Pag. 13

Nel 1923, anno in cui si sostituisce l’organo di presa di corrente, passando dal trolley all’archetto, l’Azienda Municipale acquisisce i tram ad “otto finestrini” ad un solo carrello costruiti dalla Carminati e Toselli...

L'azienda municipale impiegò la presa di corrente ad archetto fin dall'inizio; nel 1923 ci fu solo il passaggio dall'originale tipo di archetto al tipo espressamente studiato dall'ATM, che si chiamò poi sempre "archetto tipo Roma 1923". Non possiamo poi fare a meno di osservare che un dirigente di un'azienda di trasporto che gestisce servizi tramviari non dovrebbe denotare una usuale vettura a due assi come tram ad un solo carrello.

Pag. 16

Sono tram ricostruiti utilizzando una cinquantina di vetture di vecchia generazione, le “otto finestrini” di cui si è già parlato; praticamente partendo da due vetture di questo tipo si realizza una nuova vettura...

Le articolate MATER furono ottenute da 50 motrici e 50 rimorchi ad otto moduli; quindi da 100 vetture e non da una cinquantina.

Pagg. 17, 24

Il secondo bombardamento di Roma è del 13 agosto 1943 e non dell'8 agosto.

Pag. 18

In poco tempo il deposito viene ristrutturato e si riedificano le parti abbattute... sulla sinistra si vede la parte in muratura antica riutilizzata e sulla destra quella ricostruita in ferro e cemento con ricopertura dei tetti in eternit. Sulla sinistra si intravede anche l’ingresso al rifugio antiaereo appena costruito e rimasto in funzione fino agli anni ottanta del novecento.

Il rifugio antiaereo appena costruito nel 1944? E rimasto in funzione fino agli anni Ottanta?

Nei primi anni della seconda guerra, nel 1942, era giunta in ATAG la prima delle vetture ideate dall’Ing. Urbinati della STEFER...

Si riferisce alla 7001, che però arrivò a Roma nel settembre del 1941 e non nel 1942.

Pag. 19

È della fine degli anni Sessanta l’acquisizione di 20 vetture “All Electric” denominate anche “PCC”, acronimo di President Commission Committed, che costituiranno la serie con numerazione aziendale 8000. La 8001 entra in servizio il 9 marzo del 1957.

Le PCC arrivarono nel 1957, come d'altronde correttamente scritto due righe più sotto. Oltre a ciò l'autore, seguendo l'usuale pratica tutta italiana di storpiare i nomi e le parole straniere, scrive President Commission Committed (una frase che non significa niente) in luogo di Presidents' Conference Committee (che significa Comitato della conferenza dei presidenti: i presidenti erano quelli delle più grandi aziende tramviarie americane che negli anni Trenta si riunirono per stabilire le normative per un moderno tipo di tram).

Pag. 20

...che è ancora in funzione, ma ancora per pochi anni e nei soli giorni festivi, la linea elettrica dell’ascensore del Pincio a villa Borghese.

Che un ascensore sia un mezzo di trasporto è innegabile, ma parlare di linea elettrica dell'ascensore è un po' troppo.

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Note.

  1. La tipografia è una scienza esatta, retta da regole che devono essere osservate; ciò non appare però preso in considerazione nell'opuscolo in oggetto, nel testo del quale si trovano dei riferimenti scritti in carattere piccolo, tra parentesi, in apice, che è norma rimandino alle note a pie' di pagina o alla fine del testo. Ma invano il lettore cercherebbe queste note, dato che le indicazioni si riferiscono invece alle figure presentate.
  2. Le ultime due pagine dell'opuscolo si dilungano sui film girati sui tram o al deposito, argomento che in verità ben poco interessa lo storico tramviario.
  3. In ben tre punti del testo (pagg. 17, 20, 23) si celebrano non sappiamo quale madonna e San Filippo Neri, che si sarebbero generosamente prodigati per i tramvieri: una specie di coppia di Padri Pii.

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rev. A1 03/02/19