| tram e trasporto pubblico a Roma |

Pochi sanno che alla fine del secolo scorso alle porte di Roma vi era un interessante tram a vapore che, partendo da Portonaccio, raggiungeva dapprima Ciampino e si inerpicava poi fino a Marino.
La linea ebbe in verità brevissima vita: aperta al traffico nel 1880, già nel 1889 cessava l'esercizio; era stata creata per sopperire all'insufficienza delle comunicazioni stradali che a quell'epoca affliggeva i Castelli romani, in particolare Marino raggiungibile solo tramite una carrozzabile irta di curve e salite.
Fu proprio l'amministrazione comunale di Marino che propugnò la costruzione di una linea su ferro che all'inizio avrebbe dovuto collegare Marino a Ciampino, località già collegata dalle Strade Ferrate Romane a Napoli e a Frascati; l'idea era proprio quella di utilizzare gli impianti delle SFR per un servizio diretto Marino-Roma.
Fu così che l'11 marzo 1880 fu stipulata una convenzione con i signori CESANA e ing. TADDEI, alla quale seguì un contratto registrato a Frascati il successivo 27, per una linea tramviaria a vapore Ciampino-Marino; è da notare che il nome del CESANA ad un certo punto sparisce dalla scena, per essere sostituito da quello di un certo ing. VILLA, procuratore del TADDEI. A questi signori era comunque lasciato l'incarico di prendere accordi con le SFR per il collegamento diretto con Roma.
La stazione di Marino fu stabilita in basso, presso la piazza detta allora del borgo delle Grazie o delle Monache, oggi borgo Garibaldi.
La linea avrebbe dovuto essere completata entro sei mesi pena gravissime sanzioni e la durata della concessione fu stabilita in 90 anni (ma la linea ne durò appena 9), dopo i quali impianti e rotabili sarebbero passati al municipio di Marino. Circa i compensi, il concessionario ebbe 250.000 lire pagabili in 40 rate annue: non si può dire che fossero molte, dato che risulta che per la sola registrazione del contratto i concessionari spesero 1500 lire!
Il tratto Ciampino-Marino della tramvia fu inaugurato con un ritardo di tre mesi il 30 ottobre 1880: un treno speciale composto di nove carrozze delle SFR, ma trainato pare da ben tre locomotive già di proprietà della tramvia, prese il via con le massime autorità dalla stazione Termini in Roma e, percorrendo la linea delle SFR, giunse a Ciampino; qui, in tema che le potenti macchine non potessero trainare nove carrozze sulla salita verso Marino, il treno fu suddiviso in tre treni, che presero la strada appunto verso Marino.
A quanto pare, le cose andarono tutt'altro che lisce: nonostante la precauzione di spezzare il treno, all'inizio della massima pendenza della linea le locomotive si rivelarono scarse di aderenza e i tre treni riuscirono a raggiungere l'ancora costruenda stazione di Marino solo lasciando a terra buona parte degli illustri ospiti e con grande spargimento di sabbia sui binari. Seguì comunque un degno ricevimento a palazzo Colonna in Marino.
La tramvia inizia così la sua faticosa esistenza, sempre in difficoltà sulla tratta in pendenza e senza che più si parli del servizio diretto Marino-Ciampino-Roma. Ma l'esigenza di un tale servizio era sentita, specie per la necessità del trasporto di merci, specie del travertino estratto da una cava raccordata alla linea e utilizzabile a Roma per la costruzione dei famosi muraglioni del Tevere. Fu forse per questo che il TADDEI e il VILLA iniziarono a prendere contatto con la Società Anonima dei Tramways e Ferrovie Economiche di Roma, Milano e Bologna, la TFE, che già gestiva la tramvia a Vapore Roma-Tivoli dal 1879, per la cessione della tramvia di Marino.
Non è noto quando la Ciampino-Marino sia effettivamente passata alla TFE, ma sta di fatto che sotto la gestione di questa società si costruisce subito il prolungamento da Ciampino a Roma Portonaccio, dove la linea proveniente da Ciampino si innesta sulla Roma-Tivoli; la nuova linea è collaudata il collaudato il 14 luglio 1882.
Ma la gestione della tramvia non deve essere delle più redditizie, se anche la TFE se ne libera dopo appena un anno di esercizio, cedendola alla Società per la ferrovia Roma-Albano- Anzio-Nettuno, la FAAN (16 gennaio 1884); dopo quattro anni, altro passaggio di proprietà per il nostro tram, che è ceduto alla Società veneta per imprese e costruzioni pubbliche.
La tramvia ha però i giorni contati: da una parte il servizio è assolutamente insufficiente, mentre dall'altra si avvicina l'apertura all'esercizio della così detta ferrovia dei Castelli, la Roma-Ciampino-Marino-Castelgandolfo-Albano, che avrebbe dovuto raggiungere anche Nemi. La ferrovia dei Castelli entrò in funzione per la tratta Roma-Ciampino-Pantanelle-Albano, collegandosi alla esistente Albano-Anzio-Nettuno, il 3 ottobre 1889, data in cui la tramvia Portonaccio-Ciampino-Marino cessa l'esercizio.
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rev. 14/02/10