| tram e trasporto pubblico a Roma |
La rete autobus urbana
Dal 1935 alla seconda guerra mondiale
Anno 1935
Il 1935 è un anno spartiacque nella storia della rete romana degli anni '30. Si apre con l'assurda chiusura dell'intero sistema tranviario di Montesacro e si chiude coi provvedimenti di limitazione del servizio autobus per le restrizioni nell'uso dei carburanti che lo stesso Mussolini, col dirigismo che gli era tipico, decide una volta avviata l'impresa d'Etiopia. Tra i due estremi si concretizzano la conversione dell'alimentazione degli autobus col sistema cosiddetto del “gasogeno” e un piano che prevede una massiccia diffusione del filobus. Circa quest'ultimo un Ordine di Servizio aziendale dello stesso anno informa che «verrà istituita una linea, provvisoriamente gestita a mezzo di autobus ordinari ma che in seguito verrà gestita con vetture filoviarie, la quale assumerà il numero 138», ma prima che l'esercizio filoviario diventi una realtà (e dovranno passare ancora due anni), a prendere sempre più piede è lo spettro delle sanzioni economiche.
Anche se rimarranno solo sulla carta Mussolini le sfrutta grande abilità per staccare gradualmente il Paese dal problema (e dal ricatto), delle importazioni., e anche per i trasporti pubblici (cui si è insensatamente aumentata la dipendenza dai prodotti petroliferi), si comincia a parlare di autarchia.
Dobbiamo fare da soli, arrangiarci con quello che abbiamo, ma per l'autotrazione le cose non sono così semplici. Si guarda al passato, si rispolverano vecchie idee a suo tempo accantonate anche per l'arretratezza di un mezzo stradale agli esordi. Si pensa sistemi sperimentati agli albori del mezzo stradale potrebbero dare migliori risultati ora che la tecnica dei telai e delle carrozzerie è andata incontro a notevoli miglioramenti. Se possono circolare vetture a forma di barca o dove la gente si sistema tipo le api in un alveare, è il senso del discorso, perché non si potrebbero riscoprire addirittura gli autobus... a fuoco che circolarono ad inizio secolo tra Spoleto e Norcia?
Concorre certamente quella distorta visione che si continua ancora oggi ad avere sull'estetica di Roma (fa più male la vista dei fili aerei che l'ammorbamento dell'aria coi gas di scarico), ma più di qualcuno pensa che, ad onta dei progressi tecnologici che ne hanno consentito la riscoperta, sarà difficile che all'ombra del Colosseo e di San Pietro possano circolare i moderni filobus che in altre città stanno già soppiantando autolinee e tranvie.
La ricerca si indirizza quindi alla possibilità di un carburante alternativo che, a dire il vero, è in pieno corso per l’aumento del costo della benzina seguito alla crisi economica del 1929. L’ATAG si è all’uopo provvista di un attrezzato laboratorio chimico nel quale nasce, innanzitutto, un nuovo carburante liquido, una miscela sembra di benzolo, metanolo ed alcool etilico, alla quale è stato dato il nome di carburante Roma: sembra che garantisca un eccezionale rendimento dei motori, e di conseguenza una notevole economia di esercizio, ma noi ci permettiamo di dubitare delle trionfalistiche affermazioni dell’ATAG, visto che di questo carburante si sente in seguito parlare poco o niente.
L'alternativa alla benzina, e più ancora al gasolio (che sta ormai prendendo il sopravvento), non può essere che l'energia elettrica applicata alla tranvia (e si sta proprio in quel periodo concretizzando l'idea di utilizzare materiale a due assi per ottenere primitivi tram articolati a grande capienza), ma quello che può valere per altre città non vale per la Capitale del Regno. I poteri decisionali per Roma, infatti, sono stati da tempo avocati dal Capo del Governo, e il Duce non ha nessuna intenzione di rivedere la sua decisione di eliminare il tram dal centro storico. Lo stesso Mussolini, per contro, decide l’adozione del filobus, ma nel frattempo, tra le tante idee di progettisti più o meno improvvisati (cui non fa evidentemente difetto la fantasia), ad affermarsi è un nuovo tipo di propulsione che viene denominata, come detto, “gasogeno”, un idea tanto assurda quanto di improbabile futuro in un presente storico e politico del tutto diverso, dove gli autobus vengono alimentati da un gas povero prodotto dalla combustione di legna o carbone. Il nuovo sistema rivela da subito i problemi che porta con se (dalla scarsa potenza del motore modificato al problema del reperimento, e più ancora della conservazione del... carburante), e nonostante il maggiore costo di esercizio, cui fa seguito uno scadimento del servizio peggiore di quello già avuto con l'eliminazione dei tram, l'ATAG si orienta verso il sistema "Imbert", soprannominato Roma, sperimentato con la trasformazione dell'autobus B.1001 (reimmatricolato come G.1001), che già dal 21 aprile 1934 ha iniziato le corse di prova sulla linea CP. Il 4 maggio entra in servizio una seconda vettura trasformata col sistema Imbert (il Lancia Omicron B.613, reimmatricolato come G.613), l'11 maggio è la volta della prima vettura dotata di sistema Imbert direttamente in fabbrica (Lancia Omicron G.1801), cui seguono il 30 agosto altre 18 vetture, e il 25 settembre le ultime sei.
Dal 21 marzo l’ATAG pone in servizio delle nuove vetture Alfa Romeo su telaio a tre assi 110A, in futuro largamente utilizzato per la costruzione di autobus e filobus, mentre dal successivo 7 aprile entra in servizio un ridotto numero di autobus Fiat 635, che per motivi non noti, non saranno apprezzati dall’ATAG, che li cederà qualche mese dopo all’azienda di trasporti di Firenze. L’11 maggio entra in servizio il primo autobus costruito già in fabbrica a gasogeno; si tratta del Lancia Omicron G1801.

Il primo autobus a gasogeno, il Lancia Omicron B1001 reimmatricolato
G1001
Il 1935, come detto, si apre con un primo, duro, colpo alla rete tranviaria di Roma: è soppresso tutto il servizio su rotaia che da porta Pia si spinge fino a Corso Sempione e nella parte interna del quartiere Monte Sacro. Il primo febbraio è soppressa la linea tramviaria 7, da porta Pia a Montesacro; in sua sostituzione è attivata la nuova linea autobus 107, con un lunghissimo percorso (e per l’epoca lo era), di ben 8,190 km da p.za Sonnino a Corso Sempione, rinforzata da una 107/ in partenza da porta Pia, che il 18 febbraio seguente sarà portata alla stazione Termini. Simultaneamente anche la linea autobus NB è prolungata da porta Pia per via Nomentana fino a corso Sempione, sullo stesso percorso del 107.
Sono anche chiuse le due linee tranviarie del quartiere 7A e 7B, sostituendole con una variante nel percorso dell’autobus 207. Dal 20 marzo, tuttavia, la linea 207 riprende il precedente itinerario, mentre sono istituite le linee 208, da c.so Sempione per i viali Adriatico e Jonio, seguendo il percorso della linea 7B, e 209 con lo stesso percorso circolare della linea 7A per via Maiella e via Monte Bianco.
Si noti come l’istituzione del collegamento da Montesacro a p.za Sonnino costituisca una violazione delle norme che hanno presieduto, cinque anni prima, alla riforma tranviaria: la linea radiale 107, in base alle regole del 1930, dovrebbe attestarsi a porta Pia, primo nodo di collegamento con la circolare interna, e non penetrare all’interno della stessa e percorrerne tutto il diametro, esattamente come la linea diametrale NB dovrebbe attestarsi allo stesso capolinea per l’effettuazione della relativa corrispondenza. In secondo luogo, anche l'assegnazione dei numeri 208 e 209 viola una regola della riforma, quella che voleva le linee periferiche denominate in ragione del numero assegnato al quartiere in cui operano (regola che abbiamo visto applicata con l’inversione dei numeri delle linee tram 16 e 17, e autobus 235 e 236). Successivi provvedimenti correggeranno solo in parte queste anomalie, ma è un ulteriore ed evidente segnale della volontà di abbandonare tanti dei criteri che erano stati introdotti con una riforma che l’Azienda ha subìto in virtù di un commissariamento, imposta dall’alto, e che manifesta sempre più evidenti le conseguenze di quelle scelte scriteriate ora che c’è da attivare l’esercizio filoviario su itinerari che comprendono tratte miste radiali e diametrali e che (in virtù dell’ammortamento di impianti e rotabili), impegneranno necessariamente l’azienda per molti e molti anni.
Da qualche parte si vuole che l’eliminazione dei tram dalla via Nomentana sia stata voluta per evitare il disturbo dato dal transito dei treni tranviari di fronte a Villa Torlonia dove abitava l'on. Mussolini; può anche darsi, benché appaia difficile che all’interno della villa il rumore del tram in transito abbia potuto raggiungere un livello tale da turbare il sonno del Duce. In ogni caso, quale che ne sia stata la motivazione, la soppressione dell’esercizio tramviario per Monte Sacro fu un madornale errore, del quale scontiamo ancor oggi le conseguenze; se vi fu in Roma un itinerario, una linea di forza, adatto al tram, questo era e tutt’ora è la via Nomentana, con la sua larghezza e il suo andamento tutto praticamente in rettifilo (ed all’ATAG si doveva essere ben consapevoli di questo errore, come rivela il tono nebuloso e vagamente trionfalistico dei comunicati del 27 e 28 giugno). Se poi si considera che negli ultimi anni la linea 7 era esclusivamente esercitata con le comode, spaziose e veloci vetture MRS, e che sulla stessa linea era anche esercitato un servizio rapido con la sola fermata intermedia di Sant’Agnese, sarà ben comprensibile la protesta degli utenti, costretti da un giorno all’altro a cacciarsi negli stretti, caldi e maleodoranti Lancia Omicron, ansimanti in salita dal ponte Tazio verso Sant’Agnese.
I Lancia Omicron avevano lo scappamento che usciva da sotto la cassa, lateralmente a sinistra: tenendo aperto qualche finestrino, i gas di scarico entravano nella vettura e mescolandosi con l’odore di cuoio dei sedili, che in quegli autobus erano imbottiti, facevano veramente stare male. Con l’approssimarsi della stagione estiva alle proteste del pubblico si aggiunsero quindi (seppure in forma meno plateale), quelle del personale di guida e dei fattorini, che su quelle vetturette erano comandati per turni superiori, allora, alle sette ore continuative.
Ai problemi di natura tecnica, poi, si sommavano quelli della reale convenienza di abolire il servizio tranviario. La tabella seguente, ricavata da un documento originale dell’ATAG, ne è la riprova. I tempi di percorrenza verso il nodo di p.za Venezia si riferiscono alla situazione di fine marzo, quando la linea di via Nomentana è stata soppressa ed i collegamenti con il quartiere di Monte Sacro sono esclusivamente affidati alle nuove linee di autobus; i ventisei minuti necessari per raggiungere piazza Colonna (paragonati ad esempio ai diciassette minuti richiesti da porta San Pancrazio, o ai venti da via Bertoloni, pur con tutto il trasbordo da tram ad autobus) sono effettivamente troppi, e non solo per i 50.000 e più abitanti di un quartiere allora isolato ai margini della città di allora.
| origine del percorso | mezzi (a) | tempo (b) | origine del percorso | mezzi (a) | tempo (b) | |
| Monte Savello |
A |
3 |
P. Lodi |
A |
20 |
|
| Colosseo |
A |
4 |
p.le Annibaliano |
A |
20 |
|
| p.za Sonnino |
A |
5 |
Ponte Milvio |
TA |
20 |
|
| p.le Flaminio |
A |
5 |
P. Santiago del Cile |
TA |
20 |
|
| p.za S. Maria Magg. |
A |
6 |
via Bertoloni |
TA |
20 |
|
| p.za Cavour |
A |
6 |
p.za Bologna |
TA |
20 |
|
| staz. Termini |
A |
7 |
p.le Verano |
TA |
20 |
|
| P.ta S. Giovanni |
A |
7 |
via Taranto |
TA |
20 |
|
| p.za Vitt. Emanuele |
A |
7 |
porta Latina |
TA |
20 |
|
| porta Pia |
A |
8 |
staz. S. Pietro |
TA |
20 |
|
| p.za Fiume |
A |
8 |
staz. Trastevere |
TA |
20 |
|
| viale del Re* |
TA |
9 |
q.re Trionfale |
TA |
20 |
|
| porta San Paolo |
TA |
9 |
via della Giuliana |
TA |
20 |
|
| p.le Belle Arti |
TA |
10 |
Villa Felicetti |
TA |
22 |
|
|
P. Indipendenza |
A |
10 |
p.za Crati |
TA |
22 |
|
|
p.za S. Croce |
TA |
10 |
Garbatella |
TA |
22 |
|
|
q.re S. Saba |
TA |
10 |
Basilica S. Paolo |
TA |
22 |
|
|
p.za S. Pietro |
A |
10 |
Monteverde V. |
TA |
22 |
|
|
p.za Mazzini |
TA |
10 |
Mad. del Riposo |
TA |
23 |
|
|
p.za Risorgimento |
A |
11 |
Portonaccio |
TA |
25 |
|
|
p.za dei Frentani |
A |
14 |
Monteverde N. |
TA |
25 |
|
|
p.za Bainsizza |
TA |
16 |
Monte Sacro |
A |
26 |
|
|
Mercati generali |
TA |
16 |
Acqua Bullicante |
TA |
31 |
|
|
P.ta S. Pancrazio |
TA |
17 |
Forte Braschi |
TA |
35 |
|
|
S. Agnese |
A |
20 |
S. Maria della Pietà |
TA |
41 |
|
|
Note: (a) T=Tram TA=Tram+autobus. Per i percorsi con i due mezzi di trasporto il tempo di percorrenza include il tempo medio di attesa per il trasbordo. *Altezza Min. Educazione Nazionale. |
||||||
Se gli ordini di servizio vanno interpretati progressivamente, secondo la loro data, il primo annuncio dato dall’ATAG sulle modifiche che, a distanza di appena sei mesi dalle precedenti, vengono a sconvolgere nuovamente le comunicazioni sulla direttrice Nomentana, è un comunicato del 27 giugno dal quale si apprende che in data primo luglio «in dipendenza del nuovo ordinamento del servizio dei trasporti collettivi dei quartieri Nomentano e Monte Sacro, ed in occasione dei lavori di rifacimento stradale della via Nomentana, verrà istituita una linea radiale tramviaria N. 7». La nuova radiale 7 parte dal Ministero delle finanze e per piazza Indipendenza, via Morgagni, piazza Bologna e viale XXI Aprile, passa in via Nomentana all’altezza di Sant’Agnese, donde prosegue sui binari già precedentemente utilizzati fino a Monte Sacro; sarà rinforzata da un 7/ in partenza da porta Pia istituito lo stesso giorno.
Fin qui potrebbe sembrare, tutto sommato, una aggiunta tranviaria ai collegamenti per Monte Sacro, ma non è così, dato che in un altro comunicato dello stesso giorno si precisa che la linea NB, ancora dal primo luglio, limiterà l’esercizio a Sant’Agnese; infine con due diversi comunicati del 28 giugno si annuncia che «in relazione alla nuova e diversa sistemazione dei quartieri Nomentano e Monte Sacro» le linee 107 e 107/ sono soppresse. Sei mesi dopo, nel gennaio 1936, sarà anche ripristinato l’esercizio tranviario nel quartiere di Monte Sacro, con l’istituzione di una linea circolare, 7P, in sostituzione dell’autobus 208.
Restando in giugno, troviamo l’annuncio dell’istituzione di una serie di collegamenti autobus e tranviari per facilitare il raggiungimento, dalle restanti parti della città, della stazione della ferrovia Roma-Ostia utilizzata dai romani per raggiungere, appunto, il Lido di Roma. Dal primo luglio sono istituite due linee autobus per porta San Paolo, la LB (Lido-Borgo), in partenza da piazza della Chiesa Nuova e la LM (Lido-Macào), da piazza Esedra, mentre la 124 è prolungata da p.za G.L. Bernini a porta San Paolo; le due linee, considerate stagionali, saranno poi soppresse il 16 settembre, col ripristino del normale itinerario della 124.
Circa i collegamenti interni all’abitato di Ostia Lido, dal 21 luglio si ha un breve prolungamento della linea LP entro la pineta di Castel Fusano ed è istituita la LP/ di rinforzo sul precedente itinerario.
Ma ecco che, come detto, sotto la minaccia delle sanzioni economiche il Governo Nazionale Fascista invita all’economia di combustibile, da attuarsi anche mediante la limitazione o la soppressione di linee automobilistiche poco frequentate, ed i primi provvedimenti in tal senso vedono la luce il 25 novembre. La 138, di recente istituzione, è limitata al piazzale Flaminio, mentre analoga riduzione di percorso tocca alla 237, che vede il suo capolinea interno spostato da piazza Pasquale Paoli a piazza Risorgimento (è da notare che, così accorciate, sia la 138 che la 237 manterranno la loro configurazione per decenni, anche se con altre numerazioni); la ST è retrocessa dal Ministero dell’Educazione Nazionale a p.za Sonnino; il capolinea esterno della 130 è riportato a p.za Santa Maria in Trastevere e quello interno della 124 da p.za Barberini a p.za Venezia. Sono sospese le linee FL, 209, 222, 226, 235 e si annuncia la sospensione anche della 208 alla riattivazione della rete tranviaria di Monte Sacro (16 gennaio 1936); dal 7 dicembre sono sospesi molti servizi sussidiari quali M1P/, CP/, NT/, 106/, quest’ultimo che sarà però riattivato il 17 gennaio 1936. Dal 16 dicembre, quasi risorgendo dalle ceneri, riappare l’autobus 107, stavolta tra l.go Massimo e S. Agnese: nello stesso giorno l’MB lascia questo capolinea ed è riportato a porta Pia.
| Percorsi delle linee sottoriportate | ||||||||||
| 7-I | Cessazione esercizio linea ANELLO DELLE VIE IMPERIALI | |||||||||
| 1-II |
|
|||||||||
| Ripristino itinerario linee 106 e 106/ per via Savoia | ||||||||||
| 20-II | Prolungamento linea 107/ da porta Pia a staz. FS Termini | |||||||||
| 20-III |
|
|||||||||
| 29-IV | Deviazione linea 107/ da via Montebello a via XX Settembre | |||||||||
| 1-VII |
|
|||||||||
|
||||||||||
| 14-VII |
Prolungamento linea 227/
al nuovo sanatorio Forlanini (giovedi e domenica, da inizio
servizio alle ore 18)
|
|||||||||
| 21-VII |
|
|||||||||
| 1-VIII |
|
|||||||||
| 5-VIII | Deviazione linea 225 da via Portuense ang. via della Magliana, per la stessa via della Magliana, fino all'altezza del civ. 199 (Fabbricato Imposte di Consumo) | |||||||||
| 19-VIII | Istituzione linea 210/ (p.za delle Crociate-Borgata Ponte Mammolo) | |||||||||
| 25-VIII | Prolungamento linea LI per il nuovo tratto della strada Litoranea di Ponente | |||||||||
| 16-IX | Sospensione esercizio linee estive LB e LM | |||||||||
| 28-X |
|
|||||||||
|
||||||||||
| 25-XI |
|
|||||||||
| 16-XII |
|
|||||||||
Il primo gennaio vede l’annuncio, dato dal Giornale d’Italia, dell’imminente inizio dei lavori di costruzione della rete filoviaria. Alla stessa data è pressoché completata la radiazione del materiale più antiquato (autoelettriche, vetture SPA e Lancia Eptajota), e il parco è composto unicamente di vetture costruite a partire dal 1928. I veicoli a tre assi, tutti del 1935, sono al momento un centinaio. Oltre la metà del parco, per complessivi 286 autobus, si compone di Lancia Omicron dei due tipi corto e lungo, il totale complessivo è di 418 veicoli atti al servizio, ai quali si devono aggiungere le vetture con i più vari allestimenti turistici, più o meno sperimentali, entrate in servizio tra il 1929 e il 1932, quasi tutte impiegate sulla Roma-Tivoli. Gli autobus con alimentazione a gasogeno sono 27, ma durante l'anno entrano in servizio 37 Lancia Omicron trasformati in proprio dall'ATAG e 23 Fiat 656 RN-G dotati di sistema di alimentazione brevetto Nostrum in fabbrica.
I suffissi letterali degli autobus Fiat, di questo periodo e del dopoguerra, hanno i seguenti significati: R, telaio derivato da autoveicolo da trasporto, ma a pianale ribassato; N, alimentazione a gasolio (motore diesel); L, tipo allungato rispetto alla versione normale; A, presenza di un doppio ponte differenziale posteriore (terzo asse); G, alimentazione a gasogeno.
Per quanto riguarda la rete di autobus, nel 1936 l’unico avvenimento degno di nota è l’entrata in funzione dell'autorimessa denominata Lido, ubicata nell’attuale Corso Duca di Genova, a Ostia, ed il ripristino di qualche linea sospesa l’anno precedente per economia di combustibile; seguita naturalmente l’estensione della trazione a gasogeno con nuovi tipi di bruciatori, che però non danno risultati migliori dei precedenti.
La rete si compone nello stesso anno di 46 linee diurne, due notturne, il servizio extraurbano per Tivoli e vari collegamenti speciali, ma la distinzione introdotta con la riforma del 1930 è andata da tempo a farsi benedire. La sola nomenclatura delle linee da un idea di quanti criteri siano stati più o meno sperimentati nei primi cinque anni della riforma: troviamo per gli autobus linee nere, rosse, barrate, azzurre, linee con numero azzurro e barra rossa o anche numero nero con barra blu: le diametrali recano in colore rosso o barrata la lettera del nodo non raggiunto se limitate, la barra rossa sulla denominazione letterale se sussidiarie sul medesimo itinerario, ma nessuno di questi criteri appare utilizzato secondo una regola chiara e univoca, e il primo esempio lo troviamo il 21 aprile, quando l'ATAG riordina il servizio autobus notturno con tre linee che in luogo del numero sono denominate con le iniziali dei quartieri che collegano. Queste linee sono considerate, agli effetti tariffari, diametrali, e si pensa di classificarle per l'appunto col sistema delle due lettere (FA, SO, NP), anche se di fatto non esistono i nodi "A" (Appio), e "O" (Ostiense), ma dai tratti radiali delle linee FA e SO gli utenti del primissimo mattino non possono utilizzare il biglietto di coincidenza con la circolare o con le altre linee del centro.
Tanto per gradire, dal 20 gennaio 1936 viene introdotto un nuovo colore nelle tabellazioni delle linee: nelle more del ripristino del servizio tranviario nel quartiere Montesacro viene istituita la linea 7p in sostituzione dell'autobus 208: il relativo ordine di servizio informa che «le vetture recheranno tabelle indicatrici [...] in colore turchino» (rimane un esempio isolato).
Il complesso sistema tariffario della riforma è stato, come già detto, abbandonato. Nel settembre del 1931 le linee sono tornate alla tariffa differenziata a seconda del percorso effettuato, e si è deciso di mantenere il criterio delle corrispondenze, seppure senza l’obbligo della continuità del viaggio, sulle sole circolari. Da ciò consegue che la classificazione del 1930 dovrebbe aver perso il suo significato (ed infatti le modifiche non tengono più conto dei nodi centrali e periferici), cosa che invece non avviene proprio in ragione del sistema tariffario. Le definizioni radiale, diametrale, centrale e periferica saranno non solo mantenute, bensì adattate ai numerosi cambiamenti dei tre decenni successivi, col risultato che alla definitiva abolizione dei frazionamenti tariffari, nel 1965, troveremo esercitate linee radiali doppie unificate, radiali-centrali-radiali, periferiche-radiali, e via dicendo in un incredibile guazzabuglio di definizioni.
| Percorsi delle linee sottoriportate | ||||||
| 20-I | Soppressione linea 208 | |||||
| 25-I | Ripristino linea 106/ | |||||
| 15-II | Istradamento linea LI per via dell'Idroscalo | |||||
| 22-IV |
|
|||||
| 16-VI |
|
|||||
| 28-VI | Prolungamento linea autobus 124 a Largo Chigi | |||||
| 30-IX | Istituzione linea autobus 103 (p.za S. Silvestro-p.za Martiri Fascisti) | |||||
| 24-X | Ripristino linea autobus NT/ | |||||
Nel 1937 il filobus diventa realtà: sono attivati i primi impianti sperimentali sui due lungotevere di destra e sinistra, linee 137 (p.za Risorgimento-Ponte Milvio), e 138 (via Maria Luisa di Savoia-v.le Pinturicchio), ed è soppressa la linea autobus 237. Il filobus da subito prova degli indubbi vantaggi che presenta sui pesanti, rumorosi e puzzolenti autobus di allora: è silenzioso, veloce, maneggevole per l’autista e confortevole per i viaggiatori, e alla buona prova data dalle prime linee al varo di un piano di generalizzata estensione del nuovo mezzo il passo è breve.
Da Febbraio a Giugno sono esercitati con autobus quattro collegamenti speciali per l'Ippodromo delle Capannelle: il sussidio alle linee tranviarie della STFER è antica consuetudine dell'ATAG, che li esercita più spesso con vetture tranviarie aziendali che percorrono gli impianti delle tranvie dei Castelli Romani con tutta una serie di complicazioni, più che altro burocratiche, legate all'istradamento di vetture urbane su binari di linee extraurbane. La saltuaria sostituzione dell'autobus al tram è legata al potenziamento del servizio urbano della STFER, che dal 16 gennaio dello stesso anno è esercitato con le due linee Termini-Capannelle (attivata nel 1935) e Termini-Cinecittà (del 1937). Per gli autobus ATAG, in virtù di una normativa che rimarrà in vigore fino al 1994, permane il divieto di effettuare servizio urbano (ovvero le fermate), nelle tratte in comune con le tranvie dei Castelli già prescritto per le vetture tranviarie.
Sui collegamenti speciali l'ATAG predisponeva una disciplina tariffaria a volte oltremodo complicata. Nell'Ordine di Servizio relativo all'istituzione dei collegamenti speciali per le Capannelle leggiamo: «Saranno utilizzati biglietti da L.6 color avana, da L. 5 color arancione, da L. 3,50 colore verde, da L. 4 formato grande (biglietto speciale da due percorsi con l'indicazione del prezzo stampigliato. Nelle corse di ritorno i fattorini ritireranno il biglietto in possesso dei viaggiatori, ai quali verrà distribuito un biglietto gratuito (i biglietti ritirati, in numero pari ai biglietti gratuiti distribuiti, saranno versati dai fattorini assieme agli incassi). Nelle corse di ritorno sarà consentito ai viaggiatori di prendere posto su vetture con itinerario diverso da quello compiuto all'andata, purché di prezzo inferiore: mentre non sarà consentito il contrario se non dietro pagamento della intera differenza del prezzo. A tale scopo oltre i biglietti suaccennati e quelli gratuiti saranno inclusi nei caricamenti biglietti di colore cenere da Lire 1 e colore lilla da L. 2 per il pagamento delle differenze. I portatori di biglietti da L. 3,50, sempre nelle corse di ritorno, saranno ammessi soltanto sulle vetture dell'itinerario Ippodromo-San Giovanni».
Dal 20 marzo è istituita la linea 107, da Sant’Agnese fino a Montesacro, in sostituzione dello stesso tratto delle linea tramviaria 7 per l’esecuzione di alcuni lavori stradali; dal successivo giorno 30 l’autobus 207 sostituisce la linea tramviaria 7P all’interno del quartiere di Monte Sacro. Ci si avvia di nuovo alla completa soppressione dei collegamenti su rotaia verso Monte Sacro: dal 9 maggio è infatti soppressa la linea tramviaria 7/ e l’autobus 107 fa servizio tra p.za dei Cinquecento e Corso Sempione. Le disposizioni date non sono comunque troppo chiare, ed in effetti l’ATAG deve precisare in un successivo ordine di servizio che la linea tramviaria 7 resta comunque in esercizio. Nel frattempo i lavori che sconvolgono la zona di San Pietro (demolizione della spina di Borgo), obbligano l’ATAG a spostare il capolinea delle linee MB e NB nell’area della ormai scomparsa p.za Scossacavalli, mentre continua ad estendersi la rete filoviaria: la successiva linea autobus ad essere convertita è la 106/, che diviene 106, mentre rimane al momento autobus la 106.
Linee autobus trasformate in filobus (1937-1942)
| linea | itinerario | data |
| 137 | via Luisa di Savoia-v.le Pinturicchio | 08-01-1937 |
| 138 | via Luisa di Savoia-Ponte Milvio | 08-01-1937 |
| 106 | p.le Annibaliano-p.za Fiume-l.go Chigi | 19-04-1937 |
| 103 | p.za Santiago del Cile-p.za S. Silvestro | 21-04-1938 |
| 107 | p.za Indipendenza-via Nomentana-c.so Sempione | 30-04-1938 |
| 103 | p.za Martiri Fascisti-p.za S. Silvestro | 01-10-1938 |
| 107 | staz. Termini-via XX Settembre-S. Agnese | 16-01-1939 |
| EF | staz. Termini-p.za Barberini-p.le Clodio | 01-02-1940 |
| 115 | l.go Chigi-Traforo-p.za S. Maria Maggiore | 01-05-1940 |
| M1P | p.za Indipendenza-p.za Barberini-p.za Risorgimento | 01-07-1940 |
| MB | p.za Indipendenza-l.go Argentina-S. Pietro | 25-11-1940 |
| EP | p.za S. Maria Maggiore-p.za Cavour | 01-05-1940 |
| NB | porta Pia-p.za S. Silvestro-San Pietro | 16-04-1942 |
| NT | porta Pia-p.za Barberini-p.za Sonnino | 15-11-1943 |
Il giorno 6 giugno, in occasione della festa dell'Infiorata di Genzano, l'ATAG attiva due collegamenti autobus speciali, uno esercitato con vetture ordinarie (capolinea a via Gaeta), e uno Gran Turismo (capolinea p.za Esedra), coi veicoli appositamente attrezzati allo scopo.
La rete autobus si estende in periferia: dal 25 giugno la linea 214 raggiunge la borgata Gordiani.
L’istituzione della linea filoviaria 136 da p.le Flaminio a p.le Clodio, per il Ponte del Littorio, porta alla limitazione della linea autobus EF a p.le Flaminio, dove fa capolinea accanto alla FR; dallo stesso giorno la EP è prolungata da Ponte Cavour fino a p.za Risorgimento; dal 16 settembre è soppressa la linea 229, prolungando la 231 da porta San Pancrazio a via del Casaletto, mentre dal primo ottobre sulle tabelle della linea EP figurerà,, per motivi noti solo all’ATAG, la scritta Pantheon in colore rosso.
L’ATAG riprende l’esperimento dell’agente unico sulle linee del Lido LP, LI e LF, oltre che sulle linee periferiche 201, 217 e 234 (21 ottobre): le vetture utilizzate sono dei Lancia Omicron ai quali è stata chiusa la porta posteriore: l’accesso e l’uscita dei passeggeri avverranno entrambe dalla porta anteriore, ma stavolta non sono previste macchine emettitrici e a far tutto (guida e vendita dei biglietti), è l’autista. Sulle vetture autobus compare inoltre una tabella laterale, sistemata sul finestrino alle spalle del posto fisso del fattorino, che reca l'indicazione del capolinea di destinazione: l'aggiornamento ad ogni capolinea di detta tabella (che entra in vigore dal 1 aprile), è compito del fattorino.
Dal 16 dicembre, causa la piena del Tevere nella zona nord di Roma, è interrotta la circolazione tranviaria sulla via Flaminia, da p.le Flaminio a Ponte Milvio: è istituita una linea autobus provvisoria che segue un itinerario alternativo che da via Flaminia segue p.le Belle Arti, Ponte Risorgimento, via Prestinari, via Achille Papa, p.za Bainsizza, viale Carso, viale Angelico.
| 8-I | Soppressione linea 237 | ||||||||||
| 9-I | Istituzione linea (p.za Fiume-Ippodromo Tor di Quinto: dal 9-I al 20-II) | ||||||||||
| 1-II | Limitazione linea LI a Lungomare Duilio alt. Villaggio dei Pescatori (solo feriali, dal 1-II al 31-III) | ||||||||||
|
|
Servizio speciale autobus per l'Ipprodromo di Tor di Quinto e per lo Stadio del Partito Nazionale Fascista |
|
|||||||||
|
Servizio speciale autobus per l'Ipprodromo delle Capannelle |
|
||||||||||
| 30-III |
|
||||||||||
| 17-IV | Limitazione linee NB e MB da p.za Rusticucci nell'area dell'ex p.za Scossacavalli | ||||||||||
| 19-IV |
|
||||||||||
| 6-V | Servizio speciale autobus Campo-Testaccio-Ippodromo delle Capannelle | ||||||||||
| 9-V |
Riordino della rete nel quartiere Montesacro |
|
|||||||||
| 10-V | Servizio speciale autobus p.za Colonna-q.re Parioli (per una manifestazione militare del Regime) | ||||||||||
| 6-VI | Servizio speciale autobus Roma-Genzano | ||||||||||
|
Servizio speciale autobus per l'Ipprodromo Villa Glori |
|
||||||||||
|
Servizio speciale per la stagione balneare (dal 16-VI al 15-IX) |
|
||||||||||
| 21-VI | Esercizio provvisorio con autobus (linea 110) della linea tranviaria 10 | ||||||||||
| 29-VI | Istituzione linea 214 (via Acqua Bullicante-Borgata Gordiani) | ||||||||||
| 1-IX |
|
||||||||||
| 16-IX |
|
||||||||||
| 1-X | Deviazione linea 205 da via Salaria a via Tor Fiorenza | ||||||||||
|
Servizio speciale autobus per il Verano (1-2-XI) |
|
||||||||||
Dal primo gennaio si ha un prolungamento in periferia: la linea 213 prosegue oltre via del Pigneto, lungo la via dell’Acqua Bullicante fino all’incrocio con la Tuscolana. Dal primo marzo, con il prolungamento del filobus 106 a San Silvestro, la linea autobus 106 è soppressa. Il 21 aprile la linea autobus 103 è prolungata da piazza Santiago del Cile al viale Parioli, in corrispondenza di villa Glori, ed è simultaneamente convertita in filobus; la 103 seguirà la stessa sorte il primo ottobre successivo.
Dal 26 aprile gli autobus sostituiscono i tram sulle linee 34 e 34/, a causa dei lavori di preparazione della linea filoviaria 134, che dovrà sostituire quella tranviaria; dal successivo 30 aprile l’esercizio su rotaia è ripristinato sulla tratta interna, da P.te Vittorio a via Aurelia ang. via porta Pertusa, e tale esercizio misto dura fino al 7 luglio, quando viene attivata la nuova linea filoviaria. Il filobus deve sostituire in via definitiva il tram anche lungo la via Nomentana. Per consentire ai viaggiatori di apprezzare per tempo le buone prestazioni dei nuovi veicoli l’ATAG attiva la trazione filoviaria anzitutto sul 107, a suo tempo attivato in sostituzione del tram 7/, cosi da non avere problemi quando, pochi mesi dopo, anche il 107 diventa filobus, segnando la definitiva scomparsa del tram lungo questa direttrice.
Il 1 luglio, causa lavori di sistemazione stradale dell'antica via Militare di Portonaccio (l'odierna via di Portonaccio), la linea 213 viene provvisoriamente limitata di circa 600 m, al cavalcavia ferroviario della stazione Prenestina: per la prosecuzione del servizio sull'intero itinerario fino a Casal Bertone le due vetture comandate sulla linea sono assegnate all'uno e l'altro tronco dell'itinerario interrotto, con attestamento ai due lati del cantiere del sottovia: mediante corrispondenza di orario i passeggeri effettuano il trasbordo dall'una all'altra vettura, che per esigenze di contabilità si scambiano anche i fattorini.
Con l’entrata in servizio delle vetture filoviarie diesel-elettriche, i così detti autofilobus, l’ATAG sperimenta, a partire dal 24 settembre, un esercizio misto sulla linea M1P. In tale esercizio le vetture diesel-elettriche in partenza da piazza Risorgimento dovevano marciare in trazione elettrica nella tratta di via Cola di Rienzo fino alla fermata posta all’altezza di via Orazio (tratta considerata filoviaria), per poi passare alla trazione diesel sul rimanente itinerario. L’esperimento, che vede impiegate quattro vetture diesel-elettriche, non dà buon esito, e questo perché la pazienza del pubblico, sia pure in epoca fascista, ha pur sempre un limite. Succede infatti che data la posizione del bifilare gli autofilobus sono costretti a saltare la prima fermata dopo p.za Risorgimento passando a gran velocità (si fa per dire, data la lentezza proverbiale di quei rotabili) davanti al capannello dei passeggeri in attesa. L’ATAG raccomanda, per limitare il disagio, di immettere gli autofilobus in orari opportunamente distanziati. Oltre ciò, data la presenza di un unico bifilare anche per la linea 137 in transito, i fattorini degli autofilobus in sosta al capolinea sono costretti ad abbassare le aste al sopraggiungere di ogni 137.
| 1-I | Prolungamento linea 213 da via del Pigneto a via Tuscolana alt. porta Furba | ||||||
| 1-III | Soppressione linea 106 | ||||||
| 19-III | Parziale sostituzione linea M1P (esercizio misto autofiloviario con vetture diesel/elettriche) | ||||||
| 21-IV |
|
||||||
| 30-IV | Temporaneo esercizio con autobus linee tranviarie 34 e 34/ nel tratto successivo a p.za porta Pertusa | ||||||
| 2-V | Sostituzione linea 107 (trasformazione in filobus) | ||||||
| 24-V | Prolungamento linea 236 da p.za Clemente XI a via Federico Borromeo | ||||||
| 9-VII | Soppressione esercizio misto delle linee 34 e 34/ | ||||||
| 12-IX | Prolungamento di alcune corse della linea 223 al cantiere Rusconi dell'E42 | ||||||
| 1-X | Soppressione linea 103 (trasformazione in filobus) | ||||||
| 26-X | Prolungamento linea 205 da p.za Acilia a p.za Crati e deviazione per via di Novella | ||||||
|
Servizio speciale autobus per il Verano (1-2-XI) |
|
||||||
Dal 10 gennaio 1939 la linea EP è prolungata da piazza Risorgimento per via Leone IV fino al largo Trionfale; dal successivo 16 con l’istituzione della linea filoviaria 107 da piazza San Bernardo a Monte Sacro, cessa l’esercizio l’autobus 107. Il primo febbraio è attivata la nuova linea periferica 230 da porta San Pancrazio alla località Casermone; la 231 barrata è quindi soppressa.
Ma è il momento in cui si pongono le basi di quella che deve essere la Grande Esposizione universale da inaugurare nel 1942 (in tempo per celebrare i vent’anni del Regime Fascista), chiamata per l’appunto E.42; insieme al fervore di altre, e ben più grandiose, attività, l’ATAG inaugura il 10 marzo una linea di autobus per collegare il costruendo quartiere al centro della città ed assegna molto opportunamente proprio la sigla E42 alla nuova linea che, partendo da piazza Venezia, termina all’ingresso della futura esposizione in via delle Tre Fontane.
Per la preparazione della grande Esposizione del 1942 fu varato un grandioso piano di opere pubbliche, sia edilizie che viarie, e naturalmente un piano di riassetto della rete di trasporto pubblico. Nell’entusiasmo dei tempi avrebbe dovuto essere il filobus a fare la parte del leone, tra le altre con una linea diretta da Termini all’Esposizione sull’itinerario della costruenda via Imperiale, da esercitarsi con spettacolari veicoli a cinque assi lunghi 22 metri (il prototipo dei quali, pur costruito, non potè giungere a Roma a causa della guerra e rimase a Milano, dove fu acquisito dall’ATM). Per la rete filoviaria era prevista un estensione di 315 Km di doppio bifilare, con 1050 veicoli, più ulteriori 25 Km di impianto per l’esercizio misto con autofilobus (altre 80 vetture), mentre sarebbero state ridotte a due le linee tranviarie (riducendo la rete da 167,950 a 58 Km, da esercitarsi con le articolate Stanga che la guerra fece giungere solo nel 1949)), e a quattro le linee di autobus (da 215,120 a 58 Km, utilizzando i soli modelli di più recente produzione). Il piano andò a perdersi assieme a quello dell’esposizione col precipitare degli eventi bellici, e sarà in parte applicato nell’immediato dopoguerra, quando l’ATAG intenderà portare avanti il programma di estensione della trazione filoviaria.
Per lavori nella zona di Termini, connessi all’edificazione della nuova stazione, viene demolita quella delle Ferrovie Vicinali (linea Roma-Fiuggi), e arretrato l’attestamento della ferrovia in via Re Boris di Bulgaria: dal 28 giugno la linea autobus TL, sigla che sta per Termini-Laziali (ormai le lettere usate per le linee autobus hanno perduto l’originario significato: si continua ad usarle per consuetudine). copre il breve percorso che intercorre tra vecchio e nuovo capolinea con un breve itinerario circolare di 1,250 Km. La linea viene tuttavia sospesa dal 1 settembre, causa nuovi provvedimenti di sospensione e limitazione di linee per una nuova campagna di risparmio dei carburanti, stavolta legata all'approssimarsi dello stato di guerra, e non sarà mai più riattivata.
È di quest’epoca un primo tentativo dell’ATAG di istituire dei collegamenti rapidi a mezzo di linee autobus con un numero limitato di fermate intermedie. Le nuove linee celeri, come sono immediatamente chiamate, vedono la luce, «in via provvisoria e sperimentale», il 28 ottobre in numero di tre: la 1 tra piazza Bologna e piazza Mazzini, la 2 tra il piazzale di San Lorenzo e San Pietro, la 3 tra piazza Ungheria e viale del Re; sono esercitate con vetture versione gran turismo (ma le vetture sono adesso a noleggio dalla SITA, e ben più affidabili di quelle dell’ATAG, di cui peraltro si comincia a perdere le tracce) nelle quali non sono ammessi viaggiatori in piedi. Ma come forse qualcuno all’ATAG aveva previsto (e ve ne era sentore nel prudente comunicato del 28 ottobre), queste linee celeri sono snobbate dai romani (forse anche per l’esosa tariffa unica di 2 lire), e si rivelano ben presto un fallimento; dopo qualche tentativo di aggiustamento dei percorsi, la 2 è soppressa e la 3 limitata (22 novembre), mentre dall’8 dicembre anche la 1 e la 3 cessano l’esercizio.
| Data | Linea |
Provvedimento |
| 28-X | Celeri 1, 2, e 3 | Istituzione sugli itinerari p.za Bologna-p.za Mazzini (1), p.za S. Lorenzo-San Pietro (2), p.za Ungheria-Ministero Educazione Nazionale (3) |
| 6-XI | Celere 3 | Prolungamento da p.za Ungheria a p.za Pitagora |
| 23-XI | Celere 2 | Soppressione |
| Celere 3 | Limitazione al percorso via Arenula-p.za Pitagora | |
| 8-XII | Celeri 1 e 3 | Soppressione |

Immagini delle linee autobus celeri
Per l’autobus i tempi sono comunque sempre meno propizi. Il 1939 si chiude con l’istituzione della linea 111, da Largo Chigi alla Città Universitaria, linea che sembra voler ripristinare parte dell'itinerario della linea sospesa M2P (avrà in realtà breve vita, dal momento che risulta sospesa dal 16 giugno 1940 e mai più riattivata), ma il il primo settembre dello stesso anno l'esercito tedesco ha iniziato l'invasione della Polonia, dando il via alla seconda guerra mondiale. L'Italia si dichiara al momento Paese neutrale e rifiuta di scendere in guerra al fianco della Germania, ma l'illusione dura ancor meno di quanto si prevede durino le ostilità. Mussolini vuole sedere al tavolo della pace, al fianco di una Germania che vuole vedere (o che gli danno a vedere), vincitrice, e per farlo gli storici ci raccontano che ha bisogno “di qualche migliaio di morti”.
Si avvicina la fatidica data del 10 giugno 1940.
| Percorsi delle linee sottoriportate | ||||||||||||
| 9-I | Prolungamento linea EP da p.za Risorgimento a l.go Trionfale | |||||||||||
| 16-I | Soppressione linea 107 | |||||||||||
| 1-II |
|
|||||||||||
| 10-III | Istituzione linea E42 (p.za Venezia-via delle tre Fontane) | |||||||||||
| 19-III | Prolungamento linea E42 da p.za Venezia a p.za Esedra | |||||||||||
| 1-V | Istituzione linea 200 (p.le Ponte Milvio-via della Camilluccia, alt. Collegio del Littorio) | |||||||||||
| 1-VI | Modifica itinerario linea LI per Lungomare degli Abruzzi | |||||||||||
| 25-VI | Servizio speciale autobus Roma-Genzano | |||||||||||
| 28-VI | Istituzione linea circolare TL (staz. FS Termini-staz. STEFER Ferrovie Laziali-staz. FS Termini) | |||||||||||
| 1-IX |
|
|||||||||||
| 7-IX |
|
|||||||||||
| 16-IX | Deviazione linea FR per via del Circo Massimo | |||||||||||
| 19-IX |
|
|||||||||||
| 28-X |
|
|||||||||||
| 1-XI |
|
|||||||||||
|
||||||||||||
| 23-XI |
|
|||||||||||
| 4-XII | Istituzione linea E42/ (p.za SS. Apostoli-via delle Tre Fontane) | |||||||||||
| 5-XII | Sospensione esercizio linee autobus celeri | |||||||||||
| 11-XII | Sospensione esercizio linea E42/ | |||||||||||
| 18-XII | Istituzione linea 111 (l.go Chigi-Città Universitaria) | |||||||||||
| Home Page | indice autobus | indice storia |
|
rev. 05/06/10