| tram e trasporto pubblico a Roma |
Come per molte altre linee secondarie a vapore dell'epoca, la classificazione della Portonaccio-Ciampino-Marino in tramvia appare dettata più da questioni di regolamento di esercizio che da elementi costruttivi. La linea era infatti realizzata a scartamento ordinario (anche se non si sa se quello ferroviario di 1435 o quello tramviario di 1445 mm, ma fa poca differenza per i rotabili dell'epoca), aveva rotabili con organi di aggancio e repulsione ferroviari ed esercitava anche servizio promiscuo con le Strade Ferrate Romane, utilizzandone, almeno all'inizio, i rotabili.
La tratta Ciampino-Marino aveva origine a Ciampino dalla stazione delle SFR; dopo un primo tratto in sede propria in località Casabianca, la linea dapprima intersecava la carrozzabile per Marino e successivamente si immetteva sulla stessa, mantenendosi in una sede laterale a sinistra; proseguendo si incontravano le località Sassone e Pantanelle e si giungeva alla stazione di Marino posta alla fine di quella che è oggi via Cesare Colizza, sotto il borgo Garibaldi. La stazione era posta sulla destra, onde il binario per raggiungerla doveva attraversare la carrozzabile.
La pendenza massima della linea era del 58 per mille su una livelletta di 1607 metri; il raggio minimo di curva fu stabilito in 85 metri.
Lungo il percorso si avevano dei raccordi per cave di pietra, come minimo uno in località Casabianca ed un altro in località Mura dei Francesi. Queste cave costituirono una notevole fonte di traffico merci per la tramvia, per il trasporto a Roma dei materiali da costruzione utilizzati nella costruzione dei muraglioni del Tevere.
Il prolungamento Ciampino-Portonaccio aperto all'esercizio dalla TFE si distaccava dalla Roma-Tivoli al km 3,263 subito dopo il sovrappasso della ferrovia Roma-Orte; la linea, piegando a destra, si immetteva in una vecchia strada militare, seguendo poi la stessa circa per 5 km e tagliando le vie Prenestina, Casilina, Tuscolana e Latina, tracciato oggi occupato dalle vie di Portonaccio, dell'Acqua Bullicante, di porta Furba e dell'Arco di Travertino; la ferrovia Roma-Napoli via Velletri-Cassino era sottopassata con un'opera in ferro.
Al punto in cui l'odierna via dell'Arco di Travertino si innesta sull'Appia Nuova aveva inizio una sede propria tramviaria fino a Ciampino (km 14) che, passando di fronte alla stazione ferroviaria, si innestava sulla preesistente linea per Marino.
Sulla tratta Portonaccio-Ciampino si avevano una pendenza massima del 28 per mille e un raggio di curvatura minimo di 100 metri.
E' interessante notare come buona parte del percorso in sede propria della tramvia sia stato poi utilizzato dalla ferrovia Roma-Ciampino-Albano-Marino che nel 1889 sostituì la tramvia e successivamente, nel 1941, dalla linea tramviaria della STFER Roma-Albano-Ariccia- Genzano-Velletri.
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rev. 14/02/10