tram e trasporto pubblico a Roma

Io, de Falco e le Sprague-Thomson

 

E' morto l'ing. Franco de Falco, forse l'ultimo tecnico capace di mettere le mani sui circuiti Sprague-Thomson; ecco come io lo ricordo.

Verso la metà degli anni Settanta, non ricordo esattamente quando, venni a conoscenza che alla Intermetro di Roma cercavano qualcuno per il segnalamento e io, che cominciavo ad avere le tasche piene dell'ambiente che per vari motivi si era creato nella ditta presso la quale lavoravo, inviai una lettera con la mia candidatura al posto (anche se di segnalamento ferroviario sapevo poco o niente, ma tanto nella mia modestia ero sicuro che ne la sarei ugualmente cavata benissimo); con mia sorpresa, dopo pochi giorni venni convocato in un ufficio in via Bruxelles per un colloquio informativo e lì conobbi de Falco. Dopo una serie di chiacchiere generiche, si venne a parlare del lavoro che facevo, di quello che avrei voluto fare e dei miei interessi e fu così che scoprimmo una nostra comune passione: i rotabili della Roma-Fiuggi con i loro interessanti circuiti di comando Sprague-Thomson, io come dilettante e lui per professione, visto che aveva lavorato alla Stefer, proprio alle officine di Centocelle di quella ferrovia. Il posto alla Intermetro, che all'inizio sembrava certo, ad un certo punto sfumò per l'intromissione di un tizio raccomandato da Milano, come lo stesso de Falco mi raccontò; ma intanto tra noi si era creata non dico una amicizia, visto che ci conoscevamo appena, ma almeno una affinità di interessi che doveva accompagnarci poi per il resto dei nostri giorni.

Accadde in seguito che per una questione di lavoro passai una settimana a Parigi, dove scoprii subito una nutrita flotta di Sprague-Thomson, altro che le poche decine di rotabili della Fiuggi, in servizio sulla metropolitana e passai tutte le sere allo studio di rotabili, binari, gallerie, segnalamento e tutto quello che c'era (e c'era parecchio) sulla magnifica rete e sulle eccezionali motrici, che sarebbero rimaste in servizio per più di tre quarti di secolo. Tornato a Roma, non potei fare a meno di andare da de Falco a raccontargli quella che per me era stata un'esperienza eccezionale; discutemmo un po' sull'argomento e lui mi regalò un libretto con precisissime descrizioni, disegni e schemi appunto del materiale motore della metro parigina, destinato alle officine di manutenzione della rete; inutile dire che dal libretto, che conservo gelosamente, imparai molto, anzi moltissimo.

E il destino ha voluto che il nostro ultimo incontro, a più di trent'anni di distanza dal primo, dovesse avvenire ancora una volta discutendo sui rotabili della Fiuggi e su un circuito Sprague-Thomson; fu ad una riunione tenutasi nel febbraio 2010 presso la così detta Ferrovia-Museo di Colonna, alla quale parteciparono anche gli amici Muscolino e Ziccardi, oggi entrambi purtroppo nel mondo dei più. Sapendo della presenza di de Falco, mi portai dietro lo schema dei circuiti dei locomotori 3 e 4 della Roma-Fiuggi, sui quali da tempo mi lambiccavo il cervello per trovare una spiegazione ad un particolare incomprensibile: queste due macchine erano state dotate dalla SFV nel 1940 di motori più potenti delle consorelle 1 e 2 e con l'occasione nel circuito di comando erano stati aggiunti due contattori sull'eccitazione dei motori (gli 8 e 9 nello schema che qui trova chi è interessato) apparentemente inutili, dato che eccitavano e cadevano simultaneamente all'interruttore generale. Anche de Falco restò dapprima perplesso, ma poi fece l'ipotesi che si volesse mantenere aperto il circuito dei campi durante la marcia in coasting del rotabile, per evitare la possibile circolazione di correnti parassite dovute al magnetismo residuo nelle masse polari. Chissà se sarà questa la spiegazione del mistero dei locomotori 3 e 4.

Addio, de Falco; restiamo sempre in meno (noi, quelli che sanno ancora lavorare col cervello e con le mani lontane dalla tastiera).


A sin. de Falco alla stazione di Centocelle (l'immagine deve essere del 1962, all'arrivo delle articolate seconda serie);
a destra, il libretto che mi regalò.


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rev. A1 03/02/19