tram e trasporto pubblico a Roma

La rete urbana di autobus

Dal 1935 alla seconda guerra mondiale

 

Anno 1935

Il 1935 si apre con un primo duro colpo alla rete tranviaria di Roma: è soppresso tutto il servizio su rotaia che da porta Pia si spinge fino a corso Sempione e nella parte interna del quartiere Monte Sacro. Il 1° febbraio è soppressa la linea tramviaria 7, da porta Pia a Montesacro; in sua sostituzione è attivata la nuova linea autobus 107, con un lunghissimo percorso, di ben 8,190 km da piazza Sonnino a corso Sempione, rinforzata da una 107 barrata in partenza da porta Pia, che il 18 febbraio seguente sarà portata alla stazione Termini. Simultaneamente anche la linea autobus NB è prolungata da porta Pia per via Nomentana fino a corso Sempione, sullo stesso percorso della 107. Sono anche chiuse le due linee tranviarie del quartiere 7A e 7B, sostituendole con una variante nel percorso dell’autobus 207. Dal 20 marzo, tuttavia, la linea 207 riprende il precedente itinerario, mentre sono istituite le linee 208, da corso Sempione per i viali Adriatico e Jonio, seguendo il percorso della linea 7B, e 209 con lo stesso percorso circolare della linea 7A per via Maiella e via Monte Bianco.

Si noti come l’istituzione del collegamento da Montesacro a p. Sonnino costituisce una violazione delle norme che hanno presieduto, cinque anni prima, alla riforma tramviaria: la linea radiale 107, in base alle regole del 1930, dovrebbe attestarsi a porta Pia, primo nodo di collegamento con la circolare interna e non penetrare all’interno della stessa e percorrerne tutto il diametro, esattamente come la linea diametrale NB dovrebbe attestarsi allo stesso capolinea per l’effettuazione della relativa corrispondenza. In secondo luogo, anche l'assegnazione dei numeri 208 e 209 viola una regola della riforma, quella che voleva le linee periferiche denominate in ragione del numero assegnato al quartiere in cui operano. Successivi provvedimenti correggeranno solo in parte queste anomalie, ma è un ulteriore ed evidente segnale della volontà di abbandonare tanti dei criteri che erano stati introdotti con una riforma che l’azienda ha subìto in virtù di un commissariamento, imposta dall’alto, che manifesta sempre più evidenti le conseguenze di scelte scriteriate.

Da qualche parte si vuole che l’eliminazione dei tram dalla via Nomentana sia stata voluta per evitare il disturbo dato dal transito dei treni tranviari di fronte a Villa Torlonia dove abitava Mussolini; può anche darsi, benché appaia difficile che all’interno della villa il rumore del tram in transito abbia potuto raggiungere un livello tale da turbare il sonno del Duce.

La soppressione dell’esercizio tramviario per Monte Sacro fu un madornale errore, del quale scontiamo ancor oggi le conseguenze; se vi fu in Roma un itinerario, una linea di forza, adatto al tram, questo era e tutt’ora è la via Nomentana, con la sua larghezza e il suo andamento tutto praticamente in rettifilo (ed all’ATAG si doveva essere ben consapevoli di questo errore, come rivela il tono nebuloso e vagamente trionfalistico dei comunicati del 27 e 28 giugno). Se poi si considera che negli ultimi anni la linea 7 era esclusivamente esercitata con le comode, spaziose e veloci vetture MRS e che sulla stessa linea era anche esercitato un servizio rapido con la sola fermata intermedia di Sant’Agnese, sarà ben comprensibile la protesta degli utenti, costretti da un giorno all’altro a cacciarsi negli stretti, caldi e maleodoranti Lancia Omicron, ansimanti in salita dal ponte Tazio verso Sant’Agnese.

I Lancia Omicron avevano lo scappamento che usciva da sotto la cassa, lateralmente a sinistra: tenendo aperto qualche finestrino, i gas di scarico entravano nella vettura e mescolandosi con l’odore di cuoio dei sedili, che in quegli autobus erano imbottiti, facevano veramente stare male. Con l’approssimarsi della stagione estiva alle proteste del pubblico si aggiunsero quindi (seppure in forma meno plateale) quelle del personale di guida e dei fattorini, che su quelle vetturette erano comandati per turni superiori, allora, alle sette ore continuative. Ai problemi di natura tecnica, poi, si sommavano quelli della reale convenienza di abolire il servizio tranviario. La tabella seguente, ricavata da un documento originale dell’ATAG, ne è la riprova. I tempi di percorrenza verso il nodo di piazza Venezia si riferiscono alla situazione di fine marzo, quando la linea di via Nomentana è stata soppressa ed i collegamenti con il quartiere di Monte Sacro sono esclusivamente affidati alle nuove linee di autobus; i ventisei minuti necessari per raggiungere piazza Colonna, paragonati ad esempio ai diciassette minuti richiesti da porta San Pancrazio, o ai venti da via Bertoloni, pur con tutto il trasbordo da tram ad autobus, sono effettivamente troppi e non solo per i 50.000 e più abitanti di un quartiere allora isolato ai margini della città di allora.

Tempi di percorrenza verso il nodo di p. Venezia

origine del percorso mezzi tempo   origine del percorso mezzi tempo
Monte Savello A 3 min.   p. Lodi A 20 min.
Colosseo A 4   p.le Annibaliano TA 20
p. Sonnino A 4   p.te Milvio TA 20
p.le Flaminio A 5   p. Santiago del Cile TA 20
p. S. Maria Magg. A 6   v. Bertoloni TA 20
p. Cavour A 6   p. Bologna TA 20
staz. Termini A 7   p.le Verano TA 20
p.ta S. Giovanni A 7   v. Taranto TA 20
p. Vitt. Emanuele A 7   p.ta Latina TA 20
p.ta Pia A 8   staz. S. Pietro TA 20
p. Fiume A 8   staz. Trastevere TA 22
v.le del Re* TA 9   q.re Trionfale TA 22
p.ta San Paolo TA 9   v. della Giuliana TA 22
p.le Belle Arti TA 10   Villa Felicetti TA 22
p. Indipendenza A 10   p. Crati TA 22
p. S. Croce TA 10   Garbatella TA 23
q.re S. Saba TA 10   bas. S. Paolo TA 22
p. S. Pietro A 10   Monteverde V. TA 22
p. Mazzini TA 10   Madonna del Riposo TA 23
p. Risorgimento A 11   Portonaccio TA 25
p. dei Frentani A 14   Monteverde N. TA 25
p. Bainsizza TA 16   Monte Sacro A 26
Mercati generali TA 16   Acqua Bullicante TA 31
p.ta S. Pancrazio TA 17   Forte Braschi TA 35
S. Agnese A 20   S. Maria della Pietà TA 41
* Altezza Ministero educazione nazionale
Mezzi: T, Tram; TA, Tram+autobus. Per i percorsi con i due mezzi di trasporto il tempo
di percorrenza include il tempo medio di attesa per il trasbordo.

 

Ma la situazione è tutt'altro che stabile: a distanza di appena sei mesi dalla chiusura del servizio tramviario sulla Nomentana, da un comunicato del 27 giugno si apprende che

...in data 1° luglio in dipendenza del nuovo ordinamento del servizio dei trasporti collettivi dei quartieri Nomentano e Monte Sacro, ed in occasione dei lavori di rifacimento stradale della via Nomentana, verrà istituita una linea radiale tramviaria N. 7.

La nuova radiale 7 parte dal Ministero delle finanze e per piazza Indipendenza, via Morgagni, piazza Bologna e viale XXI Aprile, passa in via Nomentana all’altezza di Sant’Agnese, donde prosegue sui binari già precedentemente utilizzati fino a Monte Sacro; sarà rinforzata da un 7 barrato in partenza da porta Pia istituito lo stesso giorno.

Fin qui potrebbe sembrare, tutto sommato, una aggiunta tranviaria ai collegamenti per Monte Sacro, ma non è così, dato che in un altro comunicato dello stesso giorno si precisa che la linea NB, ancora dal 1° luglio, limiterà l’esercizio a Sant’Agnese; infine con due diversi comunicati del 28 giugno si annuncia che

in elazione alla nuova e diversa sistemazione dei quartieri Nomentano e Monte Sacro le linee 107 e 107 barrato sono soppresse.

Sei mesi dopo, nel gennaio 1936, sarà anche ripristinato l’esercizio tranviario nel quartiere di Monte Sacro con l’istituzione di una linea circolare, 7P, in sostituzione dell’autobus 208.

Restando in giugno, troviamo l’annuncio dell’istituzione di una serie di collegamenti autobus e tranviari per facilitare il raggiungimento, dalle restanti parti della città, della stazione della ferrovia Roma-Ostia utilizzata dai romani per raggiungere, appunto, il Lido di Roma. Dal 1° luglio sono istituite due linee autobus per porta San Paolo, la LB (Lido-Borgo), in partenza da piazza della Chiesa Nuova e la LM (Lido-Macao), da piazza Esedra, mentre la 124 è prolungata da piazza G.L. Bernini a porta San Paolo; le due linee, considerate stagionali, saranno poi soppresse il 16 settembre, col ripristino del normale itinerario della 124.

Circa i collegamenti interni all’abitato di Ostia Lido, dal 21 luglio si ha un breve prolungamento della linea LP entro la pineta di Castel Fusano ed è istituita la LP barrata di rinforzo sul precedente itinerario.

Ma, sotto la minaccia delle sanzioni economiche conseguenti alla guerra d'Africa, occorre procedere ad economie di esercizio, da attuarsi anche mediante la limitazione o la soppressione di linee automobilistiche poco frequentate ed i primi provvedimenti in tal senso vedono la luce il 25 novembre. La 138, di recente istituzione, è limitata al piazzale Flaminio, mentre analoga riduzione di percorso tocca alla 237, che vede il suo capolinea interno spostato da piazza Pasquale Paoli a piazza Risorgimento (è da notare che, così accorciate, sia la 138 che la 237 manterranno la loro configurazione per decenni, anche se con altre numerazioni); la ST è retrocessa dal ministero dell’Educazione nazionale a piazza Sonnino; il capolinea esterno della 130 è riportato a piazza Santa Maria in Trastevere e quello interno della 124 da piazza Barberini a piazza Venezia. Sono sospese le linee FL, 209, 222, 226, 235 e si annuncia la sospensione anche della 208 alla riattivazione della rete tranviaria di Monte Sacro (16 gennaio 1936); dal 7 dicembre sono sospesi molti servizi sussidiari barrati quali M1P, CP, NT, 106, quest’ultimo che sarà però riattivato il 17 gennaio 1936. Dal 16 dicembre, quasi risorgendo dalle ceneri, riappare l’autobus 107, ora tra largo Massimo e S. Agnese; nello stesso giorno la MB lascia questo capolinea ed è riportato a porta Pia.

Anno 1936

Il 1° gennaio vede l’annuncio, dato dal Giornale d’Italia, dell’imminente inizio dei lavori di costruzione della rete filoviaria. Alla stessa data è pressoché completata la radiazione del materiale più antiquato (autoelettriche, vetture SPA e Lancia Eptajota) e il parco è composto unicamente di vetture costruite a partire dal 1928. I veicoli a tre assi, tutti del 1935, sono al momento un centinaio. Oltre la metà del parco, per complessivi 286 autobus, si compone di Lancia Omicron dei due tipi corto e lungo, il totale complessivo è di 418 veicoli atti al servizio ai quali si devono aggiungere le vetture con i più vari allestimenti turistici, più o meno sperimentali, entrate in servizio tra il 1929 e il 1932, quasi tutte impiegate sulla Roma-Tivoli. Gli autobus con alimentazione a gasogeno sono 27, ma durante l'anno entrano in servizio 37 Lancia Omicron trasformati in proprio dall'ATAG e 23 Fiat 656 RN-G dotati in fabbrica di sistema di alimentazione brevetto Nostrum.

Per quanto riguarda la rete, nel 1936 entra in funzione l'autorimessa Lido, ubicata a Ostia nell’attuale corso Duca di Genova; è ripristinata qualche linea sospesa l’anno precedente per economia di combustibile; seguita l’estensione della trazione a gasogeno con nuovi tipi di bruciatori, che però non danno risultati migliori dei precedenti.

La rete si compone di 46 linee diurne, due notturne, il servizio extraurbano per Tivoli e vari collegamenti speciali; il 21 aprile l'ATAG riordina il servizio autobus notturno con tre linee che sono denominate FA, SO, NP con le iniziali dei quartieri che collegano; al 20 gennaio 1936 è ripristinata la linea 7P in sostituzione dell'autobus 208.

Anno 1937

Nel 1937 sono attivati i primi impianti filoviari sperimentali sui due lungotevere di destra e sinistra, linee 137 (p. Risorgimento-Ponte Milvio), e 138 (v. Maria Luisa di Savoia-v.le Pinturicchio) ed è soppressa la linea autobus 237. Il filobus dà subito prova degli indubbi vantaggi che presenta sui pesanti, rumorosi e puzzolenti autobus di allora: è silenzioso, veloce, maneggevole per l’autista e confortevole per i viaggiatori e alla buona prova data dalle prime linee al varo di un piano di generalizzata estensione del nuovo mezzo il passo è breve.

Da febbraio a giugno sono esercitati con autobus quattro collegamenti speciali per l'ippodromo delle Capannelle.

Sui collegamenti speciali l'ATAG predisponeva una disciplina tariffaria a volte oltremodo complicata. Nell'ordine di servizio relativo all'istituzione dei collegamenti speciali per le Capannelle leggiamo:

Saranno utilizzati biglietti da L. 6 color avana, da L. 5 color arancione, da L. 3,50 colore verde, da L. 4 formato grande (biglietto speciale da due percorsi con l'indicazione del prezzo). Nelle corse di ritorno i fattorini ritireranno il biglietto in possesso dei viaggiatori, ai quali verrà distribuito un biglietto gratuito (i biglietti ritirati, in numero pari ai biglietti gratuiti distribuiti, saranno versati dai fattorini assieme agli incassi). Nelle corse di ritorno sarà consentito ai viaggiatori di prendere posto su vetture con itinerario diverso da quello compiuto all'andata, purché di prezzo inferiore: mentre non sarà consentito il contrario se non dietro pagamento della intera differenza del prezzo. A tale scopo oltre i biglietti suaccennati e quelli gratuiti saranno inclusi nei caricamenti biglietti di colore cenere da L. 1 e colore lilla da L. 2 per il pagamento delle differenze. I portatori di biglietti da L. 3,50, sempre nelle corse di ritorno, saranno ammessi soltanto sulle vetture dell'itinerario ippodromo-San Giovanni.

Dal 20 marzo è istituita la linea 107 rosso, da Sant’Agnese fino a Montesacro, in sostituzione dello stesso tratto delle linea tramviaria 7 per l’esecuzione di alcuni lavori stradali; dal successivo giorno 30 l’autobus 207 rosso sostituisce la linea tramviaria 7P all’interno del quartiere di Monte Sacro. Ci si avvia di nuovo alla completa soppressione dei collegamenti su rotaia verso Monte Sacro: dal 9 maggio è infatti soppressa la linea tramviaria 7 barrato e l’autobus 107 rosso fa servizio tra piazza dei Cinquecento e corso Sempione. Le disposizioni date non sono comunque troppo chiare ed in effetti l’ATAG deve precisare in un successivo ordine di servizio che la linea tramviaria 7 resta comunque in esercizio. Nel frattempo i lavori che sconvolgono la zona di San Pietro (demolizione della Spina di Borgo) obbligano l’ATAG a spostare il capolinea delle linee MB e NB nell’area della ormai scomparsa piazza Scossacavalli, mentre continua ad estendersi la rete filoviaria; la successiva linea autobus ad essere convertita è la 106 barrato, che diviene 106 rosso, mentre rimane al momento autobus la 106.


Capolinea provvisori nell'area dell'ex p. Scossacavalli

Linee autobus trasformate in filobus (1937-1942)

linea data itinerario
137 8-I-1937 v. Luisa di Savoia-v.le Pinturicchio
138 8-I-1937 v. Luisa di Savoia-Ponte Milvio
106 19-IV-1937 p.le Annibaliano-p. Fiume-l.go Chigi
103 21-IV-1938 p. Santiago del Cile-p. S. Silvestro
107 30-IV-1938 p. Indipendenza-v. Nomentana-c.so Sempione
103 1-X-1938 p. Martiri Fascisti-p. S. Silvestro
107 16-I-1939 staz. Termini-v. XX Settembre-S. Agnese
EF 1-II-1940 staz. Termini-p. Barberini-p.le Clodio
115 1-V-1940 l.go Chigi-Traforo-p. S. Maria Maggiore
M1P 1-VII-1940 p. Indipendenza-p. Barberini-p. Risorgimento
MB 25-XI-1940 p. Indipendenza-l.go Argentina-S. Pietro
EP 1-V-1940 p. S. Maria Maggiore-p. Cavour
NB 16-IV-1942 p.ta Pia-p. S. Silvestro-S. Pietro
NT 15-XI-1943 p.ta Pia-p. Barberini-p. Sonnino

Il giorno 6 giugno, in occasione della festa dell'Infiorata di Genzano, l'ATAG attiva due collegamenti autobus speciali, uno esercitato con vetture ordinarie (capolinea a via Gaeta), e uno di gran turismo (capolinea p. Esedra), coi veicoli appositamente attrezzati allo scopo. La rete autobus si estende in periferia: dal 25 giugno la linea 214 raggiunge la borgata Gordiani.

L’istituzione della linea filoviaria 136 da piazzale Flaminio a piazzale Clodio, per il ponte del Littorio, porta alla limitazione della linea autobus EF a piazzale Flaminio, dove fa capolinea accanto alla FR; dallo stesso giorno la EP è prolungata da ponte Cavour fino a piazza Risorgimento; dal 16 settembre è soppressa la linea 229, prolungando la 231 da porta San Pancrazio a via del Casaletto.

L’ATAG riprende l’esperimento dell’agente unico sulle linee del Lido LI, LP, LF, oltre che sulle linee periferiche 201, 217 e 234 (21 ottobre): le vetture utilizzate sono dei Lancia Omicron ai quali è stata chiusa la porta posteriore: l’accesso e l’uscita dei passeggeri avverranno entrambe dalla porta anteriore, ma non sono previste macchine emettitrici e a far tutto (guida e vendita dei biglietti) è l’autista. Sulle vetture autobus compare inoltre una tabella laterale, sistemata sul finestrino alle spalle del posto fisso del fattorino, che reca l'indicazione del capolinea di destinazione: l'aggiornamento ad ogni capolinea di detta tabella (che entra in vigore dal 1° aprile), è compito del fattorino.

Dal 16 dicembre, causa la piena del Tevere nella zona nord di Roma, è interrotta la circolazione tranviaria sulla via Flaminia, da piazzale Flaminio a ponte Milvio; è istituita una linea autobus provvisoria che segue un itinerario alternativo che da via Flaminia segue viale delle Belle Arti, ponte Risorgimento, via Prestinari, via Achille Papa, piazza Bainsizza, viale Carso, viale Angelico.

Anno 1938

Dal 1° gennaio si ha un prolungamento in periferia: la linea 213 prosegue oltre via del Pigneto, lungo la via dell’Acqua Bullicante fino all’incrocio con la Tuscolana. Dal 1° marzo, con il prolungamento del filobus106 rosso a San Silvestro, la linea autobus 106 è soppressa. Il 21 aprile la linea autobus 103 è prolungata da piazza Santiago del Cile al viale Parioli, in corrispondenza di villa Glori ed è simultaneamente convertita in filobus; la 103 rosso seguirà la stessa sorte il 1° ottobre successivo.

Dal 26 aprile gli autobus sostituiscono i tram sulle linee 34 e 34 barrato, a causa dei lavori di preparazione della linea filoviaria 134, che dovrà sostituire quella tramviaria; dal successivo 30 aprile l’esercizio su rotaia è ripristinato sulla tratta interna, da ponte Vittorio a via Aurelia angolo via Porta Pertusa e tale esercizio misto dura fino al 7 luglio, quando viene attivata la nuova linea filoviaria. Il filobus deve sostituire in via definitiva il tram anche lungo la via Nomentana. Per consentire ai viaggiatori di apprezzare per tempo le buone prestazioni dei nuovi veicoli l’ATAG attiva la trazione filoviaria anzitutto sul 107 rosso, a suo tempo istituito in sostituzione del tram 7 barrato, cosi da non avere problemi quando, pochi mesi dopo, anche il 107 diverrà filobus.

Il 1° luglio, a causa di lavori di sistemazione stradale dell'antica via Militare di Portonaccio (l'odierna via di Portonaccio), la linea 213 è provvisoriamente limitata di circa 600 metri, al cavalcavia ferroviario della stazione Prenestina: per la prosecuzione del servizio sull'intero itinerario fino a Casal Bertone le due vetture comandate sulla linea sono assegnate all'uno e l'altro tronco dell'itinerario interrotto, con attestamento ai due lati del cantiere del sottovia: mediante corrispondenza di orario i passeggeri effettuano il trasbordo dall'una all'altra vettura, che per esigenze di contabilità si scambiano anche i fattorini.

Con l’entrata in servizio delle vetture filoviarie diesel-elettriche, i così detti autofilobus, l’ATAG sperimenta, a partire dal 24 settembre, un esercizio misto sulla linea M1P. In tale esercizio le vetture diesel-elettriche in partenza da piazza Risorgimento devono marciare in trazione elettrica nella tratta di via Cola di Rienzo fino alla fermata all’altezza di via Orazio per poi passare alla trazione diesel sul rimanente itinerario.

 L’esperimento, che vede impiegate quattro vetture diesel-elettriche, non dà buon esito perché la pazienza del pubblico, sia pure in epoca fascista, ha pur sempre un limite. Succede infatti che data la posizione del bifilare gli autofilobus sono costretti a saltare la prima fermata dopo piazza Risorgimento passando a gran velocità (si fa per dire, data la lentezza proverbiale di quei rotabili) davanti al capannello dei passeggeri in attesa. L’ATAG raccomanda, per limitare il disagio, di immettere gli autofilobus in orari opportunamente distanziati. Oltre ciò, data la presenza di un unico bifilare anche per la linea 137 in transito, i fattorini degli autofilobus in sosta al capolinea sono costretti ad abbassare le aste al sopraggiungere di ogni 137.

Anno 1939

Dal 10 gennaio 1939 la linea EP è prolungata da piazza Risorgimento per via Leone IV fino al largo Trionfale; dal successivo 16, con l’istituzione della linea filoviaria 107 rosso da piazza San Bernardo a Monte Sacro, cessa l’esercizio l’autobus 107. Il 1° febbraio è attivata la nuova linea periferica 230 da porta San Pancrazio alla località Casermone; la 231 barrata è quindi soppressa.

Ma è il momento in cui si pongono le basi di quella che deve essere la grande esposizione universale da inaugurare nel 1942, chiamata E.42; l’ATAG inaugura il 10 marzo una linea di autobus per collegare il costruendo quartiere al centro della città ed assegna molto opportunamente proprio la sigla E42 alla nuova linea che, partendo da piazza Venezia, termina all’ingresso della futura esposizione in via delle Tre Fontane.

Per la preparazione della grande esposizione del 1942 fu varato un grandioso piano di opere pubbliche, sia edilizie che viarie, e naturalmente un piano di riassetto della rete di trasporto pubblico. Nell’entusiasmo dei tempi avrebbe dovuto essere il filobus a fare la parte del leone, tra le altre con una linea diretta da Termini all’esposizione sull’itinerario della costruenda via Imperiale, da esercitarsi con spettacolari veicoli a cinque assi lunghi 22 metri. Per la rete filoviaria era prevista un estensione di 315 km di doppio bifilare, con 1050 veicoli, più ulteriori 25 km di impianto per l’esercizio misto con 80 vetture autofilobus; le linee tranviarie sarebbero state ridotte a due, riducendo la rete da 167,950 a 58 km, da esercitarsi con le motrici articolate Stanga (che arriveranno però solo nel 1949) e le linee di autobus a quattro portando la relativa rete da 215,120 a 58 km ed utilizzando i soli modelli di più recente produzione. Il piano andrà a perdersi assieme a quello dell’esposizione col precipitare degli eventi bellici e sarà in parte applicato nell’immediato dopoguerra, quando l’ATAG intenderà portare avanti il programma di estensione della trazione filoviaria.


Il capolinea dell'autobus E42 all'ingresso del Villaggio Operai dell'Esposizione (via delle Tre Fontane)

Per lavori nella zona di Termini, connessi all’edificazione della nuova stazione, viene demolita la stazione delle Ferrovie Vicinali (linea Roma-Fiuggi) e arretrato l’attestamento della ferrovia in via Re Boris di Bulgaria; dal 28 giugno la linea autobus TL, sigla che sta per Termini-Laziali, copre il breve percorso che intercorre tra vecchio e nuovo capolinea della ferrovia con un itinerario circolare di 1,250 km. La linea viene tuttavia sospesa dal 1° settembre, a causa di alcuni provvedimenti di sospensione e limitazione di linee per una ulteriore campagna di risparmio dei carburanti, ora legata all'approssimarsi dello stato di guerra, e non sarà mai più riattivata.

E' di quest’epoca un primo tentativo dell’ATAG di istituire dei collegamenti rapidi a mezzo di linee autobus con un numero limitato di fermate intermedie; l'esperimento non avrà successo e le linee saranno soppresse entro l'anno. Il 1939 si chiude con l’istituzione della linea 111, da largo Chigi alla Città Universitaria, linea che sembra voler ripristinare parte dell'itinerario della M2P, ma che avrà in realtà breve vita, sospesa dal 16 giugno 1940 e mai più riattivata.


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rev. B2 02/04/21