tram e trasporto pubblico a Roma

Argomenti di carattere generale

Le porte nei veicoli ATAG e ATAC dagli anni '30 in poi

 

Tipi di porte
Dal 1928 al 1942

Dal 1945 al 1952

Dal 1953 al 1960

A partire dagli ultimi anni '20, i rotabili per trasporto pubblico in Italia iniziarono ad essere dotati di chiusure agli accessi, secondo uno schema che restò tipico fino alla fine del secolo e che in parte fu adottato anche all'estero; in tale schema la chiusura dell'accesso era costituita da due o quattro antine operanti a libretto, a comando inizialmente manuale ma ben presto sostituito da un comando ad aria compressa. Furono ben presto unificati materiali, dimensioni e altre caratteristiche delle antine, col che le porte di tram, autobus e filobus in Italia si presentarono nell'aspetto che ci è stato familiare per più di mezzo secolo.

La porta a libretto dei rotabili degli anni '30 era costruita con antine in legno lucidato al naturale, dotate di vetro superiore seguente la fascia dei finestrini dela fiancata e nella maggior parte dei casi l'apertura delle antine si aveva verso l'esterno, per quanto già c'era chi preferiva un'apertura verso l'interno, per non avere parti sporgenti fuori della sagoma del veicolo.

Naturalmente, l'introduzione delle chiusure agli accessi dei rotabili si svolse con vicissitudini diverse nelle varie reti e, come al solito, in modo particolarmente tormentato per la rete romana: già per i rotabili tramviari si ebbe un primo distinguo, dal momento che mentre altre grandi reti come Milano, Torino e Napoli si orientarono subito per chiudere tutti gli accessi almeno sulle nuove motrici a carrelli in corso di fornitura, a Roma no, le ben note MRS uscirono con una prima serie del tutto priva di chiusure agli accessi, seguita da una seconda serie con il solo accesso anteriore chiuso e infine da una terza serie con entrambi  gli accessi chiusi.

Identificazione del tipo di porta

tipo materiale vetri trattamento
A1 legno solo superiore naturale lucidato
A2 colore e stile della fiancata
A3 verde chiaro unico
B1 superiore e inferiore naturale lucidato
B2* colore e stile della fiancata
B3 verde chiaro unico
C2 metallo solo superiore colore e stile della fiancata
C3 verde chiaro unico
D2* superiore e inferiore colore e stile della fiancata
D3 verde chiaro unico

* nessun rotabile della rete romana ha avuto questo tipo di porta


Porte di tipo A


Porte di tipo B


Porte di tipo C e D

Dal 1928 al 1942

1928. Le prime porte a chiusura meccanica appaiono sui rotabili romani con le numerose serie di autobus Lancia e SPA: questi veicoli sono dotati della sola chiusura all'accesso anteriore, in forma di porta a due antine e comando meccanico, mediante una specie di lunga leva a rotazione azionata dal conducente. Le porte inizialmente sono in parte A2, in seguito sostituite da A1.

     
Porte A2 e A1 su Lancia 3Ro...

   
...e su autobus SPA.

 
Comando manuale della porta anteriore.

1930. Anche le MRS 2. e 3. serie adottano porte A1, con una leggera variante su quelle di 2. serie per avere i pannelli inferiori divisi in due riquadri, variante adottata anche sulla MRS a due piani 2P1 e mantenuta nella sua trasformazione in 2265. 

            
Porte A1 sulle MRS di 2. e 3. serie e sulla 2P1, poi 2265.

1933. Le successive serie di autobus e filobus a due e tre assi hanno sempre porte A1.

           
Porte A1 su Alfa 80 e 110...

    
...e sui filobus Alfa 110.

Non mancano naturalmente delle eccezioni, come alcune serie di autobus prototipi Lancia con porte A2.

  
Prototipo Lancia D.1503 con porte A2.

1936. Le articolate MATER entrano in servizio con le tre porte di tipo A1,  ma subito dopo, esclusa dall'utilizzazione la porta centrale, la stessa, forse per renderla meno visibile, è verniciata in stile A2; anche quando, pochi mesi dopo, la porta centrale sarà riutilizzata, manterrà sempre il suo stile A2.

               
Le porte A1 delle Mater e la porta centrale modificata in A2.

1941. Alla fine degli anni '30 si nota però già un cambiamento di tendenza, quando appaiono i veicoli articolati 7001 ed 8001 con porte A2 (8001 con porte rototraslanti ad apertura verso l'interno, unico esempio a Roma).
1942. Il filobus prototipo Piaggio 9001 è dotato di porte B.

       
Prototipi 7001, 8001 e 9001 con porte A2 e B.

Dal 1945 al 1952

1948. I filobus Alfa R. 110, la consegna dei quali era già iniziata durante la guerra, hanno ancora porte A1; anche una piccola serie di autobus Fiat 680 ha porte A1.

   
Porte A1 su filobus Alfa 110 e autobus Fiat 682.

1948. Le vetture tramviarie articolate Stanga si presentano però in una livrea innovativa e adottano porte di tipo A2 a superficie liscia, che ripetono lo stile movimentato delle fiancate.

       
Porte A3 su vetture tramviarie Stanga.

1948. Con il primo gruppo di filobus Fiat 672, carrozzeria Carmagnola, appaiono a Roma le porte B3.

     
Porte B3 su filobus Fiat 672F.

1949. Queste non devono essere gradite all'ATAC, dato che con il secondo sottogruppo di Fiat 672, carrozzeria Cansa (6429-6519), si torna alle porte senza vetro inferiore, in stile A3. Come primo risultato le articolate MATER vedono la loro porta centrale passare ad A3; le porte di estremità restano però sempre A1.


Porta centrale A3 su articolata MATER
.

1949. Un successivo gruppo di filobus Alfa 140 ha invece porte metalliche, C2 per una parte delle vetture e C3 per le restanti. In occasione di piccoli interventi le porte C2 sono man mano trasformate in C3.
1950. Gli autobus Alfa 140 che entrano in servizio hanno porte metalliche C3, tuttavia differenti da quelle dei corrispondenti filobus.

   
Porte C2 e C3 su filobus e autobus Alfa 140.

A questo punto l'ATAC sembra decisamente orientata verso le porte interamente verniciate in verde chiaro, come sembra dimostrare anche il fatto che qualche autobus ha le porte modificate da A1 ad A3.

   
Autobus con porte modificate in A3.

1950. Ma non è così. Con una ulteriore serie di filobus Fiat 672F si torna alle porte in legno naturale, con vetro semplice, ossia alle A1, anche se con qualche differenza di stile nelle pannellature; la tendenza sarà confermata nel 1951 da una piccola serie di autobus Alfa 140  e dal completamento della fornitura di filobus Fiat 672, tutti rotabili che si presenteranno con porte A1.

  
Porte A1 su filobus Fiat 672F.

Tutti i nuovi rotabili che saranno consegnati fino al 1953 avranno porte A1; molti rotabili, autobus e filobus, prodotti o modificati con porte di altro tipo, saranno man mano normalizzati montandovi porte A1.

      
Porte A1 su vari tipi di autobus.

Nota. - Un segno premonitore di ciò si è avuto con la piccola serie di autobus Fiat 672, alcuni dei quali sono arrivati con porte A3, altri con porte A1.

Fino alla fine del 1952 sembra quindi che per l'ATAC le porte dei rotabili dovessero presentarsi di tipo A1, ossia con solo vetro superiore e in legno lucidato. Tra l'altro, le porte metalliche dei filobus e degli autobus Alfa 140 sono state man mano sostituite da porte in legno A1. Ma la situazione è tutt'altro che stabile.

Dal 1953 al 1960

1953. Arrivano le prime serie di Lancia Esatau e Fiat 405 a cassa portante: le porte sono di tipo B1. Mantenendo il legno lucidato, si torna quindi al doppio vetro.

     
Porte B1 sulle prime serie di autobus Lancia e Fiat del 1953...

Ma non è tutto: le serie seguenti degli stessi gruppi si presentano nuovamente con le porte verniciate in verde chiaro, ossia di tipo B3.

      
...e porte B3 sulle serie successive degli stessi rotabili.

1954. La porta B3 diviene quindi la porta tipica dei rotabili ATAC, che sarà adottata da tutti i rotabili che dal 1953 al 1960   entreranno in servizio: autobus, filobus e tram. Si presentano in particolare con porte B3 le serie di filobus a due assi Fiat 668 e Lancia Esatau ed i nuovi tram PCC .

  
Porte B3 su filobus e tram.

1955, Stabilizzatasi la situazione con l'impiego delle porte B3 sui rotabili di nuova fornitura, l'ATAC passa alla normalizzazione di tutto il parco in circolazione, adottando in un primo momento uno schema A3, ossia senza il vetro inferiore. Sono modificate le articolate MATER, che vedono finalmente le porte di estremità uguali a quella centrale; gli autobus Alfa 140, i Lancia Esatau e i Fiat 680; i filobus a tre assi anteguerra, i 672F e gli Alfa 140. Non sono interessati dalla modifica i pochi filobus a due assi anteguerra ancora in circolazione, in quanto destinati alla demolizione per il ricupero di parti da utilizzare nella costruzione delle serie a due assi Fiat e Lancia. Le motrici tramviarie Stanga mantengono al momento le loro porte A2.

     
Porte A3 su
articolate MATER ed MRS...

        
...e su
filobus ed autobus.

1959. Alcuni rotabili, già dotati di porte A3, appaiono con porte B3 ed è ben presto evidente che l'ATAC sta provvedendo ad una ennesima modifica del parco circolante con l'adozione delle porte B3. L'operazione ha un rallentamento nel 1960 a causa delle sciagurate Olimpiadi, ma riprende nel 1961 e nel giro di un paio d'anni tutti i rotabili in circolazione si presentano con porte B3. Restano escluse dall'operazione le articolate MATER per le quali è prevista la radiazione a breve scadenza.

        
Porte B3 su tram e filobus.


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rev. 18/09/11