tram e trasporto pubblico a Roma

Ferrovia Roma-Giardinetti, comunicati e simili che pubblichiamo anche se non siamo affatto d'accordo sull'opportunità di mantenere in esercizio la linea in questione. Ferrovia Roma-Civitacastellana-Viterbo.

Ultime notizie

I brani presentati in carattere corsivo sono liberi commenti del webeditor.

18 settembre. Adesso basta...

...con i comunicati: finchè si discuteva sulla Giardinetti o sulla Roma-Viterbo, la cosa poteva anche essere interessante, ma adesso stiamo cadendo nel ridicolo. Nell'ultimo comunicato si proclama a gran voce la richiesta di riapertura, oltre che della solita Giardinetti: della Civitavecchia-Capranica, della Formia-Gaeta, della Priverno Fossanova-Terracina (e perchè non anche della Priverno-Sezze-Velletri?), della tratta per Fiumicino paese ecc. ecc., oltre che dell'abusato anello ferroviario (al che noi aggiungiamo la Albano-Anzio-Nettuno e magari la Roma-Tivoli su strada e, perchè no, le rete dei Castelli) e poi si vogliono mobilità dolce (che però deve essere anche sostenibile), GRAB e pedoni-pedali (magari con qualche calcio in c*). E le funivie, ce le dimentichiamo (ma forse quelle non hanno "valenza trasportistica, storica, turistica, ambientale")?

17 settembre. Ci risiamo con i display.

C'è forse qualcosa di più importante dei display destinati a studenti e lavoratori: sono già stati cancellati alcuni treni del nuovo orario, oggetto della vittoria.

E poi, ci si permetta, con gli studenti e i lavoratori: un tale, nulla facente, che vada in treno per diporto, non essendo nè studente nè lavoratore, non ha diritto ai display? Questa costante citazione delle due benemerite categorie ci riporta ad una gloriosa epoca di cinquant'anni fa...).

14 settembre. Rifiuti o treni (ma forse nella fattispecie sono la stessa cosa)?

2 settembre. Svio a Centocelle

Altro deragliamento, il quarto in meno di un anno.

Non è che quei catorci hanno il profilo delle ruote tanto alterato da non riuscire a passare indenni sugli scambi?.

30 agosto. Prevedibile...

...e anche comprensibile, che al Campidoglio non freghi niente della pseudogiard.

29 agosto. Raffica di comunicati

Se ne sentiva il bisogno.

Il collegamento fra Roma e Viterbo va ripensato, rivisitato, riqualificato, rigenerato, ridisegnato; altro che pensiline, display e simili impicci, roba superata e inutile in un esercizio ferroviario verde (anzi green, chiediamo scusa) ed ecosostenibile (oltre che, naturalmente, digitale). Circa i display, poi, è ben nota l'enorme quantità di anidride carbonica che sviluppano (ma forse anche le pensiline ci mettono del proprio). Occorre infine tenere presente la proposta di un noto gruppo di esperti: sostituire la tratta extraurbana della ferrovia con una funivia, che superando con slancio monti e vallate realizzerebbe un collegamento rapido e non impattante sul territorio per l'aeroporto di Viterbo, di imminente realizzazione.

8 agosto. Stessa data, stesso argomento, quasi stesso comunicato.

Comunicato Stampa -"Ferrovia Roma - Giardinetti, CeSMoT: incomprensibile l'immobilismo dell'amministrazione capitolina"

Nonostante lo scorso 16 giugno l'assemblea capitolina avesse approvato all'unanimità la mozione 220/20 a firma della consigliera Celli, con cui veniva richiesta la riapertura della tratta Centocelle - Giardinetti, apprendiamo che l'amministrazione capitolina ha deciso di rinviare la trattazione dell'argomento in una futura commissione mobilità da tenersi a Settembre. Mentre la Sindaca "Inaugura mostre e congressi / autostrade e cessi / ferrovie e metrò" (citando la canzone Capofortuna dell'indimenticabile Rino Gaetano), l'utenza del V e del VI Municipio viene purtroppo beatamente ignorata, lasciando al posto della ferrovia, che ricordiamo essere stata chiusa da ATAC, complice la Regione Lazio,  con scuse assolutamente futili e pretestuose, scomodi ed inquinanti autobus.

Come CeSMoT da sempre ci siamo battuti, insieme alle altre associazioni, per il ripristino ed il potenziamento della ferrovia, ma a quanto sembra attualmente la volontà popolare sembra passare in secondo piano. Forse esistono cittadini di serie A e di Serie B. Non comprendiamo come mai si trovi il tempo per discutere una inutile mozione per cambiare il nome ad una futura stazione della Metro C solo per assecondare le manie di protagonismo di illustri sconosciuti mentre non si trovi tempo per indire una commissione mobilità o per emanare un provvedimento per imporre ad ATAC la riapertura della tratta sospesa. Senza dimenticare che, allo stato attuale, lo stesso futuro dell'intera linea è quanto mai nebuloso, perso in progetti futuri e futuribili mentre il servizio si tiene in piedi con rotabili con un'età media di oltre 35 anni. Non vorremmo che questa situazione di stallo, come giustamente segnala anche l'Associazione TrasportiAmo che insieme a noi è impegnata nella difesa della linea e che ringraziamo per l'impegno, armai la mano di taluni Comitati di Via Giolitti che, recentemente, avrebbero scritto al Prefetto e al Sopraintendente Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma chiedendo di “disporre l’interruzione immediata del transito del mezzo pubblico lungo la Via Giolitti”. Una trovata ovviamente propagandistica per finalità neanche tanto oscure, che denota, purtroppo, il riacutizzarsi di una forte ostilità nei confronti del trasporto pubblico degna degli anni '60 e '70 quando persino le associazioni ambientaliste esultarono per la scomparsa dei filobus a Roma. Dubitiamo infatti fortemente che ai comitati interessi la sorte del Tempio di Minerva (oltretutto la ferrovia è lì da oltre 100 anni e non ci risultano crolli dovuti al transito dei treni)e riteniamo che siano molto più interessati a poter guadagnare comodi posti auto per parcheggiare sotto casa.

Auspichiamo che, passate le ferie estive, visto il Ferragosto ormai imminente, la riapertura della Centocelle - Giardinetti sia una delle principali priorità dell'amministrazione e che vengano poste in essere tutte le azioni necessarie al ripristino del servizio prima della riapertura delle scuole o comunque prima della fine di settembre.

Sì, vedrete che priorità dopo le ferie. Per favore, basta!

8 agosto. Ci risiamo con la pseudo Giardinetti (da Associazione TrasportiAmo).

Sopra: staz. Giardinetti pulita e abbandonata (meglio che sporca e abbandonata). Agli estensori del comunicato: ma è possibile che non abbiate ancora capito che su questa faccenda non hanno intenzione di fare alcunchè (e non si può non dare loro ragione)? Altro che rinvio.

6 agosto. Bollettino della vittoria (da Asssociazione TrasportiAmo).

Mah, mi sembra il solito lodare la gestione attuale, che tutto merita meno che essere lodata (questi di oggi non legano nemmeno le scarpe ai dirigenti e personale di una volta). Può darsi che le intenzioni siano anche buone ma tra parco treni insufficiente e maltenuto ed assurde normative attuali fatte nel sacro nome della sicurezza ma che, all'atto pratico, mi sanno di "treno fermo treno sicuro", sicuramente non riusciranno a mantenere le promesse. A parte poi che servirebbero ingenti investimenti per potenziare ed adeguarsi alle attuali normative (commento di un esperto).

30 luglio. Vittoria! (ma non sarà di Pirro?) (da Asssociazione TrasportiAmo).

30 luglio. Un comunicato al giorno (ma qualcuno li leggerà, questi comunicati?) (da Asssociazione TrasportiAmo).

29 luglio. Ancora sullo sfalcio (ma non sarà uno sfascio?) (da Asssociazione TrasportiAmo).

Oltre allo sfalcio, sarebbe opportuno togliere la ruggine dalle rotaie, per non far notare che non servono più a niente (nota del web editor).

24 luglio. Sullo svio (seguito) (da Asssociazione TrasportiAmo).

Gli eternamente illusi aspettano una risposta (mobilità sostenibile, emissioni inquinanti, boh...).

22 luglio. Svio treno (da Asssociazione TrasportiAmo).

Cosa dovrebbe fare (e non fa) il Comune? L'unica cosa sensata: chiudere la linea.

9 luglio. Comunicato (da Asssociazione TrasportiAmo).

Ci permettiamo di dubitare che in ATAC ci sia veramente qualcuno che pensi di poter ripristinare la questione. Ma poi che vuol dire "servizio a spola"? Che ci sarebbe qualcuno a Centocelle disposto a scendere da un treno per risalire su quello del binario a fianco? Oppure ci sarebbero corse dirette Roma-Giardinetti con la tabella "ROMA-GIARDINETTI DIRETTO VIA CENTOCELLE"?

7 luglio. Comunicato (una fatale distrazione?) (da Asssociazione TrasportiAmo).

A chi date fastidio? Mah!

4 luglio. Comunicato (da Asssociazione TrasportiAmo).

La seduta congiunta fu forse del 3 luglio... In ogni caso ci piacerebbe conoscere gli ingegneri con la lunga esperienza nel settore metro-ferroviario...

25 giugno. Roma-Giardinetti e Roma-Lido (da Asssociazione TrasportiAmo).

Sono stati omessi gli innumerevoli destinatari del documento, ministri, assessori e simili, nella certezza che gli stessi ne faranno un uso proporzionato alla sua importanza.

24 giugno. Ferr. Roma-Viterbo (da Asssociazione TrasportiAmo).

22 giugno. Ferr. Roma-Giardinetti, rassegna stampa (da Asssociazione TrasportiAmo).

La settimana che si è appena conclusa ha visto, come anticipato nel comunicato del Coordinamento Roma-Giardinetti, l'approvazione all'unanimità, maggioranza compresa, della mozione 220/2020 a firma della cons. comunale Svetlana Celli, riferita alla riapertura della tratta Centocelle-Giardinetti. La discussione dell'analoga mozione del PD, che, comunque, non ha fatto mancare il proprio sostegno, è slittata, insieme alle altre, alla prima settimana di luglio* per ragioni di organizzazione dei lavori dell'assemblea capitolina. Non dovrebbero esserci problemi ostativi da parte della maggioranza.

Rassegna Stampa

  1. RomaToday
  2. Controluce
  3. TerzoBinario
  4. Gazzetta di Roma
  5. Agroline
  6. CasilinaNews
  7. AbitareA
  8. Ferrovie.info
  9. Odissea Quotidiana
  10. Osservatore d'Italia

Ringraziamo i direttori di giornali ed agenzie stampa, giornalisti e blogger per l'attenzione e puntualità dimostrata sull'argomento che suscita l'interesse, in primis, dei cittadini e dei comitati e associazioni del territorio. Invitiamo inoltre ad ascoltare l'intervento della cons. Celli in aula prima della votazione delle mozione e l'intervista rilasciata il giorno successivo all'approvazione, mercoledì 17 giugno, dal presidente dell'associazione ai microfoni di RadioRomaCapitale, pubblicati sulla pagina Facebook di TrasportiAmo.

  1. Primo intervento
  2. Secondo intervento

La mozione è un atto formale, punto di partenza, che va concretizzato. Vi terremo aggiornati, buona lettura e ascolto. Cordialità, associazione TrasportiAmo.

* Di slittamento in slittamento la mozione finirà nel fosso e, se dio vuole, non se ne parlerà più.

16 giugno. Comunicato (da Asssociazione TrasportiAmo).

Prosegue la comunicatomania: nella fattispecie si raccomanda il finale, con l'usuale e obbligatorio omaggio all'ambiente, anche e soprattutto quando questo non c'entra niente.

15 giugno. Intervista RadioSport con Paolo Cento trasporti#atac (da Asssociazione TrasportiAmo)

Ricordiamo che martedì 16 e giovedì 18 giugno pomeriggio, l'Assemblea Capitolina voterà le mozioni incentrate sulla riattivazione della tratta ferroviaria Centocelle-Giardinetti, presentate rispettivamente dalla consigliera Svetlana Celli e dal Gruppo PD Capitolino. Staff Associazione TrasportiAmo.

13 giugno. Ferrovia Roma-Viterbo (da Asssociazione TrasportiAmo).

11 giugno. Servizio TV (da Asssociazione TrasportiAmo).

Segnaliamo il link relativo al servizio andato in onda su Buongiorno Regione, con le dichiarazioni con parte degli esponenti del Coordinamento Roma-Giardinetti:
https://www.facebook.com/associazionetrasportiamo/videos/269078001071197/

La maggioranza capitolina, per bocca del Presidente della Commissione Mobilità, è disposta a interagire con la Regione Lazio per riattivare la tratta Centocelle-Giardinetti, così almeno ha dichiarato l'esponente davanti alle telecamere. Bene, la prossima settimana l'Assemblea Capitolina discuterà le due mozioni al riguardo, una della consigliera Svetlana Celli, l'altra del gruppo PD. Un primo banco di prova per capire se davvero il Campidoglio è favorevole alla riapertura.
STAFF TrasportiAmo.

9 giugno. Comunicato (da Asssociazione TrasportiAmo).

Per piacere, non scrivete "asseveramento" per "asservimento".

6 giugno. Comunicato CeSMoT.

Il 7 giugno 1990, esattamente 30 anni fa, a Roma veniva inaugurata la nuova linea tramviaria 225 (attuale 2) da p.le Flaminio a piazza Mancini, realizzata nell'ambito delle opere previste per i mondiali di calcio del 1990 per collegare lo stadio olimpico con la metropolitana. Corsie riservate, avveniristiche palline (*) dotate di display che avrebbero fornito i tempi di attesa, percorso interamente in sede protetta, priorità semaforica, e i nuovi tram bidirezionali Socimi a pianale ribassato ordinati appositamente per fare servizio su questa linea in via prioritaria (seppur ancora non in servizio da subito) portarono a definire il 225 come metropolitana leggera, con corse regolari, frequenti e puntuali. Un livello che non si riuscì a bissare 8 anni dopo con la linea 8 Torre Argentína-Casaletto. Nonostante alcune scelte discutibili fatte negli anni, come non utilizzare il capolinea davanti alla stazione della Ferrovia Roma Nord, la mancata attivazione dei display elettronici in fermata (errore ripetuto anche con la linea 8) e lo smantellamento del capolinea ad anello per realizzare un nuovo capolinea tronco in via Flaminia, la linea rappresenta non solo un collegamento fondamentale per la mobilità del quadrante flaminia ma anche un esempio di come andrebbero progettate le linee tramviarie. Il nostro auspicio è che l'amministrazione capitolina, indipendentemente dai colori politici attuali e futuri, si renda finalmente conto della convenienza ad investire nei tram, riqualificando le linea esistenti al livello della linea 225 di 30 anni fa, e che si prosegua con determinazione nella realizzazione di quanto previsto dal PUMS a partire dalla riapertura e dal prolungamento della Termini-Giardinetti e della TVA. Urgente, a nostro giudizio, è procedere anche al rinnovo della flotta di tram utilizzando anche gli appositi strumenti contrattuali per ampliare gli ordini precedendo opzioni e un valido servizio di manutenzione e logistica dei ricambi a lungo termine. Attualmente Roma è in forte ritardo sull'ammodernamento della flotta tramviaria, in considerazione del fatto che i mezzi più moderni, ovvero i tram Fiat modello Cityway, risalgono ai primi anni 2000, mentre le Stanga, seppur ancora affidabili, hanno ormai oltre 70 anni di servizio sulle ruote e le Socimi, oltre ad avere 30 anni di servizio, si son portate dietro le ben note vicende della società costruttrice che portarono alla consegna di sole 33 vetture.

CeSMoT - Centro Studi sulla Mobilità e i Trasporti

(*) Cioè paline, ossia piccoli pali; le palle non c'entrano niente.

6 giugno. Dalla trasmissione "Istituzioni e Cittadini" del 1° giugno (riapertura della tratta ferroviaria Centocelle-Giardinetti).

https://www.facebook.com/associazionetrasportiamo/videos/674133766476791/

Ricordiamo inoltre che martedì 9 o giovedì 11 l'Assemblea Capitolina discuterà la mozione della consigliera Svetlana Celli stessa, che impegna l'Amministrazione ad attivarsi con la Regione Lazio per la riapertura della tratta in questione. Discussione che consente di conoscere le volontà di Roma Capitale rispetto tale vicenda. Teniamo alta l'attenzione, i cittadini e i comitati tutti devono essere i primi a sapere gli esiti della votazione. Oltre al futuro, ancora lontano, bisogna pensare alla mobilità attuale. Cordialità. Staff Associazione TrasportiAmo.

Si veda anche in https://www.facebook.com/associazionetrasportiamo/photos/a.775569565891996/3086451384803791/?type=3&theater (sproloquio o vaniloquio che dir si voglia, che non pubblichiamo per esteso in quanto cominciamo ad essere stufi delle chiacchiere).

30 maggio. Ferrovia Roma-Giardinetti.

L’appuntamento settimanale di "Officina Stampa", la rubrica giornalistica di approfondimento condotta dalla giornalista Chiara Rai, ha dedicato spazio all’annosa vicenda della ferrovia Roma-Giardinetti.

Sottolineando la decisione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di finanziare il progetto di conversione in tramvia e di prolungamento, sostenuto da Roma Capitale, per un importo pari a circa 213 milioni di euro, ma anche l’importanza di riaprire, nell’attesa degli eventi futuri, l’esercizio della tratta Centocelle-Giardinetti, invocata dai cittadini, associazioni e comitati per ragioni di sicurezza sanitaria e per alleggerire il carico della Linea C.

Il video servizio trasmesso a Officina Stampa del 28/05/2020.

@@@@@@  (frasi eliminate perchè il presente sito non ammette commenti politici).

"Trovo davvero curioso", scrive in un post su facebook il presidente della commissione trasporti Enrico Stefàno, "che chi ad agosto 2015 ha interrotto [il servizio, ndr], oggi si sbracci e ne strilli a gran voce la riapertura, come fosse un interruttore da girare su on". "Come se nel frattempo", aggiunge, "non si sia ridotto il personale, la manutenzione e le relative maestranze (oggi praticamente impossibili da recuperare), come se nel frattempo la Regione Lazio (ancora formalmente il proprietario) non abbia chiaramente detto che non avrebbe pagato i km oltre Centocelle". La Regione Lazio per bocca di Eugenio Patanè, presidente (...) dell’omonima commissione, afferma, invece, essere il Comune a dover richiedere la riattivazione.

Nell’attesa i pendolari aspettano di vedere un treno oltre la stazione di Centocelle, e sgomitano sulla Metro C e nei bus sostitutivi oppure si incastrano con le proprie auto sulla Casilina. E attendono, altrettanto, risposte alla richiesta ufficiale di riapertura, condivisa e inviata il 5 maggio scorso dal Coordinamento Roma-Giardinetti, cioè Legambiente Lazio, l’Osservatorio Regionale sui Trasporti, TrasportiAmo e Assoutenti-UTP. Rispetto alla quale Roma Capitale tace, mentre la Regione Lazio lascia aperto uno spiraglio.  Almeno quello. Che, comunque, dovrà essere sviluppato e, eventualmente, tramutato in una direttiva specifica. "Rigettiamo tutte queste polemiche politiche, dall’uno e dall’altra parte", precisano dal Coordinamento, "continuiamo a sostenere che di debba trovare un accordo tra le due amministrazioni per una richiesta la cui necessità è particolarmente evidente. Occorre suddividere i flussi passeggeri in questa fase drammatica, alleggerire le metropolitane A e C, specie al nodo di scambio di San Giovanni, e decongestionare il traffico sulla Casilina. Pagare un servizio integrativo bus e tenere chiusi tre chilometri di ferrovia è uno schiaffo alla cura del ferro e all’ambiente".

Nell’arringa interviene l’ingegnere Alessandro Di Macco, nominato nel Comitato Tecnico-Scientifico dall’Osservatore Regionale, parte integrante del Coordinamento stesso, insieme ai colleghi Pierluigi Siazzu e Massimo Montebello. "L’esercizio è sacro", esordisce dall’alto della sua grande esperienza e competenza maturata, come gli altri, nel settore dei trasporti ferroviari e automobilistici d’Italia. "La riapertura della tratta Centocelle-Giardinetti è strategica, consente di arrivate al nodo di interscambio di Termini senza appesantire la metro A e in tempi minori. Si potrebbe da subito ipotizzare il prolungamento della ferrovia oltre la stazione terminale di Laziali, poche centinaia di metri di binari, una fesseria" (e dove la facciamo passare, questa fesseria? e dove la facciamo terminare? nota del web editor).

La linea A la conosce molto bene, avendo curato, prima con Intermetro poi con l’Acotral, le fasi di pianificazione, costruzione e apertura. "Già allora era carica", rincara l’ingegnere, "è stato un grande errore progettuale appesantire il suo esercizio con i flussi passeggeri della Metro C. Al nodo di San Giovanni mi raccontano scene drammatica, code all’entrata, nei mezzanini e nelle scale mobili nonché assembramenti nei treni. In tali condizioni, faccio fatica a capire come si faccia a rispettare le norme sul distanziamento fisico. Se fossi il direttore dell’esercizio chiederei istruzioni al prefetto". E perché? "È la figura deputata che, a norma di legge, deve garantire il normale svolgimento del servizio, sentiti tutti i pareri". Lo farebbe sul serio? "L’ho fatto e assicurai i collegamenti nella tratta Bari-Matera delle ferrovie Calabro-Lucane, in occasione di una strepitosa nevicata. Ero il direttore. Ripeto, l’esercizio è sacro. Sempre".

Ingegnere, cosa dovrebbe fare l’utenza per farsi ascoltare? "Chiariamo subito un concetto", risponde Di Macco, "un bus non può sostituire un treno, è una contraddizione spendere risorse pubbliche per sostituire, sulla Casilina, la ferrovia con un autoservizio. È contro ogni logica trasportistica. I cittadini hanno piena ragione, ma manca l’organo di interlocuzione; manca il filtro, la commissione che c’era prima, che serviva e serve per ascoltare le valutare le rimostranze dell’utenza. Quando ero direttore alle Calabro-Lucane avevo istituito personalmente questa struttura, che mi dava la forza per chiedere al ministero i fondi da destinare al miglioramento del servizio. In questo momento non c’è, ATAC non ascolta". Qualcuno afferma che riaprire quel tratto costituirebbe danno erariale. "Assolutamente no, magari è l’esatto contrario".

Di Macco ricorda il vecchio progetto di una linea metroferroviaria circolare e tangenziale che metteva in collegamento le metro A, B e Roma-Lido, con annessa realizzazione di grandi parcheggi al di fuori del GRA. "Lo scopo era di alleggerire il nodo di Termini e incentivare la mobilità su ferro". Un’altra occasione mancata. E sulla questione dello scartamento, altro tema nevralgico della Giardinetti, afferma: "il MIT non ha imposto la sua conversione, da ridotto a tramviario. Tra l’altro lo scartamento ridotto agevola la mobilità del treno, in presenza di livellette e curve strette, non è un elemento detrattivo. Anzi. Abbiamo esempi in Italia di conversione o riqualificazione di linee a scartamento ridotto. E poi, quanto ci costa? Smantellare e ricostruire, mi sembra un’esagerazione". E poi si interrompe il servizio? "Altra assurdità. Ribadisco, l’esercizio è sacro, per cui lavori di ammodernamento potrebbero essere svolti in soggezione di esercizio. Un esempio? Sostituii 50 Km di rotaie sulle Appolo-Lucane senza chiudere niente". Ad maiora.

28 maggio. Comunicato Stampa Ferr. Roma-Viterbo, TrasportiAmo: «Significativo passo avanti nostra proposta oraria».

Sono arcinote le criticità della tratta extraurbana della ferrovia ex-concessa Roma-Viterbo, tuttavia apprendiamo, con soddisfazione, un’evoluzione nella riprogrammazione del servizio. Fonti attendibili riferiscono che sarebbe attualmente in visione dei Rappresentanti Sindacali della linea, e implicitamente dell’assessorato ai trasporti della Regione Lazio, un nuovo modello di esercizio, contenente essenziali modifiche all’orario generale in vigore dal 16 settembre 2019 - rimaneggiato per l’emergenza sanitaria - sviluppato al fine di redistribuire il volume della produzione e, conseguentemente, aumentare l’offerta ferroviaria, in questa “Fase 2” e in previsione dell’attuazione della “Fase 3”. Con particolare attenzione nella tratta Catalano-Viterbo, rimasta con soli 8 treni e senza neanche il servizio integrativo bus.

Contrariamente al precedente orario, rispetto al quale abbiamo espresso riserve svariate volte, anche negli incontri istituzionali, questo elaborato mira al superamento degli incroci nella tratta Montebello-Catalano, al perfezionamento di quelli esistenti nella stazione di Vignanello, mediante il presenziamento della stessa con il Dirigente Locale (o Capostazione), e a una maggiore armonia e razionalità nella distribuzione delle tracce orarie. Elementi che, nell’insieme, consentirebbero di avere un servizio extraurbano fluido e rispondente alle domande dei pendolari, con il medesimo numero di materiale rotabile e nel rispetto, sia chiaro, dei requisiti di sicurezza dettati da ANSF.

I treni extraurbani previsti sarebbero in totale 40 Catalano-Viterbo, nei momenti chiave della giornata, in modo da agevolare la mobilità dei lavoratori/studenti e garantire il giusto allineamento con gli arrivi/partenze dei bus Cotral

Il nuovo modello accoglie sostanzialmente la proposta inviata il 29 aprile dalla nostra Associazione che, condivisa con l’ORT-Osservatorio Regionale sui Trasporti e il Comitato Pendolari RomaNord, è stata costruita grazie supporto di tecnici di provata esperienza nel settore dei trasporti, facendo proprie le richieste dei Pendolari, dei Comuni e degli Istituti Scolastici del territorio. È un importante passo in avanti, verso quella normalità tanto attesa dall’utenza.

Auguriamo a questo punto che il documento non si areni tra le solite logiche; fonti sindacali, interne alla Società Atac SpA, fanno sapere che la riprogrammazione dei turni non dovrebbe costituire uno scoglio insormontabile, tale da compromettere l’intero impianto. Migliorare gli orari ormai è un’assoluta priorità: noi vogliamo questo e la Regione Lazio ne è consapevole.

26 maggio. Comunicato (da Asssociazione TrasportiAmo).

21 maggio. Grida e vaneggiamenti a raffica.

Da Cinquequotidiano.

Una richiesta di buon senso: attivare la tratta di ferrovia urbana Centocelle-Giardinetti "al fine di aumentare l’offerta di trasporto pubblico sostenibile nella direttrice Casilina e garantire ulteriormente il distanziamento fisico". Così scrivono nella nota inviata al Ministero dei Trasporti, Regione Lazio e Roma Capitale, Legambiente Lazio, ORT – Osservatorio Regionale sui Trasporti, U.T.P. Associazione Utenti del Trasporto Pubblico Roma e Associazione TrasportiAmo, che hanno formato un coordinamento per la riattivazione dei tre chilometri della storica ferrovia riammodernati e mai entrati in funzione fino alla stazione Giardinetti...

e dalla stessa fonte oltre che da Abitare Roma e Terzo binario (chi più ne ha più ne metta):

"Allarmanti e prevedibili gli affollamenti registrati questa mattina (ieri, ndr), dalle prime ore dell’alba, nelle banchine e sui treni della Metro C. Considerati il flussi passeggeri, il dimezzamento della capacità massima di carico dei convogli e i tempi di attesa, circa 9 minuti, era scontato che si sarebbero verificati criticità tali da precludere, pericolosamente, il distanziamento sociale, imposto per legge". È quanto dichiara il Coordinamento Roma-Giardinetti, composto da Legambiente Lazio, Osservatorio Regionale sui Trasporti, TrasportiAmo e Assoutenti-UTP...

18 maggio (da Asssociazione TrasportiAmo).

Roma, bus a noleggio per integrare metro. Ma restano chiusi i binari della Giardinetti.

16 maggio (da Asssociazione TrasportiAmo).

6 maggio. Nemmeno il coronavirus... (da Asssociazione TrasportiAmo)

...riesce a fermare gli adepti della #giardinettiatuttiicosti, che hanno inoltrato la seguente richiesta al Ministero dei trasporti ed altri destinatari.

(destinatari della richiesta)

(firme degli adepti)


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rev. 18/09/20