rotaie a Messina

La rete tramviaria di Messina

La rete extraurbana a vapore dalle origini al terremoto del 1908

 

La Messina-Barcellona

La linea per Barcellona iniziava dal deposito officina posto nella località che all'origine era denominata piano Mosella o orto Mosella (Moselle in alcuni documenti), nella posizione oggi corrispondente all'incrocio delle vie Ugo Bassi e Maddalena. La linea usciva dal deposito curvando subito ad ovest e, seguendo l'attuale via Maddalena, si immetteva verso nord in viale S. Martino, che veniva seguito, superando piazza Cairoli, fino alla dogana, di fronte al porto; da qui il binario, con una curva a sinistra, si immetteva su corso Vittorio Emanuele, arrestandosi al capolinea della pescheria, dotato di un notevole numero di binari di sosta, dal quale aveva inizio il servizio viaggiatori. Alla pescheria faceva capo anche il servizio merci della tramvia.


Edificio della direzione della SATS, in via Maddalena.

Vediamo in breve il percorso del tram dalla pescheria a Barcellona, come doveva essere all'inizio. Lasciato il capolinea, la linea segue il corso Vittorio Emanuele [via Vittorio Emanuele] e il viale Principe Amedeo [viale della Libertà], transitando di fronte alla villa a mare. A circa due chilometri dalla pescheria si incontrano successivamente le fermate S. Francesco, Annunziata, Paradiso, Contemplazione, Pace, Grotte, Guardia fino a giungere a S. Agata, stazione dotata di binari di manovra e precedenza, della struttura tipica della maggior parte delle stazioni costruite dalle società belghe, con un corpo centrale a due piani affiancato da due corpi laterali a un piano.


Grotte, stazione di S. Agata.
Fino al 1917 S. Agata era classificata stazione (immagine centrale); dopo il 1917, con l'apertura della linea extraurbana
a trazione elettrica, la stazione è declassata a fermata ed è dotata del solo binario di corsa (immagine a destra).

La linea prosegue sul lato destro della strada e la successiva fermata è Ganzirri, sulla riva di un laghetto, per giungere alla stazione di Granatari, che dopo l'elettrificazione della linea per Torre Faro diverrà la stazione capolinea per il servizio merci della Messina-Barcellona; qui, almeno all'inizio, l'edificio di stazione sembra essere stato una struttura in legno, forse provvisoria; immediatamente prima della stazione, dalla linea si stacca verso destra la diramazione per Torre Faro, posta lungo la strada comunale.


Fermata di Ganzirri e binario lungo il lago.


Diramazione per Torre Faro, Granatari.
Si ritiene che il palo che si vede nel particolare della seconda immagine e nella terza
sia un punto di segnalazione del telegrafo ottico che collegava la costa calabra alla Sicilia.

Da Granatari, dopo le fermate di Faro, Mortelle e Tono, traversato un vallone sul ponte dei Corsari e su un viadotto metallico il torrente Salìce, si giunge alla stazione di Spartà che, nonostante l'importanza della località che raccoglie viaggiatori e merci dai numerosi villaggi collinari, è dotata solo di un piccolo fabbricato e di un binario di precedenza (sembra però che la stazione di Spartà fosse dotata di uno di quei locali che in gergo ferroviario si chiamano ritirate, cosa molto rara per l'epoca).


Fermata di Tono e ponte dei Corsari.


Spartà: viadotto e linea.


Stazione di Spartà.

In partenza da Spartà, dopo aver passato i ponti Brigà e Calamona e la fermata Calamona, in corrispondenza della quale spesso sostano delle carrozze forse per l'effettuazione di corse limitate e dopo le fermate di Piano Torre, S. Saba, Rodia e Tarantonio, si è a Orto Liuzzo, stazione dotata di un edificio in stile vagamente reminiscente del floreale, diverso da quelli usuali della linea. Dopo Orto Liuzzo, traversato il ponte Gallo, si giunge all'omonima fermata, dove in seguito terminerà la tratta che oggi si potrebbe chiamare suburbana della tramvia e a Bauso che diverrà un capolinea di corse limitate da Messina. Dopo ponte Gallo la linea abbandona la strada comunale litoranea che ha sempre seguito da Messina, salvo brevi tratti in sede propria, per immettersi su quella che sarà successivamente la strada statale 113 Messina-Palermo, che seguirà costantemente fino a Barcellona; proprio a ponte Gallo, infatti, la statale, uscita da Messina attraverso il Colle S. Rizzo sui monti Peloritani, ridiscende a valle.


Ponti di Brigà e Calamone, stazione di Orto Liuzzo, ponte Gallo.

La linea tramviaria seguita verso Barcellona con tutte le caratteristiche di linea extraurbana; dopo la fermata di Divieto, quella in corrispondenza della quale il Genala voleva far terminare la linea, si giunge alla stazione di Bauso e successivamente, dopo le fermate di Due Torri e Fondaconuovo, si arriva alla stazione sita nel centro commerciale di Spadafora, nel territorio del quale le numerose fornaci si spera possano generare traffico merci alla tramvia. Dopo la fermata di Scala si sottopassa la linea ferroviaria Messina-Termini Imerese-Palermo in località Casino (oggi è un sottopassaggio stradale che permetteva, prima della variante al tracciato ferroviario del 1992 di evitare il passaggio a livello), si giunge alla stazione di S. Lucia, con un fabbricato a due piani, piano caricatore, rifornitore di acqua e binari di precedenza.


Stazione di Bauso, linea a Spadafora, sottopassaggio di Casino.

Superata la stazione di Archi dotata di un fabbricato di stile tipico belga, il binario si tiene ora sul lato destro della strada e, superata la fermata di Corriolo, passa sul lato sinistro traversando diagonalmente la strada per arrivare alla stazione di Olivarella, dotata di piano caricatore, di rifornitore di acqua e di binari di carico e di precedenza. E' l'ultima stazione della linea; seguono le fermate di Merì e di Pozzo di Gotto e il tram si ferma finalmente nella stazione di testa di Barcellona, con imponenti impianti per il traffico viaggiatori e merci, rimessa per locomotive e un vasto parco di binari di manovra.


Stazioni di Archi, S. Lucia, Olivarella.


Stazione terminale di Barcellona.

E’ da notare come fin dall’inizio la linea sia stata suddivisa, soprattutto dal punto di vista tariffario, nei due servizi Messina-Faro-ponte Gallo (dal km 0 al km 33) e Messina-Divieto-Barcellona (dal km 0 al km 34, Divieto, per seguitare poi fino al km 58, Barcellona), servizi che apparirebbero in sovrapposizione fino a ponte Gallo. Sembra che tale distinzione debba derivare dal fatto che la linea da Messina a ponte Gallo utilizzava una strada comunale di Messina, mentre da ponte Gallo in poi era su sede provinciale o appartenente ad altri comuni.

La Messina-Giampilieri

l servizio viaggiatori e merci per Giampilieri utilizzava lo stesso capolinea della pescheria visto per il servizio verso Barcellona. I treni per Giampilieri partivano però dalla pescheria in direzione opposta a quelli per Barcellona e attraverso il corso Vittorio Emanuele e il viale S. Martino giungevano in piazza Cairoli. Qui, poco dopo aver superato il torrente Portalegni, era stato installato lo scambio per la linea di Giampilieri.


Piazza Cairoli, 1894.
Il punto indicato con l'asterisco corrisponde all'omologo
indicato nella pianta sotto riportata.

E' interessante notare la disposizione che fu data a questo scambio che permetteva di raggiungere il deposito di via Maddalena o la linea di Giampilieri: per evitare un raggio di curva eccessivamente ridotto all'imbocco di via Maddalena, lo scambio era in realtà invertito e i due binari si incrociavano prima di imboccare via Maddalena verso sinistra per raggiungere il deposito e verso destra per imboccare la linea di Giampilieri e di conseguenza un treno diretto al deposito, ossia a sinistra della propria direttrice di marcia, doveva imboccare lo scambio a destra e viceversa, un treno diretto a Giampilieri lo doveva imboccare a sinistra.

Traversata quindi piazza Cairoli avendo impegnato lo scambio opportuno, la linea curvava a destra imboccando la via Maddalena verso nord fino a raggiungere la via Cardines [via Cesare Battisti], dove, voltando a sinistra, transitava per il piano della Maddalena di fronte alla omonima chiesa, oggi non più esistente; seguitando per via Cardines fino all’incrocio con via di S. Cecilia e poi per via di Porta Imperiale, la linea giungeva a piazza Zaera, che allora si affacciava sull’omonimo torrente (che dopo la copertura sarebbe diventato l’attuale viale Europa) attraversando il quartiere dell’Avignone, del quale resta traccia nell’attuale piazza Avignone. Passando successivamente sulla via Provinciale [via Catania] il treno transitava davanti al Cimitero monumentale, opera dell’insigne architetto Leone Savoja e seguitava poi verso il dromo per Contesse e Giampilieri, seguendo la via consolare Valeria.

Sottopassando a Mili la ferrovia Messina-Catania, superava il torrente S. Stefano sull'omonimo ponte e giungeva alla stazione di S. Stefano, dotata di un fabbricato viaggiatori con annesso un piccolo magazzino, oltre che di rifornitore di acqua e dei necessari binari di manovra e precedenza; passati la stazione di Galati e il ponte Briga, arrivava alla stazione terminale di Giampilieri.


Sottopassaggio di Mili, stazione di Galati.


Stazione di S. Stefano, ponte di Briga, stazione capolinea di Giampilieri.

Dal 1° gennaio 1896 il servizio extraurbano per Giampilieri è prolungato a Torre Faro e le due linee extraurbane di Messina assumono, nominalmente, un’altra configurazione: si hanno la Giampilieri-Messina-Faro per un servizio che oggi chiameremmo suburbano e la Messina-Granatari-Barcellona in un servizio di carattere tipicamente extraurbano.


Home Page indice

rev. A2 10/03/18