tram e trasporto pubblico a Roma

Rotabili della rete romana di autobus dal 1972 al 1980

Gli INBUS U210

 

 

Gli Inbus U210

400-508, 600-813, 900-1095, 1096-1164, 1165-1234, 1249-1262

A partire dal 1980, contemporaneamente agli ultimi gruppi di Fiat 418, inizia la fornitura delle nuovissime vetture INBUS, prodotte dalla "INdustrie autoBUS", un consorzio che raggruppa la Breda Costruzioni Ferroviarie di Pistoia, la De Simon di Osoppo (Udine), la Sicca di Vittorio Veneto (Treviso), e la SOFER di Pozzuoli (Napoli). La INBUS U210 è la prima vettura prodotta in Italia secondo lo schema introdotto già coi Fiat 421 della serie 6000, ovvero telaio allungato a 12 metri e presenza della doppia porta centrale. La differenza è nella carrozzeria, di linea inconfondibilmente moderna, e nell'allestimento interno, dove scompare la piattaforma anteriore mantenuta nei contemporanei Fiat 418, seppure già privati del posto fisso del fattorino. Un primo gruppo, composto da 109 vetture carrozzate dalla Breda (400-508), entra in servizio tra maggio del 1980 e marzo del 1981: il motore è il Fiat 8200.13.618 di tipo orizzontale, sistemato in posizione posteriore, a 6 cilindri (10.308 cc), che sviluppa 208 cv a 2500 giri al minuto e una velocità massima, a pieno carico e in piano, di 63,9 Km/h. La trasmissione è con doppio albero di trasmissione con manicotti scorrevoli autolubrificanti e giunti cardanici di estremità montati su cuscinetti a rulli: il cambio è il Voit-Diwa D851 a 3 marce avanti e retromarcia, con convertitore idraulico, comando di tipo elettronico tramite i pedali dell'acceleratore e del freno e tastierino per l'inserzione dei singoli rapporti.

Il cambio automatico degli anni '80 prevede la doppia possibilità di inserire la marcia in presa diretta (con regolazione e inserzione dei rapporti nel successivo avviamento del veicolo), ovvero bloccare la marcia più adatta in rapporto alle condizioni del tracciato, alla sua pendenza o al carico dell'autobus. Nel Voit-Diwa il comando della trasmissione è di tipo elettronico e consente al conducente di intervenire sul cambio sia attraverso una tastiera, per la selezione del rapporto più adatto alle condizioni del tracciato o al carico del veicolo, sia attraverso i pedali acceleratore e freno. I detti pedali sono collegati elettricamente all'apparecchiatura elettronica, e in funzione della posizione assunta determinano:

Il sistema di regolazione elettronico, che stabilisce le modalità e i tempi di inserzione dei rapporti, sostituisce anche il dispositivo autoregolatore meccanico della frizione presente nei tipi precedenti, diminuendo i giri del motore all'innesto dei rapporti superiori, ma il dispositivo non da qui risultati migliori dei tipi precedenti, con la marcia dei veicoli ugualmente soggetta a strappi al cambio di rapporto (seppure in misura minore).

Coi nuovi veicoli appare anche un nuovo dispositivo per l'azionamento del freno di stazionamento: dalla leva a mano sistemata sul pavimento, che serra le ruote posteriori con azionamento dei ceppi di tipo meccanico, si passa ora a un freno pneumatico alimentato da un serbatoio separato, tenuto costantemente in pressione per la contemporanea funzione di freno di emergenza. Il comando è ora sistemato al fianco sinistro del posto guida, e si inserisce tirando indietro a fine corsa la leva di comando: nella posizione di inserito un sistema di blocco della leva interviene automaticamente, accendendosi contemporaneamente una spia posta sul cruscotto, mentre un comando elettrico aziona l'impianto pneumatico per il blocco delle ruote posteriori. Quest'ultimo è segnalato da un caratteristico scatto proveniente dal sottocassa della vettura, cui i conducenti faranno affidamento ben più che alla spia, spesso spenta per mancata sostituzione della lampada, e lo stesso avviene quando il freno deve essere disinserito. La leva viene in questo caso spostata in avanti, e dal sottocassa della vettura si sente un doppio scatto che segnala l'avvenuto sblocco delle ruote. Qualora debba essere usato come freno di emergenza la leva di azionamento deve essere tirata all'indietro superando la fine corsa per portarla a un dente di arresto che la tiene ferma in tale posizione.

Entro la fine del 1981 giungono ulteriori 56 veicoli sempre con carrozzeria Breda (600-655), e 158 carrozzati dalla De Simon (656-813), meccanicamente uguali ai precedenti salvo la potenza del motore, diminuita a 203 cv a 2600 giri al minuto (velocità massima di 62,9 Km). Le INBUS sono subito messe in circolazione sulle linee a maggior traffico della rete, e nonostante siano rumorose e oltremodo rigide nelle sospensioni danno da subito buona prova in servizio. Alle prime 323 vetture se ne aggiungono quindi ulteriori 363, la cui fornitura inizia nel 1984 con 61 autobus (900-960), della nuova versione U210FT (FederTrasporti): rispetto ai primi gruppi varia la disposizione interna dei sedili e quella della strumentazione del posto guida, ma le caratteristiche tecniche della vettura (motore, potenza), rimangono pressappoco le stesse. I nuovi autobus sono tuttavia predisposti con indicatori di percorso di tipo elettronico (inizialmente il tipo GULTON Luminator con caratteri di altezza di 200 mm a dischetti fluorescenti). Tali caratteristiche sono comuni ai seguenti gruppi De Simon 961-1094 (1984-1985), 1095-1234 (1987-1988), e per l'ultima fornitura delle Breda del 1989 (1249-1262).

      
434 (677), 501, 503, 505

     
626, 666, 911

Nel 2000, per l'esternalizzazione del servizio notturno, diverse vetture sono date in comodato d'uso alle ditte appaltatrici: 901 e 902 sono passate alla SITA-ATI, 903-942 alla SAIS Trasporti assieme ad un ulteriore gruppo della serie 12. Tutte queste vetture sono riverniciate esternamente nei colori rosso e argento. Nel 1985 è sperimentata una vettura INBUS articolata, della lunghezza di 18 metri, cui però non segue un acquisto di vetture. Si deve inoltre notare che sulla rete notturna hanno circolato tre vetture di proprietà della SAIS Trasporti di Palermo, ex Comuni di Bergamo e Fiumicino, INBUS a tre porte, uniche lungo le strade dell'Urbe, che nel periodo di servizio romano sono state immatricolate 401, 402, 403.

   
La INBUS articolata sperimentata a Roma nel 1985.

Iniziata nel 1998 col gruppo 400-508, la radiazione delle vetture è stata completata nel 2004, con pochissime vetture in servizio notturno giunte ai primi mesi del 2005.

Dalla numerazione di queste vetture si nota come ancora negli anni '80 l'ATAC ami complicarsi la vita con pedanti pignolerie: le prime vetture Breda sono numerate a partire da 400 (quindi a seguito dei Lancia 718 Esagamma di prossima radiazione), ma per motivi che probabilmente non si sapranno mai sceglie di distinguere la seconda fornitura Breda facendone iniziare la numerazione da 600 (e lasciando quindi inutilizzati i numeri 509-599). L'assurdo si ha con la fornitura del terzo gruppo delle INBUS, le De Simon, per le quali (contro la logica contorta altrove dimostrata), non si opera alcun distinguo e si va direttamente dietro al secondo gruppo delle Breda (600-655), iniziandone la numerazione da 656. Una nuova separazione (assurda, poiché si tratta di vetture praticamente identiche), si ha nel 1984 con le vetture Breda, che sono numerate a partire da 900 (lasciando quindi inutilizzati i numeri 814-899), ai quali seguono senza separazioni i due gruppi De Simon, e nel 1989, quando l'ultimo gruppo delle Breda (1249-1262), è inesplicabilmente separato dal secondo delle De Simon (1165-1234), lasciando inutilizzati i numeri da 1235 a 1248.

       
1114, 1137, 1143, 1219


     
Vetture INBUS 900 riverniciate per l'esercizio esternalizzato del servizio notturno. La 403 in servizio per la SAIS Trasporti.

Autobus INBUS

num. eserc. q.tà anno telaio carrozz. motore pot. CV lungh. mm tara t. nota
400-508 109 1980 INBUS U-210 Breda Fiat 8220 208 12000    
600-655 56 1981-82 203    
656-813 158 De Simon    
900-960 61 1984 Breda   1
961-1094 134 1984-85 De Simon    
1095-1234 140 1987-89    
1249-1262 23 Breda   2

Note alla tabella.

1. 940-945 passate temporaneamente alla SAIS Trasporti per il servizio notturno.
2. In parte passate alla SAIS Trasporti in cessione temporanea.


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rev. 24/05/16