tram e trasporto pubblico a Roma

La rete filoviaria

Caratteristiche costruttive della linea filoviaria di Monteverde, anno 1940.
Raccordo di servizio p. Sonnino-p. della Rovere.

 

Linee per Monteverde, da ordine di servizio ATAG 232 del 21 marzo 1940

Il 31 dicembre 1939 è collaudato l'impianto filoviario di Monteverde per le linee 129, Torre Argentina-v. Poerio e 129 rosso, Torre Argentina-p.ta S. Pancrazio. I percorsi sono i seguenti:

Gli anelli capolinea del 129 permettono il transito a tutti i tipi di rotabili filoviari, quello a p.ta S. Pancrazio del 129 rosso solo a rotabili a due assi. La lunghezza di costruzione della linea 129 è di 4100 m, quella della diramazione per la 129 rosso di 446 m.


Un 129 rosso al capolinea di v. S. Nicola dei Cesarini (1939).

Linea di contatto

Doppio bifilare con filo a sezione sagomata da 85 mmq; tensione di alimentazione media 550 V. Scartamento del bifilare 0,60 m; distanza del bifilare dal bordo del marciapiedi da 4 a 4,50 m, salvo eccezioni in punti singolari; altezza del bifilare 5,50 m. Il filo positivo è sempre quello a sinistra nel senso di marcia dei rotabili; di conseguenza, nelle tratte a doppio bifilare, i due fili interni sono entrambi positivi, quelli esterni sono negativi.

La sospensione della linea aerea è ottenuta con l'usuale aggancio alle mura dei fabbricati e con ancoraggio a pali muniti di collari ove non sia possibile l'aggancio alle mura; i fili di sostegno, in acciaio del diametro di 6 mm, sono posti ad intervalli 20-25 m in rettifilo e ad intervalli minori nelle curve per una sicura guida del pattino delle aste. L'isolamento tra i due fili di un bifilare è ottenuto con un elemento distanziato isolante, mentre sui fili trasversali si impiegano isolatori di porcellana. I pali impiantati appositamente per la linea filoviaria sono in cemento armato centrifugato (pali SCAC), di 9 m di altezza, previsti per uno sforzo in testa di 600, 1000, 1500 kg a seconda che si tratti di ancoraggio in rettilineo, in curva o di ormeggio; le basi in calcestruzzo di cemento hanno risp. un volume di 1,23; 2,5; 3 mc. In alcune tratte, come ad es. sull'anello capolinea di v. Poerio, si sono utilizzati i pali in ferro Bates già impiegati per la preesistente linea tramviaria, mentre su ponte Garibaldi, dovendosi sostenere sia il bifilare che il filo di contatto della linea tramviaria, si è fatto uso di pali in ferro tubolare (pali Mannesmann). In totale si sono utilizzati 178 pali SCAC, 10 Mannesmann e 38 Bates.

La linea è stata costruita dalla Soc. Anonima Esercizi Riuniti alla quale l'ATAG ha fornito il filo di contatto e i pali.

Incroci e scambi

La linea aerea filoviaria incrocia la linea di contatto tramviaria in v.le del Re all'altezza di v. Morosini, in p. Sonnino e all'estremità di p.te Garibaldi verso v. Arenula; in tutti questi incroci la zona neutra è installata sul bifilare, con eventuali ponti per mantenere la continuità elettrica della linea.

Gli scambi presenti sulla linea aerea sono i seguenti:

La posizione dello scambio e la direzione di marcia per la quale lo stesso è predisposto sono indicate da una tabella triangolare appesa in posizione opportuna ad una filo di sostegno trasversale.

Nota. - Maggiori dettagli sullo scambio a p. Sonnino si hanno in Raccordo di servizio p. Sonnino-p. della Rovere (v. oltre). Si tenga presente che fino al 1942 il nome p. Sonnino era dato genericamente a tutta la piazza dal ponte Garibaldi fino a via della Lungaretta (ex p. Italia); dal 1942 la zona intorno al monumento a G.G. Belli è denominata p. G. Belli, mentre la zona superiore è restata p. Sonnino.

Alimentazione elettrica

La linea di contatto filoviaria è divisa in due zone: da l.go Argentina a v.le del Re angolo v. Morosini e da v. Morosini ai due capolinea di v. Poerio e p.ta S. Pancrazio; non è chiaro, nell'o.s., se anche la tratta v. Morosini-l.go Argentina sia alimentata da S. Paolo o se per la stessa si sia utilizzata l'alimentazione della rete tramviaria. L'alimentazione è fornita in v. Dandolo con un collegamento in cavo armato da 300 mmq alla sottostazione S. Paolo; ciò in via provvisoria, fino all'entrata in servizio della sottostazione Trastevere, che alimenterà l'intera linea (1° gennaio 1941).

Raccordo filoviario di servizio p. S. Sonnino-p. G. della Rovere, da ordine di servizio ATAG 231 del 21 marzo 1940

Il 31 dicembre 1939 è collaudato il raccordo filoviario di servizio tra p. Sonnino e p. G. della Rovere per l'accesso al deposito Trionfale delle vetture delle linee 129 nero e 129 rosso. Il percorso del raccordo, a doppio bifilare, è:

Tracciato e scambi

Al lato p. Sonnino il raccordo è collegato ad un anello che si svolge lungo il lungotevere Sanzio e le vie B. Filipperi e G. Modena per permettere l'inversione di marcia delle vetture provenienti da p.te Garibaldi, dai capolinea di Monteverde e da p. della Rovere. La configurazione di questo anello e i collegamenti con la rete sono tutt' altro che chiari nell'o.s. citato, anzi sembra che l'estensore dello stesso non abbia capito del tutto quello che scriveva o nella stampa si sono saltate alcune parole; ecco, ad es., una parte di questo testo:

L'anello è raccordato agli impianti filoviari di viale del Re, sia per le provenienze dai capilinea esterni (Monteverde e porta S. Pancrazio), sia per l'immissione verso il capolinea urbano verso il raccordo sono ottenute mediante affiancamento ed esigono perciò lo spostamento delle aste. L'anello è inoltre chiuso all'angolo di via Bartolomeo Filipperi con lungotevere Sanzio, in modo da permettere sempre mediante l'accennato affiancamento, il regresso delle vetture sul loro percorso di provenienza (sia urbano, sia periferico ed il rimanente percorso si svolge per i lungotevere Sanzio, della Farnesina e Gianicolense e termina a piazza della Rovere coll'immissione negli impianti della linea 134 nel senso verso via dei Penitenzieri.

La parti in corsivo andrebbero forse lette come segue: "sia per l'immissione verso il capolinea urbano che verso quello esterno; le provenienze verso il raccordo sono ottenute mediante affiancamento..." e "(sia urbano, sia periferico) ed il rimanente percorso..."

Osservazioni.

  1. Quello che è indicato come "affiancamento" è evidentemente il passaggio da una linea ad un'altra senza scambio, ma con lo spostamento delle aste da un bifilare ad uno parallelo adiacente, mentre con "regresso delle vetture" si deve intendere l'inversione di marcia delle stesse.
  2. Con il termine "doppio scambio" presente nel testo degli o.s. si deve intendere l'insieme dei due scambi (a loro volta doppi, ossia uno per ogni filo di contatto) presenti su una diramazione: il primo, 1, impegnabile di punta e normalmente munito del dispositivo a di azionamento elettrico per avviare la vettura in una o l'altra direzione e il secondo, 2, impegnabile di calcio senza dispositivo di azionamento, per il rientro della vettura da una delle due direzioni.

Collegamento alla linea per Monteverde. Il precedente o.s. indica che il raccordo è collegato alla linea filoviaria per Monteverde in p. Sonnimo, ma non specifica in quale direzione, se verso il p.te Garibaldi o verso Monteverde. In base alla regola che vuole la prima corsa del giorno in partenza dal capolinea esterno e l'ultima da quello interno, dobbiamo supporre che il raccordo si immetta sulla linea verso Monteverde, ciò che è anche confermato dalle corse ridotte che, in varie occasioni tra il 1942 e il 1947, sono istituite tra p. Sonnino e Monteverde. Una prima ipotesi circa la disposizione di tracciato e scambi sull'anello, che non tiene però conto degli affiancamenti citati nell'o.s., è illustrata dallo schema sottostante.

Questo schema soddisfa l'o.s. nella descrizione degli scambi sull'anello:

Il raccordo in oggetto comprende, oltre agli scambi di collegamento con le linee di corsa a piazza Sidney Sonnino, già descritte con le linee 129 nero e rosso, i seguenti scambi di linea aerea:
1 scambio elettrico automatico di punta (p1 nello schema) e 1 scambio meccanico di calcio (c1) all'angolo del lungotevere Sanzio con via Bartolomeo Filipperi.
1 scambio elettrico automatico di punta e 1 scambio meccanico di calcio in piazza Sonnino, l'uno (p2) all'imbocco del lungot. Sanzio l'altro (c2) all'imbocco di via Gustavo Modena.

Lo schema di cui sopra (fig. A):

Forse proprio per avere queste due ultime possibilità sono previsti gli affiancamenti ai quali l'o.s. accenna in modo oscuro, ma occorrerebbero anche due scambi in più sulla linea principale, come mostrato in c3, p3 in fig. B.

Caratteristiche costruttive del raccordo

La lunghezza di costruzione del raccordo è di 1590 m. Le altre caratteristiche sono esattamente le stesse della linea per Monteverde, salvo che sui lungotevere si sono utilizzati i pali dell'illuminazione pubblica per il sostegno della linea filoviaria, pali che si trovano a distanza reciproca di 30-40 m, ciò che ha costretto ad inserire in ogni campata un sostegno di richiamo intermedio, che la suddivide in due semicampate di 15-20 m (non è chiaro a cosa si aggancino i richiami, forse a pali opportunamente inseriti tra due pali di illuminazione consecutivi).

Anche il raccordo, come la linea per Monteverde, è stato costruito dalla Soc. Anonima Esercizi Riuniti alla quale l'ATAG ha fornito il filo di contatto e i pali.

Successivi sviluppi

Quando, nel 1946 (14 maggio), la linea NT definitivamente esercitata con filobus farà capolinea a p. Sonnino, utilizzerà l'anello costruito per il raccordo, percorrendolo sempre in senso orario ed effettuando la fermata sul lungotevere Sanzio; naturalmente, l'anello sarà stato dotato dei necessari raccordi in direzione di p.te Garibaldi, se non già presenti. E' da ritenere che già in questa data l'importanza del raccordo sia fortemente diminuita, dato che le vetture del 129 possono raggiungere il deposito Trionfale più semplicemente attraverso l'impianto di c.so Vitt. Emanuele, aperto per l'esercizio filoviario della MB.

Nel 1956, a causa dell'esecuzione di lavori su p.te Garibaldi, le linee 44 (ex 129) e 75 (ex ST) sono deviate, nel senso di marcia verso Monteverde, per il lungotevere dei Vallati, ponte Sisto e il lungotevere Sanzio; il senso di circolazione sull'anello sarà invertito e le vetture filoviarie, instradate per v. B. Filipperi, faranno capolinea allo sbocco di v. G. Modena in p. Sonnino. Al termine dei lavori l'anello resterà sempre percorso in senso antiorario con il capolinea, in via G. Modena, delle linee filoviarie 56 (fino al 4 novembre 1957) e 60 (fino al 12 marzo 1967); la parte del raccordo sui lungotevere risulta smantellata al termine dei lavori al p.te Garibaldi.


In v.le di Villa Pamphili una cassetta con interruttori per un punto di sezionamento o di alimentazione
testimonia, dopo quasi mezzo secolo, il passaggio di una linea filoviaria in Monteverde (Marco Rossetti).


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rev. B1 21/02/18